<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=Festival+Nazionale+Economia+Civile</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 06 Apr 2026 21:09:03 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">bab2f4e9-5809-40b9-b114-972adecb2287</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/la-sesta-edizione-del-festival-nazionale-dell-economia-civile</link><title>La sesta edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile si terrà a Firenze dal 3 al 6 ottobre 2024</title><description>I sali minerali del terreno della democrazia sono quelli della partecipazione, del civismo e della cittadinanza attiva. La ferma convinzione che uno sviluppo sostenibile si sostanzia nel coinvolgimento attivo e collaborativo dei suoi protagonisti, ha spinto il comitato organizzatore del Festival Nazionale dell’Economia Civile a scegliere come titolo per questa sesta edizione L'ora di partecipare.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/uutftz5m/foto.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/la-sesta-edizione-del-festival-nazionale-dell-economia-civile" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1066</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Partecipare non significa soltanto votare, ma anche adottare stili di vita sostenibili, di consumo e risparmio responsabile, impegnarsi per la comunità e alimentare quei corpi sociali oggi più che mai baluardo di quel “noi”, di quell’essere collettivo che è la società e che rischia di perdersi all’interno dell'individualismo imperante.</p>
<p>Dal 3 al 6 ottobre 2024 a Firenze si svolgerà la sesta edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, con la giornata di giovedì che si svolgerà interamente al Polo di Novoli grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, per poi spostarsi nella sua sede “storica” del Salone dei 500 a Palazzo Vecchio.</p>
<p>Ospiti internazionali di questa edizione saranno Muhammad Yunus, Economista e vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 2006, Melissa Parke, Direttrice ICAN e Premio Nobel per la Pace 2017, Jeffrey Sachs, Professore alla Columbia University, Alberto Acosta, Economista.</p>
<p>Non mancheranno anche momenti di riflessione più “leggera”, attraverso il teatro e la musica, che possono e devono diventare funzionali veicoli per approfondire tematiche importanti quali l’inclusione e l’uguaglianza. In questa edizione parteciperanno al Festival Nazionale dell’Economia Civile il comico Giobbe Covatta e il cantautore Ermal Meta.</p>
<p>Il programma sarà quindi arricchito da testimonianze di esperti, amministratori, imprenditori, giovani che stanno dando vita ad un nuovo modello sociale ed economico fatto di virtù civili, e relazioni di qualità, in molti casi già tradotte in realtà, come evidenziano le tante “buone pratiche” raccolte nelle precedenti edizioni, dal 2019 ad oggi. La tre giorni fiorentina sarà un’occasione per lanciare un nuovo modello di città universale, secondo gli insegnamenti di Giorgio La Pira, per diventare il modello della <em>Civil &amp; Social Business City</em> per lo sviluppo locale partecipato e sostenibile.</p>
<p>Sono aperte le iscrizioni per partecipare a tutte le sessioni e online è disponibile il programma completo dell’evento: <a href="http://www.festivalnazionaleeconomiacivile.it/programma-2024/">www.festivalnazionaleeconomiacivile.it/programma-2024/</a></p>
<p>Promosso da Federcasse (l’Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen) e da Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt (Nuova Economia Per Tutti), con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Assicooper, Coopersystem, Federazione Toscana delle BCC, Frecciarossa e la collaborazione della SEC (Scuola di Economia Civile) e di MUS.E.</p>
<p>Il Festival Nazionale dell’Economia Civile si è ormai accreditato come un evento di particolare interesse su temi che pongono al centro l’uomo, il suo valore come individuo, la fiducia, la comunità, la reciprocità, il bene comune e la pubblica felicità.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Festival Economia Civile</author></item><item><guid isPermaLink="false">37971626-0335-4d82-8bb2-d461205dd90b</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/perugia-via-al-convegno-manifesto-e-frontiere-della-ricerca-per-un-rinascimento-economico</link><title>Perugia, via al convegno “Manifesto e frontiere della ricerca per un Rinascimento economico”</title><description /><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/3ixcw4aa/foto.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/perugia-via-al-convegno-manifesto-e-frontiere-della-ricerca-per-un-rinascimento-economico" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Con la sessione plenaria di presentazione dei contenuti del Manifesto per la Nuova Economia, il convegno internazionale “Manifesto e frontiere della ricerca per un Rinascimento economico”, in corso il 20 e 21 giugno al Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia, è entrato nel vivo delle argomentazioni principali. L’evento si pone come il momento di presentazione del Manifesto alla comunità internazionale, proponendo a tutti i professori e professoresse di portarne i principi e i temi dell’economia civile nelle loro università.<br /><br />La Conferenza – organizzata da Dipartimento di Economia dell'Università di Perugia, Federcasse BCC, Confcooperative e NeXt Economia, con il sostegno di Fondosviluppo e il contributo di Assimoco, Fondazione Giorgio Fuà, Fondazione Perugia e Gioosto e con il patrocinio di Sites, Sied, Siecon, Aissec – sarà una tappa fondamentale di avvicinamento alla 6ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, in programma a Firenze dal 3 al 6 ottobre 2024.<br /><br />In apertura della sessione plenaria, Marco Ferrando, giornalista di Avvenire, ha ricordato come un approccio di analisi differente sia necessario e atteso anche nell’ambito della comunicazione. “Dal Digital News Report Italia è emerso – ha precisato – che pur a fronte della tendenziale ‘fuga dalle notizie’, il 53% del pubblico esprime il desiderio di informarsi sui grandi temi, economici in primis, chiedendo di fruire di un’informazione che abbia capacità di lettura diverse da quella mainstream”. Il giornalista ha ricordato come Avvenire abbia sviluppato da circa quattro anni una sezione dedicata all’economia civile, “e il seguito che abbiamo avuto è la prova provata che l’argomento sia di diffuso interesse”.<br /><br />Leonardo Becchetti, Direttore del Festival Nazionale Economia Civile e Co-fondatore di NeXt Economia, ha invece sottolineato l’importanza della nascita, “che è in corso d’opera, di una nuova economia. Un’economia dove le persone hanno capacità relazionali e intelligenza emotiva, dove non si guarda solo al profitto, ma all’impatto sociale che si genera, dove il PIL non sia l’unico indicatore del benessere e della felicità di una comunità”. Becchetti ha poi argomentato i cinque punti fondanti del manifesto, che vanno “dal superamento dell’homo oeconomicus, concetto che è socialmente dannoso, e di un paradigma economico che è generatore di depressione”. Gli altri punti riguardano la capacità di superare il concetto di impresa “shareholder-only”, oltre il Pil come indicatore di benessere e generatività, per misurare soddisfazione e ricchezza di senso del vivere, oltre lo iato stato-cittadino e oltre la deresponsabilizzazione valoriale e la separazione tra ricerca e impegno sociale. Becchetti ha ricordato che “l’impresa è qualcosa di più della massimizzazione del profitto”, sottolineando l’importanza e la necessità dell’impegno verso la cittadinanza attiva e la sussidiarietà, per costruire una società inclusiva e solidale, e verso una maggiore interdisciplinarità e la connessione formazione, impresa e azione civica.<br /><br />Giovanni Ferri, professore dell’Università Lumsa, ha precisato che “non c’è un’alternativa a considerare le emozioni nel nostro modello decisionale, che non deve basarsi unicamente sulla razionalità. Il nostro obiettivo non è quello di abbattere l’economia, ma avviare un’evoluzione della scienza economica che produca senso per la società. Questo è possibile rimodellando la conoscenza in senso orizzontale, operando un cambio di ruolo della ricerca, in mondo che sia maggiormente coinvolta nel cambiamento sociale”. <br />Massimo Bordignon, professore dell’Università Cattolica di Milano, ha “criticato la credenza che nell’economia mainstream debba essere per forza presente l’homo oeconomicus, ponendo l’interrogativo se davvero la razionalità rappresenti un problema”. Sul solco di quanto contenuto nel Manifesto, Bordignon ha individuato la sfida dell’economia contemporanea “nel rendere il sistema più sostenibile la produzione di ricchezza, sulle cui tasse si poggia il sistema di welfare. Sono preoccupato – ha aggiunto – di cosa sta succedendo nel campo sociale e politico, dove le democrazie occidentali stanno diventando società costituite da individui isolati”.<br />Gabriella Cagliesi, professoressa della University of Sussex, ha sostenuto che “è necessario far uscire l’economia e gli economisti dalla torre d’avorio nella quale sono arroccati”, indicando poi “i prossimi passi per il rinascimento in economica: educazione sostenibile e lotta alla povertà digitale; ricerca di evidenze empiriche e indicatori alternativi sul grado di benessere; una road map ispirata alla teoria del cambiamento; azioni per la costruzione di alleanze tra ricercatori, studenti e professionisti”.<br /><br />Il Festival Nazionale dell’Economia Civile sta già lavorando da anni su questi quattro passi: sul primo ha elaborato con NeXt Economia la lezione “Introduzione all’Economia Civile e alla Sostenibilità Integrale”; sul secondo ormai da sei anni realizza un rapporto sulle condizioni di BenVivere e Generatività dei territori con indicatori multidimensionali che vanno oltre il Pil; sul terzo parlano le esperienze di amministrazione condivisa avviate anche con il ruolo centrale delle Federazioni del Credito Cooperativo locale e Confcooperative territoriali per costruire dal basso percorsi di co-programmazione e co-progettazione che rispondano in una logica di rete e di impatto ai bisogni del territorio; sul quarto il Festival stesso rappresenta l’occasione in cui si concretizzano e si avviano relazioni fra professori, studenti e i rappresentanti della società civile, tutti accomunati dalla volontà di andare i limiti dell’attuale modello economico.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa - Festival Nazionale dell’Economia Civile</author></item><item><guid isPermaLink="false">0d5df30a-8daa-4617-ae46-1fcca3251c72</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/presentata-la-ricerca-del-ben-vivere-in-italia</link><title>Festival Nazionale dell’Economia Civile,  presentata la ricerca del Ben Vivere in Italia 2023. La provincia di Trento rimane nella top 10.</title><description>La 5ª edizione del “Rapporto sul BenVivere delle Province Italiane 2023: Classifiche, indicatori ibridi, benessere soggettivo, partecipazione e invecchiamento attivo”, è stata presentata in occasione della 5ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/no4dsk4f/foto.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/presentata-la-ricerca-del-ben-vivere-in-italia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span>Lo studio - curato da Leonardo Becchetti, Dalila De Rosa e Lorenzo Semplici, è realizzato </span><span>dalla Scuola di Economia Civile in collaborazione con “Avvenire” e con il contributo di</span> <span>Federcasse e Confcooperative, - contiene le nuove classifiche sul BenVivere e sulla Generatività delle Province italiane, che non registrano miglioramenti significativi fra le macroaree del Paese rispetto allo scorso anno. Considerando qualche piccola eccezione relativamente al punteggio e alla performance della singola provincia, nel complesso il Sud non ha recuperato sul Nord e sul Centro e quest’ultimo non ha recuperato sul Nord.</span> </p>
<p><span>Per quanto riguarda, nello specifico, la classifica 2023 del BenVivere, al primo posto si conferma, ancora una volta, Bolzano, pur perdendo 0,13 punti rispetto all’anno scorso. Completano il podio, come nel 2021, Pordenone (+3 posizioni rispetto al 2022) e Prato (+2). Scendono, invece, Firenze e Siena (entrambe -3). Questa la top 10: Bolzano, Pordenone, Prato, Milano, Firenze, Siena, Trento, Ancona, Bologna, Gorizia. Le province che hanno migliorato di più (15 posizioni) rispetto al 2022 sono Sud Sardegna, Sondrio, Bergamo, Rimini, Terni e Alessandria.</span> </p>
<p><span>Chiude la classifica 2023 Crotone, che perde 3 posizioni rispetto all’anno precedente. Nella flop 10, oltre alla provincia calabrese, anche Reggio Calabria, Caltanissetta, Foggia, Taranto, Napoli, Benevento, Nuoro, Caserta e Vibo Valentia. Una preoccupante presenza, quindi, per le provincie del sud Italia. </span> </p>
<p><span>Le Province flop 2023, che perdono più di quindici posizioni, sono Rieti, La Spezia e Trieste.</span> </p>
<p><span>Secondo la classifica 2023 della Generatività invece (che consiste nell’impatto atteso</span> </p>
<p><span>delle azioni della cittadinanza), al primo posto si colloca nuovamente la provincia di Bolzano, seguita da Trento e Milano. Il quarto e il quinto posto sono occupati da Pordenone e Reggio</span> <span>Emilia. Nel complesso, questa classifica mostra una certa stabilità (- 0,37 punti) rispetto allo scorso anno, in particolare per indicatori come l’età media della madre al parto, il numero medio di figli per donna, le banche del tempo, la raccolta differenziata e il numero di Neet (i giovani che non studiano né lavorano). A registrare le variazioni maggiori, in riduzione quasi ovunque, sono soprattutto due criteri esaminati: il numero di cooperative iscritte all’albo e il numero di startup innovative. Basti pensare che solo 16 province su 107 non hanno subito una riduzione del numero di cooperative iscritte all’albo: Pistoia, Lecce, Sassari, Cosenza, Reggio di Calabria, Catania, Agrigento, Matera, Trapani, Parma, Macerata, Savona, Crotone, Grosseto, Isernia, Verbano-Cusio-Ossola, mentre il numero di start up si riduce per molti territori.</span> </p>
<p><span>Intervenuti alla presentazione Silvia Rovere (Sindaca di Ostana), Mirko Di Bernardo (Sindaco di Grottaferrata), Elena Nappi (Sindaca di Castiglione della Pescaia) e Sergio Gatti (Direttore generale Federcasse-BCC). </span> </p>
<p><span>Gatti ha detto: «Il modello italiano della mutualità bancaria va in controtendenza rispetto alle conseguenze della desertificazione bancaria che poi è seguita anche dalla desertificazione dei piccoli esercizi commerciali, dei presidi sanitari, dei presidi scolastici nelle nostre aree interne che si spopolano. Le banche mutualistiche, invece, restano nei territori. In questo momento sono 749 i comuni italiani in cui l'unica presenza bancaria è rappresentata da una banca di credito cooperativo. Questo non è un merito particolare, è semplicemente l'applicazione della normativa contenuta nel testo unico bancario che richiede alle nostre banche di trasformare il risparmio in credito erogandolo per almeno il 95% nel territorio dove quel risparmio è stato raccolto. È quello che chiamiamo la finanza geo-circolare. Restare nei territori vuol dire valorizzare il risparmio e trasformarlo in finanza per il lavoro. E’ un modo concreto, statisticamente confermato e anche dimostrato a livello internazionale: dove c'è una banca mutualistica, il ‘ben vivere’ è più elevato».</span> </p>
<p><span>Per Nappi «il primo obiettivo per valorizzare un territorio è la conoscenza e la condivisione di questa conoscenza con il territorio. Noi abbiamo, ad esempio, da 9 anni, un patentino dell'ospitalità che serve a far conoscere a operatori, turisti e cittadini il nostro territorio. Questo ci ha consentito di garantire la sostenibilità e la vivibilità per Castiglione della Pescaia che ha una pressione turistica molto forte, in Toscana è terza dopo Firenze e Pisa. Il territorio soffre moltissimo della presenza turistica che pure crea la sua ricchezza. Per gestire questo stato di cose a beneficio di tutti, abbiamo puntato sull’integrazione tra mare e terra per attrarre i turisti anche in inverno e attraverso le attività turistiche e culturali, perché il segmento del turismo balneare è saturo».</span> </p>
<p><span>La Sindaca Rovere ha spiegato come «negli anni ‘80 il comune di Ostana contava 5 abitanti fissi tutto l’anno mentre prima dello spopolamento degli anni Sessanta erano 1500. Siamo partiti dalle comunità per cambiare la rotta di un luogo che non era assolutamente di ben vivere: le migliaia di persone che hanno lasciato le Alpi lo hanno fatto perché lì la vita era grama, non c’erano servizi, neppure il riscaldamento, le famiglie non avevano il bagno in casa. Ora Ostana è un paese vivo, con spazi che consentono alle persone di realizzare i propri progetti di vita».</span> </p>
<p><span>«Siamo nella top ten delle città più istruite d’Italia e – ha detto Di Bernardo – siamo la città con il reddito pro capite più alto del Lazio, ma ci sono ancora molti luoghi abbandonati. La strategia per ricostruire la comunità locale è la partecipazione che è garanzia di libertà: abbiamo 40 cittadini, che definiamo ‘delegati del Sindaco’, che ci aiutano sia ascoltando le esigenze della cittadinanza e comunicando le nostre iniziative»</span> </p>
<p><strong><span>Ufficio Stampa Festival Nazionale dell’Economia Civile</span></strong> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">dc98a113-032a-4bd0-8d82-e76e01951b53</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-nazionale-dell-economia-civile-un-nuovo-modo-di-intendere-lo-sviluppo-economico</link><title>Festival Nazionale dell'Economia Civile: un nuovo modo di intendere lo sviluppo economico</title><description>Si è chiusa la 4^ edizione del festival che si occupa di mettere al centro del dibattito economico la persona e il bene comune. Per la prima volta anche la Cooperazione Trentina protagonista all'interno di un panel sulla qualità di vita dei territori.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/vpkjnaw0/1663487859773.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-nazionale-dell-economia-civile-un-nuovo-modo-di-intendere-lo-sviluppo-economico" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1616</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In buona compagnia. Per cercare, ricostruire, fare pace” è il tema dell'edizione 2022 che ha visto coinvolti - per 3 giorni - giovani, cittadini, imprenditori, amministratori pubblici, associazioni ed organizzazioni sensibili alla necessità di un nuovo paradigma di sviluppo.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/Gg7x6tSrJMs" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/Gg7x6tSrJMs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen="" title="Festival Nazionale dell'Economia Civile: un nuovo modo di intendere lo sviluppo economico"></iframe></div>
<p>La sessione di apertura si è tenuta nell’Aula Magna dell’Università di Firenze, dove è stata presentata la 4ª ricerca del <strong>Benvivere in Italia</strong>. Lo studio, pubblicato da Avvenire e ideato nel 2019 dai professori <strong>Leonardo Becchetti</strong>, <strong>Luigino Bruni</strong> e <strong>Vittorio Pelligra</strong>, per il quarto anno si pone l’obiettivo di rispondere alla domanda “che cosa fa di un territorio un posto ideale in cui trascorrere la propria vita?”.</p>
<p><strong>Bolzano</strong>, nella classifica 2022, si conferma leader, pur perdendo qualche punto a livello assoluto, ma a tallonarla scalando la classifica ci sono Siena, che migliora di 6 posizioni, Firenze terza (+3 posizioni) e Ancona quarta (+8 posizioni). Trento si posiziona all’ottavo posto, scendendo di quattro posizioni rispetto all’anno precedente. A chiudere la classifica sono, invece, ancora le province del Sud con Crotone (105esima), Vibo Valentia (106esima) e Reggio Calabria (107esima).</p>
<p><strong>Roberto Simoni</strong> (Presidente della Federazione Trentina della Cooperazione), durante la sessione, ha commentato: “<em>Siamo in una fase economica complessa e delicata. Veniamo da 15 anni di crisi di ogni genere, passando anche per la recente pandemia. Oggi abbiamo anche una crisi energetica, data in parte dalla guerra, ma anche da momenti eccessivamente speculativi</em>”. </p>
<p>“<em>Come classe dirigente</em> – ha proseguito Simoni – <em>dobbiamo immaginare un futuro per il nostro Paese. Le realtà cooperative, in questa fase, possono avere una grande funzione di collegamento tra la gente. Le buone pratiche che abbiamo portato avanti in Trentino, ad esempio, sono aperte a tutti e siamo ben disposti a condividerle con l’Italia intera. Abbiamo qualcosa da dare, così come abbiamo tanto da imparare. Questo rientra in una logica di immaginario futuro. Ci sono tanti strumenti, due su tutti, per lavorare e costruire insieme: comunità energetiche e cooperative di comunità. Il Festival, oltre ad essere uno strumento di confronto, porta buone pratiche e soluzioni di problemi</em>”.</p>
<p>I lavori sono poi continuati nella splendida cornice del Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, dove si è discusso di rispetto dell’ambiente, fatto non solo di regole contro lo spreco o l’inquinamento, ma di un nuovo modo di organizzare lavoro, relazioni, comunicazione. Si è parlato di come nella comunità vadano ripensati i modelli di partecipazione e collaborazione nei luoghi di lavoro, di giustizia sociale e di peace building, del futuro dell’Europa tra guerra e pandemia. L’obiettivo del Festival è stato quello di valorizzare le relazioni che nascono e si costruiscono all’interno di comunità di senso e - per farlo – sono state evidenziate le esperienze concrete e i “volti” di chi già vive e sperimenta l’Economia Civile nel quotidiano. Tra questi anche molte startup in lizza per il premio "Prepararsi al Futuro 2022", tra cui la trentina <strong>Vaia</strong> e la ligure <strong>Mewe</strong>, impresa sociale dedicata all’abitare collaborativo, che ha vinto ottenendo il maggior numero dei voti da parte del pubblico presente in sala.   </p>
<p>Molti gli ospiti di spicco, dal Presidente della Corte Costituzionale <strong>Giuliano Amato</strong> al Commissario Europeo all'economia <strong>Paolo Gentiloni</strong>, passando per i ministri <strong>Andrea Orlando</strong> e <strong>Patrizio Bianchi</strong>. Ad aggiungere spettacolo ai dibattiti sull’economia civile ci hanno poi pensato <strong>Piero Pelù</strong>, <strong>Irene Grandi</strong>, <strong>Matteo Romano</strong>, <strong>Enrico Ruggeri</strong>, <strong>Gaia</strong>, <strong>Mr. Rain</strong> e <strong>Luca Barbarossa</strong>.</p>
<p><strong>Augusto Dell'Erba</strong> (Presidente di Federcasse-BCC) ha sottolineato come “<em>anche quest’anno il Festival ha rilanciato concetti legati alla buona compagnia, allo stare insieme, alla formazione; noi replichiamo un modello di società economica che ha l’intento di attuare i veri principi della mutualità. Lo stare insieme e scambiarsi esperienze è, infatti, la base della nostra attività economica</em>”.</p>
<p>Dell’Erba ha poi concluso: “<em>Non possiamo restare attaccati a teorie economiche che non hanno dato risultati che avrebbero dovuto dare. Noi pensiamo che l’economia debba generare felicità pubblica, coinvolgendo attivamente le forze migliori dei territori e delle comunità</em>”.</p>
<p><strong>Maurizio Gardini</strong> (Presidente Confcooperative) ha detto: “<em>Siamo a Firenze perché vogliamo promuovere e realizzare un nuovo Umanesimo. Lo sviluppo senza regole non è sostenibile. Accentua le diseguaglianze e amplia le povertà. Le cooperative portano al Festival la capacità di rispondere, da una parte ai bisogni delle comunità e dall’altra a quella di dare lavoro. Per le sue caratteristiche la cooperazione rappresenta una delle frontiere più avanzate dell’impresa sociale e dell’economia civile</em>”.</p>
<p><strong> </strong><strong>I partner del Festival</strong></p>
<p>Il Nato da un’idea di <strong>Federcasse</strong> (l’Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen) che lo promuove insieme a <strong>Confcooperative</strong>, organizzato e progettato con <strong>NeXt</strong> (Nuova Economia Per Tutti) e <strong>SEC</strong> (Scuola di Economia Civile) e con il contributo di <strong>Fondosviluppo</strong>, il Festival Nazionale dell’Economia Civile si è ormai accreditato come un evento di particolare interesse su temi che pongono al centro l’uomo, il suo valore come individuo, il bene comune.<br /><br /><strong>Qui sotto la playlist con tutti gli interventi del Festival</strong></p>
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/videoseries?list=PL17vrRj1_cdy9oF38ECTKQr3YJjptoFqD" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">468e0d31-d2dc-43b2-a488-f08ec6fca878</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-nazionale-dell-economia-civile-presentata-la-ricerca-del-benvivere-in-italia-2022</link><title>Festival Nazionale dell’Economia Civile, presentata la ricerca del Benvivere in Italia 2022</title><description>Presentata, nel corso del primo giorno del Festival Nazionale dell’Economia Civile di Firenze, la 4ª ricerca del Benvivere in Italia. Lo studio, voluto dal direttore di Avvenire Marco Tarquinio e ideato nel 2019 con i professori Leonardo Becchetti, Luigino Bruni e Vittorio Pelligra, per il quarto anno si pone l’obiettivo di rispondere alla domanda “che cosa fa di un territorio un posto ideale in cui trascorrere la propria vita?”.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/lopnacz3/screenshot-20220917-125634-word.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/festival-nazionale-dell-economia-civile-presentata-la-ricerca-del-benvivere-in-italia-2022" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2134</width><height>1240</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Bolzano, nella classifica 2022, si conferma leader, pur perdendo qualche punto a livello assoluto, ma a tallonarla scalando la classifica ci sono Siena, che migliora di 6 posizioni, Firenze terza (+3 posizioni) e Ancona quarta (+8 posizioni). A chiudere la classifica sono, invece, ancora le province del Sud: Siracusa (98esima posizione), Palermo (99esima), Foggia (100esima), Taranto (101esima), Caserta (102esima), Sud Sardegna (103esima), Caltanissetta (104esima). Infine, c’è la Calabria che annovera nel suo territorio tutte e tre le ultime posizioni: Crotone (105esima), Vibo Valentia (106esima) e Reggio Calabria (107esima).<br /><br /><strong>Roberto Simoni</strong> (Presidente della Federazione Trentina della Cooperazione) ha commentato: «Siamo in una fase economica complessa e delicata. Veniamo da 15 anni di crisi finanziaria mondiale, passando anche per la recente pandemia. Oggi abbiamo anche una crisi energetica, data in parte dalla guerra, ma anche da momenti eccessivamente speculativi». <br /><br />«Come classe dirigente – ha proseguito Simoni – dobbiamo immaginare un futuro per il nostro Paese. Le realtà cooperative, in questa fase, possono avere una grande funzione di collegamento tra la gente. Le buone pratiche che abbiamo portato avanti in Trentino, ad esempio, sono aperte a tutti e siamo ben disposti a condividerle con l’Italia intera. Abbiamo qualcosa da dare, così come abbiamo tanto da imparare. Questo rientra in una logica di immaginario futuro. Ci sono tanti strumenti, due su tutti, per lavorare e costruire insieme: comunità energetiche e cooperative di comunità. Il Festival, oltre ad essere uno strumento di confronto, porta buone pratiche e soluzioni di problemi».<br /><br />Fonte: Festival Nazionale Economia Civile]]></encoded></item></channel></rss>