<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=cambiamenti</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 10 Apr 2026 00:59:31 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">aedbacb7-af32-4a49-b6ea-8943c76b52bb</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-in-trentino-sfide-e-cambiamenti-secondo-il-rapporto-euricse</link><title>La Cooperazione in Trentino: sfide e cambiamenti secondo il Rapporto Euricse</title><description><![CDATA[<p>Lo studio esamina la dimensione del comparto al 2023 e il suo ruolo centrale nell’economia provinciale. Focus su giovani e sostenibilità ambientale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/nn4h4sqt/euricse25bis.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/la-cooperazione-in-trentino-sfide-e-cambiamenti-secondo-il-rapporto-euricse" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4030</width><height>2266</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le cooperative trentine si mostrano pronte ad affrontare le sfide future, puntando al consolidamento del modello cooperativo nel lungo periodo. Dal punto di vista economico, generano un valore aggiunto di oltre 1,1 miliardi di euro, con una crescita del 24,1% rispetto al 2019 e oltre 23.000 addetti. Le cooperative che hanno ampliato maggiormente la propria base sociale sono quelle che hanno registrato la crescita più significativa. C'è una crescente attenzione all'inclusione dei giovani, con iniziative già avviate in tal senso da alcune realtà. Inoltre, molte cooperative stanno già affrontando le sfide climatiche attraverso percorsi di conversione ecologica.  Il Rapporto EURICSE “La Cooperazione in Trentino: orizzonti e metodi di sostenibilità”, appena pubblicato, conferma la loro preparazione, sottolineando però l’utilità di un accompagnamento che valorizzi appieno il potenziale trasformativo delle cooperative, rispettandone le peculiarità organizzative e culturali.</p>
<p>La ricerca è stata presentata oggi con un evento presso il foyer della Sala InCooperazione in via Segantini a Trento.  </p>
<p>Il movimento cooperativo trentino sta vivendo una trasformazione: sebbene il numero di imprese attive si sia ridotto, esse registrano una maggiore produttività e solidità economica. Il nuovo Rapporto sulla cooperazione evidenzia che il valore aggiunto medio per cooperativa è cresciuto del <strong>37,8%</strong> rispetto al 2019, testimoniando un’evoluzione verso imprese più strutturate e solide. Inoltre, nel 2023 il settore cooperativo ha generato oltre <strong>1,1 miliardi di euro</strong> di valore aggiunto, con un incremento del <strong>24,1%</strong> rispetto al 2019, cifra che <strong>arriva a 2,3 miliardi di euro includendo anche le imprese controllate e i ristorni delle cooperative agricole a imprese fuori del circuito cooperativo</strong>. Gli <strong>addetti </strong>superano <strong>le 23.000 unità nel 2022,</strong> ultimo anno per cui sono disponibili i dati completi. Nello stesso periodo, <strong>il valore della produzione</strong> ha registrato un incremento di <strong>oltre il 22,4%.</strong></p>
<p>Già nell’edizione del 2022, intitolata “La cooperazione in Trentino. Tratti distintivi e traiettorie di sviluppo”, era emersa la capacità del settore di resistere agli effetti della pandemia da COVID-19, mostrando una resilienza superiore rispetto ad altri comparti economici. Il nuovo rapporto conferma questa tendenza: <strong>la cooperazione continua a rappresentare un elemento cardine dell’economia locale.</strong></p>
<p>Questa nuova edizione del Rapporto “La Cooperazione in Trentino. Orizzonti e metodi di sostenibilità” combina <strong>dati di bilancio con un’indagine campionaria, offrendo una visione dettagliata degli aspetti economici, finanziari e occupazionali delle quattro principali tipologie cooperative</strong>: <strong>agricole, di consumo, sociali e di produzione-lavoro-servizi.</strong> Utilizzando fonti come AIDA-Bureau Van Dijk e i dati relativi alla composizione sociale delle cooperative negli ultimi dieci anni, emerge chiaramente come la crescita della base sociale sia un elemento determinante per la sostenibilità economica. Le stime indicano che, in media, <strong>un aumento dell’1% dei soci può tradursi in una crescita del valore aggiunto compresa tra il 13% e il 26%, al netto delle condizioni macroeconomiche. </strong>Il rapporto sottolinea anche la necessità di considerare le specificità dei diversi modelli cooperativi, poiché ciascuna tipologia presenta caratteristiche distintive che influenzano la performance economica.</p>
<p>I capitoli finali approfondiscono i temi della solidarietà intergenerazionale e della sostenibilità ambientale, come percepiti e affrontati dalle cooperative. A tal proposito, <strong>106 imprese cooperative</strong>, appartenenti ai settori agricolo, del consumo, del credito, sociale, del lavoro e della produzione, hanno partecipato a un’indagine attraverso un questionario che ha esplorato il ruolo delle nuove generazioni e l’attenzione all’ambiente all’interno del sistema cooperativo. Le risposte evidenziano una chiara consapevolezza rispetto alle sfide poste dal ricambio generazionale e dal cambiamento climatico, nonché un impegno crescente nell’adattare i modelli organizzativi a questi cambiamenti.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali da parte di <strong>Silvio Mucchi</strong>, vicepresidente di EURICSE, e <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, i ricercatori di EURICSE <strong>Chiara Carini e Giulio Galdi</strong> hanno illustrato i principali risultati e le evidenze emerse dalla ricerca. A seguire, una tavola rotonda moderata dal direttore di EURICSE <strong>Riccardo Bodini </strong>ha ospitato i contributi di <strong>Jenny Capuano</strong> (Responsabile Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione), <strong>Ilaria Rinaldi</strong> (Presidente dell’Associazione Giovani Cooperatori Trentini), <strong>Alessandro Ceschi</strong> (Direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione), <strong>Renata Diazzi</strong> (Direttrice Area ESG Sustainability Management di Trentino Sviluppo) e <strong>Roberto Dalbosco </strong>(direttore Ufficio Enti Cooperativi della Provincia autonoma di Trento) offrendo riflessioni condivise sul futuro della cooperazione trentina.</p>
<p>Immagini e interviste a cura dell’Ufficio stampa della Federazione trentina della Cooperazione <a href="https://www.broadcaster.it/it/media-news-releases/euricse-presentazione-rapporto-cooperazione-trentino/">a questo link</a>.</p>
<p>Il rapporto completo si può scaricare dal sito di EURICSE <a href="https://euricse.eu/it/publications/la-cooperazione-in-trentino-orizzonti-e-metodi-di-sostenibilita/">a questo link.</a></p>
<p>(…seguono alla pagina successiva i principali risultati del Rapporto…)</p>
<p><strong>LA CONSISTENZA DEL SETTORE</strong></p>
<p>Il numero <strong>di cooperative attive nel territorio trentino è di 445,</strong> con una diminuzione di quasi il 10% rispetto alle 495 osservate nel 2019. Tuttavia, <strong>il settore cooperativo</strong> non appare essere in sofferenza, quanto piuttosto <strong>in ristrutturazione.</strong> Infatti, i dati economici mostrano solidità anche negli anni della pandemia. <strong>Nel 2023</strong> il valore aggiunto del settore cooperativo si è attestato intorno a <strong>1,1 miliardi di euro</strong>, che salgono a oltre <strong>2,3 milioni di euro</strong> considerando anche le imprese controllate e i ristorni delle cooperative agricole a imprese fuori dal circuito cooperativo. Il<strong> valore della produzione si attesta ad oltre 4,6 miliardi di euro</strong>, in aumento del 22,4% rispetto al 2019. Questa maggiore dimensione economica è diventata espressione di un sistema cooperativo più accentrato, come esemplificato dalla rapida crescita del valore aggiunto medio, che aumenta da <strong>1,85 milioni di euro</strong> nel 2019 a <strong>2,55 milioni di euro</strong> nel 2023. In termini relativi, si tratta di <strong>una crescita del 37,8% nell’arco di cinque anni.</strong></p>
<p>Confrontando il panorama trentino, si evidenzia l’impatto economico del settore cooperativo: nel 2023 il valore aggiunto prodotto dalle cooperative costituiva il 5% del totale provinciale (si veda tabella 11 del rapporto). Considerando anche le imprese controllate, ovvero quelle in cui le cooperative detengono almeno il 50% del capitale, la quota sale al 6,8%, mentre includendo il valore generato dai soci fornitori delle cooperative agricole e dagli altri fornitori non soci, la percentuale raggiunge il 10,3%.</p>
<p>Il rapporto sottolinea inoltre l’importanza del settore cooperativo per il <strong>mercato del lavoro trentino.</strong> Secondo i <strong>dati Istat, nel 2022</strong> erano registrate <strong>oltre 23.000 posizioni medie attive di addetti</strong>. Nel periodo 2018-2022, questo dato sia aumentato in media del 4,3% annuo, confermando l’attrattività e il <strong>ruolo rilevante del comparto per </strong>l’occupazione locale. Tuttavia, un confronto con forme di impresa più tradizionali evidenzia come l’occupazione nel settore cooperativo sia aumentata meno rispetto a SRL ed SPA.</p>
<p><strong>FOCUS SETTORIALI E SOSTENIBILITA’ ECONOMICA</strong></p>
<p><strong><u>Cooperative agricole</u></strong> - Nel <strong>2023</strong>, le cooperative <strong>agricole attive in Trentino sono 82,</strong> in calo rispetto alle 90 del 2019, ma con un <strong>aumento costante del valore aggiunto</strong>. Questo dato riflette una tendenza generale delle cooperative a concentrarsi, aumentando l'attività su un numero ridotto di realtà. L'analisi econometrica evidenzia che le cooperative con il maggiore incremento del valore aggiunto sono quelle che hanno visto una <strong>crescita della base sociale</strong>. L'attrattività verso i soci è quindi cruciale per lo sviluppo economico, nonostante un calo delle adesioni del 7,5% negli ultimi cinque anni. Il settore dipende anche dall'<strong>accesso al credito</strong>, con le cooperative che ottengono finanziamenti maggiori che performano meglio. Infine, le cooperative agricole si distinguono per una maggiore consapevolezza sulla <strong>sostenibilità ambientale</strong>, mettendo spesso il focus su questi temi in assemblea, e per l'inclusione dei giovani nei CdA.</p>
<p><strong><u>Cooperative di consumo</u></strong> - L’analisi della performance economica evidenzia il capitale come fattore chiave, con un <strong>rapporto capitale/lavoro più elevato</strong> rispetto ad altre tipologie di cooperative. Queste cooperative sono meno sensibili ai temi dell’intergenerazionalità e della sostenibilità ambientale, con la maggior parte che segnala una scarsa presenza di giovani nei CdA e una discussione limitata sulla sostenibilità ambientale durante le assemblee. Tuttavia, le cooperative di consumo hanno visto una <strong>crescita continua dei soci</strong>, in un contesto in cui molte altre affrontano difficoltà nel reclutamento.</p>
<p><strong><u>Cooperative di credito</u></strong> - Il credito cooperativo trentino sta proseguendo il <strong>processo di riorganizzazione</strong> a seguito di fusioni. Nonostante ciò, si osserva un aumento delle adesioni, indicando una continua <strong>fiducia da parte della comunità trentina</strong>. Inoltre, il credito cooperativo dimostra un forte impegno nel restituire valore alle giovani generazioni, pur riscontrando <strong>difficoltà nel reclutare soci giovani nei CdA</strong>, anche a causa di requisiti normativi più severi rispetto ad altre cooperative.</p>
<p><strong><u>Cooperative di lavoro e produzione</u></strong> -  Nel settore delle cooperative di lavoro, produzione e servizi si registra una <strong>significativa ristrutturazione</strong>, con una diminuzione da 110 cooperative attive nel 2019 a <strong>95 nel 2023</strong>, soprattutto le cooperative attive nell’industria o nei servizi all’industria e alla persona. La diversità delle attività economiche rende complessa l'analisi della performance, poiché si combinano cooperative ad alta intensità di lavoro (come i servizi sanitari) e ad alta intensità di capitale (come l'industria). Tuttavia, l'aumento della base sociale risulta un fattore chiave, con una crescita dell'1% dei soci che porta a un incremento del valore aggiunto del 14%. In tema di intergenerazionalità e sostenibilità ambientale, solo una cooperativa su sei discute frequentemente questi temi nelle assemblee.</p>
<p><strong><u>Cooperative sociali:</u></strong> Nel <strong>2023</strong>, le cooperative sociali attive sono <strong>102</strong>, con una riduzione del 14,3% rispetto al 2019, riflettendo una concentrazione del settore. L'analisi economica evidenzia che la produttività del lavoro è il fattore più determinante per queste cooperative, vista l'alta intensità di lavoro delle loro attività. Un <strong>aumento della produttività del 10%</strong> comporta un <strong>incremento del valore aggiunto del 4,6%.</strong> Inoltre, anche la crescita della base sociale è cruciale: un aumento dell'1% dei soci porta a un incremento del valore aggiunto di circa il 21%. Per quanto riguarda le sfide future, il 40% delle cooperative sociali discute di sostenibilità ambientale almeno occasionalmente in assemblea e 1 su 10 ha un CdA composto principalmente da giovani.</p>
<p><strong>LE SFIDE DEL FUTURO </strong></p>
<p>Il Rapporto evidenzia le sfide future per le cooperative trentine. Gli studiosi di EURICSE individuano l’<strong>intergenerazionalità</strong> e la <strong>sostenibilità ambientale</strong> come <strong>fattori essenziali per garantire la solidità e la crescita a lungo termine</strong>. Le cooperative devono saper rinnovare la propria base sociale, attrarre giovani e valorizzare le loro competenze, mentre l'attenzione alla sostenibilità ambientale è fondamentale sia per la solidarietà intergenerazionale sia per mitigare i rischi del cambiamento climatico.</p>
<p><strong>Un'indagine condotta su 106 cooperative trentine</strong> ha raccolto le percezioni e le pratiche adottate per attrarre i giovani e ridurre l'impatto ambientale. Ad esempio, una su quattro investe nelle future generazioni offrendo pratiche vantaggiose per i figli dei soci o per i soci con figli. Dal punto di vista ambientale, oltre l'80% delle cooperative ritiene il cambiamento climatico una sfida importante e adotta misure come la produzione di energia da fonti rinnovabili (&gt;50%), l'acquisto da fornitori certificati (&gt;60%) e interventi di isolamento termico delle strutture (&gt;60%).</p>
<p>Il Rapporto evidenzia la chiara volontà delle cooperative di avere un impatto positivo sulle future generazioni e sull'ambiente, pur riscontrando <strong>difficoltà nel definire le azioni necessarie per la conversione ecologica</strong>. Propone, inoltre, alcune possibili linee di sviluppo, tra cui l'idea di un sistema di <strong>cooperazione orizzontale</strong> per affrontare in modo più efficace le sfide future.</p>
<p><strong>Il rapporto completo si può scaricare dal sito di EURICSE </strong><a href="https://euricse.eu/it/publications/la-cooperazione-in-trentino-orizzonti-e-metodi-di-sostenibilita/"><strong>a questo link.</strong></a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Silvia Gadotti - Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">d87c3d2a-f23e-40ed-9c42-0833a3893c07</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/piccoli-frutti-le-insidie-dei-cambiamenti-climatici</link><title>Piccoli frutti: le insidie dei cambiamenti climatici</title><description><![CDATA[<p>Al centro del confronto tra la Società cooperativa agricola Sant'Orsola e Itas Mutua.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/r0ofrm1p/sabato-il-1-convegno-nazionale-sant-orsola-sui-piccoli-frutti.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/piccoli-frutti-le-insidie-dei-cambiamenti-climatici" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1535</width><height>1148</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il mutamento climatico può produrre effetti negativi anche alle coltivazioni dei piccoli frutti danneggiando serre e magazzini, compromettendo i raccolti e finendo per creare difficoltà economiche all'intera filiera.</p>
<p>Questi i rischi, che in qualche caso sono già realtà, di cui si è discusso nei giorni scorsi all’Auditorium Sant’Orsola nel Villaggio dei Piccoli Frutti a Pergine Valsugana durante una serata organizzata dalla Società cooperativa agricola con Itas Mutua e che ha visto, tra gli altri, anche l’intervento di <strong>Dino Zardi</strong>, professore ordinario di Fisica dell'Atmosfera presso l'Università di Trento e presidente AISAM (Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia).</p>
<p>Come ha sottolineato Zardi nel suo intervento, “<em>il cambiamento climatico è ormai sotto gli occhi di tutti e gli esperti confermano senza ragionevole dubbio che l’origine è antropica, cioè legata alla continua emissione di gas serra dovuta alle attività umane. Nel lungo termine, dovremo adottare politiche di mitigazione, cambiando modelli di sviluppo e stili di vita. Nel breve termine dovremo adattarci a cambiamenti che non saranno rapidamente reversibili</em>”.</p>
<p>Il dato più evidente è l’aumento delle temperature, che porta con sé variazioni dei regimi termici delle varie aree e fasce altitudinali, con conseguenze sull’optimum per le colture e i tempi delle stagioni agricole, ma anche sui parassiti. I regimi delle temperature hanno impatti significativi anche sul ciclo dell’acqua: l’aria più calda può contenere più calore quindi estrarre più acqua dal suolo e dalle piante, con conseguente stress idrico e rischio siccità. Lo zero termico mediamente più alto implica fusione dei ghiacciai, le nostre riserve, e meno precipitazioni nevose in quota, con riduzione degli accumuli invernali e rischio di accentuati deflussi furante gli eventi intensi. Inoltre, aria più calda e più umida implica eventi di precipitazione più intensi, specie nel caso dei temporali estivi.</p>
<p>Dopo i saluti iniziali, il presidente della Sant’Orsola <strong>Silvio Bertoldi</strong> ha segnalato ai soci la necessità di intervenire in modo efficace e con urgenza per adeguare le produzioni di piccoli frutti ai palesi cambiamenti climatici in corso e futuri. Il dibattito si è incentrato su tali cambiamenti e sulle relative conseguenze in ambito agricolo, specialmente per i produttori di piccoli frutti che dovranno sempre più considerare questi impatti preparandosi per intervenire al meglio.</p>
<p>Eventi climatici estremi sempre più intensi e frequenti infatti metteranno a dura prova, ad esempio, le strutture di copertura presenti e renderanno difficoltosa la coltivazione al loro interno con forti ripercussioni anche per quanto riguarda l’aspetto assicurativo.</p>
<p>Dal canto suo, il direttore <strong>Matteo Bortolini</strong> ha sottolineato come per il futuro sarà necessario mettere in programma investimenti in strutture e coperture che possano resistere a questi eventi riducendo il rischio di danni sulle coltivazioni. Impianti che dovranno essere coperti da adeguate polizze assicurative riducendo al minimo il rischio residuo e rendendo l’investimento sicuro per l’imprenditore.</p>
<p>“<em>In questo senso sarà fondamentale la collaborazione tra le compagnie di assicurazione e i produttori</em>” – ha concluso Bortolini.</p>
<p>Dal canto suo, <strong>Loris Bonato</strong>, responsabile rischi agricoli Itas, ha sensibilizzato i numerosi produttori di piccoli frutti presenti sull’importanza del ruolo dell’assicurazione facendo capire le logiche e le motivazioni che stanno alla base di specifiche scelte di assunzione del rischio o di garanzie legate agli eventi atmosferici.</p>
<p>“<em>Itas è uno dei maggiori assicuratori a livello italiano nella copertura dei rischi agricoli e continuerà a presidiare il territorio tramite i propri agenti. Oggi il rischio atmosferico deve tuttavia essere gestito in sinergia con gli agricoltori che si stanno già evolvendo per mitigare il rischio stesso. Tramite, ad esempio, strutture più robuste, scelte varietali adeguate al territorio e sistemi di protezione attiva.</em>” – ha sottolineato Bonato.</p>
<p>La gestione del rischio atmosferico, e quindi la stabilità economica aziendale, passa in definitiva dalla creazione di percorsi comuni tra compagnia assicurativa e aziende, in cui tutti gli attori in gioco sono consapevoli del rischio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Sant'Orsola</author></item></channel></rss>