<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=assemblea2023</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 25 Apr 2026 22:06:22 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">7304924a-0a4d-4067-922d-3360e0f369ad</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/federazione-in-assemblea-i-soci-confermano-simoni-nuove-opportunita-da-energia-e-digitale</link><title>Federazione in assemblea, i soci confermano Simoni. Nuove opportunità da energia e digitale </title><description>La Cooperazione Trentina rappresenta 423 imprese, 300 mila soci e socie, dà lavoro a 24 mila persone generando un valore della produzione che supera i 3,5 miliardi di euro (+250 milioni) e un patrimonio di oltre 3 miliardi (+300 milioni) che resta indivisibile a disposizione delle generazioni future.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/avkhwsj1/cda-ftc-2023-2026.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/federazione-in-assemblea-i-soci-confermano-simoni-nuove-opportunita-da-energia-e-digitale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3770</width><height>2598</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dall’energia e dal digitale arrivano nuove straordinarie opportunità per la cooperazione e per l’intero territorio trentino. Disegna un futuro sostenibile, inclusivo e tecnologico la relazione di <strong>Roberto Simoni</strong>, confermato oggi alla guida della Cooperazione Trentina dalla platea dei e delle presidenti delle cooperative socie.</p>
<p>«Siamo di fronte a una sfida unica – ha detto riferendosi alla nascita di comunità energetiche – forse la migliore occasione per creare nuova cooperazione che si è vista negli ultimi decenni, a cui siamo arrivati ben preparati. Questa è la cooperazione che guarda alle sue origini, ad un nuovo inizio che parte dal basso, dalle esigenze della popolazione, che si organizza mettendo a fattor comune le risorse e le energie di cui dispone, e facendo questo promuove l'equità, l'inclusione e la partecipazione democratica, crea un senso di responsabilità condivisa e di empowerment della comunità».</p>
<p>Ad analizzare l’andamento del costo dell’energia degli ultimi anni, dando alle cooperative presenti spunti utili ad affrontare il secondo semestre 2023 e il prossimo anno, ci ha pensato uno dei maggiori esperti italiani di energia, <strong>Davide Tabarelli</strong>, presidente e fondatore di NE-Nomisma Energia, società indipendente di ricerca sull’energia e l’ambiente, docente presso la Facoltà di Ingegneria di Bologna e presso il Politecnico di Milano, nonché editorialista del Sole 24 Ore.</p>
<p>Ospite dell’assemblea ha mostrato grafici ed andamenti che fanno comprendere come l’Italia sia uno dei Paesi che paga di più l’energia e questo altera la concorrenza rispetto a Stati Uniti e Cina provocando una ulteriore deindustrializzazione. Petrolio, gas e carbone coprono l’80% della domanda di energia. Nel mondo c’è sempre più energia fossile, nonostante i progetti e i proclami. Secondo l’esperto, infatti, la strategia ambientale europea è irrealizzabile.</p>
<p>Dopo il saluto di <strong>Augusto dell’Erba</strong>, presidente di Federcasse, è intervenuto il presidente della Provincia <strong>Maurizio Fugatti</strong> che ha confermato l’importanza e l’efficacia della collaborazione con la Cooperazione in particolare nell’ambito della valorizzazione delle periferie e in risposta delle difficoltà patite dal comparto zootecnico con l’esplosione dei costi energetici. «Abbiamo recentemente discusso anche del tema delle cooperative sociali – ha detto Fugatti – e degli appalti. Garantiamo che la Provincia porrà la giusta attenzione a tutela di quei particolari settori dove non si può ragionare solo economicamente ma anche socialmente».</p>
<p>L’assessore alla Cooperazione <strong>Mario Tonina</strong> ha concluso ricordando che la questione energetica è anche culturale: l’impegno a stimolare e promuovere la realizzazione di piccoli impianti domestici di fotovoltaico portato avanti dalla Provincia insieme a Federazione, Bim e Artigiani ha portato a significativi risparmi economici, ma anche alla promozione di un’attenzione al risparmio energetico e alla riduzione degli sprechi che si colloca perfettamente nell’ottica ambientale che il Trentino e la Cooperazione condividono.</p>
<p><strong>Il nuovo Consiglio di Amministrazione </strong></p>
<p>Qui di seguito i componenti del nuovo Consiglio di amministrazione con i voti ottenuti. Il presidente Roberto Simoni è stato eletto con 447 voti, pari all’84%. Nel settore <strong><u>Produzione lavoro e servizi</u></strong>: Germano Preghenella 296 (CLA, Multiservizi e Antropos), Camilla Santagiuliana Busellato 301 (Risto3) e Matteo Zanella 287 (Ecoopera). <strong><u>Sociali e abitazione</u></strong>: Sandra Dodi 279 (Città Futura), Francesca Gennai 342 (Consolida e La Coccinella) e Italo Monfredini 282 (Gruppo Spes). <strong><u>Agricolo</u></strong>: Stefano Albasini 319 (Trentingrana e Caseificio Cercen), Rodolfo Brochetti 329 (La Trentina), Lorenzo Libera 327 (Cavit e Cantina di Avio) e Luca Rigotti 352 (Gruppo Mezzacorona). <strong><u>Consumo</u></strong>: Francesca Broch 337 (FC Primiero), Giorgio Corradi 328 (FC Lavarone), Renato Dalpalù 346 (Sait) e Paola Dal Sasso 361 (FC Val di Fiemme). <strong><u>Credito</u></strong>: Maurizio Maffei 295 (CR Vallagarina), Marco Misconel 321 (Val di Fiemme CR), Silvio Mucchi 311 (Fondo Comune e CR Val di Non Rotaliana e Giovo) e Enzo Zampiccoli 299 (CR Alto Garda – Rovereto). <strong><u>Trasversali</u></strong>: Marina Castaldo 316 (Movitrento), Michele Odorizzi 341 (Melinda e Unione Frutticoltori Rallo), Michele Odorizzi 331 (Cooperazione Salute e Kaleidoscopio) e Franco Sartori 290 (FC Valle di Ledro). <strong><u>Partecipanti di diritto</u></strong>: Nadia Martinelli (Donne in Cooperazione) e Luca Riccadonna (Giovani Cooperatori Trentini).</p>
<p><strong>Le opportunità dal digitale</strong></p>
<p>Nella sua relazione, Simoni ha messo in rilievo un altro ambito che offre opportunità senza precedenti, cioè quello della cooperazione digitale, al quale è necessario approcciarsi in modo responsabile, per costruire un futuro sostenibile e inclusivo. </p>
<p>«Barattiamo nuovi e accattivanti servizi con la cessione dei nostri dati, delle nostre abitudini e comportamenti, anche i più personali ed intimi. Ma esiste un modo alternativo di sfruttare le piattaforme digitali e sta proprio nel modello cooperativo».</p>
<p>Le piattaforme digitali cooperative coinvolgono una vasta gamma di attori, consentendo a piccoli produttori, artigiani e operatori locali di raggiungere un pubblico più ampio. Questo apre nuove opportunità di business e promuove la diversità economica, favorendo lo sviluppo sostenibile delle comunità.</p>
<p><strong>InCooperazione </strong>è la piattaforma che permette di valorizzare le relazioni territoriali esistenti e di costruirne di nuove, con i propri soci, i propri clienti e la collettività.</p>
<p>«Abbiamo l’ambizione di costruire una piattaforma che parta dal basso, mettendo a sistema i bisogni dei singoli, favorendo la collaborazione e la condivisione a vantaggio dell'intera comunità», ha proseguito Simoni.</p>
<p>Un approccio che la cooperazione sta cercando di condividere con i partner del progetto di ricerca con i quali si sta sviluppando <strong>Indaco</strong>, la piattaforma di e-commerce nata dall’esperienza di  <strong>inTrentino.com</strong> e che sarà pronta a fine anno.</p>
<p>Questo apre nuove opportunità di business e promuove la diversità economica, favorendo lo sviluppo sostenibile delle comunità locali e un nuovo modello di ridistribuzione del valore.</p>
<p><strong>La collaborazione istituzionale con la Provincia</strong></p>
<p>Simoni ha fatto il punto sull’attuazione del Protocollo d’Intesa firmato l’anno scorso con la Provincia proprio in occasione dell’assemblea, con una serie di impegni molto concreti e misurabili. «Quasi tutti i punti dell’accordo sono stati onorati e altri sono in via di completamento», ha detto.</p>
<p>Tra questi il presidente ha citato la promozione delle Comunità energetiche rinnovabili, il finanziamento dei Sieg (+1 milione di euro), la riforma del Progettone («condivisa in tutto il percorso»), il Fondo Partecipativo (finanziato con 22 milioni di euro assorbiti per la gran parte dal settore agricolo, motivo per il quale la Cooperazione chiede un ulteriore rinforzo di 10,5 milioni per gli altri comparti), i progetti scolastici di educazione cooperativa, la formazione agli amministratori, la questione del contratto delle educatrici dei nidi (c’è l’accordo, manca una delibera), il protocollo con l’Università di Tirana per gli infermieri (sta per uscire il bando di finanziamento del progetto).</p>
<p>Due sono gli ambiti in cui la Cooperazione Trentina chiede un impegno rinforzato alle Istituzioni provinciali e riguardano gli interventi nel sociale e il capitolo gare e affidamenti. Sotto il primo profilo Simoni ha rilevato come spesso le cooperative vengano trattate come meri fornitori di servizi anziché partner seri e affidabili. «Ci sono troppe rigidità nel definire tempi di assistenza e nell’assegnare le risorse. Se non si mette mano alle regole degli appalti dei servizi e alla cultura dell’assistenza anche le parole magiche di coprogettazione e codecisione rischiano di rimanere prive di significato».</p>
<p>Per quanto riguarda contratti, convenzioni e affidamenti, Simoni ha raccomandato di evitare gare al massimo ribasso: «Vanno individuate formule più flessibili, per evitare l’esclusione dalle procedure di affidamento delle nostre associate che svolgono già determinati servizi».</p>
<p><strong>Soluzioni nuove per mantenere i presidi nelle aree decentrate</strong></p>
<p>Il sistema cooperativo trentino si configura come un modello di successo di decentramento, in grado di contrastare lo spopolamento della montagna e offrire a tutti gli abitanti le stesse opportunità e gli stessi servizi.</p>
<p>Attraverso i punti vendita delle Famiglie Cooperative, i negozi multiservizi, Sieg, le filiali delle Casse Rurali, le postazioni di co-working, le cooperative agricole, in particolare zootecniche, i servizi decentralizzati, la cooperazione trentina si conferma come un insostituibile presidio sul territorio, efficace nel favorire la permanenza delle persone nelle loro comunità di origine e nel garantire una migliore qualità della vita per tutti.</p>
<p>Tutto questo ha un costo. «Quando la sostenibilità economica non è più garantita – ha spiegato Simoni – occorre individuare nuovi percorsi, anche utilizzando la creatività, magari con soluzioni ibride fisiche e digitali. Penso, ad esempio, anche a una collaborazione tra Famiglie Cooperative e Casse Rurali, per condividere spazi nei centri più piccoli in modo da garantire sempre il servizio».</p>
<p><strong>I progetti ai nastri di partenza</strong></p>
<p>Simoni ha presentato alcuni progetti che stanno per vedere la luce dopo mesi di lavoro. Tra questi il progetto di ricerca per sviluppare un servizio di <strong>welfare territoriale</strong> che mira ad offrire maggiori opportunità̀ di benessere ed inclusione alle persone e alle famiglie, a partire dalle più̀ fragili. L’esito del progetto è una piattaforma unitaria e aperta ai provider di prestazioni e servizi di welfare pubblico, privato e comunitario a disposizione degli utenti che potranno consultarla e attivare i servizi in maniera autonoma oppure assistita.</p>
<p>Il presidente ha anche annunciato che la Federazione proporrà a Trentino Marketing un progetto di <strong>valorizzazione dei prodotti eccellenti</strong> dell’agricoltura trentina (con un particolare focus sul Trentingrana) e che si occuperà di garantire una postazione di lavoro in co-working ai dipendenti provinciali, prima sperimentazione nazionale di questo genere.</p>
<p>Sempre sul fronte del marketing territoriale, la Federazione è impegnata nell’ultimazione del processo di riconoscimento, a livello nazionale, di un <strong>Distretto cooperativo del cibo</strong>, ente che avrà lo scopo principale di consolidare l’aggregazione e il confronto dei diversi interessi locali per la valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari, della qualità alimentare e del paesaggio rurale.</p>
<p><strong>Il sistema cooperativo in Trentino</strong></p>
<p>Le 423 imprese cooperative trentine socie della Federazione intrecciano l’economia e la società in tutti i settori, dal credito con le Casse Rurali al consumo con le Famiglie Cooperative. Dall’agricoltura in tutti i comparti (frutta, vino, ortaggi, latte, carne, formaggi, pesce…) al sociale (gestione asili nido, centri diurni, residenze per anziani, servizi domiciliari…), dai servizi alla produzione lavoro (turismo, ristorazione, ingegneria ambientale, edilizia…) fino all’abitazione.</p>
<p>Un insieme di imprese a cui aderiscono 300 mila soci (+10 mila rispetto al 2021), governato da 3 mila amministratori, che offre un’occupazione stabile ad oltre 24 mila persone. Dal punto di vista economico, questo sistema ha risentito della pandemia e della crisi energetica, dimostrando però buona capacità di reazione, con una crescita del valore della produzione, arrivato a 3,5 miliardi di euro (+250 milioni), e del patrimonio netto, pari a oltre 3 miliardi (+300 milioni).</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a30c426a-fb6b-49ee-b150-e8eb413bb7f8</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/bilanci-delle-famiglie-cooperative-tra-sostenibilita-economica-e-ruolo-sociale</link><title>Bilanci delle Famiglie cooperative, tra sostenibilità economica e ruolo sociale</title><description><![CDATA[<p>All’aumento del fatturato (+10,7%) corrisponde purtroppo una contrazione del risultato netto, che complessivamente si ferma a 1,6 milioni di euro (-1,4 sull’anno precedente) sommando utili e perdite delle cooperative.  Sul risultato hanno inciso i costi energetici (+ 6 milioni di euro) e materie prime. Più della metà delle cooperative è in perdita.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/n4vmxisl/famiglia-cooperativa-piazza-lodron-1-.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/bilanci-delle-famiglie-cooperative-tra-sostenibilita-economica-e-ruolo-sociale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2200</width><height>1468</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Oggi alla cantina sociale di Trento si è svolto il convegno di settore delle <strong>Famiglie cooperative</strong>, in previsione dell’assemblea generale della Federazione che si terrà giovedì 8 giugno.</p>
<p>Le Famiglie cooperative contano 362 punti vendita presenti in 154 comuni trentini (su 156). I due terzi (231) sono l’unico esercizio del paese. 161 hanno funzione di multiservizi, e 85 di questi sono considerati di interesse economico generale (Sieg).</p>
<p>Questa è la realtà del settore, una galassia di negozi distribuiti equamente in ogni valle del Trentino, spesso molto piccoli, tanto che la metà è sotto i 150 metri quadri di superficie. Il 51% dei punti vendita fattura meno di mezzo milione di euro, il 12% del totale; 28 punti vendita fatturano più di 3 milioni, il 46% del totale.</p>
<p>“Famiglie” che continuano a scommettere sulla sostenibilità e sul servizio alla collettività, nonostante i valori economici non siano sempre dalla loro parte.</p>
<p>Nell'ultimo anno, complicato dalle bollette energetiche impazzite e dall’inflazione, le vendite sono cresciute e stanno ancora crescendo (+10,4% anche nel primo quadrimestre 2023), tuttavia il margine è eroso dai costi, soprattutto di energia e materie.</p>
<p>“Siamo un sistema a rete importante per il Trentino – ha affermato il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> – e dobbiamo impegnarci tutti a preservarlo anche in futuro. Soprattutto i piccoli negozi sono fondamentali per mantenere la vita in montagna, troviamo il modo di coinvolgere i soci, le pubbliche amministrazioni e gli attori cooperativi come le Casse Rurali per valorizzare il loro ruolo e garantirne la sostenibilità economica”.</p>
<p>“Un bilancio con luci e ombre – ha affermato la vicepresidente <strong>Paola Dal Sasso</strong> – a causa dei maggiori costi energetici e materie prime che hanno messo a dura prova la sostenibilità economica sul 2022, a cui si aggiunge per il 2023 l’incremento importante dei tassi di interesse e il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del lavoro.</p>
<p>Per stare vicino ai nostri clienti abbiamo cercato di non far pesare completamente i maggiori costi e il carico dell’inflazione sul prezzo finale, e questo si è fatto sentire soprattutto sui bilanci delle cooperative in zone più concorrenziali. La ripresa del turismo invece ha portato vantaggi ai negozi che si trovano in aree frequentate dagli ospiti”.</p>
<p><strong>I numeri delle Famiglie Cooperative</strong></p>
<p>I dati principali sono stati illustrati dal responsabile di settore <strong>Giuliano Bernardi</strong>. Se le 63 Famiglie cooperative attive fossero una sola, l’utile aggregato negli ultimi tre anni sarebbe passato da 8,9 milioni del 2020 a 3 del 2021 a 1,6 del 2022. Prese singolarmente, le cooperative nel 2020 erano tutte in utile, nel 2021 lo erano in 49, calate a 26 nel 2022, mentre sul lato opposto sono cresciute le cooperative in perdita: zero nell’esercizio 2020 (l’anno del lockdown), 11 l’anno successivo, 32 nel 2022.</p>
<p>Fortunatamente sono cresciuti i dipendenti, 25 nuove assunzioni lo scorso anno (più 41 donne e meno 16 uomini) che portano l’organico complessivo a 1894 collaboratrici e collaboratori, otto su dieci con contratto a tempo indeterminato. Bene anche l’andamento dei soci, che hanno superato i 124mila, 104 in più nell’ultimo anno.</p>
<p>La rappresentanza di genere nei consigli di amministrazione vede il 62% di amministratori e il 38% di amministratrici, e il 73% di presidenti uomini e appena il 27% di presidenti donne.</p>
<p><strong>I candidati per il Consiglio della Federazione</strong></p>
<p>L’assemblea ha indicato i quattro candidati di settore spettanti per il consiglio della Federazione, che saranno eletti in assemblea generale il prossimo 8 giugno. Essi sono <strong>Renato Dalpalù</strong>, presidente di Sait, <strong>Paola Dal Sasso</strong>, presidente della Famiglia cooperativa Val di Fiemme ed attuale vice della Federazione, <strong>Francesca Broch</strong>, presidente della Famiglia Cooperativa del Primiero (confermati) e <strong>Giorgio Corradi,</strong> presidente della Famiglia Cooperativa di Lavarone (nuovo ingresso).</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0b23716f-05e1-4a11-8ddd-ceb020844c82</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/casse-rurali-trentine-in-assemblea-milioni-di-euro-per-il-territorio</link><title>Casse Rurali Trentine in assemblea: 12,5 milioni di euro per il territorio</title><description><![CDATA[<p>Da una analisi dei bilanci delle 12 Casse rurali trentine emerge uno scenario economico in Trentino meno critico di quanto appare, soprattutto grazie al turismo, e nonostante l’inflazione crescente. Prospettive positive per il 2023. Dopo gli anni del Covid, riprende anche l’attività di beneficienza e sostegno alle associazioni del territorio, con una quota significativa per il settore socio-assistenziale. La densità degli sportelli sul territorio è di 68 ogni 100mila abitanti, doppia rispetto alla media italiana e tripla di quella europea (nonostante le chiusure). Roberto Simoni: “Manteniamo la centralità e la distintività del movimento cooperativo rispetto ad un mondo che tende ad emarginarci”. Claudio Valorz (vicepresidente): “in Trentino il sistema cooperativo è un modello di sviluppo distintivo che va valorizzato in tutte le sue componenti”. Indicati i candidati del settore credito che saranno eletti nel nuovo consiglio della Federazione: Silvio Mucchi, Marco Misconel, Maurizio Maffei ed Enzo Zampiccoli.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/naepb4zi/attivit-di-videoconsulenza-cr-copyright-dreika.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/casse-rurali-trentine-in-assemblea-milioni-di-euro-per-il-territorio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2715</width><height>2166</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Stamani i rappresentanti degli enti del credito cooperativo trentino si sono incontrati a Trento nella sede della Federazione per il consueto convegno annuale in preparazione dell’assemblea generale (quest’anno elettiva) che si terrà il prossimo 8 giugno.</p>
<p>Dall’analisi dei dati di bilancio e dell’attività per il territorio delle Casse Rurali, emerge un quadro macroeconomico meno critico di quanto non sia percepito a livello “emotivo”. Le presenze turistiche del 2022 – che influiscono positivamente sull’economia locale -  hanno raggiunto il massimo storico, superando anche il 2019.</p>
<p>Anche la qualità del credito è ai massimi storici (sofferenze all’1,4%, coperte al 98%), per cui le prospettive per il 2023 restano positive, nonostante le molte incognite ancora in gioco, tra cui le conseguenze di un’inflazione che permane elevata.</p>
<p>Anche i dati del primo trimestre 2023 confermano la tendenza: è in recupero la raccolta complessiva, e in particolare quella indiretta, mentre un certo segnale di difficoltà delle famiglie si registra soprattutto nella contrazione dei mutui prima casa, ai minimi da quattro anni a questa parte. Ma non ci sono ancora segnali significativi di peggioramento della qualità del credito.</p>
<p>“Riprendiamoci la centralità del movimento cooperativo – ha affermato nel suo saluto il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> – nei confronti di chi ci vorrebbe marginalizzare. La cooperazione, compresa quella di credito, ha contribuito a realizzare una maggiore equità”.</p>
<p>Il vicepresidente <strong>Claudio Valorz</strong> ha evidenziato il ruolo delle Casse Rurali, “che hanno svolto e svolgono un ruolo strategico, fornendo le risorse per la crescita e lo sviluppo del territorio. Sono convinto che dobbiamo sforzarci di mantenere unito il nostro sistema, per valorizzare le identità e specificità che caratterizzano il nostro modo di fare banca.</p>
<p>La nuova dimensione data dalla Capogruppo ci ha dato vantaggi innegabili. Adesso dobbiamo concentrarci sulle nostre specificità, sul valore delle Casse Rurali a livello locale.</p>
<p>Non possiamo fare l’errore di non partecipare al sostegno e allo sviluppo del sistema trentino cooperativo nel suo complesso, coinvolgendo tutti gli enti che lo compongono”.</p>
<p><strong>2015-2022: una rivoluzione in sette anni </strong></p>
<p>Nel 2015, “<em>anno horribilis</em>” per le banche, le Casse Rurali trentine erano 41, attualmente sono 12, e probabilmente scenderanno ad 11 a breve. Avevano 365 sportelli, ora sono 289, 2.275 dipendenti, ora 2.043. Sono cresciuti i soci: da 127mila del 2015 a 130mila.  Sette anni fa le Casse avevano in media 9 sportelli e 3mila soci. Adesso in media hanno 24 sportelli ed 11mila soci.</p>
<p>Pochi numeri descrivono una vera e propria rivoluzione. È cambiato il mondo e sono cambiate anche le Casse Rurali. La tendenza alle fusioni, in atto da molto tempo, ha subito una accelerazione in corrispondenza della riforma legislativa che ha introdotto una capogruppo per le banche di credito cooperativo, in Trentino Cassa Centrale Banca. È cambiata la fisionomia, le dimensioni, la stessa relazione con i soci, che ora sono molti di più.</p>
<p>Le Rurali mantengono <strong>quote di mercato rilevanti</strong>: sui depositi il 56%, con prevalenza sulle famiglie (63%) rispetto alle imprese (50%) e sui prestiti il 41%, distribuito tra il 57% per le famiglie e 33% per le imprese.</p>
<p>La <strong>densità degli sportelli</strong>, che significa presidio “fisico” del territorio, rimane elevata, nonostante le chiusure che hanno riguardato per lo più duplicazioni dovute alle fusioni: In Italia la densità media degli sportelli bancari è di 36 sportelli ogni 100mila abitanti, in Europa 22, in Trentino 68,4.</p>
<p><strong>Gli interventi per il territorio</strong></p>
<p>Le Casse Rurali hanno ripreso con forza a sostenere iniziative sul territorio, siano esse di carattere, sportivo, culturale o sociale. Dai 9,4 del 2021, gli investimenti in questo settore sono saliti a 12,5 milioni di euro. Di essi, il 34,6% riguarda gli eventi di sport, tempo libero e aggregazione; il 30,4% le iniziative di promozione del territorio e delle realtà economiche, il 21,5% è riservato alla cultura, attività di formazione e ricerca e il 13,5% al sostegno delle attività di tipo socio-assistenziale.</p>
<p><strong>Tassi in crescita</strong></p>
<p>Il tasso della Banca Centrale Europea è al 3,75%, con probabilità di ulteriori aumenti di qui a fine anno; più alto quello applicato dalla FED (la Banca centrale statunitense), attualmente al 5,25%.</p>
<p>Di conseguenza anche i tassi di interesse praticati dalle banche seguono lo stesso andamento, con una previsione di “stabilizzazione” verso fine anno. Ma non si sono ancora raggiunti i massimi di dieci anni fa.</p>
<p>In questo quadro macroeconomico, le politiche monetarie permangono restrittive, e di conseguenza anche i tassi di mercato per ora restano a livelli relativamente elevati (ma ancora nettamente inferiori a quelli di una dozzina di anni fa).</p>
<p><strong>Dove finiscono gli utili</strong></p>
<p>Il risultato netto delle Casse Rurali trentine mostra una cifra importante che può ingenerare incomprensioni, 120 milioni di euro, risultato per metà dovuto all’aumento dei tassi attivi dei titoli detenuti dalle Casse, e per l’altra metà dalla crescita dei tassi alla clientela.</p>
<p>Nelle Casse Rurali gli utili non premiano gli azionisti, ma per il 90% vanno a riserva indivisibile e concorrono a formare il patrimonio. Il resto è destinato al fondo mutualistico Promocoop (3%) e in beneficienza. Da ricordare che negli anni successivi al 2015, anno in cui le Casse perdevano 116 milioni a causa dei crediti deteriorati anziché guadagnarne, il patrimonio si è molto deteriorato, e ancora non si è completamente ricostituito.</p>
<p><strong>Prestiti e depositi, permane la fiducia nelle Casse rurali</strong></p>
<p>Le Casse Rurali hanno intermediato lo scorso anno 31 miliardi di euro. La raccolta complessiva è stabile a 21,5 miliardi (invariata la diretta e in crescita del 7,6% il risparmio amministrato), tengono, anche se in leggera flessione, i prestiti a 9,7 miliardi (-0,9%). Le Casse hanno il primato della solidità (CET1 medio oltre il 24%), tema questo particolarmente sensibile in questa fase, anche dal punto di vista della tutela dei depositanti.</p>
<p>Il Superbonus 110% ha generato cessioni di credito per 715 milioni di euro ad 11.500 clienti.</p>
<p>L’aumento dei tassi si fa sentire sui nuovi finanziamenti alle famiglie per l’acquisto della prima casa. Nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2022 risultano in calo di circa il 10%.</p>
<p><strong>I candidati per il Consiglio della Federazione</strong></p>
<p>L’assemblea ha indicato i quattro candidati di settori spettanti per il consiglio della Federazione, che saranno eletti in assemblea generale il prossimo 8 giugno. Essi sono <strong>Silvio Mucchi</strong>, presidente della Rurale Val di Non, Rotaliana e Giovo e del Fondo Comune, <strong>Marco Misconel</strong>, presidente della Cassa Rurale Val di Fiemme (nuovi ingressi), <strong>Maurizio Maffei</strong>, presidente della Cassa Rurale Vallagarina ed <strong>Enzo Zampiccoli</strong>, presidente della Cassa Rurale Alto Garda Rovereto (confermati).</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">418a422f-c5d3-4766-aaf4-4cc7aba3d442</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-un-sistema-solido-che-resiste-alla-crisi</link><title>Cooperative agricole, un sistema solido che resiste alla crisi</title><description><![CDATA[Il fatturato complessivo supera 1,3 miliardi di euro e dimostra la resilienza e la tenuta del settore nonostante un’annata molto pesante per l’esplosione dei costi energetici, l’aumento dell’inflazione e la riduzione dei margini. Bene il settore vitivinicolo, con ottime liquidazioni, e quello lattiero caseario. Soffre l’ortofrutticolo per le conseguenze della grandine e per la scarsità di prodotto. Cresce in generale l’occupazione<br />Eletti i quattro candidati di settore per il nuovo Consiglio di amministrazione della Federazione: Stefano Albasini, Rodolfo Brochetti, Lorenzo Libera e Luca Rigotti.]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/vurjpo0q/low-mele-2022-foto-marco-parisi-1-7.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-agricole-un-sistema-solido-che-resiste-alla-crisi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1281</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I rappresentanti delle 85 cooperative agricole si sono riuniti stamattina presso la Cantina sociale di Trento per il tradizionale convegno di settore, che ha tracciato il bilancio dei risultati aggregati del 2022 e ha definito la lista dei quattro candidati di comparto da proporre all’assemblea elettiva dell’8 giugno per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>Le quattro persone votate all’unanimità sono: <strong>Stefano Albasini</strong> (presidente del Caseificio Cercen e del Trentingrana Concast), <strong>Rodolfo Brochetti</strong> (presidente de La Trentina), <strong>Lorenzo Libera</strong> (presidente della Cantina di Avio e di Cavit) e <strong>Luca Rigotti</strong> (presidente del Gruppo Mezzacorona).</p>
<p>«Nonostante l’esplosione dei costi, l’inflazione che erode anche il potere d’acquisto, la difficoltà a reperire manodopera e la siccità – ha detto il vicepresidente della Federazione per il settore agricolo <strong>Michele Odorizzi</strong> – il settore ha retto e ha garantito un ruolo fondamentale di resilienza per la comunità trentina nel suo complesso. Abbiamo proseguito il nostro impegno sulla sostenibilità, con importanti nuovi traguardi raggiunti, ma guardiamo con preoccupazione alle politiche europee che se interpretate in modo radicale rischiano di produrre seri contraccolpi nei soci produttori».</p>
<p>Tra le sfide importanti sul piano nazionale anche la riforma fiscale, sulla quale la Federazione insieme a Confcooperative presidierà la difesa delle caratteristiche distintive dell’impresa cooperativa: «Chi non conosce il nostro sistema – ha detto il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> – tende a considerare il nostro regime fiscale come un privilegio, non sapendo che le nostre imprese non hanno scopo di lucro. Per questo è importante farci conoscere bene ed essere interlocutori uniti e rappresentativi».</p>
<p>Presente al convegno l’assessora provinciale all’agricoltura <strong>Giulia Zanotelli</strong>, che ha parlato dei cinque temi forti che interesseranno il settore agricolo nei prossimi mesi: «La Provincia autonoma di Trento – ha detto – sta ponendo una grande attenzione sulla partita del Pnrr, nell’accompagnare anche il settore cooperativo a cogliere le opportunità a disposizione. Stiamo inoltre definendo i criteri della prossima Programmazione e presidiando i temi fondamentali dell’energia e dell’acqua. Non ultima la valorizzazione dei prodotti, anche con la creazione dei Distretti del Cibo, sui quali si aprirà a breve un Bando nazionale di grande interesse. Tutti temi che presidiamo in dialogo costante con la Federazione».</p>
<p>Ed in effetti il sistema agricolo sta lavorando da tempo, insieme alla Federazione, per la creazione dei Distretti del Cibo, per avere tutte le carte in regola per partecipare al Bando e beneficiare di una nuova occasione di valorizzazione delle produzioni agricole e del paesaggio rurale, distribuendo valore aggiunto integrato con storia, cultura e caratteristiche locali.</p>
<p><strong>I dati di bilancio</strong></p>
<p>I dati, esposti dal referente del settore agricolo della Federazione, <strong>Michele Girardi</strong>, segnalano una situazione complessivamente positiva per le 85 cooperative agricole associate, non senza qualche ombra. Bene ha operato il comparto vitivinicolo, con dati in crescita (602 milioni di fatturato contro i 578 del 2021), così come il lattiero caseario (142 milioni contro 131) e le altre produzioni (89 milioni contro 83). Il fatturato complessivo del settore di 1.323 milioni di euro è in leggero calo rispetto ai 1.375 del 2021 (-3,8%) imputabile in particolare alle difficoltà del comparto ortofrutticolo, che ha risentito di due fattori: in primis il confronto con l’annata precedente, caratterizzata da record di qualità e quantità, e quindi da quotazioni eccellenti; in secondo luogo, in molte zone del Trentino i frutteti hanno dovuto fare i conti con la grandine, che ha compromesso la produzione e ridotto la pezzatura. Va detto a questo proposito che l’importante condivisione dei soci produttori trentini per quanto riguarda le assicurazioni sui danni da freddo o grandine rappresenta un elemento di grande significato e rilevanza per la realtà trentina. I soci cooperatori agricoli sono complessivamente 17.405 (-302) e i dipendenti 2.925 (+31). Stabili gli investimenti (660 milioni) e in crescita il patrimonio netto, pari a 504 milioni (+3,7%).</p>
<p><strong><u>Vino</u></strong>: le 16 cooperative vitivinicole contano 6.412 soci (-132) e 614 dipendenti (+3). Nella stagione agricola 21/22 hanno lavorato 1,1 milioni di quintali di uva (1,2 nella precedente) liquidando ai soci 153 milioni (156). La liquidazione media a quintale è stata eccellente, la più alta degli ultimi dieci anni, pari a 138 euro (+4,7%), mentre la resa a ettaro si è stabilizzata a 17.147 euro (-2,9%).</p>
<p><strong><u>Lattiero Caseario</u></strong>: le 19 cooperative del comparto contano 760 soci (-3), 352 dipendenti (+12) e hanno prodotto 88 milioni di litri di latte (-5), garantendo ai soci una remunerazione di 61 milioni (+ 8), trainata in particolare dai caseifici delle zone turistiche. La liquidazione media per la produzione a grana è stata di 67,4 centesimi al litro (+13,1%) e di 68,8 centesimi per quella a latte (+19,7%). Per quanto riguarda il comparto <strong><u>zootecnico e ittico</u></strong>, si contano 1.108 soci che allevano oltre 23 mila capi bovini. A questi vanno aggiunte 40 imprese del settore ittico che gestiscono 70 impianti con 480 addetti producendo 31 milioni di fatturato.</p>
<p><strong><u>Ortofrutta</u></strong>: le 27 cooperative del comparto contano 5.682 soci (-140) e 1.828 dipendenti (+19) e hanno conferito 517 milioni di kg di frutta (-33) garantendo ai soci liquidazioni per 211 milioni (-89). La liquidazione media si è abbassata a 34,5 centesimi al kg, il 29% in meno dell’annata agricola precedente, proprio a causa dei pesanti effetti delle calamità naturali, con conseguenze anche sulla resa ad ettaro, pari a 19.555 euro (-33%).</p>
<p><strong>I componenti del comitato di settore</strong></p>
<p>Durante il convegno sono stati eletti anche i 26 componenti del comitato del settore: <strong>Franco Benamati, Silvio Bertoldi, Matteo Bortolini, Giacomo Broch, Massimo Gentili, Diego Coller, Alessandro Dalpiaz, Ernesto Seppi, Paolo Gerevini, Rodolfo Brochetti, Silvano Grisenti, Luca Rigotti, Francesco Giovannini, Mauro Capra, Vigilio Giovanelli, Lorenzo Libera, Enrico Zanoni, Ennio Magnani, Stefano Albasini, Marco Ramelli, Goffredo Pasolli, Graziano Molon, Sergio Paoli, Remo Paterno, Marcello Profaizer e Vanda Rosà</strong>.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">366666b5-91ca-43b9-ba7b-aed8ae1a4802</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-e-di-abitazione-grande-preoccupazione-per-il-calo-delle-marginalita</link><title>Cooperative sociali e di abitazione: grande preoccupazione per il calo delle marginalità</title><description><![CDATA[<p>Il 2022 ha visto proseguire il trend di crescita complessivo delle 89 cooperative sociali del comparto, con un valore della produzione aumentato del 4,2% rispetto all’anno precedente, superando così i 228 milioni di euro. Un dato positivo che contrasta con una marginalità sempre più risicata (solo +0,3% nel 2022) a causa dei costi del lavoro, dell’energia e della scarsa redditività degli appalti pubblici.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/s1en1r1o/agricoltura-disabili-al-lavoro-piantine.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-sociali-e-di-abitazione-grande-preoccupazione-per-il-calo-delle-marginalita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>683</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I dati di bilancio - esposti nel convegno tenutosi stamane presso la Cantina Sociale di Trento - parlano di cifre mediamente in crescita e che, negli ultimi anni, hanno visto uno balzo in negativo solo in occasione della pandemia da Covid-19. In particolare, risulta evidente come siano aumentate sia di numero che di peso le cooperative con fatturato superiore al milione e mezzo di euro negli ultimi 15 anni. Un dato che contrasta però con la difficoltà, esposta da molti presidenti di cooperativa quest’oggi, di partecipare ad appalti pubblici che non garantiscono sostenibilità economica.</p>
<p>“<em>Il convegno di oggi restituisce un'immagine della cooperazione sociale fatta di persone preoccupate –</em> spiega il vicepresidente vicario della Federazione <strong>Italo Monfredini</strong> <em>-, di dirigenti che hanno dovuto subire ciò che è accaduto in questi anni. Allo stesso tempo, però, è stata l’occasione di vedere una nuova vitalità, una capacità di discutere e di guardare al futuro con un ragionevole ottimismo.  Nella speranza che la cooperazione sociale sappia traguardare obiettivi di medio lungo periodo, lasciandosi alle spalle un passato impegnativo</em>”.</p>
<p>Nel convegno è intervenuto anche il presidente di Confcooperative Solidarietà <strong>Stefano Granata</strong>, che ha contribuito al dibattito sottolineando come oggi la cooperazione sociale stia subendo la trasformazione, seguendo una traiettoria completamente diversa rispetto al periodo in cui è nata: “<em>Le cooperative sociali oggi hanno una sfida fondamentale che riguarda anche la loro esistenza e il loro essere dentro le comunità.  Per farlo devono giocare un ruolo da protagoniste. Prima di tutto rivedendo i modelli organizzativi, tornando a far sì che la cooperazione sociale sia di appeal per le nuove generazioni, così che possano giocare lì la loro realizzazione di vita professionale”</em>.</p>
<p><strong>I dati: cooperative sociali di Tipo A</strong></p>
<p>Le sociali di tipo A (<strong>56</strong> in totale) sono cooperative che gestiscono servizi sociali, sanitari ed educativi.  Nel 2022 hanno visto proseguire il trend positivo dell’anno precedente, con un valore della produzione stimato pari a <strong>174,1 milioni</strong> (+4,8% rispetto al 2021). Per quanto riguarda l’occupazione: sono <strong>4.575 i lavoratori</strong> complessivi a fine 2022, con una variazione marginale rispetto all’anno precedente. Cala, seppur di poco, la marginalità, passando dallo 0,6% nel 2021 allo 0,3% del 2022. Cresce invece il patrimonio netto a disposizione delle cooperative che, con un +1,4%, si assesta a <strong>72,6 milioni</strong> di euro. <strong>                    </strong></p>
<p><strong>I dati: Cooperative Sociali di Tipo B</strong></p>
<p>Le sociali di tipo B sono cooperative che si occupano della gestione di attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei settori: industria, commercio, servizi e agricoltura. Le <strong>22 cooperative analizzate</strong> hanno visto, complessivamente, un <strong>mantenimento della crescita del valore della produzione</strong> post-pandemia <strong>(+2,6%)</strong>, stimato a circa <strong>54,4 milioni di euro</strong>. Migliora la marginalità solo nelle cooperative fino con fatturato fino a 1 milione di (fino al 6% di utile), e <strong>si rafforza anche la patrimonializzazione (+12,2%)</strong>. Cresce, seppur di poche unità, l’occupazione: sono complessivamente <strong>2.223 i lavoratori</strong> delle cooperative di tipo B a fine 2022, in aumento dello 0,2% in termini di unità lavorative annue.</p>
<p><strong>I dati: Cooperative di Abitazione</strong></p>
<p><strong>Andrea Rinaldi</strong>, direttore di <strong>CoopCasa</strong> (società consortile che vede la partecipazione di Cooperazione Trentina, C.L.A. e Consolida) ha mostrato alla platea i risultati ottenuti dalla sua nascita (2011), portando alla consegna, in 12 anni, di oltre <strong>300 alloggi</strong> e <strong>350 parcheggi</strong>, e alla gestione socio-immobiliare di 516 alloggi a canone del Fondo Housing Sociale del Trentino. Le domande finanziate dalla Provincia Autonoma di Trento per il biennio 2021-2022, su percorsi CoopCasa, sono state <strong>30 per i soci</strong> di cooperative edilizie e <strong>5 per le cooperative</strong> edilizie a proprietà individuale.</p>
<p><strong>I candidati al Consiglio di Amministrazione della Federazione</strong></p>
<p>Dalle votazioni espresse sono risultati tre i candidati di settore per il nuovo Consiglio di Amministrazione della Federazione, tra questi il vicepresidente vicario uscente <strong>Italo Monfredini</strong> e due nuove entranti: la neopresidente di Consolida <strong>Francesca Gennai</strong> e la presidente della cooperativa Città Futura <strong>Sandra Dodi</strong>. Non si ricandidano i consiglieri uscenti <strong>Paolo Fellin</strong> (presidente di Vales), <strong>Serenella Cipriani</strong> (presidente di Impronte) e <strong>Francesco a Beccara</strong> (già presidente cooperativa A.L.P.I.).</p>
<p>Durante il convegno sono stati eletti anche i componenti del comitato del settore sociale:  <strong>Stefania Anselmi</strong>, <strong>Alessandro Bezzi</strong>, <strong>Damiano Bosin</strong>, <strong>Michele Covi</strong>, <strong>Luciano Enderle</strong>, <strong>Paolo Fellin</strong>, <strong>Mariangela Minati</strong>, <strong>Domenico Zalla</strong>. Per le cooperative di abitazione farà parte del comitato <strong>Fabrizio Bottamedi</strong>.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">bf2cd902-6a77-4f10-ab5b-a53c0848a15b</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-lavoro-e-di-servizi-crescono-attivita-risultati-e-occupazione</link><title>Cooperative di lavoro e di servizi: crescono attività, risultati e occupazione</title><description><![CDATA[<p>Il valore della produzione delle 124 cooperative del settore è aumentato del 16% raggiungendo i 467 milioni di euro. Oltre 7 mila i lavoratori (+2,6%). Bene anche la reddittività, con un utile aggregato di 11,4 milioni (+2,1 milioni).</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/jz5mq44x/cooperative-lavoro-servizi.jpeg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperative-di-lavoro-e-di-servizi-crescono-attivita-risultati-e-occupazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6000</width><height>3997</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I rappresentanti delle 124 cooperative di lavoro e di servizio si sono riuniti ieri presso la Cantina sociale di Trento per il tradizionale convegno di settore, che ha tracciato il bilancio dei risultati aggregati del 2022 e ha definito la lista dei tre candidati di comparto da proporre all’assemblea elettiva dell’8 giugno per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>Le tre persone votate sono: il vicepresidente uscente <strong>Germano Preghenella</strong> (presidente di Consorzio Lavoro Ambiente e Multiservizi) e le new entry <strong>Camilla Santagiuliana Busellato</strong> (presidente di Risto3) e <strong>Matteo Zanella</strong> (vicepresidente di Ecoopera). A loro il compito di raccogliere le redini di un settore che si presenta in buona forma, grazie alla crescita di tutti i principali indicatori economici e sociali: va bene il valore della produzione, che cresce del 16% raggiungendo i 467 milioni di euro, così come l’utile aggregato (11,4 milioni rispetto ai 9,3 del 2021). Positiva anche la dimensione del lavoro, con 7.000 persone impiegate, in crescita del 2,6% in termini di Ula (unità lavorative per anno). Il settore rappresenta oltre 16 mila soci e socie, di cui 1.750 soci lavoratori.</p>
<p>«Nonostante le contingenze esterne – ha detto Preghenella – il nostro settore ha dimostrato grande resilienza, valorizzando le sue peculiarità: lo confermano i risultati di bilancio e soprattutto l’occupazione, che si è rinforzata, e non era scontato in questo contesto. Ora abbiamo bisogno di guardare oltre, organizzarci per intercettare le risorse del Pnrr, che sono pensate per le medie e grandi imprese, continuando ad occuparci del benessere delle persone, di chi lavora con noi, interpretando la marginalità come un risultato e non come lo scopo delle nostre cooperative».</p>
<p>Al convegno è intervenuto <strong>Achille Spinelli</strong>, assessore provinciale allo sviluppo economico ricerca e lavoro che ha parlato della riforma del Progettone (intervento di politica attiva del lavoro che interessa circa 1800 persone per un investimento provinciale di 50 milioni annui) e delle opportunità che il Pnrr porta in Trentino, interessanti anche per le cooperative di servizi e di lavoro. «Il Pnrr – ha spiegato – guarda alla prospettiva dello sviluppo e alle due grandi transizioni, quella digitale e quella della sostenibilità ambientale. Un altro aspetto che promuove è quello della valorizzazione del capitale umano. Ambiente e capitale umano si adattano perfettamente all’ambito di operatività delle cooperative di produzione lavoro. In Trentino ci sono già 97 progetti, per un valore nominale di 1,6 miliardi, che con l’aumento dei prezzi dei materiali arriverà a 2 miliardi. Tra questi progetti la cooperazione potrà esprimere il suo contributo, e penso alla valorizzazione dei borghi, a parchi e giardini, alle ciclabili». Ed in effetti sul Pnrr, come ha ricordato il direttore della Federazione <strong>Alessandro Ceschi</strong>, la Cooperazione ha grandi aspettative, rivolte anche al sostegno della diffusione delle comunità energetiche – oggetto di un protocollo d’intesa già firmato con la Provincia – e per lo sviluppo delle comunità periferiche.</p>
<p>«Quella del Progettone – ha detto in chiusura il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong> – è una normativa fondamentale per noi, perché disciplina il lavoro ‘buono’, attivo, non assistenziale, e rappresenta un unicum in Italia. Dopo 35 anni, cominciava a mostrare delle crepe. La soluzione che la Provincia ha voluto adottare ci ha visto parte diligente ed attiva e ritengo che il risultato abbia anche valorizzato a pieno la nostra autonomia, innovando con coraggio».</p>
<p><strong>Area lavoro </strong></p>
<p>Nelle 77 cooperative di lavoro, il valore della produzione ammonta a 365 milioni di euro e registra una crescita di 42 milioni (+13%) rispetto al 2021 e di 70 milioni se si confronta con il 2019 pre covid. In crescita anche il risultato aggregato, che raggiunge quota 7,8 milioni (6,4 nel 2021).</p>
<p>Nonostante un contesto di elevata inflazione e di incremento esponenziale dei costi energetici, tiene la marginalità complessiva e si rafforza ulteriormente la patrimonializzazione (+6,9%). Bene anche l’occupazione: sono circa 6.300 i lavoratori a fine 2022, con una crescita su base annua del 2,6%;</p>
<p><strong>Area servizi </strong></p>
<p>Il settore delle 47 cooperative di servizi, caratterizzato dalla presenza di imprese attive in settori molto eterogenei (consorzi elettrici, Apt, trasporti, servizi del terziario, turismo, commercio, ecc.), presenta un valore della produzione pari a 102 milioni, in crescita del 26,4%.</p>
<p>Il dato è fortemente influenzato dall’aumento del valore della produzione dei consorzi elettrici (i ricavi derivano principalmente dalla vendita dell’energia elettrica con prezzi imposti dall’Autorità). Al netto dell’andamento dei consorzi elettrici, il valore della produzione cresce comunque del 12,9%.</p>
<p>L’utile aggregato è pari a 3,7 milioni di euro (erano 2,9 nel 2021) e va a rafforzare ulteriormente il patrimonio (+3,9%). Stabile l’occupazione (circa 750 lavoratori e lavoratrici).</p>
<p><strong>I componenti del comitato di settore</strong></p>
<p>Durante il convegno sono stati eletti anche i 12 componenti del comitato del settore: <strong>Alessio Bassetti, Amos Bellumat, Domenico Calderone, Giovanna Caresia, Eleonora Da Ronco, Elisa Lodrini, Stefano Raffaelli, Franco Torelli, Giuliana Zandonai, Daniele Santorum, Antonio Stompanato e Dino Vaia</strong>.</p>]]></encoded></item></channel></rss>