<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=allevamento</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 10:03:12 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">c0c7ba1a-b58e-4534-9b35-e759334b400b</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/federazione-provinciale-allevatori-sui-casi-di-ibr-rilevati-in-provincia-di-trento</link><title>Federazione Provinciale Allevatori sui casi di Ibr rilevati in provincia di Trento</title><description><![CDATA[<p>Broch, Federazione Allevatori: nessun allarmismo e nessun problema per l’uomo e i prodotti. Chiediamo attenzione per le aziende colpite e adeguati risarcimenti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ma1bzsnm/giacomo-broch.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/federazione-provinciale-allevatori-sui-casi-di-ibr-rilevati-in-provincia-di-trento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>948</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In merito alla notizia relativa alla presenza di casi di IBR (Rinotracheite infettiva dei bovini) rilevati in alcune stalle del basso Trentino, il Presidente della Federazione provinciale Allevatori di Trento Giacomo Broch specifica quanto segue:</p>
<ul>
<li>L’IBR-IPV indica una malattia dei bovini causata da un Herpesvirus in conseguenza del quale gli animali colpiti manifestano gravi conseguenze all’apparato respiratorio con febbre e danni anche all’apparato riproduttivo.</li>
<li>Tale malattia non è assolutamente trasmissibile all’uomo, né può contaminare i prodotti.</li>
<li>In Trentino è operativo da oltre vent’anni un piano di eradicazione della malattia riconosciuto dall’Unione europea ed attivo anche in provincia di Bolzano, in Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, ma non in Veneto. Scopo del piano è il miglioramento del benessere degli animali e la riduzione dei farmaci per quelli che si ammalano.</li>
<li>Tutti gli allevamenti della Provincia di Trento vengono testati due volte l’anno. I capi positivi non possono essere movimentati e entro un anno devono essere allontanati dal Trentino per evitare l'eventuale riattivazione del virus e altre infezioni.</li>
<li>L’IBR è una malattia endemica che viene continuamente monitorata. I casi riscontrati in questi giorni vanno pertanto interpretati come un evento fortuito derivato dal fatto che in Veneto e nelle regioni del Centro-Sud il piano di prevenzione non è mai stato attivato. In conseguenza di ciò è probabile che alcuni animali appartenenti a mandrie provenienti da aziende trentine siano venuti a contatto nella zona della Lessinia con altri bovini colpiti dal virus appartenenti ad aziende operanti in Veneto.</li>
<li>In Trentino possono arrivare capi da fuori provincia solo da allevamenti che hanno fatto lo stesso piano di prevenzione e profilassi.</li>
</ul>
<p>Le richieste della Federazione allevatori avanzate tramite il Presidente Giacomo Broch riguardano:</p>
<ul>
<li>Il controllo immediato di tutte le stalle dell’area Ala-Avio per avere rapidamente un quadro complessivo della situazione.</li>
<li>Portare a termine l’interlocuzione già avviata fra i Servizi veterinari delle province di Trento e Verona per monitorare, anche in vista della prossima stagione estiva, le mandrie destinate agli alpeggi della Lessinia e del Monte Baldo.</li>
<li>Attivare l’intervento della Provincia autonoma di Trento per accompagnare e sostenere gli allevamenti colpiti dall’infezione nel percorso di sostituzione dei capi.</li>
</ul>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Federazione Provinciale Allevatori - Walter Nicoletti</author></item><item><guid isPermaLink="false">2b2655e0-25a7-4f59-ac68-e6a721c8d89c</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gusto-di-fare-insieme-la-cooperazione-agricola-al-centro-di-autumnus</link><title>Il gusto di fare insieme: la cooperazione agricola al centro di Autumnus 2025</title><description><![CDATA[<p>In Trentino l’agricoltura si fonda su piccole aziende – 1,6 ettari di media e 27 capi per allevamento – che attraverso la cooperazione diventano una forza capace di competere a livello globale. Un modello che vale 1,3 miliardi di euro e che unisce tradizione, territorio e futuro.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/j15c5ftx/e54f4d45-b636-4a9c-b689-31e11831efc2.jpeg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gusto-di-fare-insieme-la-cooperazione-agricola-al-centro-di-autumnus" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<span style="font-family: Panton, Lato, 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 15px;">In Trentino l’agricoltura è fatta di piccole aziende a conduzione familiare: la dimensione media degli appezzamenti è di appena <strong>1,6 ettari</strong>, contro gli 11 ettari della media nazionale, e negli allevamenti la media è di <strong>27 capi per azienda</strong>, ben lontana dagli 80 della media nazionale. Un tessuto minuto che, senza unione, non avrebbe la forza di reggere il confronto con mercati sempre più complessi e globalizzati. È qui che entra in gioco la cooperazione: un modello che da oltre un secolo permette di valorizzare i prodotti agricoli locali, garantire reddito agli agricoltori e portare nel mondo l’immagine di un territorio unico.</span><br />
<p>Durante l’incontro “<strong>Il gusto di fare insieme: il cuore cooperativo dei prodotti agricoli trentini</strong>”, nell’ambito di Autumnus 2025, sono emerse testimonianze concrete di come questo modello sia oggi più attuale che mai.</p>
<p><strong>Massimiliano Gremes</strong>, direttore di Apot, ha ricordato come il comparto melicolo del Trentino-Alto Adige sia un esempio di efficienza organizzativa: ogni anno si producono 1,5 milioni di tonnellate di mele, a fronte di un consumo locale di 60.000 tonnellate. Una produzione che raggiunge oltre 50 Paesi, dall’India al Brasile fino agli Emirati Arabi, grazie a un sistema cooperativo che coordina dalla raccolta alla distribuzione internazionale. “Non vendiamo solo mele – ha sottolineato – ma un territorio intero, con la sua qualità, il paesaggio e la cultura”.</p>
<p><strong>Chiara Bernardi</strong>, giovane allevatrice e neo laureata in Scienze e Tecnologie Animali all’Università di Padova, ha portato l’esperienza diretta di chi lavora nell’azienda agricola di famiglia. Una realtà che unisce allevamento bovino da latte, viticoltura e frutticoltura, con conferimenti a Latte Trento, alla Federazione Allevatori e alla Cantina di Toblino. “Sono nata e cresciuta in questo mondo – ha raccontato – e non mi vedo altrove. È un lavoro faticoso, ma la cooperazione è una garanzia per guardare avanti, soprattutto per i giovani che spesso si trovano frenati da burocrazia e incertezze di mercato”.</p>
<p><strong>Gabriele Barichello</strong>, responsabile dell’Ufficio Legale della Federazione Trentina della Cooperazione, ha evidenziato la solidità di un sistema che genera ogni anno 1,3 miliardi di euro di valore della produzione e che mantiene una mutualità media del 94%: la quasi totalità dei prodotti conferiti proviene dai soci. “Il legame tra cooperazione e territorio è inscindibile – ha spiegato –. Il futuro passa dalla capacità di rendere sostenibile l’attività agricola, creando strumenti finanziari, formazione e servizi a favore degli agricoltori. Così il modello cooperativo continuerà a essere un pilastro non solo economico, ma anche sociale e culturale”.</p>
<p>Dall’incontro è emersa con forza l’idea che la cooperazione agricola trentina non sia soltanto un sistema produttivo, ma un patrimonio che unisce generazioni, garantisce qualità e mantiene vivi territori difficili, facendone conoscere il valore ben oltre i confini provinciali.<br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">49e5bcb4-d642-4863-a357-14fa1efe7491</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/quarto-premio-agitu</link><title>Un premio per le pioniere nell'agricoltura sostenibile in memoria di Agitu</title><description>In memoria dell´agricoltura multifunzionale Agitu Ideo Gudeta, il gruppo delle promotrici sta organizzando la quarta edizione del premio regionale.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/3dppbboo/premio-agitu.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/quarto-premio-agitu" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1176</width><height>792</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Il carattere e l'opera della sociologa, allevatrice di capre, imprenditrice e networker trentina di origini etiopi hanno lasciato un segno in tutti coloro che l'hanno conosciuta. Il suo spiccato ottimismo e la sua sensibilità eco-sociale hanno dato il tono alle sue azioni. Il gruppo d'iniziativa composto da <strong>Monika Gross, Susanne Elsen, Alessandra Piccoli, Martina Schullian e Marion Maier</strong> ha organizzato negli ultimi tre anni il premio in memoria di Agitu, che ha riscosso un grande successo.<br /><br />Nella prima edizione del 2022, Miriam Zenorini di Bressanone ha ricevuto il premio. Julia Gasser di Capriana (TN) ha ricevuto un premio speciale dal gruppo Aevvento al Vintola. La vincitrice della seconda edizione, nel 2023, è stata Elisabeth Prugger di Eyrs. Nella stessa edizione, il premio speciale della giuria è stato assegnato a Stefania Lusuardi di Terlago (TN). La terza edizione del 2024 ha prodotto due vincitrici ex aequo: Verena Kapaurer di San Pancrazio in Val D’Ultimo e Alexandra Zöggeler di Cengles. Moira Donati di Comano (TN) ha ricevuto il premio speciale, mentre Sandra Hofer di Chiusa ha ricevuto un ulteriore riconoscimento.<br /><br />Le iscrizioni alla quarta edizione del premio sono aperte.<br /><br />Il premio è rivolto alle pioniere dell'agricoltura sostenibile nella regione Trentino Alto Adige e viene assegnato annualmente. Con il premio, la vincitrice riceve 2.500 euro, oltre alla visibilità mediatica ed entra a far parte di una rete eco-sociale a livello regionale.<br /><br />Possono candidarsi al premio le donne che operano in modo sostenibile e innovativo nell'agricoltura nella regione Trentino Alto Adige. Oltre alla propria candidatura, le donne possono anche essere candidate al premio. Le domande e le candidature possono essere presentate fino al 28 febbraio 2025. La cerimonia di premiazione avrà luogo nella primavera del 2025. I criteri dettagliati e il modulo di candidatura per il premio 2025 possono essere scaricati dal seguente link https://mega.nz/folder/TINAXRTT#7H9y3Glrvc39AdpcGr3WHw oppure richiesti scrivendo a agitu.ideo.gudeta@gmail.com. Le informazioni sono disponibili anche sulle piattaforme sociali Facebook e Instagram alla voce "Förderpreis Premio Agitu Ideo Gudeta".<br /><br />Il premio è reso possibile grazie al sostegno finanziario di Raika Bozen Ethical Banking e della <strong>Cassa Rurale Alta Valsugana</strong>.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Comitato organizzatore Premio</author></item><item><guid isPermaLink="false">d710c1aa-7f7d-4c69-9a87-9ee4bacafa6d</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/failoni-sostenere-l-allevamento-in-malga-e-tutelare-la-biodiversita-del-paesaggio-rurale-trentino</link><title>Failoni: "Sostenere l’allevamento in malga e tutelare la biodiversità del paesaggio rurale trentino"</title><description><![CDATA[La Giunta provinciale, su proposta dell'assessore alle foreste Roberto Failoni, ha approvato il bando relativo all'intervento SRD04 "Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale" del Piano Strategico Nazionale della PAC - PSP 2023-2027.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/iebjnrav/mucca4.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/failoni-sostenere-l-allevamento-in-malga-e-tutelare-la-biodiversita-del-paesaggio-rurale-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il bando, con una dotazione di 3,2 milioni di euro, mira a sostenere gli investimenti negli alpeggi, preservando l'allevamento in quota e tutelando al contempo la biodiversità e il paesaggio rurale trentino.<br />"Con questo bando mettiamo a disposizione importanti risorse per sostenere l’allevamento in malga - spiega l'assessore Failoni. - L'obiettivo è mantenere viva la tradizione dell'alpeggio, fondamentale per l'economia montana e per la conservazione del paesaggio alpino, senza trascurare la tutela dell’ambiente e degli habitat Natura 2000".</p>
<p>Gli interventi ammissibili si concentrano sulle esigenze specifiche dell'allevamento in quota e danno rilievo a cinque aspetti fondamentali: il recupero di superfici pascolive nelle malghe, i progetti a favore di habitat Natura 2000, la realizzazione di recinzioni tradizionali in legno e il recupero conservativo di quelle in pietra, la gestione efficiente delle risorse idriche – come la realizzazione di pozze e sistemi di abbeverata – e la protezione delle mandrie e delle greggi al pascolo dai grandi carnivori.</p>
<p>"Questi criteri ci permettono di indirizzare le risorse verso interventi significativi per il mantenimento dell'allevamento in quota - sottolinea l'assessore Failoni - sostenendo al contempo la tutela della biodiversità e il mantenimento del paesaggio rurale trentino".</p>
<p>Il bando prevede un sostegno del 70% della spesa ammessa. Possono beneficiarne gestori del territorio pubblici o privati, soggetti collettivi o agricoltori singoli o associati.</p>
<p>Le domande potranno essere presentate dal 31 gennaio al 30 giugno 2025. Tutte le informazioni sul bando saranno a breve disponibili anche sul sito istituzionale della Provincia e sul sito del Servizio Foreste. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">8bea9a36-f688-4041-ab2f-c438c4220835</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/trote-astro-ok-dal-ministero-dell-agricoltura-per-il-progetto-di-ricerca-da-11-milioni-di-euro</link><title>Trote Astro, ok dal Ministero dell’Agricoltura per il progetto di ricerca da 11 milioni di euro</title><description>La notizia è stata comunicata oggi all’assemblea dell’Organizzazione di produttori e del relativo Consorzio, che commercializzano i prodotti delle imprese ittiche trentine con un fatturato complessivo che sfiora i 16 milioni di euro. In crescita le vendite e la remunerazione ai soci.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/xcbbfdpd/assemblea-dasx-coller-pellegri-zanotelli-facchini.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/trote-astro-ok-dal-ministero-dell-agricoltura-per-il-progetto-di-ricerca-da-11-milioni-di-euro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nonostante l’aumento dei costi dei mangimi (+7%), la forte siccità e l’inflazione che ha frenato i consumi, il settore ittico trentino rappresentato dal Consorzio di tutela delle trote trentine e dall’Op Astro registra dati in crescita e continua ad investire in innovazione e ricerca.</p>
<p>L’innovazione sarà resa possibile grazie all’acquisto di una nuova porzione del capannone, dove sorgerà il nuovo impianto di produzione di farine e olio di pesce ad uso alimentare, che raggiungerà la sua operatività a cavallo del 2024 e del 2025. Si tratta di uno dei frutti del progetto industriale relativo agli Omega3, inserito nel più ampio programma ‘Competitività e sostenibilità dell’acquacoltura di montagna’ del valore di oltre 11 milioni presentato dall’Op Astro al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.</p>
<p>Un progetto approvato dal Ministero proprio qualche giorno fa, al quale partecipano altre nove aziende ittiche insieme alla Fondazione Mach e all’Università di Bologna, con l’obiettivo di trovare azioni e strumenti per transitare ad un’economia sempre più circolare e rispettosa dell’ambiente, contrastando gli effetti del cambiamento climatico e del riscaldamento delle acque.</p>
<p>La produzione di farine e olio di pesce rappresenta un investimento che va nella direzione della forte domanda dell’industria alimentare di prodotti salubri e naturali e per la cooperativa rappresenta la possibilità di trasformare un sottoprodotto della lavorazione in un prodotto ad alto valore aggiunto. «Le difficoltà non ci hanno fermati – ha detto <strong>Barbara Pellegri</strong>, confermata presidente dell’Op Astro per il secondo mandato – ed è prevalsa la volontà di continuare nella politica di investimento per traguardare il futuro con una forte visione di sviluppo».</p>
<p>«Crediamo molto nella valorizzazione dei prodotti della troticoltura – ha dichiarato l’assessore all'agricoltura<span> </span><strong>Giulia Zanotelli</strong> -, e nella produzione presente sul territorio. Si tratta di un’attività di rilievo, che apre le porte ad ulteriori possibilità di investimento, così come dimostrato dal progetto di filiera appena portato a casa».</p>
<p>In Trentino operano 40 imprese ittiche che gestiscono 70 impianti attraverso 480 addetti, producendo 658 tonnellate di prodotti ittici, di cui il 40% marchiati IGP (+7,6%).</p>
<p>Nel 2023 la produzione lorda vendibile è stata pari a 36,5 milioni (+4 milioni rispetto al 2022), con un fatturato di 8 milioni (+4%) per quanto riguarda il Consorzio, e di 7,9 milioni (+7,5%) per l’Op Astro, con un utile di circa 60 mila euro.</p>
<p>Con il 2023 il Consiglio di amministrazione dell’Op Astro ha deciso un aumento medio del prezzo di conferimento di circa 0,60 euro al kg, con un incremento rispetto al prezzo precedente del 18,75%.</p>
<p>Nel Consiglio di amministrazione della cooperativa, insieme alla presidente sono stati confermati Andrea Armanini, Simone Serafini, Marco Leonardi, Vittorio Facchini, assieme al vicepresidente Giorgio Foglio. Nuovo ingresso è Renato Dellantonio, produttore di trote bio nella zona di Predazzo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">898e2b12-1fd7-467d-ba98-bcb3500818d8</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/estate-cresce-l-allarme-degli-allevatori-per-le-aggressioni-di-lupi-ed-orsi-negli-alpeggi-situazione-insostenibile</link><title>Estate 2023: cresce l’allarme degli allevatori per le aggressioni di lupi ed orsi negli alpeggi. Situazione insostenibile</title><description><![CDATA[Gli allevatori trentini esprimono forte preoccupazione - anche alla luce di un rapporto pubblicato recentemente sul tema – per le ripercussioni sul mondo zootecnico. <br />Giacomo Broch: non si può chiedere alla nostra categoria di rinunciare a sé stessa in nome di un animalismo che attribuisce al singolo carnivoro gli stessi diritti di una persona umana e non considera le immani sofferenze degli altri animali al pascolo, vittime di orsi e lupi.]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/b2ofejkc/230713-federallevatori-lupi-2-.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/estate-cresce-l-allarme-degli-allevatori-per-le-aggressioni-di-lupi-ed-orsi-negli-alpeggi-situazione-insostenibile" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il comparto zootecnico trentino è formato da 41.879 bovini allevati in 1611 allevamenti (di questi, 850 sono stalle professionali con 36mila capi), 34mila pecore e 11mila capre.</p>
<p>Il territorio coltivato è di 110mila ettari, di cui la stragrande maggioranza, 90mila, a pascolo. 375 malghe allevano 24mila capi, e altre 200 sono specializzate 46mila capi di capre e pecore.</p>
<p>Un settore che impiega 2mila addetti e produce 150milioni di litri di latte l’anno, per un valore di 100 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 5mila capi da carne per 10milioni di euro di valore di produzione.</p>
<p>Ma il valore reale non è solo economico, bensì quello legato alla cura delle aree montane, alla bellezza del paesaggio, al mantenimento dell’ecosistema alpino.</p>
<p>Nel 2021 sono stati 1259 gli animali domestici colpiti da orso e lupo e 825 nel 2022. Dodici mesi fa sono stati predati 53 bovini, l’equivalente di un allevamento medio trentino. Lo stesso per gli ovicaprini, 426 capi: la dimensione di un gregge che attraversa le nostre valli. Per il 2023 l’andamento sembra essere simile.</p>
<p>Non serve aggiungere altro per capire che la convivenza problematica tra mondo dell’allevamento trentino e grandi carnivori non sembra destinata ad attenuarsi nell’estate in corso.</p>
<p>Per fare il punto della situazione, anche alla luce dei dati contenuti in un rapporto redatto recentemente, la sede della Federazione Provinciale Allevatori, a Trento, ha ospitato una conferenza stampa. Sono intervenuti <strong>Giacomo Broch, Antonello Ferrari</strong> e <strong>Massimo Gentili</strong>, rispettivamente presidente, vicepresidente e direttore della Federazione.</p>
<p>“Non si può chiedere alla nostra categoria di rinunciare a sé stessa in nome di un animalismo che attribuisce al singolo carnivoro gli stessi diritti di una persona umana e non considera le immani sofferenze degli altri animali al pascolo, vittime di orsi e lupi – spiega <strong>Broch</strong> - Parliamo di innocenti, piccoli e adulti di vacca, capra, pecora, asino, cavallo, aggrediti e brutalizzati con ferite laceranti, agonie e sofferenze indescrivibili che lasciano inorridito chiunque abbia una minima conoscenza degli animali e del territorio.</p>
<p>Senza considerare il dolore degli allevatori e delle loro famiglie che con questi animali tessono rapporti che durano generazioni e sono alla base dei valori che motivano queste difficili scelte di vita. E senza dimenticare le pesanti conseguenze economiche, i mancati investimenti, le perdite di produzione nei confronti delle quali i risarcimenti suonano spesso come una vera e propria beffa.”</p>
<p>Per il 2023 non sembrano esserci segnali di miglioramento, anzi. A Malga Boldera,  sui monti Lessini, le predazioni si stanno verificando con una frequenza crescente settimana dopo settimana. In meno di un mese, sono stati predati 13 bovini e 2 asini, nonostante l'installazione di un recinto elettrificato anti-lupo. Un singolo allevatore ha perso 8 animali su 11, liberi al pascolo in un'area considerata come modello per quanto riguarda le protezioni.</p>
<p>Non meno preoccupante, per chi in alta montagna deve vivere o operare, l’aspetto aggressioni: il rapporto afferma che “nel corso del 2021 sono stati registrati 24 eventi di incontro ravvicinato fra uomo e orso. Nella maggior parte dei casi (19) gli orsi hanno manifestato indifferenza. In cinque occasioni, invece, l’orso ha manifestato comportamenti che lo hanno portato ad approcciare/avvicinare le persone (3) o a manifestare comportamenti di minaccia”.</p>
<p>“Senza montanari – aggiunge Broch - non c’è futuro per la montagna. Se perdiamo gli alpeggi, se gli allevatori si ritirano dalla montagna non viene meno solamente il presidio fisico della montagna: vengono meno le basi culturali ed etiche sulle quali si è retta la nostra Autonomia e la capacità di presidio del territorio attraverso le amministrazioni locali. Per questi motivi riteniamo fondamentale rilanciare la lotta contro i grandi carnivori: per salvare le nostre imprese e per salvare la potestà autonomistica attraverso cui governiamo i nostri territori”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8c2cfd0f-0219-471f-a46a-72df2db59fd8</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/giudicarie-esteriori-una-gestione-sostenibile-per-gli-effluenti-zootecnici</link><title>Giudicarie esteriori, una gestione sostenibile per gli effluenti zootecnici</title><description>La gestione sostenibile degli effluenti zootecnici nella zona delle Giudicarie esteriori? Una opportunità per gli allevatori, per i produttori agricoli e per l’intero territorio, secondo quanto emerso nel corso della mattinata di confronto promosso dalla Provincia autonoma di Trento e ospitata nella sede del Comune di Comano Terme, con gli interventi tecnici di Appa, Servizio agricoltura e Fem ed introdotta dal sindaco Fabio Zambotti.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/wfrbodse/allevamentogiudicarie.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/giudicarie-esteriori-una-gestione-sostenibile-per-gli-effluenti-zootecnici" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>878</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Riflessioni importanti in particolar modo per gli allevatori più giovani, sempre più spesso diplomati o laureati e presenti numerosi in sala, che stanno apprezzando il valore di una terra salubre, curata e accogliente anche in un’ottica di valorizzazione turistica. L’obiettivo comune è di operare in favore dello sviluppo del territorio e della conservazione delle risorse naturali: in questo processo la Provincia sarà sempre al vostro fianco” ha sottolineato il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all’ambiente, Mario Tonina, che ha portato il saluto dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli.</p>
<p>Oltre al mondo zootecnico, all’appuntamento hanno preso parte tutti i Sindaci della zona, i vertici della Federazione provinciale allevatori con il suo Presidente Giacomo Broch, di Apot, del Consorzio Vini del Trentino e della Stazione forestale locale. Un’iniziativa che ha consentito di valutare in modo condiviso le possibili soluzioni per la gestione sostenibile delle deiezioni zootecniche provenienti dalle stalle del territorio, che guardi con particolare attenzione alla tutela dei corsi d’acqua e dell’ambiente, anche alla luce dei monitoraggi condotti sui torrenti Carera, Dal e Duina, che secondo Appa necessitano di un attento monitoraggio, attraverso la riduzione della presenza di nutrienti. Appare dunque fondamentale intervenire in anticipo per non incorrere in inevitabili penalizzazioni per le aziende stesse affinché il territorio delle Giudicarie esteriori non rientri nelle “Zone vulnerabili da nitrati di origine agricola (ZVN)”, sulla base delle indicazioni contenute nelle normative europee.</p>
<p>L’obiettivo, che ha raccolto l’interesse degli allevatori presenti, è quello di favorire l’economia circolare che passa dalla zootecnia alla frutticoltura e alla viticoltura, oltre che di valutare la possibilità di utilizzare le migliori tecnologie volte a migliorare e valorizzare la qualità agronomica dei reflui zootecnici.</p>
<p>Il vicepresidente Tonina ha osservato come il settore stia dimostrando una forte sensibilità sulle tematiche ambientali ed ha evidenziato la necessità di continuare a operare affinché le aziende migliorino ulteriormente l’impatto delle proprie attività, guardando alla sostenibilità: “Un percorso che prosegue da anni e che ha visto negli Stati generali della montagna un momento di svolta, fino al suo ulteriore sviluppo anche in seguito all’approvazione della Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, che ha portato alla firma di un patto da parte delle principali realtà economiche trentine. Proseguendo lungo questa strada – fatta anche di dialogo e collaborazione con gli altri settori - potremo dunque garantire un futuro ai giovani, che hanno intrapreso questa attività in un territorio di montagna come il nostro anche a seguito di un solido percorso formativo, che li ha resi particolarmente sensibili a queste tematiche proprio a fronte della loro preparazione. La zootecnia può e deve continuare ad essere protagonista del proprio futuro, beneficiando anche di incentivi statali e provinciali per la realizzazione di impianti tecnologicamente avanzati che possono aiutare a risolvere le problematiche prese in esame durante la mattinata. L’Amministrazione provinciale assicura la massima collaborazione per garantire alle aziende maggiore serenità e futuro” ha concluso il vicepresidente Tonina.<br />Tra le azioni immediate per ridurre gli apporti di nutrienti di origine agricola, sono state indicate: la corretta gestione della concimazione organica e chimica in base alle esigenze agronomiche delle colture e la riqualificazione delle fasce di vegetazione lungo i corsi d’acqua per mitigare l’apporto di sostanze inquinanti verso gli stessi.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">872ba4e0-2a48-4e59-9dea-31ce725de970</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/val-di-sole-lo-sviluppo-parte-dal-territorio</link><title>Val di Sole: lo sviluppo parte dal territorio</title><description><![CDATA[<p>La serata di apertura del progetto “Historia Magistra Vitae”, ieri a Malè, ha permesso di individuare le peculiarità del territorio da cui partire per garantire uno sviluppo sostenibile a misura di ambiente e comunità. “Mondo agricolo e cooperazione rappresentano un binomio vincente, che può garantire il futuro di questo territorio, lavorando in sinergia con l’altra vocazione della valle, il turismo” ha affermato l’antropologo Annibale Salsa, stimolando numerosi interventi del pubblico.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/jk5ppz3u/professor-salsa-durante-il-suo-intervento-jpg.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/val-di-sole-lo-sviluppo-parte-dal-territorio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3419</width><height>2418</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Alpicoltura, cooperazione, cultura e turismo sono i quattro elementi costituitivi l’identità della Val di Sole. Ed è su di essi che bisogna puntare per garantire uno sviluppo sostenibile per l’ambiente e per la comunità che lo vive. Per riuscirci è necessario partire dalla storia, maestra in grado di mostrarci chiaramente le pratiche che possono dare prosperità e armonia a questo territorio. Parola di <strong>Annibale Salsa</strong>, antropologo, profondo conoscitore dei territori alpini, che ieri sera ha aperto la prima serata di “Historia Magistra Vitae”, il progetto promosso dalla Federazione Trentina della Cooperazione per promuovere uno sviluppo che parta dalla vocazione di ogni territorio. In Val di Sole, il progetto è stato voluto dal Caseificio di Cercen di Terzolas, dal Caseificio Presanella di Mezzana e dal Caseificio Turnario Pejo, e avviato grazie alla collaborazione di Cassa Rurale Val di Sole, Apt Val di Sole e Centro Studi per la Val di Sole.</p>
<p>L’incontro di ieri sera, ospitato al Cinema Teatro di Malè, è stato occasione per definire il punto di partenza per costruire un futuro pienamente sostenibile per la valle. E l’insegnamento offerto dal professor Salsa ha dimostrato che uno sviluppo che possa garantire una crescita sul lungo periodo deve affondare le proprie radici nel passato del territorio, rispettando le sue vere vocazioni.</p>
<p>“L’alpicoltura – ha spiegato il docente – è la vocazione identitaria di questa valle, e la cooperazione rappresenta lo strumento per creare sviluppo. Il turismo, settore fondamentale per l’economia locale, si può rafforzare grazie alla collaborazione con il mondo agricolo. Ma è necessario pensare a un nuovo modello che vada in una direzione più esperenziale. In questo contesto, il fattore culturale è il vero valore aggiunto, trasversale a tutte le attività”.</p>
<p>Per costruire un nuovo modello di sviluppo, ancor più che crescita, è quindi necessaria la collaborazione di tutte le realtà che operano e vivono sulla valle. “Oggi più che mai – ha detto il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong>, in apertura di serata – abbiamo bisogno di relazioni, per costruire il domani dei nostri territori. Dobbiamo collaborare, unire le nostre forze per un obiettivo comune. E sono orgoglioso di dire che qui, stasera, si respira cooperazione”. Presente anche <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>“Il nostro compito è trasmettere il valore della cooperazione, dello stare e del lavorare insieme. È questo che, negli anni, ha permesso alle nostre montagne di rimanere territori vivi” ha commentato <strong>Stefano Albasini</strong>, presidente Caseificio di Cercen e presidente di Trentingrana Concast, aprendo la serie di numerosi interventi che hanno animato la serata. <strong>Diego Fezzi</strong>, presidente Caseificio Presanella, ha posto l’accento sulle difficoltà che deve affrontare il settore agricolo, a cominciare dalla troppa burocrazia e dall’eccesso legislativo.</p>
<p>Secondo <strong>Claudio Valorz</strong>, presidente Cassa Rurale Val di Sole, “il modello attuale è in discussione e va ripensato, ma la priorità deve rimanere il lavorare insieme per il bene comune. Abbiamo la necessità – ha aggiunto – di mantenere sul territorio le risorse che generiamo”.</p>
<p><strong>Luciano Rizzi</strong>, presidente Apt Val di Sole, ha invece sottolineato l’importanza della collaborazione con l’ente pubblico, mentre <strong>Romano Stanchina</strong>, componente del direttivo del Centro Studi per la Val di Sole, ha richiamato l’importanza della cultura, come fattore in grado di generare valore per tutto il territorio. Una cultura che nasce dalle tradizioni locali, in cui le diversità rappresentano la vera ricchezza, come ha evidenziato la sindaca di Malè <strong>Barbara Cunaccia</strong>, intervenuta ringraziando le tante realtà che, ognuna in un settore diverso, collaborano per la crescita della valle.</p>
<p>Cogliendo l’esortazione di Salsa a superare un modello di società “dei flussi, dei non luoghi, dove identità, relazione e storia non contano”, <strong>Giovanni Battaiola</strong>, presidente di Trentino Marketing, ha anticipato l’intenzione di “tornare a un turismo dei luoghi, allargando la nostra offerta. E questo si può fare – ha detto – solo collaborando con chi, come gli allevatori, vivono e mantengono la montagna”.</p>
<p>Il ruolo degli alpicoltori come costruttori e manutentori dell’ambiente montano, introdotto da Salsa, è stato ripreso in numerosi interventi, tra cui quello di <strong>Gianluca Barbacovi</strong>, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, che ha posto l’accento sulla gestione del territorio. “Bisogna agevolare – ha concluso – il lavoro di chi, con la propria attività, contribuisce alla manutenzione e alla cura del paesaggio”.</p>]]></encoded></item></channel></rss>