<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=clima</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 26 Apr 2026 17:50:45 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">9f316ad8-9554-43ed-9137-bbd04d99c545</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/rischi-invisibili-e-clima-estremo</link><title>Rischi invisibili e clima estremo</title><description><![CDATA[<p>Oltre 26,5 milioni di euro di contributi comunitari per la patrimonializzazione dei fondi mutualistici trentini, un investimento per una visione di futuro.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/n4biqzvg/tavoloconferenzacodipra.jpeg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/rischi-invisibili-e-clima-estremo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Co.Di.Pr.A. annuncia un risultato straordinario per l’agricoltura trentina: Agea ha confermato <strong>26,5 milioni di euro di contributi comunitari</strong> destinati alla patrimonializzazione dei Fondi IST Mele, IST Latte e Fitopatie. Si tratta di un traguardo strategico, frutto di un percorso pluriennale e della collaborazione con Ministero dell’Agricoltura, Provincia Autonoma di Trento, Agea, Asnacodi Italia e le organizzazioni agricole.</p>
<p>Il risultato affonda le radici nel 2019, quando il Consorzio decise di trasformare una normativa complessa in strumenti concreti per la stabilità economica delle imprese. <strong>Giorgio Gaiardelli</strong>, presidente dell’epoca, e <strong>Andrea Berti</strong>, allora direttore e oggi alla guida di Asnacodi Italia e Agriduemila Hub Innovation, ricordano quel passaggio come “un atto di visione e anche di coraggio. Partimmo da una norma difficile da interpretare – spiegano – ma, sostenuti dagli amministratori, dai soci, dalle istituzioni e dalle organizzazioni agricole, presentammo il progetto convinti che il Trentino potesse diventare un laboratorio avanzato di gestione del rischio. Il risultato di oggi, con oltre 26,5 milioni assegnati ai fondi, oltre la metà del budget nazionale, conferma quella intuizione e apre una nuova pagina sulla protezione della redditività delle imprese”. Berti sottolinea, inoltre, come studi condotti con le principali università italiane confermino un cambio strutturale del clima e del contesto economico: “servono risorse pubbliche e strumenti moderni per offrire risposte concrete alle aziende. I fondi mutualistici sono decisivi, e senza la solidità patrimoniale di Co.Di.Pr.A. il difficile e lungo percorso amministrativo iniziato nel 2019 non sarebbe stato sostenibile per le imprese”.</p>
<p>Non sono mancati momenti difficili anche nei passaggi successivi, ma come sottolinea l’attuale coordinatore dei fondi IST Mele, IST Latte e Fitopatie e direttore di Co.Di.Pr.A. <strong>Marica Sartori</strong>, la perseveranza è stata decisiva: “questo risultato dimostra che Co.Di.Pr.A. e tutti i componenti dei Comitati di Gestione, espressione plurale del settore agricolo trentino, hanno saputo credere in strumenti innovativi e continuare a sostenerli anche nei momenti più complessi. Ancora una volta il nostro territorio ha dimostrato di essere un laboratorio di eccellenza: grazie al lavoro di sistema, alla rete, alla fiducia dei nostri agricoltori associati, anche i sogni possono trasformarsi in realtà. Questo traguardo rappresenta un cambio di paradigma per dare sempre più soddisfazione economica alle imprese. Oggi più che mai dobbiamo guardare oltre l’orizzonte, mantenendo i piedi ben saldi a terra ma aprendo occhi e mente alle nuove opportunità offerte dalle tecnologie e dal nuovo paradigma della gestione del rischio. Continueremo a investire in digitalizzazione e innovazione, senza mai perdere la prossimità ai nostri Associati, che rimangono il cuore e l’anima del Consorzio”.</p>
<p>L’assessore provinciale all'agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali <strong>Giulia Zanotelli</strong> evidenzia come l’agricoltura trentina sia da sempre sinonimo di eccellenza e presidio del territorio “ma oggi deve fare i conti con clima e mercati sempre più instabili, che mettono sotto pressione la redditività delle nostre imprese. In questo contesto, la gestione del rischio non è un elemento accessorio, ma una leva strategica per garantire continuità produttiva e competitività al settore. Il risultato ottenuto da Co.Di.Pr.A. conferma il valore di un percorso che la Provincia ha sostenuto convintamente, basato sull’innovazione e su un lavoro di sistema”. Secondo Zanotelli “gli strumenti tradizionali non bastano più: servono soluzioni moderne e integrate, capaci di tutelare il reddito delle aziende anche di fronte a danni non immediatamente visibili. Per questo, la manovra di bilancio 2026 prevede 3,6 milioni di euro a favore del sistema, senza dimenticare l’integrazione di 5,2 milioni sulle annualità 2022 e 2023, a copertura della minor contribuzione nazionale”. L’assessore assicura che “continueremo a investire anche nella gestione attiva del rischio – dalle tecnologie di monitoraggio ai sistemi di difesa, fino all’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale – perché il futuro delle nostre filiere passa dalla capacità di prevenire i danni e di proteggere il reddito. La Provincia autonoma di Trento farà la sua parte con determinazione, lavorando insieme a Co.Di.Pr.A. e agli attori del territorio per costruire un sistema agricolo ancora più solido, innovativo e competitivo. Per questo, la Provincia con il Consorzio di difesa e gli attori del mondo agricolo stanno lavorando, anche in vista della prossima PAC alla revisione e implementazione degli strumenti in favore delle aziende”.</p>
<p>Accanto al riconoscimento comunitario, Co.Di.Pr.A. avvia la liquidazione agli agricoltori di <strong>oltre 9 milioni di euro</strong> alle imprese aderenti al <strong>Fondo IST Mele</strong>, in seguito alla crisi reddituale del 2022 riconosciuta con il Trigger Event. L’aumento dei costi produttivi, l’instabilità geopolitica e la compressione dei prezzi hanno infatti determinato una rilevante perdita di reddito per molte aziende melicole trentine. Il Fondo interviene quando la riduzione supera il 20% rispetto alla media degli anni precedenti, diventando uno strumento essenziale in un contesto in cui i costi crescono mentre i prezzi non seguono lo stesso andamento, per garantire sostenibilità sociale ed economica dei nostri agricoltori.</p>
<p>Dal <strong>15 dicembre</strong> saranno disponibili sul Portale del Socio i dati relativi alle posizioni individuali; le liquidazioni inizieranno dal <strong>22 dicembre</strong> e proseguiranno nelle settimane successive. Il Fondo IST Mele interessa circa il <strong>60% della superficie melicola trentina</strong>, confermandosi un pilastro della resilienza del comparto.</p>
<p>“La tutela del reddito è oggi la vera sfida per l’agricoltura – afferma <strong>Giovanni Menapace</strong>, presidente di Co.Di.Pr.A. – il Fondo IST Mele consente una gestione del rischio moderna e trasparente. Nel 2022 molte aziende hanno subito perdite non per cause produttive, ma per fattori esterni. Ricordo, inoltre, che entro fine anno verranno erogati dalle Compagnie di Assicurazione oltre 26 milioni di euro di risarcimenti per danni da grandine ed eccesso pioggia”.</p>
<p>Co.Di.Pr.A. conferma così la propria visione di lungo periodo, rafforzata da otto fondi mutualistici attivi, dalle soluzioni assicurative ordinarie, dalle polizze index-based e dai progetti tecnologici sviluppati anche grazie ad Agriduemila Hub Innovation. Il Consorzio continuerà a investire in innovazione, digitalizzazione e vicinanza agli agricoltori, a beneficio della competitività, del presidio territoriale e della qualità delle produzioni trentine.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Codipra - Pietro Bertanza</author></item><item><guid isPermaLink="false">709d2f85-dee6-4006-9fa8-16746b7be358</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/la-serra-trentina-innovazione-in-campagna-per-sfidare-il-cambiamento-climatico</link><title>La serra trentina: innovazione in campagna per sfidare il cambiamento climatico</title><description><![CDATA[<p>Per i soci della cooperativa agricola Sant'Orsola è in progettazione la serra trentina, resistente al climate change, con coperture verdi bene inserite nel paesaggio e con un microclima interno adatto alla produzione di fragole e piccoli frutti a fronte di temperature che hanno ormai raggiunto i 45 gradi nei tunnel. A fine 2024 ci sarà il modello definitivo di serra con microclima ottimizzato.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/iqhgpfa0/s-o-serre-incontro-relatori-26-gennaio-2024.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/la-serra-trentina-innovazione-in-campagna-per-sfidare-il-cambiamento-climatico" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6000</width><height>4000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ricercatrici di fama internazionale, noti costruttori e tecnici di settore ed esperti in paesaggio hanno illustrato oggi nell'Auditorium della cooperativa agricola Sant'Orsola i primi risultati di un percorso di studio e progettuale voluto dalla cooperativa stessa ed iniziato nel 2023  per approntare una nuova serra per fragole e piccoli frutti. Dotata di un suo particolare microclima interno. Una<strong> serra</strong> <strong>trentina</strong> da proporre ai soci, adatta alle nostre altitudini, ormai necessaria per contrastare le avversità derivanti dal cambiamento climatico che sta incidendo sempre più pesantemente sulle produzioni agricole. Per consentire, dunque, ai soci coltivatori di continuare la loro attività in sicurezza. La nuova struttura è stata prospettata nella mattinata odierna nell'Auditorium aziendale durante l'Incontro formativo &lt;La serra trentina: l'innovazione in campagna per sfidare il cambiamento climatico&gt;. Sarà  assai robusta, di forma ogivale, perfettamente integrata nell'ambiente in virtù delle sue nuove coperture verdi. La cooperativa Sant'Orsola potrà proporre ai suoi 600 soci trentini una modulo tutto nuovo e resistente, capace di far fronte a venti forti, bombe d'acqua, pesanti grandinate. L'obiettivo finale è una serra ecosostenibile anche a vantaggio di chi ci lavora, capace di integrarsi bene con l'ambiente esterno nel pieno rispetto del paesaggio.</p>
<p>E nell'anno in corso finiranno le ricerche e gli studi iniziati nel 2023 e mirati a creare<strong> il nuovo microclima interno necessario a mitigare le temperature ormai troppo elevate e sempre crescenti.</strong> L'estate scorsa nelle serre trentine il caldo misurato ha toccato i 45 gradi sopra lo zero, addirittura i 52 in quelle dei soci al lavoro nell'Italia del Sud.</p>
<p>Le sperimentazioni necessarie sono state condotte in collaborazione tra la cooperativa Sant'Orsola e le ricercatrici dell'università di Wageningen (Olanda) <strong>Cecilia Stanghellini</strong> (senior scientist nota a livello internazionale dell'unità di &lt;orticoltura in terra&gt; del Research Center universitario) ed <strong>Isabella Righini </strong>della medesima unità operativa olandese. Oggi hanno illustrato il loro lavoro mirato alla ricerca degli equilibri necessari interni alle serre, valutando l'uso di appositi teli retinati verdi sulle coperture esterne e nebulizzando l'aria interna senza ridurre la produzione di fragole e piccoli frutti e conservando la loro alta qualità e valore nutritivo. Hanno sperimentato i possibili microclimi l'anno scorso in impianti di un socio della Sant'Orsola in Valsugana e continueranno anche quest'anno per ottimizzare ed affinare i significativi risultati conseguiti. A ragion veduta, oggi hanno affermato che è possibile applicare le conoscenze di base sulla fisiologia delle colture e sulla fisica delle serre, accumulate in lunghi anni di ricerca sperimentale, per affrontare sfide climatiche specifiche, in particolare quelle a cui sono soggette le serre trentine, superando in tal modo l'impiego di tecnologie avanzate ma assai costose.</p>
<p>&lt;Il lavoro compiuto porterà ad un progetto di microclima adottabile nella nuova serra trentina, aumentandone anche i volumi e realizzando strutture assai più resistenti delle attuali - ha rilevato il presidente della cooperativa Sant'Orsola <strong>Silvio Bertoldi </strong>aprendo l'Incontro odierno. - Per aiutare i soci a continuare le loro attività produttive con la necessaria sicurezza abbiamo incaricato i migliori specialisti allo scopo di creare microclimi sopportabili dentro le serre e strutture adatte ad ogni evenienza. Con questo nostro terzo incontro rivolto ai nostri soci forniamo loro un pacchetto di soluzioni completo. Nei primi due abbiamo affrontato infatti i temi delle coperture assicurative adatte in tempi di cambiamento climatico e le modalità opportune per l'accesso al credito al fine di investire in nuove strutture&gt;.</p>
<p>L'accrescimento delle conoscenze è nel Dna della Sant'Orsola fin dagli albori, la ricerca costante di nuove tecniche colturali, varietà e metodi di lavoro possano aumentare i ricavi dei soci. &lt;Non solo per incrementare il valore in Euro dei prodotti conferiti, ma per fare impresa collettiva. Questo è il nostro modo di essere cooperativaproprio come impresa collettiva&gt;, ha tenuto a sottolineare il direttore della Sant'Orsola <strong>Matteo Bortolini </strong>nel suo intervento odierno.</p>
<p>Collegando le sperimentazioni compiute ai nuovi investimenti necessari per fare fronte al climate change ha sottolineato che &lt;l’investimento in una serra è lo strumento primo per la coltivazione e la produzione di piccoli frutti, tanto oneroso quanto importante, ma in questo caso il produttore imprenditore possiede una direzione tecnico- scientifica, quella oggi illustrata, provata da ricerca e esperienze di settore non indifferenti. La scelta del fare o non fare rimane sempre in capo all’azienda singola, ma penso che poterla decidere sulla base di un’analisi condivisa e supportata agevoli o quanto meno renda meno “ansiogena” la decisione&gt;.</p>
<p><strong>Gianluca Savini</strong>, oggi moderatore dell'Incontro, ha coordinato le attività di studio e ricerca compiute in Valsugana assieme a Wageningen ed è l'agronomo responsabile dell'area produzione della cooperativa.</p>
<p>&lt;Noi da più di vent'anni conduciamo attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo nel nostro campo catalogo di Vigolo Vattaro per dare vita a nuove varietà e per rendere ecosostenibile l'intera filiera dei piccoli frutti, fino a riuscire a produrre mirtilli e lamponi a residuo zero e brevetti acquistati in tutto il mondo. In questa nostra attività abbiamo inserito ricercatori noti a livello non solamente europeo proprio per rispondere alla difficile sfida che ci pone il climate change&gt;.</p>
<p>Dal canto loro,, <strong>Jean Pierre Lejeune</strong>, presidente del Gruppo Europrogress, esperto costruttore di serre e <strong>Gianmarco Rossi</strong>, tecnico specialista del medesimo Gruppo, hanno illustrato ai soci le nuove tipologie di strutture utili in rapporto al mutamento climatico. In collaborazione con Sant'Orsola hanno messo a punto vari modelli specifici di serre per la produzione di piccoli frutti. Le esigenze emerse dalle sperimentazioni effettuate hanno dato gli input necessari per progettare, calcolare e installare nel prossimo futuro strutture idonee. La serra trentina sarà retta da strutture metalliche zincate di diametro maggiore rispetto alle attuali per resistere agli eventi atmosferici avversi, calcolate e progettate tra l'altro per evitare l'installazione di supporti a terra in modo da avere lo spazio utile all'innerbimento, tecnica sostenibile per l'abbassamento della temperatura in serra e per l'iutilizzo pieno delle superfici coperte.</p>
<p>Le altezze massime raggiungibili dai moduli consentiranno una ventilazione estiva ottimale garantendo in tal modo il miglior volano termico per gli abbassamenti repentini di temperatura.</p>
<p>Hanno evidenziato che le sperimentazioni in corso porteranno ad un progetto di gestione<em><strong> del clima in serra capace di potenziare la competitività delle aziende agricole e la loro redditività.</strong></em></p>
<p>Ma la nuova serra trentina insisterà su territori rigidamente controllati da un intrico di normative urbanistiche pubbliche che non agevolano di certo l'imprenditore.</p>
<p>E' entrato nel tema l'architetto <strong>Marcello Lubian,</strong> noto progettista del paesaggio e di riqualificazione urbana, che ha pazientemente verificato le normative in essere a livello comunale e provinciale.</p>
<p>Ha segnalato la necessità di evolvere, affinare e semplificare il quadro normativo relativo al sistema di coltivazione in tunnel/serra per i piccoli frutti.</p>
<p>Ha rilevato pure che &lt;l’evoluzione tecnologica, di tecniche costruttive e di monitoraggio sulle nuove pratiche di coltivazione per tunnel e serre per i piccoli frutti, attraverso lo studio di prototipi in essere, richiedono la consapevolezza di superare l’impostazione degli attuali sistemi datati e/o poco su un quadro normativo chiaro&gt;.</p>
<p>In una parola, ha rilevato che è ormai indifferibile varare un quadro normativo adeguato alle novità che l'evoluzione colturale e produttiva richiedono, tanto più che il cambiamento climatico lo sta imponendo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Sant'Orsola - Mario Anelli</author></item><item><guid isPermaLink="false">d87c3d2a-f23e-40ed-9c42-0833a3893c07</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/piccoli-frutti-le-insidie-dei-cambiamenti-climatici</link><title>Piccoli frutti: le insidie dei cambiamenti climatici</title><description><![CDATA[<p>Al centro del confronto tra la Società cooperativa agricola Sant'Orsola e Itas Mutua.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/r0ofrm1p/sabato-il-1-convegno-nazionale-sant-orsola-sui-piccoli-frutti.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/piccoli-frutti-le-insidie-dei-cambiamenti-climatici" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1535</width><height>1148</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il mutamento climatico può produrre effetti negativi anche alle coltivazioni dei piccoli frutti danneggiando serre e magazzini, compromettendo i raccolti e finendo per creare difficoltà economiche all'intera filiera.</p>
<p>Questi i rischi, che in qualche caso sono già realtà, di cui si è discusso nei giorni scorsi all’Auditorium Sant’Orsola nel Villaggio dei Piccoli Frutti a Pergine Valsugana durante una serata organizzata dalla Società cooperativa agricola con Itas Mutua e che ha visto, tra gli altri, anche l’intervento di <strong>Dino Zardi</strong>, professore ordinario di Fisica dell'Atmosfera presso l'Università di Trento e presidente AISAM (Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia).</p>
<p>Come ha sottolineato Zardi nel suo intervento, “<em>il cambiamento climatico è ormai sotto gli occhi di tutti e gli esperti confermano senza ragionevole dubbio che l’origine è antropica, cioè legata alla continua emissione di gas serra dovuta alle attività umane. Nel lungo termine, dovremo adottare politiche di mitigazione, cambiando modelli di sviluppo e stili di vita. Nel breve termine dovremo adattarci a cambiamenti che non saranno rapidamente reversibili</em>”.</p>
<p>Il dato più evidente è l’aumento delle temperature, che porta con sé variazioni dei regimi termici delle varie aree e fasce altitudinali, con conseguenze sull’optimum per le colture e i tempi delle stagioni agricole, ma anche sui parassiti. I regimi delle temperature hanno impatti significativi anche sul ciclo dell’acqua: l’aria più calda può contenere più calore quindi estrarre più acqua dal suolo e dalle piante, con conseguente stress idrico e rischio siccità. Lo zero termico mediamente più alto implica fusione dei ghiacciai, le nostre riserve, e meno precipitazioni nevose in quota, con riduzione degli accumuli invernali e rischio di accentuati deflussi furante gli eventi intensi. Inoltre, aria più calda e più umida implica eventi di precipitazione più intensi, specie nel caso dei temporali estivi.</p>
<p>Dopo i saluti iniziali, il presidente della Sant’Orsola <strong>Silvio Bertoldi</strong> ha segnalato ai soci la necessità di intervenire in modo efficace e con urgenza per adeguare le produzioni di piccoli frutti ai palesi cambiamenti climatici in corso e futuri. Il dibattito si è incentrato su tali cambiamenti e sulle relative conseguenze in ambito agricolo, specialmente per i produttori di piccoli frutti che dovranno sempre più considerare questi impatti preparandosi per intervenire al meglio.</p>
<p>Eventi climatici estremi sempre più intensi e frequenti infatti metteranno a dura prova, ad esempio, le strutture di copertura presenti e renderanno difficoltosa la coltivazione al loro interno con forti ripercussioni anche per quanto riguarda l’aspetto assicurativo.</p>
<p>Dal canto suo, il direttore <strong>Matteo Bortolini</strong> ha sottolineato come per il futuro sarà necessario mettere in programma investimenti in strutture e coperture che possano resistere a questi eventi riducendo il rischio di danni sulle coltivazioni. Impianti che dovranno essere coperti da adeguate polizze assicurative riducendo al minimo il rischio residuo e rendendo l’investimento sicuro per l’imprenditore.</p>
<p>“<em>In questo senso sarà fondamentale la collaborazione tra le compagnie di assicurazione e i produttori</em>” – ha concluso Bortolini.</p>
<p>Dal canto suo, <strong>Loris Bonato</strong>, responsabile rischi agricoli Itas, ha sensibilizzato i numerosi produttori di piccoli frutti presenti sull’importanza del ruolo dell’assicurazione facendo capire le logiche e le motivazioni che stanno alla base di specifiche scelte di assunzione del rischio o di garanzie legate agli eventi atmosferici.</p>
<p>“<em>Itas è uno dei maggiori assicuratori a livello italiano nella copertura dei rischi agricoli e continuerà a presidiare il territorio tramite i propri agenti. Oggi il rischio atmosferico deve tuttavia essere gestito in sinergia con gli agricoltori che si stanno già evolvendo per mitigare il rischio stesso. Tramite, ad esempio, strutture più robuste, scelte varietali adeguate al territorio e sistemi di protezione attiva.</em>” – ha sottolineato Bonato.</p>
<p>La gestione del rischio atmosferico, e quindi la stabilità economica aziendale, passa in definitiva dalla creazione di percorsi comuni tra compagnia assicurativa e aziende, in cui tutti gli attori in gioco sono consapevoli del rischio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Sant'Orsola</author></item><item><guid isPermaLink="false">a23a9eaf-b59e-4b9d-88e6-cca0cbb08171</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/sete-festival-il-clima-e-cambiato</link><title>Sete Festival - Il clima è cambiato</title><description><![CDATA[<p>Ai Giardini Perlasca di Rovereto il 7 e 8 luglio due giornate di musica, incontri, stand-up comedy, laboratori, installazioni, giochi e dibattiti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/0vepcaix/setefestival.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/sete-festival-il-clima-e-cambiato" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1280</width><height>960</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Clima è cambiato. Non solo a causa dei fenomeni sempre più estremi con cui anche i territori alpini stanno imparando a fare i conti. C'è un clima diverso, un'attenzione nuova e trasversale nei confronti delle tematiche ambientali. </p>
<p>La prima edizione di <strong>SETE Festival</strong> arriva a <strong>Rovereto il 7 e l'8 luglio</strong> con un obiettivo chiaro: affrontare il cambiamento climatico attraverso un cambiamento di prospettiva. Il festival mette al centro il tema dell'acqua, sinonimo di vita e ricchezza in tutte le culture. Non sono necessari dati, né proiezioni per comprendere l’importanza di questa risorsa per il pianeta. Anche in Trentino negli ultimi mesi cittadini e amministratori hanno cominciato a capire che anteporre l’economia all’ambiente porterà ad un solo risultato: la distruzione di entrambi. "Esiste un filo sottile - ha dichiarato il direttore artistico della manifestazione <strong>Emanuele Lapiana</strong>, che unisce il lavoro di scienziati, divulgatori, attivisti, imprenditori, artisti e politici; l'obiettivo di SETE Festival è quello di creare uno spazio di incontro tra queste diverse culture".</p>
<p>Il Festival si apre la sera di venerdì 7 luglio con "<strong>Acquolina in bocca</strong>" una degustazione guidata di acque del territorio, la presentazione di "<strong>Ghiaccio Sottile</strong>" un reportage sulla tragedia della Marmolada ad un anno di distanza e la proiezione di due documentari dedicati al tema dell'acqua. </p>
<p>Sabato 8 luglio la giornata si aprirà alle 10.00 con una tavola rotonda intitolata <strong>"Il Trentino ha Sete"</strong> con la partecipazione del vice presidente della Provincia <strong>Mario Tonina</strong>, il presidente di Coldiretti <strong>Gianluca Barbacovi</strong>, il presidente di Trentino Marketing e ASAT <strong>Gianni Battaiola</strong>, la presidente ANEF <strong>Valeria Ghezzi </strong>e l'esperto di clima <strong>Lorenzo Giovannini</strong>. Il programma prosegue con un approfondimento a cura del direttore scientifico del <strong>Festival Meteorologia</strong> Dino Zardi, si parlerà di cibo e agricoltura con<strong> il giornalista di Internazionale Stefano Liberti</strong>, di transizione energetica con il professor <strong>Roberto Battiston</strong> e poi ancora di intelligenza artificiale, ansia climatica, attivismo digitale. Presenti al festival anche alcuni attivisti di Fridays for Future Forlì che faranno il punto, a due mesi dall'<strong>alluvione in Emilia Romagna</strong>. </p>
<p>“SETE Festival è una novità per il nostro territorio - ha spiegato l’assessora alla cultura del comune di Rovereto <strong>Micol Cossali</strong> - perché si pone l'obiettivo di coniugare informazione scientifica e divulgazione con i linguaggi dell'arte e della musica, puntando su un coinvolgimento dei giovani che sono i protagonisti di questa battaglia per il clima. ll tema dell'acqua vede Rovereto come comune capofila, insieme alle città di Mantova e Cuneo nel progetto "Lungo le vie dell'Acqua" finanziato nell’ambito del bando 2021 dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) per favorire iniziative di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale, con lo sguardo rivolto ai temi del cambiamento climatico e della gestione responsabile dell’acqua”.</p>
<p>Tanti gli appuntamenti dedicati ai più piccoli con i laboratori e i giochi esperienziali curati dall'associazione H2o+ e ancora presentazioni di fumetti, uno spettacolo di Stand Up Comedy ("Acqua in bocca") con <strong>Alessandro Ciacci</strong>, oltre alle incursioni de<strong> Il Terzo Segreto di Satira</strong> e del <strong>Dr. Pira</strong>. </p>
<p>A chiudere la serata i concerti di <strong>BLUEM</strong> e <strong>Fuera, </strong>due tra i progetti più innovativi in Italia sull’asse che unisce elettronica e canzone d’autore<strong>.</strong></p>
<p>Durante tutta la manifestazione, sarà possibile partecipare al quiz "<strong>L'Eredità climatica</strong>" condotto dal divulgatore <strong>Giovanni Mori</strong>. </p>
<p>SETE Festival è organizzato da <strong>oSuonoMio, </strong>sotto la direzione artistica di Emanuele Lapiana e Gianluca Taraborelli, in collaborazione con il <strong>Comune di Rovereto, Progetto Nevermore, FBK, Impact Hub Trentino, Upload Sounds</strong> con il supporto di <strong>Poplar Festival </strong>e <strong>Entropia APS </strong>nell'ambito del progetto <strong>"Lungo Le vie dell'Acqua"</strong> cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.<br /><br />Anche <strong>Cooperazione Trentina</strong> e <strong>inCooperazione</strong> supportano il Festival portando l'esperienza delle neonate comunità energetiche in Trentino in un panel sabato 8 luglio alle 20:00 dal titolo "<strong>PENSIERO COLLETTIVO: Le Comunità energetiche nei territori di montagna" c</strong>on Christian Caneppele (Lavarone Greenland), Martina de Gramatica (Federazione Trentina della Cooperazione) e la moderazione di Margherita Montanari (ILT Quotidiano).</p>
<p>Ingresso gratuito, con un invito a portare al festival la propria borraccia o il proprio bicchiere. </p>
<p>Programma completo su <a href="http://www.setefestival.it">www.setefestival.it</a></p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa evento</p>]]></encoded></item></channel></rss>