<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=130</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Thu, 09 Apr 2026 13:52:09 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">5374a081-1c25-4b6f-92f5-841eec2849f3</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/futuri-presenti-la-cooperazione-trentina-al-lavoro-per-immaginare-il-domani</link><title>Futuri presenti, la Cooperazione Trentina al lavoro per immaginare il domani</title><description>Sono passati 130 anni dal 20 novembre del 1895, quando nacque la Federazione Trentina della Cooperazione. Un movimento protagonista dell’occupazione trentina, con 39.000 tra dipendenti di ogni settore e conferitori agricoli, che oggi rilancia il suo ruolo nella società e nell’economia trentina per rispondere alle criticità future. Tra i temi principali emersi dalla ricerca Ocse, Euricse e Università di Trento: invecchiamento, casa, clima e digitalizzazione.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/w0vnpcpi/simoni-mattei-tonina.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/futuri-presenti-la-cooperazione-trentina-al-lavoro-per-immaginare-il-domani" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2126</width><height>1415</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Intreccia passato e futuro la Cooperazione Trentina, che oggi celebra i suoi 130 anni di vita. E lo fa fin dal primo istante di questa giornata speciale: da un lato il robot che accoglie cooperatori, cooperatrici dal palco della Sala inCooperazione, dall’altro la teatralizzazione di don Guetti, chiamato simbolicamente a inaugurare la festa e la riflessione collettiva che l’accompagna. A seguire, l’intervento dello storico e creator <strong>Giacomo Panozzo</strong> che condensa 130 anni di storia nel tempo e con il linguaggio di un Tiktok. Il dialogo tra tradizione e innovazione continua con l’anteprima della campagna promozionale: una festa di paese in cui, al momento di spegnere le candeline dell’“anziana” Cooperazione Trentina, compare una giovane figura che guarda avanti con fiducia, pronta a continuare quel cammino al servizio della comunità.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/waMdReHTSHs" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/waMdReHTSHs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="" title="130° anniversario della Cooperazione Trentina | 20 novembre 2025"></iframe></div>
<p><strong><br />Il profilo di un sistema unico in Italia</strong></p>
<p>La Cooperazione Trentina rappresenta oggi uno dei più grandi sistemi economici e sociali e il tra i maggiori ‘datori di lavoro’ nel panorama provinciale: 400 cooperative, 12 consorzi e 19 società di sistema, di proprietà di 330.000 soci e socie e gestito da oltre 3.000 amministratori e amministratrici. Un movimento che genera 4 miliardi di euro di fatturato all’anno e custodisce un patrimonio collettivo di 2,4 miliardi, che rimarrà alle nuove generazioni.<br />La cooperazione è anche la più grande realtà collettiva in Trentino in termini di lavoro: 39.000 persone occupate, di cui 23.000 dipendenti e 16.000 soci conferitori agricoli, con 1.800 lavoratori fragili inseriti in percorsi protetti.</p>
<p>Negli ultimi cinque anni la retribuzione complessiva è cresciuta da 1,3 a 1,6 miliardi di euro, grazie ai rinnovi contrattuali nei settori del consumo, sociale, credito e agricolo (caseifici, cantine, ortofrutta). Una testimonianza concreta di un modello che redistribuisce valore, radica occupazione e sostiene la coesione territoriale.</p>
<p>«A quanti, con impegno e passione, custodiscono e rinnovano questa straordinaria eredità – ha scritto il Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> nella lettera letta oggi nella Sala inCooperazione – rivolgo l’apprezzamento della Repubblica per il loro lavoro, unitamente all’augurio che i prossimi traguardi possano rafforzare un pilastro della vita comunitaria, prezioso per le sfide che ci attendono».</p>
<p><strong>Una ricerca per leggere il domani</strong></p>
<p>Il legame tra passato e futuro prende forma con evidenza nella ricerca “Prospettive Cooperative: prepararsi alle sfide del futuro”, realizzata con <strong>Ocse</strong>, <strong>Euricse </strong>e <strong>Università di Trento</strong> con il contributo operativo di <strong>Skopia Anticipation Services</strong> e la facilitazione di <strong>Gerardo De Luzenberger</strong>. Un processo partecipato che ha coinvolto oltre 300 cooperatori e cooperative in esercizi di futuro, laboratori territoriali e analisi comparate internazionali.</p>
<p>La domanda al centro dei lavori è stata semplice e radicale: come sarà la cooperazione nel 2050 e quali scelte occorrono oggi per costruire quel futuro? Alle risposte emerse dalla ricerca è stata dedicata ieri, presso la Sala Depero della Provincia, una specifica giornata di approfondimento, i cui esiti sono stati sintetizzati oggi da <strong>Amal Chevreau,</strong> responsabile dell'Unità Economia sociale e innovazione, Centro per l'Imprenditorialità, le Pmi, le Regioni e le Città dell'Ocse, insieme a <strong>Hyunha Kim,</strong> responsabile del Team di Pianificazione delle Politiche, iCoop, Corea, <strong>Clare Sarson</strong>, responsabile della politica internazionale per le Pmi, Dipartimento per le imprese e il commercio, Regno Unito, <strong>Samuel Barco</strong>, esperto senior in ecosistemi di imprenditoria sociale, che hanno offerto una fotografia nitida delle quattro grandi transizioni in corso. </p>
<p><strong>Quattro priorità: invecchiamento, casa, clima, digitale</strong></p>
<p><em><u>Invecchiamento</u></em>: con gli over 65 già al 23% in Italia, aumentano bisogni di cura, continuità assistenziale e comunità solidali. Le cooperative emergono come attori capaci di costruire servizi di prossimità, modelli mutualistici e reti territoriali che valorizzano famiglie, lavoratrici e legami sociali. <em><u>Casa e comunità</u></em>: nelle grandi città i prezzi delle abitazioni superano dell’86% quelli dei piccoli centri, alimentando nuove fragilità e spingendo verso territori più coesi. Il modello cooperativo può offrire soluzioni abitative accessibili e garantire, tramite i Sieg, servizi essenziali senza i quali i territori rischiano lo spopolamento. <em><u>Clima</u></em>: con il 2024 registrato come l’anno più caldo di sempre, la transizione energetica diventa urgente. Le cooperative – osserva l’Ocse – sono in grado di attivare comunità energetiche rinnovabili, filiere agricole resilienti, progetti ambientali e iniziative circolari radicate nei territori. <em><u>Digitalizzazione</u></em>: se l’accesso a Internet sfiora il 100% in Europa, persistono disuguaglianze e rischi di esclusione. La cooperazione può guidare una digitalizzazione etica, centrata sulle persone: piattaforme condivise, servizi intelligenti, gestione responsabile dei dati e nuovi spazi di democrazia partecipata.</p>
<p>Utilizzando gli studi di futuro, illustrati da <strong>Roberto Poli</strong> dell’Università di Trento, la ricerca arriva alla conclusione che il modello cooperativo, sostenuto da politiche mirate e dotato di capacità anticipatoria, sarà protagonista delle grandi transizioni del Trentino, mantenendo ciò che lo rende unico: radicamento sociale, partecipazione e orientamento al bene comune.</p>
<p><strong>Innovazione, alleanze e alta formazione</strong></p>
<p>A partire da questa visione, la Cooperazione Trentina si attrezza scegliendo la via delle alleanze. Come ha spiegato il presidente <strong>Roberto Simoni</strong>, la sfida oggi è mettere in connessione ricerca, innovazione e mondo cooperativo.</p>
<p>Dialogando con <strong>Ferruccio Resta</strong> (presidente Fbk), Simoni ha annunciato il lancio del programma <em>Proof of Concept</em>, promosso da Fbk: due progetti triennali finanziati da Promocoop a partire dal 2026, dedicati a trasformare idee innovative in soluzioni concrete per l’ambito sociale e dei servizi di prossimità. «È un modo per far dialogare scienza, impresa e cooperazione – ha detto Simoni – e per portare l’innovazione là dove serve di più: nelle comunità». «Il progetto con la Cooperazione – ha aggiunto Resta – è il modo migliore per prepararsi al futuro investendo sui giovani e sulle idee che costruiranno il nostro futuro».</p>
<p>Innovazione significa anche formazione. Con <strong>Flavio Deflorian</strong>, Rettore dell’Università di Trento, è stato presentato un quadro articolato di collaborazione che prevede: una nuova laurea magistrale dedicata alla cooperazione, corsi aperti agli studenti delle triennali, indipendentemente dal percorso scelto, percorsi di formazione permanente per professionisti e cooperatori, l’apertura degli spazi di coworking della Federazione agli studenti, per avvicinare i giovani al modello cooperativo.</p>
<p>«Con questo accordo come Università – ha spiegato il Rettore – ci poniamo due obiettivi. Il primo è offrire una formazione specifica e di alto livello, che comprenda una laurea magistrale dedicata e diversi corsi mirati. Il secondo è portare contenuti legati all’economia cooperativa anche dentro percorsi di studio diversi, perché molti studenti arrivano da fuori provincia: è un modo per seminare cultura cooperativa, sensibilità e valori che possano diventare parte del loro bagaglio professionale e umano».</p>
<p>«Il nostro obiettivo – ha concluso Simoni – è fare in modo che la cooperazione non sia solo un pezzo di storia, ma una possibilità concreta per chi vuole costruire il proprio futuro mettendo al centro responsabilità e comunità».</p>
<p><strong>L’alleanza istituzionale</strong></p>
<p>«La Cooperazione ha reso il Trentino più forte, equo e resiliente – così il vicepresidente della Provincia, <strong>Achille Spinelli</strong> – e in questi 130 anni, con coraggio e responsabilità, è diventata parte strutturale del nostro modello di sviluppo, capace di unire inclusione sociale, presidio del territorio e crescita economica. Oggi affrontiamo sfide importanti, ma i segnali sono positivi: l’occupazione cresce e il Trentino ha tutte le carte in regola per proseguire nel suo percorso di sviluppo. Le risorse del bilancio provinciale sostengono questo cammino, puntando su famiglie, attrattività e investimenti che generano valore, occupazione e crescita duratura. La Cooperazione, radicata in ogni settore, non ha solo accompagnato lo sviluppo del Trentino: lo ha reso possibile».</p>
<p>«Celebrare i 130 anni della Cooperazione trentina – così l’assessore provinciale <strong>Mario Tonina</strong> – significa riconoscere il valore di una storia che, partendo dall’intuizione di don Lorenzo Guetti, ha sostenuto il nostro territorio anche nei momenti più difficili. Allora c’erano povertà, difficoltà e ristrettezze economiche, oggi ci sono nuove sfide ed emergenze: come allora, abbiamo raccolto bisogni, sogni e desideri e li abbiamo tradotti in un progetto comune, rappresentato nel Protocollo recentemente sottoscritto. Se ieri la Cooperazione ha dato risposte positive per la crescita del Trentino, anche oggi può fare la differenza, grazie alla sua forza, alla sua capacità di unire la comunità, anche grazie ai valori del volontariato che sono integrati nella nostra società, soprattutto nei temi sociali, nel welfare territoriale, ampiamente rappresentati nel Protocollo. È questa la sfida da vincere insieme, Autonomia speciale e Cooperazione, per continuare a costruire nuove prospettive, fiducia e futuro, soprattutto per le nuove generazioni».</p>
<p>Un ruolo, quello della Cooperazione nella comunità trentina, ricordato anche dal direttore generale della Federazione, <strong>Alessandro Ceschi</strong>, che ha ringraziato il personale della struttura per il lavoro e l’impegno: «La Federazione non è la cooperazione di pochi, non è il lavoro di singoli, ma è il lavoro collettivo che non è semplice. Ma è a quello che dobbiamo indirizzarci».</p>
<p>«Anche le cooperative, come tutte le altre imprese, devono essere orientate al mercato – ha ricordato <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente di Confcooperative – ma prima ancora ai bisogni. Questa capacità di leggere i bisogni delle persone e delle comunità ha fatto la nostra fortuna. Dobbiamo avere ancora fame e sete di cooperazione e della nostra capacità di coniugare mutualità interna verso i nostri soci e esterna verso le comunità».</p>
<p><strong>La pace e la piazza</strong></p>
<p>La serata si è chiusa con l’intervento del giornalista e storico <strong>Paolo Mieli</strong> che riflette, con la giornalista e conduttrice tv <strong>Maria Concetta Mattei</strong>, sul valore della pace, richiamando l’articolo 3 dello statuto della Federazione, che pone tra le sue finalità “la promozione e difesa della pace, della cooperazione internazionale e dei diritti umani”.</p>
<p>«La vostra cooperazione – ha detto Mieli agli oltre 450 ospiti presenti – è un mondo che aggrega le persone. È giusto usare la modernità per comunicare al meglio, ma resta fondamentale anche ritrovarsi fisicamente: il cemento di questi 130 anni è lo stare insieme. La cooperazione è fedele alle sue origini: cooperare, costruire comunità, essere presenza viva. La storia ci insegna che la peste si accompagna spesso alla guerra. È sempre stato così. Ma c’è una costante: dopo pestilenze e conflitti, l’umanità compie salti straordinari. Il Rinascimento e l’Illuminismo ne sono esempi luminosi. Il prezzo che paghiamo oggi e che abbiamo pagato con il Covid diventerà un guadagno clamoroso per i nostri figli e nipoti. È accaduto per tremila anni, e accadrà ancora: anche la cooperazione deve prepararsi a un nuovo salto».</p>
<p>«Se continuerete la vostra attività con lo stesso impegno – ha esortato Mieli – porrete uno dei mattoni della pace di cui abbiamo bisogno. I piani di pace di Trump passano; la cooperazione resta.»</p>
<p>Dulcis in fundo, prima del brindisi festoso, l’anteprima della nuova Piazza inCooperazione, spazio aperto a cooperative, soci e cittadini. Qui, dal 4 dicembre, sarà visitabile la mostra “Futuri presenti: l’arte trentina di cooperare”, ideata per i 130 anni con la Fondazione Museo Storico del Trentino: un percorso che racconta un movimento nato dal bisogno di condividere, attraversato da generazioni e guidato da valori come solidarietà, partecipazione, autonomia e innovazione.</p>
<p>Un nastro blu – visivo e simbolico – collega le sezioni della mostra, ricordando che la cooperazione, ieri come oggi, continua a unire persone e comunità in un progetto comune di futuro.</p>
<p> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">1255e7dc-3a7e-4e8a-a012-d7d3a1782000</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-e-autonomia-le-fondamenta-di-un-futuro-condiviso</link><title>Cooperazione e autonomia, le fondamenta di un futuro condiviso</title><description>Al Teatro Parrocchiale di Fiavè, una tappa del Tour dell’autonomia de Il T Quotidiano.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/4p5ni4r0/012-tour-autonomia-pomeriggio-fiave-cooperazione-ph-luca-chiste-012.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-e-autonomia-le-fondamenta-di-un-futuro-condiviso" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7087</width><height>3944</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è tenuto ieri sera, presso il Teatro Parrocchiale di Fiavè, l’incontro del Tour dell’autonomia promosso da Il T Quotidiano. Protagonisti della serata <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, e <strong>Alberto Ianes</strong>, storico e ricercatore della <strong>Fondazione Museo Storico del Trentino</strong>, con la moderazione di <strong>Tommaso Di Giannantonio</strong>.<br /><br />Ianes ha ricordato come i trentini non abbiano inventato la cooperazione, ma abbiano saputo far propria l’esperienza del modello Raiffeisen del mondo germanico, adattandolo al contesto locale. Nascono così la prima cooperativa di consumo nel 1890 e la cassa rurale di Quadra nel 1892, fino alla costituzione nel 1895 della Federazione Trentina della Cooperazione, guidata da don Lorenzo Guetti.<br />"<em>La Federazione</em> — ha ricordato Ianes — <em>nacque con tre funzioni principali: rappresentanza, servizi e revisione. E da allora accompagna le cooperative nel loro cammino di crescita, vigilando e sostenendo"</em>.<br /><br /><strong>Cooperazione e autonomia, un legame profondo</strong><br /><br />Nel suo intervento, Ianes ha evidenziato come la cooperazione trentina sia cresciuta di pari passo con l’autonomia speciale. "<em>Don Guetti fu anche politico</em> — ha ricordato — <em>e l’idea di un’autonomia dal basso anticipò quella istituzionale sancita con l’accordo De Gasperi-Gruber"</em>.<br />Le successive stagioni dell’autonomia, in particolare quella del 1972, hanno permesso di introdurre leggi innovative, come quelle sui lavori socialmente utili e sulla cooperazione sociale, capaci di coniugare impresa e solidarietà.<br /><br /><strong>Le sfide di oggi secondo Simoni</strong><br /><br />Simoni ha ripreso quel filo, collegando il passato alle urgenze del presente: "<em>La cooperazione è nata per dare risposte, e la sua resilienza è un fatto. Oggi dobbiamo affrontare temi complessi come immigrazione, casa, lavoro e sostenibilità, ma con lo stesso spirito di allora</em>".<br />Stimolato dal dibattito, ha sottolineato come tra le priorità ci siano le Comunità Energetiche Rinnovabili, un modello cooperativo che produce energia pulita e, insieme, ricostruisce legami sociali e senso di comunità, contribuendo fattivamente alla realizzazione di progetti per il territorio.<br /><br />Il presidente ha poi ricordato l’impegno della Federazione nel mantenere sportelli bancari, negozi e servizi di prossimità nei paesi più piccoli: "<em>Sono presidi essenziali per la vita delle comunità locali, perché dove resta una cooperativa, resta anche una comunità viva</em>".<br /><br /><strong>Cultura e formazione per il futuro</strong><br /><br />Entrambi i relatori hanno insistito sull’importanza della formazione cooperativa, da diffondere soprattutto tra i giovani. Ianes ha proposto di "<em>rafforzare ciò che già esiste, senza creare nuove strutture costose</em>", mentre Simoni ha sottolineato la necessità di "<em>portare la cooperazione dentro scuole e università</em>", per farla conoscere come modello di sviluppo partecipato.<br /><br />Innovazione e cultura digitale saranno altrettanto decisive. "<em>Dobbiamo saper utilizzare le nuove tecnologie</em> — ha detto Simoni — <em>senza perdere la nostra identità e mettendo sempre la persona al centro</em>".<br /><br /><strong>Un messaggio di fiducia</strong><br /><br />La serata si è chiusa con un applauso convinto del pubblico e un messaggio condiviso: la cooperazione trentina è una forma di autonomia dal basso, capace di rigenerarsi e di affrontare i cambiamenti restando fedele alle proprie radici. Come ha sintetizzato Ianes, "<em>autonomia e cooperazione si meritano ogni giorno, dimostrando audacia e capacità di innovare</em>". E Fiavè, ancora una volta, ha ricordato quanto quelle radici siano vive.<br /><br /><strong>Una serata proseguita con un campione Trentino</strong><br /><br />L’incontro di Fiavè si è inserito in una giornata dedicata al valore della comunità in cambiamento. In chiusura, un folto pubblico ha potuto ascoltare, presso il palazzetto comunale, la testimonianza di Yeman Crippa, atleta olimpico e simbolo di integrazione, che ha raccontato con emozione la sua infanzia in Etiopia e l’arrivo in Trentino grazie all’adozione: un racconto di riscatto, appartenenza e gratitudine, in piena sintonia con lo spirito del Tour dell’autonomia e di questa tappa supportata dalla Cooperazione Trentina.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">34d0aec4-503d-4b81-9d99-97bce16e32aa</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-trentina-a-sostegno-del-popolo-palestinese</link><title>Cooperazione Trentina a sostegno del popolo palestinese</title><description>Il consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione ha approvato all’unanimità un documento che condanna l’operazione di pulizia etnica perpetrata dal governo israeliano e ogni forma di terrorismo messa in atto da Hamas. Il testo ribadisce l’impegno per la promozione della pace e dei diritti umani, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Simoni: “lanciare segnali chiari di pace è un dovere morale: fermare questa guerra al più presto è una responsabilità collettiva”.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/2h0brnta/israel-and-palestine-conflict-or-war-situation-ref-2024-12-01-11-09-23-utc.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperazione-trentina-a-sostegno-del-popolo-palestinese" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4004</width><height>2252</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione ha approvato all’unanimità un documento di forte condanna delle azioni di sterminio perpetrate dal governo israeliano nei confronti della popolazione palestinese e, con la stessa fermezza, delle azioni terroristiche di Hamas.</p>
<p>La presa di posizione si fonda su principi saldi e condivisi, che si inseriscono all’interno dei 130 anni di storia della Federazione Trentina della Cooperazione. Una tappa di vita importante per molte donne, uomini, famiglie e organizzazioni trentine che da diverse generazioni credono in modo profondo nei principi e nei valori alla base della cooperazione.</p>
<p>La tutela dei diritti umani è sancita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e da numerose convenzioni internazionali ratificate dall’Italia, tra cui quella delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La Costituzione italiana, all’articolo 11, afferma il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. La <strong>Carta dei Valori della Cooperazione Trentina</strong>, a pagina 15, riconosce la Pace come valore fondante, affermando che essa “<strong>non equivale semplicemente all’assenza di guerre. Non c’è pace senza giustizia né senza uno sviluppo equo e rispettoso della dignità della persona e dei popoli</strong>”. Nel contesto trentino, il senso di comunità è profondamente radicato e la difesa dei diritti e della dignità di ogni persona è da sempre una priorità condivisa, sostenuta da un impegno concreto della cooperazione e della solidarietà, promossi attraverso molteplici iniziative sul territorio.</p>
<p>L’appello quindi alla comunità di cooperatrici e cooperatori:</p>
<ul>
<li>il crescente rischio di normalizzazione, di atteggiamenti indifferenti di fronte alla sofferenza umana impone un chiaro posizionamento etico, di cui ci facciamo portavoce come rappresentanti della cooperazione e della comunità;</li>
<li>la nostra storia, i nostri valori, la nostra coscienza e Costituzione ci portano a essere coinvolti come cooperatrici e cooperatori in questa tragedia e a mobilitarci;</li>
<li>è compito anche della Cooperazione promuovere una cultura della pace, della solidarietà e della giustizia;</li>
<li>è nostro impegno di cooperatrici e cooperatori condannare le ingiustizie e ogni forma di disumanità da qualunque parte provenga, riaffermando il diritto di ogni popolo alla vita, alla dignità e alla sicurezza.</li>
</ul>
<p>Il documento approvato oggi dal consiglio di amministrazione impegna la Federazione a:</p>
<ul>
<li>sollecitare governo nazionale e comunità internazionale a operare per l’immediato cessate il fuoco;</li>
<li>chiedere il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani;</li>
<li>esigere il ritorno degli ostaggi israeliani e garantire accesso umanitario alla popolazione civile;</li>
<li>promuovere in Trentino iniziative di sensibilizzazione, formazione e cultura della pace;</li>
<li>collaborare all’organizzazione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese.</li>
</ul>
<p>“<em>In un contesto segnato da violenza e sofferenza,</em> - ha dichiarato il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong> - <em>lanciare segnali chiari di pace è un dovere morale. La nostra voce, unita a quella di tante altre realtà, deve contribuire a fermare questa guerra al più presto. Come cooperatori crediamo che la pace sia l’unica via per tutelare la dignità umana e garantire un futuro ai popoli coinvolti. La neutralità di fronte all’ingiustizia non è un’opzione: la cooperazione deve essere motore di solidarietà e giustizia</em>”.</p>
<p><a rel="noopener" href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/flxjogud/sostegno_palestina_fedcoop_08082025.pdf" target="_blank" title="Sostegno Palestina Fedcoop 08082025">Il documento (scaricabile qui)</a> è stato trasmesso al Presidente della Provincia autonoma di Trento, al Presidente del Consiglio dei Ministri, all’Ambasciatore di Israele e al Rappresentante dell’Autorità Palestinese a Roma, invitando tutte le cooperative, i soci e le socie ad aderire a questo impegno per la pace.<br /><br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">2a525882-dfae-45a0-a791-7146ecf8f03f</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-altopiano-di-pine</link><title>Famiglia Cooperativa Altopiano di Piné: festeggiati a Montagnaga i 130 anni della cooperazione di consumo</title><description><![CDATA[<p>La Famiglia Cooperativa ha festeggiato un compleanno molto significativo per il negozio a servizio della comunità di Montagnaga, fondato il 2 agosto 1895: come oggi, centotrent’anni fa.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/mtppnajh/rita-mosna-presidente-fc-altopiano-pin-bis.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-altopiano-di-pine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1400</width><height>992</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nonostante l’assenza del sole, quella di oggi è stata una mattinata di sole per la Famiglia Cooperativa Altopiano di Pinè.</p>
<p>A Montagnaga è stato festeggiato un compleanno speciale: i 130 anni del negozio di vicinato a servizio di questa comunità.</p>
<p>“In buona sostanza – è stato spiegato - quella di Montagnaga, era stata la prima Famiglia Cooperativa a essere creata sull’Altipiano”. Negli anni erano seguite tutte le altre cooperative di consumo che, ultimato il processo di unificazione, erano confluite in quella che, oggi, è la Famiglia Cooperativa Altopiano di Pinè.</p>
<p>Occasione per fare memoria storica e guardare al domani con rinnovato entusiasmo. Ripensare al lungo cammino di un percorso avviato alla fine del Milleottocento quando, anche in queste zone, l’idea di <strong>don Lorenzo Guetti</strong> cominciava a mettere radici e fruttificare al meglio.</p>
<p>Infatti, cinque anni prima, nel 1890 a Santa Croce di Bleggio, era stata creata la prima forma cooperativa. Venne scelto il nome di Famiglia Cooperativa, per sottolinearne caratteristica e funzione simili a una famiglia dove a prevalere è l’uno per tutti e il tutti per uno con la reciprocità a esserne valore distintivo.</p>
<p>“Tutto è iniziato il 2 agosto 1895 – ha spiegato la presidente <strong>Rita Mosna </strong>in un passaggio della sua relazione - quando la comunità di Montagnaga comprese l'importanza di unirsi, collaborare e sostenersi a vicenda, basandosi sui valori concreti della Cooperazione Trentina: solidarietà, reciprocità, partecipazione e radicamento nel territorio. Questi principi, nati in un periodo di grandi cambiamenti sociali ed economici, sono ancora oggi la nostra guida. Se pensiamo a tutto ciò che è cambiato in 130 anni — tecnologie, abitudini, economie — ci accorgiamo che c’è qualcosa che è rimasto stabile: lo spirito cooperativo, che ha permesso di creare posti di lavoro e di mantenere servizi essenziali anche nei momenti più difficili”.</p>
<p>Un negozio di vicinato “non è solo un luogo dove acquistare beni – ha aggiunto Mosna - È uno spazio di socialità, un punto di riferimento per la comunità, un presidio contro lo spopolamento. È il luogo dove le persone si incontrano, si aggiornano e si sentono parte di qualcosa. Dove gli anziani trovano vicinanza e accessibilità. Dove il contatto umano conta ancora. La vera convenienza è avere un negozio vicino a casa, che rispetta l’ambiente, che sostiene i produttori locali e che genera occupazione sul territorio. Siamo convinti che, senza i nostri negozi, molti paesi perderebbero una parte della loro identità, della loro vita quotidiana e della loro autonomia. È proprio questo senso di responsabilità che ci spinge a continuare con determinazione, nel rispetto di chi ci ha preceduto”.</p>
<p>Durante l’evento celebrativo sono intervenuti il sindaco di Baselga di Pinè, <strong>Alessandro Santuari</strong>, e <strong>Andrea Dalcolmo,</strong> presidente di Asuc e Pro Loco di Montagnaga di Pinè, evidenziando l’importante ruolo rivestito dalla Famiglia Cooperativa e dal negozio di Montagnaga di Pinè.</p>
<p><strong>Paola Dal Sasso</strong>, vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione per il settore del consumo, ha evidenziato che, la cooperativa di consumo, è coetanea della Federazione che festeggerà, nel prossimo novembre, i suoi primi 130 anni. “Centotrent’anni rappresentano indubbiamente la testimonianza della resilienza della cooperazione che presidia anche le piccole comunità – ha osservato - Per garantire futuro a queste realtà e a questi punti vendita è fondamentale il senso di appartenenza dei consumatori soci e clienti alla propria Famiglia Cooperativa”.</p>
<p>A ultimare la parte ufficiale è stato l’intervento di<strong> don Carlo Moser.</strong></p>
<p>La Famiglia Cooperativa Altopiano di Pinè è diretta da <strong>Angelo Orsingher</strong> che guida uno staff di ventiquattro collaboratrici e collaboratori (tra fissi e stagionali) impegnati negli otto punti vendita a servizio delle località di Montagnaga, Baselga di Pinè, Miola, Faida, Centrale, Bedollo, Brusago e Montesover.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Area Stampa e Comunicazione Cooperazione Trentina - Diego Nart</author></item></channel></rss>