<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=casi</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 16:16:03 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">f92b2225-99a2-41e5-a4c9-0c7c701d8961</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/amministrazione-condivisa-quale-via-percorrere-la-ricerca-nazionale-euricse-indaga-casi-e-criticita</link><title>Amministrazione condivisa: quale via percorrere? La ricerca nazionale Euricse indaga casi e criticità</title><description><![CDATA[<p>In un’affollata Aula Kessler del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Trento Euricse ha presentato i primi risultati della ricerca nazionale sul tema del welfare collaborativo. L'indagine, condotta con il supporto della Provincia autonoma di Trento, offre un quadro di sintesi per comprendere meglio cosa funziona e cosa ancora va messo a punto nelle pratiche di collaborazione tra pubblica amministrazione e privato sociale previste dal Codice del Terzo Settore. Alla prima presentazione dei risultati dello studio hanno partecipato il prof. Luca Fazzi, autore del Rapporto (Università di Trento, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale), Federica Sartori, dirigente del Servizio Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento, Francesca Gennai, vicepresidente del Consorzio Consolida e Riccardo Bodini, direttore di Euricse.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/l0cjqtfs/tavolo-relatori.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/amministrazione-condivisa-quale-via-percorrere-la-ricerca-nazionale-euricse-indaga-casi-e-criticita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1620</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La ricerca di <strong>Euricse </strong>“<strong>Il nuovo welfare collaborativo in Italia: Co-Programmazione e Co-Progettazione come strumenti per l'innovazione del welfare locale</strong>” è la prima indagine a livello nazionale che approfondisce l'applicazione concreta dell'<strong>articolo 55 </strong>del Codice del Terzo Settore, che ha introdotto gli strumenti giuridici per promuovere una nuova concezione più collaborativa e paritaria dei rapporti tra Stato ed enti del Terzo settore. Alla luce della normativa introdotta dal Codice e consolidata dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2020, l'obiettivo di questo lavoro è infatti quello di indagare se e come stanno cambiando i rapporti tra pubblico e Terzo settore e il ruolo che ciascuno dei diversi attori può svolgere nella costruzione del welfare locale.</p>
<p>I <strong>20 casi</strong> di co-progettazione che sono stati analizzati dal team di ricerca coordinato dal prof. <strong>Luca Fazzi </strong>dell’Università degli Studi di Trento, in <strong>10 regioni italiane </strong>(Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino, al Nord; Emilia-Romagna, Lazio e Toscana, al Centro e Puglia, Campania e Sicilia, al Sud) attraverso <strong>60 interviste</strong> a esperti, professionisti, manager pubblici e rappresentanti del Terzo Settore, fanno luce su un quadro articolato di esperienze, punti di forza, criticità e prospettive di sostenibilità e sviluppo del welfare collaborativo. Le esperienze esaminate non sono solo virtuose: scopo di questa indagine è infatti quello di delineare le condizioni che rendono possibile la collaborazione, esaminando tanto i successi quanto gli insuccessi per trarne apprendimenti utili.</p>
<p>Tre sono le domande su cui si è concentrata l'analisi dei ricercatori: come le amministrazioni pubbliche si rapportano al Terzo Settore in termini di strategie e di riconoscimento; quali sono le procedure utilizzate e il loro livello di inclusività; quali sono le capacità del Terzo settore di rappresentare e portare in coprogettazione le istanze e i bisogni della comunità.</p>
<p><strong>L'applicazione degli strumenti: un equilibrio fatto di luci e ombre</strong></p>
<p>"L'unione fa la forza" è il principale motivo di convergenza tra gli intervistati della Pubblica Amministrazione e del Terzo settore, e rimanda alla consapevolezza concreta che contare solo sulle proprie risorse e capacità, in questo periodo storico ed economico, non è sufficiente per consolidare l'offerta di servizi e costruire nuovi interventi per rispondere ai bisogni della comunità. Anche per questo motivo l’attenzione e le aspettative nei confronti di processi collaborativi che mettono a fattor comune risorse, visione e competenze tra attori diversi sono molto elevate, e gli strumenti previsti dall'articolo 55 del Codice del Terzo Settore - co-programmazione e co-progettazione - cominciano a essere sperimentati su larga scala. È quindi il momento opportuno per fare un primo bilancio di cosa sta funzionando e cosa no, e la ricerca mette in luce sia gli effetti positivi sia gli effetti negativi riscontrati in queste prime sperimentazioni.</p>
<p>Tra gli <strong>effetti positivi</strong> generati dall’utilizzo di nuovi strumenti collaborativi si riscontrano: maggiore <strong>comprensione</strong> reciproca tra istituzioni e attori, <strong>integrazione</strong> tra i servizi, <strong>fiducia</strong>, <strong>flessibilità</strong>, orientamento all'<strong>innovazione, </strong>mobilitazione delle <strong>risorse</strong>, maggiore capacità di <strong>risposta ai bisogni della comunità</strong>, aumento dell'<strong>entusiasmo</strong> e dell'ottimismo che portano gli attori coinvolti, sia pubblici che del Terzo Settore, a riscoprire "il senso del proprio lavoro" a volte offuscato, nel corso del tempo, anche dalle dinamiche concorrenziali.</p>
<p>Non mancano tuttavia anche alcune criticità. Una linea di possibile tensione tra pubblico e Terzo settore riguarda il tema delle <strong>risorse</strong>, perché, seppur con fasi alterne, il finanziamento delle politiche di welfare locale è stato caratterizzato negli ultimi anni da un contenimento della spesa. Altri effetti indesiderati sono il <strong>rischio di strumentalizzazione</strong>, le modalità di <strong>redazione delle procedure</strong> e la loro scarsa definizione, che ancora oggi generano confusione e difficoltà operative. Vi è poi l'aumento degli <strong>oneri organizzativi</strong> e amministrativi legati al coordinamento ed alle procedure di rendicontazione. Sebbene lo scopo della collaborazione sia quello di far lavorare insieme attori diversi, si verificano ancora <strong>incomprensioni</strong> e talvolta <strong>una perdita di fiducia</strong> nella collaborazione, spesso dovuta al fatto che attori con competenze, valori ed esperienze diverse affrontano lo stesso problema, ma con linguaggi e accezioni differenti.</p>
<p>Da questa prima indagine emerge quindi <strong>un quadro fatto di luci e ombre</strong>, che indica la necessità di riflettere su quali siano le condizioni per adottare un cambio di passo nell’interesse generale, quali variabili entrano in gioco e quali processi devono essere attivati per utilizzare al meglio i nuovi strumenti.  </p>
<p>In questo contesto, la ricerca di Euricse vuole essere uno strumento utile per le organizzazioni del terzo settore e per i funzionari della pubblica amministrazione, adatto a creare una cultura dell'amministrazione condivisa. Si tratta di una "sfida" importante che vede l'applicazione della co-programmazione e della co-progettazione non confinata al solo ambito del welfare, ma in una prospettiva più ampia, all'intero spettro delle politiche e dei servizi pubblici, se rivolti all'interesse generale.</p>
<p>I risultati della ricerca sono resi disponibili in <strong>tre Rapporti</strong> sul <strong>sito internet di Euricse</strong>. Il primo report, che sarà online <strong>a partire dal 1° marzo,</strong> inquadra l'evoluzione del welfare locale a livello nazionale e illustra il <strong>contesto di riferimento</strong> del nuovo welfare collaborativo, con una <strong>prima valutazione degli effetti </strong>positivi e delle criticità emerse dall'indagine. <strong>Il secondo</strong> rapporto è dedicato alle <strong>condizioni abilitanti</strong> della collaborazione e <strong>il terzo</strong> alle <strong>dimensioni operative</strong> dei processi collaborativi, e saranno pubblicati a breve sul sito di Euricse.</p>
<p><a href="https://ufficiostampa-pat.wetransfer.com/downloads/a0acc2e1d7cefee902558a205e5c48af20230301153336/f764849aa6eeeb02bba7eb6c0e0eadc020230301153337/9d2481">A questo link </a>si possono scaricare le interviste realizzate dall'<strong>ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento</strong> e un video per montaggio. <br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Euricse</p>]]></encoded></item></channel></rss>