<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=comunit%C3%A0</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Thu, 09 Apr 2026 10:46:48 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">3a72ef2a-f188-4bd3-a0e7-2bbf86603ac8</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-presepe-come-racconto-di-comunita-tradizione-e-accessibilita</link><title>Il presepe come racconto di comunità, tradizione e accessibilità</title><description><![CDATA[<p>L’opera della Cooperativa Sociale GSH accolta con grande apprezzamento a Ossana e Cles.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/co4bloup/gsh-presepe.jpeg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-presepe-come-racconto-di-comunita-tradizione-e-accessibilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Durante il periodo natalizio, la Cooperativa Sociale GSH ha proposto <em>Il presepe come racconto di comunità, tradizione e accessibilità</em>, un progetto artistico e sociale che ha riscosso un forte interesse e numerosi apprezzamenti da parte dei visitatori. L’opera, realizzata in due copie da ospiti e operatori della cooperativa, è stata esposta in due contesti di grande rilievo per la tradizione presepiale trentina: <strong>Ossana, Borgo dei Mille Presepi</strong>, e il <strong>Presepe Alpino di Cles</strong>, all’interno della chiesetta di San Rocco.</p>
<p>Il presepe non si limita a rappresentare la Natività, ma diventa un vero e proprio strumento narrativo capace di raccontare una storia di comunità, inclusione e accessibilità. Attraverso linguaggi diversi e modalità espressive pensate per essere fruibili da tutti, l’opera offre un’esperienza che va oltre la semplice contemplazione, rendendo il messaggio della nascita di Gesù accessibile e condiviso.</p>
<p><strong>Ossana, Borgo dei Mille Presepi</strong><br />Inserito nel prestigioso contesto di Ossana, riconosciuto a livello nazionale come uno dei centri più importanti dell’arte presepiale, il presepe della Cooperativa GSH ha trovato spazio in un percorso culturale che ogni anno trasforma il borgo in un museo a cielo aperto. Tra vicoli, corti e ambienti storici, l’opera ha attirato l’attenzione dei visitatori per il suo forte valore umano e per il messaggio di partecipazione e creatività collettiva che esprime, ricevendo commenti positivi e apprezzamenti per l’originalità e il significato sociale del progetto.</p>
<p><strong>Il Presepe Alpino di Cles</strong><br />La seconda copia è stata accolta nel Presepe Alpino di Cles, allestito nella suggestiva chiesetta di San Rocco. In questo spazio raccolto e di grande valore storico e spirituale, l’opera ha trovato una cornice ideale per esprimere il suo messaggio di pace, semplicità e speranza. Anche qui il pubblico ha dimostrato interesse e partecipazione, riconoscendo nel presepe non solo un simbolo religioso, ma un racconto autentico di inclusione e comunità.</p>
<p><strong>Un progetto culturale e sociale</strong><br />L’iniziativa della Cooperativa Sociale GSH si configura come un esempio concreto di come la tradizione del presepe possa evolversi, diventando uno strumento di accessibilità culturale e di dialogo tra territori. La doppia esposizione ha rafforzato il legame tra le comunità di Ossana e Cles, creando un ponte ideale tra arte, tradizione e impegno sociale.</p>
<p>Visitare questo presepe ha significato, per molti, vivere un’esperienza capace di unire emozione, riflessione e riscoperta del significato più autentico del Natale, confermando il valore del progetto come patrimonio culturale da custodire e condividere.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Gsh</author></item><item><guid isPermaLink="false">5bdf8a71-6901-4673-a366-5222e26bc6ae</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/alleanze-territoriali-e-rigenerazione-comunitaria-per-lo-sviluppo-dei-territori</link><title>Alleanze territoriali e rigenerazione comunitaria per lo sviluppo dei territori</title><description>Si è concluso a Cavalese il Secondo Incontro nazionale delle Comunità Intraprendenti, che l’11 e 12 dicembre ha riunito un centinaio di partecipanti da tutta Italia: amministratori pubblici, rappresentanti di comunità locali, imprese, fondazioni, ricercatori e attori del terzo settore.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/mqwhykab/cavalese2025.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/alleanze-territoriali-e-rigenerazione-comunitaria-per-lo-sviluppo-dei-territori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>683</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Promosso da Fiemme PER ed EURICSE, con il sostegno della Fondazione Caritro, l’Incontro si è confermato come uno spazio nazionale di confronto, apprendimento e costruzione di alleanze tra chi lavora per generare sviluppo sociale ed economico nei territori. Particolarmente partecipato l’incontro serale aperto al pubblico al Palafiemme, dedicato al valore dei luoghi e alla rigenerazione comunitaria. Ospiti della serata Don Antonio Loffredo ed Elena Granata, che hanno offerto due prospettive complementari sul ruolo delle persone e delle comunità nei processi di cambiamento. Don Antonio Loffredo ha raccontato l’esperienza di rigenerazione del Rione Sanità di Napoli, mentre Elena Granata ha sottolineato come le comunità si costruiscano nel tempo attraverso relazioni, cura e responsabilità condivisa. L’ampia partecipazione ha confermato l’interesse e la rilevanza dei temi proposti, rafforzando il ruolo dell’Incontro come punto di riferimento nazionale per chi lavora sullo sviluppo dei territori.</p>
<p>Dopo l’esordio del 2024, l’edizione 2025 è stata dedicata al tema “Le alleanze territoriali per la nascita e l’accompagnamento delle Comunità Intraprendenti”, con un focus sulle strategie collaborative tra comunità, istituzioni pubbliche, imprese e filantropia per rispondere in modo condiviso alle sfide socio-economiche dei territori. L’Incontro ha confermato il suo doppio orientamento: raccontare le esperienze che stanno emergendo in tutta Italia e, allo stesso tempo, offrire alle Comunità Intraprendenti un luogo di confronto e apprendimento reciproco, per sviluppare nuove idee e rafforzare le relazioni tra i protagonisti del cambiamento. Un sentito ringraziamento va a tutti gli ospiti e a coloro che hanno reso possibile l’iniziativa, così come ai facilitatori di Ufficio Svolta e allo staff di EURICSE, che hanno accompagnato e animato i tavoli di lavoro, creando uno spazio aperto e partecipato in cui le storie si sono intrecciate e ciascuno ha potuto trovare nuove prospettive e strumenti per diventare parte attiva del cambiamento.</p>
<p>Governance territoriale e ruolo delle istituzioni</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali giovedì mattina, i lavori si sono aperti con il primo panel dedicato alla Governance territoriale, focalizzato sulle alleanze con il settore pubblico per la valorizzazione e la gestione condivisa di spazi e risorse comuni. Il dialogo, coordinato da Gianluca Salvatori, Segretario generale di Euricse, ha messo al centro la crisi delle forme tradizionali di partecipazione e la necessità di rigenerare le comunità attraverso nuovi strumenti di corresponsabilità, coprogettazione e coprogrammazione, chiamando in causa anche il ruolo delle istituzioni. Giulia Casonato (Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Trento) ha sottolineato l’importanza, per le amministrazioni pubbliche, di scommettere sul desiderio delle persone di sentirsi parte attiva di una comunità, valorizzando strumenti come i patti di collaborazione e le assemblee deliberative, anche in risposta a bisogni di cura complessi e a nuove fragilità sociali. Gaetano Giunta (Fondazione di Comunità di Messina) ha portato l’esperienza delle fondazioni di comunità come vere e proprie “comunità di intenzioni”, capaci di finanziare strategie territoriali trasformative, contrastare disuguaglianze e crisi climatica e sperimentare modelli economici basati su redistribuzione, innovazione e coesione sociale. Stefania Paolazzi (esperta di innovazione nella pubblica innovazione) ha evidenziato come partecipazione, civismo e innovazione pubblica possano accompagnare grandi trasformazioni urbane e tecnologiche attraverso l’apertura dei processi decisionali, l’educazione civica, l’uso dei dati e la creazione di spazi di autodeterminazione come le assemblee civiche. Il confronto ha messo in luce collaborazione, partecipazione e responsabilità condivisa come leve fondamentali per costruire comunità più solide, aprendo una riflessione sull’equilibrio tra pubblico e mercato e sul valore di modelli imprenditoriali leggeri e inclusivi nella rigenerazione dei territori. In questo quadro si inseriscono gli interventi ispirazionali illustrati da Pasquale Bonasora (Labsus), come i <em>Patti di collaborazione</em>, che mostrano come cittadini, enti locali e associazioni possano co-progettare e gestire spazi pubblici, rafforzando la fiducia reciproca e il senso di appartenenza al proprio territorio. Allo stesso modo, i modelli presentati da Matteo Bartolomeo (Avanzi – AI Impact ) evidenziano come imprese a basso capitale, orientate all’impatto e supportate da strumenti di valutazione sociale, siano in grado di generare occupazione, innovazione, anche nell’assistenza e nella cura del territorio intesa come rigenerazione urbana.</p>
<p>Cura comunitaria e alleanze con le imprese</p>
<p>Il secondo panel si è concentrato sul tema della cura comunitaria attraverso le collaborazioni tra imprese profit e Comunità Intraprendenti per lo sviluppo di servizi innovativi e sostenibili nei territori. Nel suo intervento, Mauro Gilmozzi ha evidenziato il valore strategico della scelta di restare e investire nei territori periferici, trasformando fattori critici – come casa, mobilità e servizi – in elementi di competitività. L’esperienza della Val di Fiemme mostra come una fondazione di imprenditori possa farsi carico di bisogni collettivi, dalla produzione e consumo di energia attraverso le  comunità energetiche al welfare locale, rafforzando il legame tra impresa, cultura e comunità. Stefano Felicetti (Pastificio Felicetti) ha sottolineato l’importanza di fare rete tra imprese e attori locali, attivando esempi virtuosi capaci di migliorare la qualità della vita e rafforzare il rapporto fiduciario con la comunità, affrontando al contempo la sfida del cofinanziamento e della sostenibilità senza rinunciare all’autonomia. Valeria De Tommaso (Percorsi di Secondo Welfare) ha richiamato la necessità di aggregare risorse a livello territoriale per costruire massa critica e alleanze strategiche, sottolineando come il Secondo welfare possa funzionare solo in integrazione con il welfare pubblico, all’interno di modelli olistici in cui il settore pubblico agisce da catalizzatore di investimenti sociali. Dopo il confronto in plenaria, i partecipanti hanno lavorato in tavoli tematici, condividendo idee e proposte poi restituite collettivamente. La sessione si è conclusa con i contributi ispirazionali di Andrea Marchesini Reggiani (Laboratorio Cartiera, Lai-momo Cooperativa Sociale) e Fabio Arigoni (Cooperativa Sociale Six). Il primo, ha illustrato come strutturare modelli imprenditoriali capaci di coniugare valore sociale e sostenibilità economica, approfondendo approcci e strumenti utili a garantire nel lungo periodo la solidità di progetti a impatto sociale e territoriale. Il secondo, invece, ha approfondito il tema delle partnership strategiche tra profit e non profit, evidenziando come la collaborazione tra imprese e realtà del terzo settore possa generare valore condiviso e favorire processi di innovazione sociale e sviluppo locale.</p>
<p>Filantropia territoriale e sostenibilità economica</p>
<p>Il terzo e ultimo panel è stato dedicato alla filantropia territoriale e al suo ruolo nella sostenibilità economica delle Comunità Intraprendenti. Intesa come una pratica profondamente radicata nei contesti locali, la filantropia territoriale si fonda sulla capacità degli attori locali e dei cittadini di mobilitare risorse economiche, relazionali e conoscitive per rispondere a bisogni collettivi e sostenere nel tempo organizzazioni e progetti di comunità. Il confronto ha posto al centro il valore della collaborazione tra organizzazioni e cittadinanza, non solo in termini di finanziamento, ma come leva per rafforzare legami, responsabilità condivise e visioni comuni di sviluppo locale. A partire da alcune domande guida – sul ruolo che la filantropia territoriale svolge nelle diverse comunità di riferimento e sugli strumenti economico-finanziari presenti nei territori – il panel ha stimolato una riflessione sulle pratiche esistenti e sulle potenzialità ancora da attivare per accompagnare in modo duraturo la crescita delle Comunità Intraprendenti. Il dialogo, coordinato da Anita Penati (Fondazione Caritro), con Giorgio Righetti (Acri) e Carola Carazzone (Assifero), ha offerto una lettura condivisa dei modelli di filantropia e finanza territoriale, evidenziando come la sostenibilità non si esaurisca nel finanziamento, ma richieda capacità di lettura dei contesti, consapevolezza dei bisogni e dei punti di forza locali e costruzione di alleanze stabili tra pubblico, privato e cittadinanza attiva. Nel dibattito è emersa con forza l’idea della filantropia come “arcipelago”: non isole separate, ma reti connesse che costruiscono sostenibilità economica attraverso fiducia, valori condivisi e visioni comuni. Le fondazioni, in particolare, possono svolgere un ruolo abilitante grazie alla loro flessibilità, alla capacità di assumere il rischio dell’innovazione sociale e di sostenere processi di accompagnamento e crescita nel tempo, secondo approcci di <em>trust-based philanthropy</em>. Gli interventi ispirazionali di Paolo Dell’Oro (Fondazione Comunitaria del Lecchese, la prima fondazione di comunità nata in Italia) e Renato Quaglia (Fondazione FOQUS, fondazione che opera nei Quartieri Spagnoli di Napoli) hanno reso concreti questi temi, mostrando come filantropia territoriale, fundraising comunitario e attivismo civico possano diventare motori di rigenerazione sociale.</p>
<p>Il Secondo Incontro nazionale delle Comunità Intraprendenti si chiude così con un patrimonio condiviso di riflessioni, strumenti ed esperienze, e con la consapevolezza che le alleanze territoriali rappresentano una leva fondamentale per costruire comunità generative, inclusive e capaci di futuro.</p>
<p>Luoghi, relazioni e fiducia</p>
<p>«Oggi servono adulti capaci di stare accanto ai giovani e dire loro che il futuro non si eredita: si costruisce, con il coraggio di fare ciò che non è mai stato fatto».<br />Questa affermazione ha attraversato come un filo rosso l’incontro serale aperto al pubblico che si è svolto giovedì 11 dicembre al Palafiemme di Cavalese, nell’ambito del 2° Incontro Nazionale delle Comunità Intraprendenti.</p>
<p>La serata, dal titolo <em>Rigenerare luoghi e comunità: le alleanze territoriali per lo sviluppo locale</em>, ha posto al centro il valore dei luoghi come spazi di identità, relazione e possibilità, e il significato profondo della rigenerazione comunitaria, intesa come processo continuativo fondato su fiducia, cura e responsabilità condivisa. Il Palafiemme, gremito e partecipe, ha restituito la misura dell’interesse e dell’urgenza di questi temi. Ospiti della serata Don Antonio Loffredo ed Elena Granata, due voci diverse e complementari che hanno accompagnato il pubblico in un viaggio che parte dai luoghi e arriva alle persone, mostrando come il cambiamento nasca dall’alleanza tra visione, comunità e impegno quotidiano.</p>
<p>Don Antonio Loffredo, protagonista della rinascita del Rione Sanità di Napoli, ha raccontato un’esperienza di rigenerazione comunitaria che prende forma dalla cultura come leva di emancipazione e futuro. Arrivato oltre vent’anni fa in un quartiere segnato da camorra e mancanza di opportunità, ha scelto di rivolgersi ai giovani, riconoscendo in loro una capacità ancora viva di innamorarsi dell’arte, della musica e del teatro. Da questo sguardo è nata un’avventura collettiva che ha trasformato la reputazione del quartiere e acceso un forte senso identitario, fino alla nascita, nel 2006, della cooperativa La Paranza, oggi modello nazionale di rigenerazione comunitaria e opportunità lavorativa per decine di giovani. «La rigenerazione passa da ciò che emoziona», ha ricordato Loffredo, sottolineando come cultura, gratuità e bellezza attivino responsabilità, libertà e legami nuovi, diventando una vera e propria diplomazia capace di aprire possibilità e futuro.</p>
<p>Accanto a questa testimonianza, Elena Granata, urbanista e docente al Politecnico di Milano, ha offerto uno sguardo ampio sull’urbanistica civile e sulle trasformazioni in atto nelle città e nei territori. Nei suoi interventi ha evidenziato come il modello urbano che ha funzionato per secoli sia oggi in crisi, stretto tra capacità di attrarre e capacità di accogliere, tra turismo e diritto alla “restanza”. «Comunità non si nasce, si diventa», ha ricordato, invitando a ripensare i luoghi come spazi pubblici, inclusivi e umani, da restituire anche alla gratuità, perché i giovani non crescano pensando che la bellezza sia accessibile solo a pagamento. Le due testimonianze hanno restituito un messaggio comune e potente: la rinascita sociale risiede nella cultura e prende forma solo attraverso alleanze territoriali capaci di tenere insieme visione, studio, coraggio e convergenza di intenti. È nella cura quotidiana dei luoghi, delle relazioni e della fiducia che le comunità ritrovano la forza di generare sviluppo, dignità e futuro.</p>
<p>L’evento si può rivedere a questo link: <a href="https://youtu.be/cjp5vGT34A4?si=bdXjcPBnZn5wrp2k">https://youtu.be/cjp5vGT34A4?si=bdXjcPBnZn5wrp2k</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">87381ae1-7c06-4b14-8ef5-3953ecaf93c4</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/rigenerare-luoghi-e-comunit%C3%A0-2-incontro-nazionale-delle-comunit%C3%A0-intraprendenti</link><title>Rigenerare luoghi e comunità. 2° Incontro Nazionale delle Comunità Intraprendenti</title><description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni Cavalese ospiterà il 2° Incontro Nazionale delle Comunità Intraprendenti, in programma l’11 e 12 dicembre 2025.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/4xvfzd5k/logo-2-incontro-comunita-intraprendenti-002-.png" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/rigenerare-luoghi-e-comunità-2-incontro-nazionale-delle-comunità-intraprendenti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1008</width><height>443</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La due giorni, promossa da <strong>Fondazione Fiemme PER</strong>, <strong>EURICSE</strong> e <strong>Fondazione Caritro</strong>, riunirà esperienze e pratiche innovative da tutta Italia per riflettere sul ruolo delle alleanze territoriali nei processi di sviluppo locale. Il programma affronterà tre ambiti chiave: <strong>la governance condivisa dei beni comuni</strong>, le <strong>collaborazioni tra imprese e comunità</strong> per la creazione di servizi innovativi e la <strong>sostenibilità economica</strong> attraverso strumenti filantropici e di finanza territoriale. Sono previsti workshop, presentazioni di esperienze e momenti di networking. Il programma completo si può consultare a questo link:</p>
<p>Momento centrale dell’evento sarà l’incontro pubblico di <strong>giovedì 11 dicembre alle ore 20.30</strong>,<strong> presso il PalaFiemme di Cavalese</strong>, che vedrà dialogare <strong>Don Antonio Loffredo</strong> ed <strong>Elena Granata.</strong> Due voci autorevoli della rigenerazione sociale e urbana in Italia offriranno prospettive complementari su come luoghi e comunità possano rigenerarsi a partire dalle persone, dall’energia degli abitanti e da nuove visioni di futuro. Due prospettive diverse ma complementari per raccontare come si rigenerano luoghi e comunità a partire dalle persone. Le loro storie offriranno uno sguardo concreto su come l’energia degli abitanti e nuove visioni di futuro possano innescare processi reali di trasformazione territoriale. Un evento che vuole ispirare cittadini, amministratori, associazioni e imprese a costruire insieme comunità più forti, inclusive e capaci di futuro.</p>
<p><strong>L’incontro si terrà al PalaFiemme di Cavalese, giovedì 11 dicembre alle 20.30, ingresso libero fino a esaurimento posti: prenotazione per la sola serata </strong><a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-rigenerare-luoghi-e-comunita-1973061494042?aff=oddtdtcreator"><strong>a questo link</strong></a><strong>. </strong></p>
<p><strong><u>Don Antonio Loffredo</u></strong></p>
<p>Già parroco della chiesa di Santa Maria alla Sanità di Napoli, Don Antonio Loffredo è promotore e fondatore di numerose realtà del Terzo Settore che hanno trasformato il Rione Sanità in uno dei più significativi esempi italiani di rigenerazione sociale e culturale dal basso. Tra le iniziative più note figura la cooperativa La Paranza, protagonista della rinascita delle Catacombe di San Gennaro, oggi simbolo di sviluppo comunitario e impresa giovanile.È inoltre fondatore del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, progetto innovativo di valorizzazione del patrimonio culturale del quartiere. Attualmente ricopre il ruolo di vicepresidente della Fondazione partecipata Napoli C’entro.</p>
<h1><strong><u>Elena Granata</u></strong></h1>
<p>Elena Granata è urbanista e docente di <strong>Urbanistica e Analisi della città e del territorio</strong> al <strong>Politecnico di Milano</strong>. Vicepresidente della <strong>Scuola di Economia Civile</strong>, si occupa di sviluppo urbano sostenibile, rigenerazione delle città e innovazione sociale. I suoi studi esplorano il rapporto tra ambiente, bellezza, economia e comunità nei processi di trasformazione urbana. Collabora con fondazioni, enti e istituzioni in progetti di ricerca e divulgazione dedicati alla città del futuro e alla creatività come motore del cambiamento. È autrice di numerosi libri, tra cui <em>Biodivercity</em> (Giunti) e <em>Placemaker</em> (Einaudi). È in uscita il suo ultimo volume: <strong>La città è di tutti. Ciò che ha valore e non ha prezzo</strong> (Einaudi).</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">d1e0ac5d-13ad-45a6-9174-2abd385419fd</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-a-bento-goncalves-l-emigrazione-trentina-e-una-radice-viva-che-continua-a-unire-la-nostra-comunita</link><title>Fugatti a Bento Gonçalves: “L’emigrazione trentina è una radice viva che continua a unire la nostra comunità”</title><description>È iniziata a Bento Gonçalves la missione istituzionale della delegazione trentina in Brasile, guidata dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ccslmq5s/fotodigruppo.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-a-bento-goncalves-l-emigrazione-trentina-e-una-radice-viva-che-continua-a-unire-la-nostra-comunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>658</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La giornata si è aperta con un momento particolarmente sentito: l’esibizione del Coro Valsella, che ha salutato la delegazione trentina e le autorità brasiliane con un repertorio di canti popolari e tradizionali, richiamando i legami profondi che uniscono le due comunità.</p>
<p>Ad dare il benvenuto alla delegazione, composta anche dai consiglieri provinciali Stefania Segnana e Walter Kaswalder, dalla sindaca di Borgo Valsugana Martina Ferrai, dal vicepresidente della Cassa Rurale Valsugana e Tesino Stefano Modena e dal rappresentante della Giunta dell’Associazione Trentini nel Mondo Enrico Lenzi, è stato il Consultore della Provincia di Trento per il Brasile, Felipe Bernardi.</p>
<p>Nel Municipio di Bento Gonçalves, il sindaco Diogo Segabinazzi Siqueira ha accolto ufficialmente la delegazione.<br />"La comunità trentina – ha detto il sindaco – ha avuto un ruolo decisivo nella storia di Bento Gonçalves e di tutta la nostra regione. I trentini arrivarono qui quando non c’era nulla: hanno costruito da zero città, aziende, famiglie, e in 150 anni hanno contribuito a trasformare questa parte del Brasile in una delle più ricche e dinamiche del Paese. La loro eredità è fatta di lavoro, valori e spirito di comunità, che continuano ancora oggi a ispirare lo sviluppo del nostro territorio".</p>
<p>“È un dovere e un piacere essere qui oggi – ha detto nel suo intervento il presidente Fugatti – significa rinnovare un legame che non è soltanto storico o affettivo, ma profondamente culturale e identitario. La storia di chi partì dal Trentino per costruire il proprio futuro in Brasile rappresenta una parte essenziale della nostra memoria collettiva e un ponte solido tra le nostre comunità. È stato un piacere apprendere dai rappresentanti locali quanto i trentini abbiano contribuito, con il loro lavoro serio, preciso e puntuale, alla crescita di questo territorio nel corso del tempo.<br />Oggi Bento Gonçalves è una delle aree più sviluppate di questa parte del Brasile, e questo sviluppo è stato possibile anche grazie all’impegno e alla dedizione che i trentini, di generazione in generazione, hanno saputo esprimere.</p>
<p>È sicuramente un motivo di orgoglio – ha concluso – sentire parlare così dei nostri concittadini che qui hanno saputo costruire il proprio futuro e la propria fortuna".</p>
<p>Durante la cerimonia, i rappresentanti del Circolo Trentino di Bento Gonçalves hanno consegnato alla Provincia autonoma di Trento e alla Fondazione Museo Storico del Trentino l'unica copia digitale dell’Archivio “Padre Julio Giordani”, che raccoglie oltre seimila tra foto, lettere e documenti, testimonianze preziose della presenza trentina in Brasile. L’archivio, grazie alla sua digitalizzazione, è stato salvato dalla devastante alluvione che nella primavera del 2024 ha colpito lo Stato del Rio Grande do Sul e sarà arricchito nei prossimi mesi da ulteriori materiali fino a raggiungere circa ventimila unità.</p>
<p>Il direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi, ha evidenziato il valore storico e culturale di questa donazione: "Il Circolo Trentino è riuscito a raccogliere una documentazione straordinaria proveniente da padre Giordani: sono seimila documenti che raccontano la storia delle comunità e delle singole famiglie.</p>
<p>Per la Fondazione Museo Storico del Trentino rappresentano una fonte preziosa che verrà valorizzata. A tal proposito è stato firmato un accordo di collaborazione volto a promuovere nuove ricerche e ad ampliare il patrimonio da mettere a disposizione della collettività".</p>
<p>Il Console Generale d’Italia a Porto Alegre, Valerio Caruso, ha poi sottolineato l’importanza storica e simbolica dell’incontro: "La visita del presidente Maurizio Fugatti ci riempie di orgoglio e di emozione. È la prima volta che un presidente di Regione o provincia autonoma visita il Rio Grande do Sul, una terra che può essere considerata lo Stato più italiano del mondo al di fuori dell’Italia, con oltre quattro milioni di discendenti di italiani e numerosi circoli trentini attivi e dinamici, che continuano a mantenere vive le radici con il Trentino-Alto Adige.</p>
<p>Ci auguriamo che, attraverso il rapporto con il Consolato Generale, questa missione e le prossime iniziative possano non solo consolidare il legame culturale, che resta fondamentale, ma anche aprire prospettive strategiche di collaborazione economica e turistica".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">6ac65b83-282c-4887-b1cb-81026fd756dc</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-non-voto-un-segnale-di-crisi-delle-comunita</link><title>Il non voto: un segnale di crisi delle comunità</title><description><![CDATA[<p>All’interno dell’Agosto Degasperiano, il sociologo Ilvo Diamanti ha affrontato il tema della partecipazione democratica, e di come questa si stia evolvendo nel tempo. Roberto Simoni: “Il tema della partecipazione è per noi fondamentale, per presidiare le nostre imprese cooperative e le comunità in cui sono inserite”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/lwdjaw00/da-sinistra-bottos-e-diamanti.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-non-voto-un-segnale-di-crisi-delle-comunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nella serata di ieri, la rassegna “Agosto degasperiano – Allenare la democrazia” ha proposto alla palestra comunale di Civezzano l’incontro “Il popolo del non voto”, con il sociologo e sondaggista <strong>Ilvo Diamanti</strong> in dialogo con <strong>Giacomo Bottos</strong>, direttore di Pandora Rivista. L’iniziativa, realizzata dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi in collaborazione con Pandora Rivista e Federazione Trentina della Cooperazione, ha posto al centro il tema del crescente astensionismo politico.</p>
<p>Diamanti ha ribadito che il non voto non può essere liquidato come disinteresse: “<em>È un segnale, un atto che può assumere forme e significati diversi: protesta, rifiuto, distanza da un tema</em>”. Ha riflettuto sulle trasformazioni del sistema politico: “<em>La democrazia rappresentativa si fonda sulla mediazione dei partiti, dei corpi intermedi, dei mediatori. Ma oggi si vuole affermare una democrazia immediata in cui sembra possibile decidere su tutto, in tempo reale. Ma è davvero democrazia questa</em>?”. Ha poi richiamato più volte il senso di stare insieme, di fare comunità come antidoto alla scarsa partecipazione: “<em>Io sono contento di vedervi qui oggi, fisicamente presenti, non separati da dei dispositivi. Con gli altri si sta meglio che da soli o, per non essere troppo ottimisti, con gli altri si è certamente meno infelici che da soli</em>”. Ha quindi chiosato richiamando il concetto di globalizzazione espresso dal sociologo Anthony Giddens: “<em>oggi tutto ciò che succede in qualsiasi parte del mondo produce effetti immediati anche su di noi, ovunque ci troviamo</em>”. Un fenomeno che, secondo Diamanti, segna la nostra quotidianità e influisce nettamente anche sulla partecipazione politica.</p>
<p><strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, ha salutato la platea all’inizio del panel: “<em>Nel 130° anniversario della Federazione abbiamo voluto sostenere una rassegna che propone spunti molto vicini al nostro sentire e al momento che stiamo vivendo come movimento cooperativo. Il tema della partecipazione è per noi un tema fondamentale, per presidiare le nostre imprese cooperative e le comunità in cui sono inserite. I segnali che ci arrivano anche dalla partecipazioni alle elezioni non ci confortano e ci stimolano a riflettere per trovare soluzioni</em>”.</p>
<p>“<em>Civezzano era una tappa d’obbligo</em> – spiega <strong>Marco Odorizzi</strong>, direttore della Fondazione - <em>perché Alcide De Gasperi qui visse anni decisivi, scoprendo la bellezza della partecipazione. Il tema del popolo del non voto si lega a questa riflessione: capire le ragioni dell’astensione senza giudicare, per rivitalizzare la partecipazione democratica. La storia di De Gasperi e della Federazione ci ricorda che grandi percorsi sono nati da poche persone determinate: la loro testimonianza ha mosso molti e resta una lezione per il Trentino e per la cooperazione</em>”.</p>
<p>L’incontro di Civezzano è stato il decimo appuntamento dell’“Agosto degasperiano – Allenare la democrazia”, rassegna che ha visto tra i protagonisti <strong>Lilian Thuram, Marco Aime, Serena Danna, Annalisa Camilli, Michele Ainis, Michela Ponzani, Silvia Bencivelli, Luigi Manconi, Gianfranco Astori e Francesca Melandri.</strong> Lo aveva preceduto, lunedì 25 agosto a Castel Ivano, l’incontro con il linguista <strong>Giuseppe Antonelli.</strong> L’ultimo appuntamento è previsto <strong>sabato 6 settembre nella Sala inCooperazione di Trento, con lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini.</strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Area comunicazione e marketing Cooperazione Trentina - Alessandro Girardi</author></item><item><guid isPermaLink="false">df5bf50d-269a-4085-9a4a-1afb0bc6da75</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/e-nata-cer-novella-nuova-comunita-energetica-rinnovabile-in-valle-di-non</link><title>E’ nata “CER Novella”, nuova Comunità Energetica Rinnovabile in Valle di Non</title><description><![CDATA[<p>A metà aprile è stata ufficialmente costituta la Comunità Energetica Novella Società Cooperativa, nata grazie alla partecipazione di sei soci fondatori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/hcsd10nc/cda-cer-novella.jpeg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/e-nata-cer-novella-nuova-comunita-energetica-rinnovabile-in-valle-di-non" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1293</width><height>439</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La CER di Novella nasce con l’obiettivo di promuovere la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili a livello locale.</p>
<p>Quando parliamo di “Comunità Energetiche Rinnovabili” facciamo riferimento ad associazioni che permettono a cittadini, imprese, enti locali e altre organizzazioni di unirsi per produrre, accumulare e condividere energia proveniente da fonti rinnovabili, all’interno di uno specifico perimetro geografico.</p>
<p>In uno scenario energetico critico a livello globale, dove la transizione ecologica verso fonti rinnovabili si rivela sempre più fondamentale per affrontare le sfide del cambiamento climatico, le CER sono un punto chiave per quanto riguarda promozione, produzione e consumo di energia più sostenibili.</p>
<p>Si tratta di Comunità che riescono a soddisfare le proprie esigenze energetiche grazie al consumo condiviso di energia pulita autoprodotta, usando impianti e infrastrutture interne che sfruttano fonti rinnovabili come il fotovoltaico, l’eolico o altre tecnologie. I benefici per chi entra a far parte di una CER sono molteplici, non solo economici o logistici, ma anche ambientali e sociali, estesi a tutti gli attori coinvolti, dai singoli alle imprese agli enti pubblici. In primis c’è un risparmio sui costi energetici: la condivisione dell’energia rinnovabile consente di ridurre l’entità e i costi dell’approvvigionamento da fonti esterne; la produzione e il consumo “in loco” di energia rinnovabile e pulita contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale della produzione stessa, mitigando gli effetti sull’ambiente e sul clima.</p>
<p>Altro aspetto importante è quello sociale: i membri delle CER, infatti, sono coinvolti personalmente nelle decisioni che riguardano l’uso e il consumo dell’energia, contribuendo a plasmare il futuro energetico della Comunità. La partecipazione, quindi, promuove l’aggregazione sociale ed educa i cittadini ad una cultura di responsabilità ed ecologia urbana. Infine, la diversificazione delle fonti energetiche per l’approvvigionamento e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili migliorano la sicurezza energetica della comunità stessa.</p>
<p>«Siamo assolutamente felici di aver contribuito come Amministrazione comunale alla creazione di questa nuova CER - ha spiegato il sindaco di Novella, <strong>Donato Preti</strong>- Gli eventi informativi che sono stati messi in campo precedentemente, hanno portato alla luce il grande interesse dei residenti, per questo ci auguriamo che la CER si sviluppi e riesca a fornire benefici concreti a livello ambientale, economico e sociale per tutta la comunità».</p>
<p>Il primo Consiglio di Amministrazione è formato da sei componenti e resterà in carica fino al 2027.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">a7f714df-5f09-4cdf-9acb-bbf9195307f7</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-cassa-centrale-quarta-indagine-su-buone-pratiche-conferma-dinamismo-e-attenzione-a-comunita-e-ambiente</link><title>Gruppo Cassa Centrale: quarta indagine su buone pratiche conferma dinamismo e attenzione a comunità e ambiente</title><description><![CDATA[<p>Installate 214 colonnine di ricarica auto o bici elettriche (+7% sul 2023), riqualificati 73 immobili e piantati complessivamente 12 mila alberi. Oltre 3.400 i premi allo studio erogati a favore dei giovani.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/l4vg3tfk/sede-gruppo-cassa-centrale.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-cassa-centrale-quarta-indagine-su-buone-pratiche-conferma-dinamismo-e-attenzione-a-comunita-e-ambiente" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3508</width><height>2477</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cresce l’impegno del Gruppo Cassa Centrale per l’implementazione e lo sviluppo di iniziative per la sostenibilità ambientale e sociale. La rilevazione annuale sulle “buone pratiche” giunta alla quarta edizione, favorisce il reciproco scambio di informazioni e contribuisce a valorizzare concretamente i principi cooperativi.</p>
<p>Insieme a <strong>Euricse </strong>– Fondazione di ricerca, formazione e consulenza nell’ambito delle imprese cooperative e sociali e delle altre organizzazioni non profit di carattere produttivo – il Gruppo ha aggiornato la mappatura delle iniziative ambientali e sociali realizzate dalle Banche affiliate e dalle Società controllate oltre che dalla Capogruppo. La ormai consolidata collaborazione tra Euricse e Cassa Centrale vuole valorizzare la sostenibilità, quale concreta attuazione dei valori e dei principi cooperativi, per il benessere dei territori e delle comunità.</p>
<p><strong><u>Buone pratiche ambientali </u></strong></p>
<p>L'analisi rivela un’attenzione crescente alla riduzione dell’impatto ambientale, con l’installazione di 114 colonnine di ricarica auto e 100 colonnine per la ricarica bici (+7% rispetto al 2023). Contestualmente, le Banche e Società del Gruppo hanno consolidato l’ammodernamento delle flotte aziendali: quasi il 93% delle auto in proprietà o a noleggio a lungo termine sono Euro6, ibride o elettriche, continuando nel percorso di progressiva transizione verso una mobilità più sostenibile. Inoltre, 73 immobili sono stati interessati da interventi di riqualificazione energetica; su 134 immobili sono stati installati impianti solari fotovoltaici (123 nel 2023). Tutti gli interventi sono stati finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e al miglioramento della sostenibilità degli edifici, in linea con gli obiettivi di transizione ecologica e responsabilità ambientale del Gruppo.</p>
<p>Significativo l’impegno, per l’ambiente con la piantumazione di 12 mila alberi, grazie anche al grande progetto nella riforestazione del Passo del Redebus, che porterà in 13 anni alla cattura di oltre 300 tonnellate di CO₂.</p>
<p><strong><u>Buone pratiche sociali </u></strong></p>
<p>Le 65 Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Raiffeisenkassen affiliate del Gruppo Cassa Centrale sono parte integrante delle Comunità in cui operano: lo testimoniano le oltre 1.300 collaborazioni instaurate con istituti scolastici, enti territoriali, il privato sociale. Per le comunità, 49 Banche e la Capogruppo hanno organizzato nel corso del 2024 incontri ed eventi di tipo formativo e informativo, soprattutto di stampo culturale, di carattere economico-finanziario, o volti a divulgare gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Nel 2024 oltre 300 interventi hanno interessato iniziative di educazione finanziaria, con quasi 24mila partecipanti.</p>
<p>L’attenzione ai giovani si evince da numerose iniziative, tra cui spicca la promozione di progetti specifici mirati allo sviluppo e al sostegno dell'imprenditorialità giovanile e l’erogazione dei premi allo studio, dei quali hanno beneficiato oltre 3.400 persone.</p>
<p>La sostenibilità sociale si manifesta anche attraverso la costituzione di propri Enti di Terzo Settore: a fine 2024 sono complessivamente 42 gli Enti costituiti (3 in più rispetto al 2023) in varie forme giuridiche, come mutue e fondazioni; le attività promosse riguardano principalmente gli ambiti culturale, ricreativo, sociale e sanitario. Oltre 40 banche prevedono la concessione in uso dei propri locali ad associazioni ed Enti.</p>
<p>Questi risultati confermano l'impegno del Gruppo Cassa Centrale per un futuro sostenibile e il benessere delle comunità, coerentemente con i valori cooperativi di solidarietà e responsabilità sociale.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Comunicazione Ccb</author></item><item><guid isPermaLink="false">05fdb0ed-6d01-4956-8be2-fa86b7597c4d</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/serata-delle-associazioni-un-tributo-ai-testimoni-di-comunita-e-nuove-iniziative-di-solidarieta</link><title>Serata delle Associazioni un tributo ai Testimoni di Comunità e nuove iniziative di solidarietà</title><description>Al Palazzetto dello Sport di Borgo si è svolta la Serata delle Associazioni promossa da Cassa Rurale Valsugana e Tesino.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ij5dp2rp/sala.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/serata-delle-associazioni-un-tributo-ai-testimoni-di-comunita-e-nuove-iniziative-di-solidarieta" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1071</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un evento che ha riunito <strong>174 associazioni</strong> trentine e venete - rappresentate da più di <strong>300 volontari</strong> - offrendo un’importante occasione di riflessione, aggiornamento e condivisione sui progetti sociali in corso. L'evento ha avuto come tema centrale il sostegno alle realtà associative e il rafforzamento del legame tra istituzioni e comunità.</p>
<p>Il <strong>presidente Arnaldo Dandrea</strong>, aprendo la serata, ha ribadito la sua gioia nel vedere così tante associazioni presenti e ha fatto una riflessione sul tema del tempo, definendolo un incremento: “Un di più da vivere che partecipa in modo rilevante alla costruzione di quel tessuto sano e forte di cui sono fatte le nostre comunità.”</p>
<p>Uno dei momenti più significativi è stato il riconoscimento dei <strong>Testimoni di Comunità 2025</strong>, premiati per il loro straordinario impegno nel volontariato, nella protezione civile e nello sport. Sono stati premiati <strong>Carla Pecoraro, Angelo Moro, Andrea Coldebella, Giorgio Bottegal, Igor Rampelotto e Xabier Ferrazzi</strong>, figure che si sono distinte per il loro contributo continuo alla crescita e al benessere della comunità locale.</p>
<p>Durante la serata, è stato anche presentato il <strong>bilancio sociale della Cassa Rurale</strong>, un documento che testimonia l’impegno concreto dell’istituto a favore della comunità. La presentazione è stata curata dal Responsabile dell’Area Rapporti Istituzionali, <strong>Damiano Fontanari</strong>, che ha illustrato in dettaglio come la Cassa Rurale investe e sostiene numerosi progetti sociali. Fontanari ha sottolineato l’importanza di una gestione trasparente e responsabile dei fondi, per garantire il massimo beneficio alla collettività.</p>
<p>Un altro momento di grande valore è stato l’intervento dell'Ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana, che ha ringraziato pubblicamente la Cassa Rurale per la generosa <strong>donazione di una centrale di monitoraggio per il reparto di medicina interna.</strong> I dottori Silvia Atti, Dimitri Peterlana e Paola Rosso hanno espresso la loro gratitudine, spiegando come questo dono contribuirà a migliorare la qualità delle cure fornite ai pazienti e come la comunità possa beneficiarne direttamente.</p>
<p>A seguire, il <strong>commercialista Paolo Pompermaier, </strong>specializzato consulenza al variegato mondo del no profit, ha tenuto un intervento sul tema della riforma del terzo settore, fornendo informazioni utili su come le nuove normative influiranno sul funzionamento delle associazioni e sulle opportunità che queste potranno sfruttare.</p>
<p>Infine, il direttore generale della Cassa Rurale, <strong>Paolo Gonzo</strong>, ha concluso la serata ribadendo il fermo sostegno dell’istituto alle associazioni locali, garantendo che la Cassa continuerà a essere un punto di riferimento per chi lavora nel sociale, a favore del benessere collettivo.</p>
<p>L’entusiasmo e il senso di comunità sono stati palpabili, e le associazioni hanno ribadito l'importanza di collaborare con le istituzioni per promuovere la solidarietà e la coesione sociale nel nostro territorio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Progetti Speciali Cassa Rurale Valsugana e Tesino</author></item><item><guid isPermaLink="false">e369e9d6-8459-470c-9820-9d87e3ff7201</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/nosenergia-la-nuova-comunita-energetica-della-val-di-non</link><title>NOSenergia: la nuova Comunità Energetica della Val di Non</title><description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio del 12 giugno la firma dell’atto costitutivo. La Cer NOSenergia ha sede a Rumo. Ha adottato la forma giuridica di cooperativa. Tra i partner: Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo e Caseificio di Rumo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/dq4giclm/foto-costituzione-cer.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/nosenergia-la-nuova-comunita-energetica-della-val-di-non" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una nuova Cer (acronimo di Comunità Energetica Rinnovabile) è nata in Trentino. E’ stata costituita ufficialmente nel pomeriggio di due giorni fa.</p>
<p>NOSenergia, questo il nome scelto, ha adottato la forma giuridica di società cooperativa e opererà nel territorio anaune.</p>
<p><strong>Giovanni Bertolla</strong>, tra i promotori dell’iniziativa, ha presentato gli obiettivi, sottolineando l'importanza del progetto per il territorio. “L'iniziativa – spiega  - è nata attraverso una proposta verso l'amministrazione comunale che l’ha subito accolta con favore. L’introduzione della nuova legge sulle comunità energetiche ci è sembrata una risposta adeguata alle varie problematiche che interessano il territorio nella nostra valle: mantenimento dei servizi, contrasto allo spopolamento del paese, sostegno alle imprese e agli artigiani sul territorio e mantenimento della comunità viva”.</p>
<p>Undici i soci fondatori: <strong>Giovanni Bertolla, Maurizio Bertolla, Mauro Bertolla, Nicola Bondi, Nicola Casna, Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo</strong> (rappresentata dal presidente <strong>Silvio Mucchi</strong>), <strong>Renzo Marchesi, Michele Martinelli, Michela Noletti, Sonia Valorzi, Ermes Vender.</strong></p>
<p>Il progetto è stato avviato a seguito dell'entrata in vigore dei decreti attuativi nazionali.</p>
<p>Attualmente NOSenergia conta circa 85 aderenti. Con cabina primaria in Val di Non si estende su un territorio ampio. “L'adesione della Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, con le sue 23 filiali, e di varie aziende locali, ha rappresentato per noi un forte segnale di incoraggiamento – aggiunge Bertolla - Particolarmente significativo, inoltre, il sostegno del Caseificio di Rumo, tra i primi ad aderire, insieme a sessanta altri rappresentanti della comunità locale per altrettante espressione di particolare significativo del nostro territorio”.</p>
<p>Le aspettative per il futuro del modello Cer (Comunità Energetica Rinnovabile) sono in continua crescita. L'obiettivo è di espandersi e raccogliere nuove adesioni per condividere la gestione delle risorse in un'ottica di autosufficienza e di sostenibilità ambientale.</p>
<p><strong>Cosa sono le Cer</strong></p>
<p>La Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) è un insieme di cittadini, aziende, piccole imprese/artigiani, enti locali e territoriali che si raggruppano come entità giuridica per produrre e condividere energia localmente. La Cer è uno strumento per ripensare lo sviluppo del territorio mettendo al centro la partecipazione attiva delle persone e delle imprese perché insieme si possa dare un contributo alla transizione energetica.</p>
<p>La Cer è una comunità libera ed aperta a tutti senza scopo di lucro e deve garantire il diritto alla partecipazione nella governance da parte di tutti i soci ed è il processo di comunità che coinvolge il territorio e cresce e si sviluppa dalla spinta delle persone che vivono nel territorio.</p>
<p><strong>Energia inCooperazione</strong></p>
<p>Questa, come altre iniziative già nate sul territorio, è stata resa possibile anche grazie alla Cooperazione Trentina che, in partnership con la Provincia Autonoma di Trento, dei BIM dell'Adige, il supporto di Dolomiti Energia e di altri partner locali, intende promuovere e sostenere la nascita di progettualità sul tema energetico attraverso la forma cooperativa. Un modo per coniugare sostenibilità di lungo periodo, economicità e protagonismo dei territori, con benefici per tutti gli attori coinvolti. Un progetto di partecipazione collettiva, che vuole riportare le fonti energetiche a pochi passi da casa.</p>
<p>I vantaggi, nella realizzazione di una CER sono molti, tra questi: vantaggi ambientali. Con un impianto di produzione di energia rinnovabile, si riducono le emissioni di CO2 sfruttando l’energia prodotta da fonti rinnovabili e a km zero; vantaggi sociali: con l’autoproduzione e la condivisione dell’energia tra i soci della CER, si contribuisce a promuovere la coesione territoriale, la nascita di nuove iniziative e si aiuta a contrastare la povertà energetica; vantaggi economici: le comunità energetiche fanno crescere l'autosufficienza energetica del territorio. Maggiore è l'energia condivisa, maggiori sono le risorse economiche generate che possono essere utilizzate a favore dei soci o della comunità. Per saperne di più e per contattare le singole comunità energetiche per ottenere maggiori informazioni è sufficiente consultare il sito energia.incooperazione.it.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - NOSenergia</author></item><item><guid isPermaLink="false">07d90f96-2309-4db1-ba61-89c41fc89e31</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/le-imprese-di-comunita-in-italia-nel-nuovo-rapporto-euricse</link><title>Le imprese di comunità in Italia nel nuovo rapporto Euricse</title><description><![CDATA[<p>Le imprese di comunità sono un innovativo approccio organizzativo basato sull'iniziativa e sulla partecipazione della società civile nella fornitura di beni e servizi nell'interesse generale della comunità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/i1mdsmw4/euricse2023.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/le-imprese-di-comunita-in-italia-nel-nuovo-rapporto-euricse" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>885</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Questo modello imprenditoriale sta guadagnando crescente rilevanza per il suo impatto positivo sullo sviluppo locale nelle aree rurali ed emarginate. Con una governance inclusiva che coinvolge attivamente i membri della comunità nella gestione, nel finanziamento e nell'implementazione delle attività, queste imprese si distinguono per la loro capacità di interagire e integrarsi con altre iniziative comunitarie, come le comunità energetiche e i servizi di prossimità. In Italia prendono per lo più la forma di cooperative di comunità.</p>
<p>Il recente rapporto di Euricse, intitolato "Le imprese di comunità in Italia. Caratteristiche distintive e traiettorie di sviluppo", mette in evidenza le peculiarità territoriali e organizzative di questo fenomeno emergente con particolare attenzione al loro sviluppo negli ultimi anni.</p>
<p>Il rapporto è stato presentato nel corso di un webinar online con la partecipazione dei ricercatori di Euricse e la testimonianza di esperienze da tutta Italia.</p>
<p>L'obiettivo principale della ricerca condotta da <strong>Euricse</strong>, con il coordinamento scientifico del ricercatore senior <strong>Jacopo Sforzi</strong>, è quello di approfondire la comprensione, la diffusione e il funzionamento delle imprese di comunità, esaminando il contesto socio-economico in cui operano e le dinamiche interne ed esterne che le caratterizzano.</p>
<p>L’indagine svoltasi tra il 2021 e il 2023 ha identificato <strong>243 imprese di comunità</strong> attive al 31 dicembre 2023, distribuite prevalentemente nel centro-nord del paese, operanti su vari settori (servizi e welfare, turismo, ambiente e paesaggio, commercio, agricoltura, gestione spazi, etc). Le regioni con la più alta concentrazione di imprese di comunità sono Toscana (49), Abruzzo (31) e Emilia Romagna (30).</p>
<p>Uno dei risultati più significativi emersi dallo studio è la notevole crescita, in termini numerici, di queste organizzazioni economiche nel quadriennio considerato, nonostante alcuni casi di chiusura o inattività che evidenziano anche la loro fragilità. Tuttavia, la loro capacità di adattamento e resilienza durante periodi di crisi, inclusa la fase pandemica da Covid-19, rende evidente il ruolo cruciale di tali imprese nei processi di sviluppo locale. Le motivazioni più diffuse alla base della scelta di costituire un’impresa di comunità risultano infatti essere legate al proposito di rispondere efficacemente a bisogni territoriali emergenti o già presenti: la volontà di offrire nuove opportunità economiche per gli abitanti ricorre nel 26% delle risposte raccolte, seguita dall’intenzione di offrire servizi mancanti (24%) e dall’idea di valorizzare le risorse locali (15%), riqualificazione di un’area/terreno utilizzato (10%) e rispondere ai bisogni specifici, ad esempio esclusione sociale (10%).</p>
<p>Il rapporto è strutturato in diverse sezioni:</p>
<ul>
<li>Presentazione dei dati raccolti sulla distribuzione geografica, i promotori e le motivazioni delle imprese di comunità.</li>
<li>Analisi dei modelli di governance, con un focus sull'inclusione interna ed esterna.</li>
<li>Approfondimento dei metodi di coinvolgimento dei residenti nei processi aziendali e dei rapporti con la pubblica amministrazione e altre organizzazioni territoriali.</li>
<li>Analisi degli strumenti di finanziamento utilizzati dalle imprese di comunità per sostenere i propri progetti.</li>
<li>Disamina di diversi aspetti emersi durante la ricerca, come la scelta della forma giuridica, il ruolo delle normative regionali, l'influenza delle centrali cooperative e i fattori economici e gestionali che influenzano la sostenibilità economica delle imprese.</li>
<li>Conclusioni e suggerimenti per promuovere e sostenere lo sviluppo sostenibile delle imprese di comunità e delle comunità di riferimento.</li>
</ul>
<p>Al webinar di lancio del report sono intervenuti Jacopo Sforzi, ricercatore di Euricse e coordinatore scientifico del progetto, la ricercatrice Annalisa Spalazzi (Euricse – Gran Sasso Science Institute), le cooperative di comunità Fer-Menti Leontine (Marco Angeloni), Vivalascio (Franco Cagnoli), Artemisia (Elisabetta Gizzi), Rete dei Piccoli Comuni del Welcome (Giovanna Zollo), i rappresentanti di Confcooperative (Massimiliano Monetti), Legacoop (Paolo Scaramuccia), Gal Escartons &amp; Valli Valdesi (Carlo Salot), Far Maremma (Andrea Brogioni). </p>
<p><a href="https://euricse.eu/it/publications/le-imprese-di-comunita-in-italia-tratti-distintivi-e-traiettorie-di-sviluppo/">SCARICA IL RAPPORTO</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Silvia Gadotti - Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">4bfbcf28-b950-4576-b3a8-8fbe7c0cb136</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-in-ascoolto-l-evento-dedicato-alle-imprese-collettive</link><title>Al via “In Ascoolto”, l’evento dedicato alle imprese collettive</title><description>Un nuovo evento dedicato all’imprenditività collettiva. La prima edizione di “In Ascoolto” sarà venerdì 15 settembre 2023 alle ore 14:00, nella rinnovata Sala inCooperazione.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/qpaho5lw/in-ascoolto-19.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-in-ascoolto-l-evento-dedicato-alle-imprese-collettive" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un’occasione di ascolto, come rievocato dal nome con doppia “o” di origine cooperativa, per comprendere meglio le realtà collettive che sanno cogliere segnali di cambiamento e agire per la rigenerazione del territorio, attraverso la creazione di lavoro e il miglioramento delle relazioni sociali dentro e fuori il Trentino.</p>
<p>L'evento riunirà imprenditori, cooperatori, amministratori pubblici, rappresentanti del mondo del credito, dirigenti scolastici e membri di comunità trentine e nazionali, guidati dall'economista e comunicatore dell'innovazione <strong>Saverio Cuoghi</strong>. “<em>Il tema centrale di questa prima edizione </em>– spiega Cuoghi - <em>sarà l’<strong>imprenditività collettiva</strong>, ovvero la capacità di rilevare segnali di cambiamento nella società e nell'ambiente, e agire per coglierne le opportunità. Un'attitudine e una competenza portata sul palco dai nostri ospiti, che crediamo possa contagiare attivamente il nostro pubblico”.</em></p>
<p>L’iniziativa, promossa da <strong>Ebicre</strong> (Ente Bilaterale delle Casse Rurali trentine ed Enti collegati) e patrocinata da <strong>Cooperazione Trentina</strong> e <strong>FABI Trento</strong>, prevede quattro tavoli di conversazione, ciascuno dedicato a un importante dilemma o tema strategico legato al benessere e alla sostenibilità dei territori del Trentino e oltre.</p>
<p>Tra i protagonisti dei vari panel, vi saranno esponenti di rilievo provenienti da diverse aree, inclusi <strong>rappresentanti di cooperative</strong>, <strong>imprenditori</strong>, <strong>dirigenti scolastici</strong>, <strong>esperti di comunicazione</strong>, <strong>amministratori pubblici</strong> e altro ancora. La diversità di voci e prospettive offrirà un quadro completo delle sfide e delle opportunità affrontate dalle comunità. </p>
<p>Il pubblico avrà l'opportunità di ascoltare testimonianze su temi come: il ruolo della terra in <strong>agricoltura </strong>e lo sfruttamento delle sue risorse; la <strong>trasformazione delle comunità</strong> e il loro impatto sul territorio; le <strong>nuove sfide del Turismo</strong>, tra abitare e ospitare; l’inedito <strong>panorama del lavoro</strong> e la ricerca di equilibrio tra esigenze diverse in particolare tra giovani e imprese. </p>
<p>“<em>Era da un po’ di tempo che pensavamo all’opportunità di organizzare un evento di questa portata</em> – racconta il presidente di Ebicre <strong>Italo Stenico</strong> –, <em>e crediamo che questo sia il momento migliore per realizzarlo. C’è grande bisogno di ascolto, soprattutto di esperienze di persone autentiche, che vivono i territori da vicino, che si sporcano le mani per far accadere il cambiamento. Con questo spirito abbiamo coinvolto numerose persone che fanno parte di piccole comunità vicine e lontane, dentro e fuori il Trentino, creando un’opportunità di scambio di idee, al fine di migliorare il modo di intendere la nostra società</em>, <em>nonché un’occasione per riflettere su come il <strong>credito cooperativo</strong> possa continuare ad essere un importante alleato</em>”. </p>
<p>Un’occasione per andare oltre il concetto di impresa e imprenditorialità, abbracciando un senso più ampio di impresa sociale che promuova la sostenibilità economica e civile. Le nuove idee, strategie e sinergie che emergeranno da questo evento potrebbero avere un impatto significativo sul futuro del Trentino e oltre.</p>
<p>L’evento, gratuito, inizierà alle 14:00 con la registrazione dei partecipanti e finirà verso sera con un momento di convivialità accompagnato da un buon bicchiere e dai nostri prodotti locali.</p>
<p>Per maggiori dettagli sul programma, per registrarsi e per l’ascolto dei podcast realizzati in preparazione all’evento: <a href="http://www.inascoolto.in/">www.inascoolto.in</a>. </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">e542f2a5-3c7b-4336-9f5d-b81a958e6990</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-di-comunita-trentino-c-e-il-marchio</link><title>Cooperativa di Comunità Trentino, c'è il marchio</title><description>Un marchio collettivo che identifica le cooperative di comunità e la loro offerta, riconoscendone l'importante lavoro svolto "con e per" la comunità di riferimento.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/aglcfdmd/cooperativa-comunita-trentino.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/cooperativa-di-comunita-trentino-c-e-il-marchio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>844</width><height>732</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"Si tratta di uno strumento con il quale intendiamo dare il giusto riconoscimento a quelle cooperative in possesso di determinate caratteristiche il cui lavoro sul territorio contribuisce in modo importante e continuativo ad innalzare la qualità delle comunità di riferimento" spiega Tonina.</p>
<p>Il marchio - realizzato nell'ambito di un concorso di idee promosso dall'Amministrazione provinciale presso l'Istituto Arti Grafiche Artigianelli di Trento - verrà concesso a titolo gratuito dalla Provincia autonoma di Trento a tutte le cooperative di comunità riconosciute ai sensi della legge regionale del 31 gennaio 2022 n.1 e iscritte nel Registro provinciale degli enti cooperativi.</p>
<p>La legge regionale del 31 gennaio 2022 n. 1, infatti, disciplina le "Disposizioni in materia di cooperative di comunità" e ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo e il rafforzamento delle comunità locali, perseguito attraverso la produzione di beni e servizi che incidano in modo stabile e duraturo sulla qualità della vita sociale ed economica della comunità. Lo scopo della cooperativa di comunità non è dunque rispondere ai bisogni di un gruppo sociale ristretto ma ai bisogni di un’intera comunità. La legge regionale prevede inoltre che ciascuna provincia disciplini, in conformità al proprio ordinamento, la promozione delle cooperative di comunità sul proprio territorio.</p>
<p>Il marchio Cooperativa di Comunità Trentino nasce quindi per tradurre a livello provinciale quanto disposto dalla legge regionale sopra citata.</p>
<p>Il marchio collettivo vuole essere un segno distintivo capace di identificare prodotti o servizi che per la loro specifica provenienza, natura o qualità, provengano specificatamente da cooperative di comunità. Svolge inoltre una funzione di garanzia del prodotto o del servizio secondo un regolamento specifico. L’obiettivo dell’utilizzo del marchio collettivo è di incrementarne la notorietà delle cooperative di comunità del Trentino, ma anche il valore percepito da parte dei soggetti cui la comunicazione è rivolta.</p>
<p>All'atto della concessione del marchio ogni cooperativa di comunità formalizza, tra le altre cose, il proprio impegno ad utilizzare correttamente il Manuale d'uso del marchio collettivo.</p>
<p>Il marchio è frutto di un concorso di idee promosso dall'Assessorato alla cooperazione e all'ambiente che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Artigianelli Arti Grafiche di Trento e che ha portato alla realizzazione di 57 elaborati. Il logo che si è aggiudicato il primo premio è stato quello ideato da Elena Andreatta.</p>
<p><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">7637591c-7821-4aea-b9f5-8868e845c5c1</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-intraprendenti-le-diverse-risposte-della-comunita-attiva-alle-sfide-future</link><title>Comunità intraprendenti: le diverse risposte della comunità attiva alle sfide future</title><description><![CDATA[<p>Le economie di prossimità su base comunitaria, forme auto-organizzate di imprenditorialità locale virtuosa, sono al centro del rapporto di Euricse, primo in Italia su questa tematica, che è stato presentato all’Università di Trento venerdì 20 gennaio.</p>
<p>In questa circostanza sono stati consegnati i diplomi ai corsisti che hanno frequentato il Master Universitario in Gestione di Imprese Sociali nell’anno 2021-22, l’iniziativa formativa targata Euricse e Università di Trento avviata nel 1995.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/2pidnv0u/corsisti-mastergis-2021-22-bombardelli.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/comunita-intraprendenti-le-diverse-risposte-della-comunita-attiva-alle-sfide-future" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>2250</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nell'occasione è stato fatto anche il punto sulle competenze per lavorare nel Terzo Settore, con la presentazione di contenuti didattici legati al Master GIS come la Guida Multimediale e il MOOC, sui principali temi che riguardano le Imprese Sociali e la loro gestione. Interessanti testimonianze sono state offerte dalla food coop Stadera di Ravenna e La Portineria de la Paix di Trento, che stanno cercando di dare risposte concrete ai bisogni della comunità. All'incontro erano presenti il direttore di Euricse Riccardo Bodini e il prof. Marco Bombardelli, a lungo direttore del Master GIS.<br /><br /><strong>La ricerca di Euricse sulle “Comunità Intraprendenti in Italia”<br /><br /></strong>La cerimonia di consegna dei diplomi del Master GIS è stata anche una preziosa occasione per mettere a fuoco le competenze da sviluppare per avviare un futuro professionale nel mondo del Terzo Settore e dell'Impresa Sociale, e renderlo sostenibile nel tempo. Competenze e professionalità che emergono anche dagli esempi mappati nel <a href="https://euricse.eu/it/publications/le-comunita-intraprendenti-in-italia/">Rapporto sulle Comunità Intraprendenti in Italia</a> di <strong>Euricse</strong>, la prima ricerca del genere in Italia che ripercorre quelle diverse esperienze di cittadinanza attiva, nate in risposta alle sfide e ai bisogni della comunità. <strong>Riccardo Bodini</strong>, direttore di Euricse, ha ricordato come questo rapporto sia solo il primo passo di un progetto pluriennale ed articolato, intitolato appunto "Comunità Intraprendenti", con il quale l'istituto, che già vanta una lunga esperienza di ricerca sulle imprese di comunità, ha voluto mappare il fenomeno delle diverse economie di comunità emergenti nel nostro Paese. Oltre all’impegno scientifico di Euricse, il percorso vede il contributo e la collaborazione di <strong>Fondazione Compagnia di San Paolo</strong>, <strong>Fondazione Crc</strong>, <strong>Fondazione con il Sud</strong>, <strong>Fondo Sviluppo Fvg</strong> e <strong>Alleanza delle Cooperative Italiane</strong>.</p>
<p>«Si parla di “comunità intraprendente”, ha spiegato <strong>Jacopo Sforzi, ricercatore di Euricse e coordinatore scientifico del progetto</strong> - quando coesistono tre elementi fondamentali: l’<strong>auto-organizzazione </strong>attraverso iniziative imprenditoriali autonome; <strong>il beneficio comunitario</strong> per affrontare problemi economici, sociali ed ambientali; la partecipazione</p>
<p>della comunità, con un <strong>coinvolgimento attivo</strong> dei cittadini. Il primo rapporto pubblicato lo scorso ottobre, a cui seguiranno altri approfondimenti e rapporti specifici, considera <strong>687 realtà attive in Italia</strong> suddivise in <strong>9 tipologie</strong> di comunità intraprendenti ed è dedicato ad analizzare la diffusione, l'evoluzione negli anni, i tratti distintivi e le particolarità” di questo fenomeno».</p>
<p>Il Rapporto di Euricse è arricchito anche dai “<strong>Podcast intraprendenti</strong>”, contenuti multimediali che narrano cinque esperienze di nuove economie di prossimità e attivismo civico, e che si possono ascoltare sulle piattaforme <a href="https://www.spreaker.com/show/podcast-intraprendenti">Spreaker</a>, <a href="https://open.spotify.com/show/2hBDNJiOqUU7wAvzlTpFsd?si=d3210eb1b6e7479c">Spotify</a> o <a href="https://podcasts.google.com/feed/aHR0cHM6Ly93d3cuc3ByZWFrZXIuY29tL3Nob3cvNDg5MjMyMS9lcGlzb2Rlcy9mZWVk">Google Podcast</a>. Le interviste, accompagnate da una serie di approfondimenti, arricchiscono le riflessioni sui vari modelli di comunità intraprendenti che si stanno diffondendo oggi in Italia.</p>
<p><strong>Le testimonianze: da Trento e Ravenna </strong></p>
<p>Ad arricchire l’evento di venerdì scorso sono state le testimonianze di <strong>Enrico De Sanso</strong> per la food coop <a href="https://www.staderacoop.it/">Stadera</a> di Ravenna e di <strong>Giulia Cutello</strong> per <a href="https://www.facebook.com/portineriadelapaix/">La Portineria de la Paix</a>, <strong>di Trento</strong>, esperienze nate da pochi anni che stanno cercando di dare risposte concrete ai bisogni della comunità.</p>
<p>La <strong>Portineria de la Paix</strong> è un esempio di welfare di prossimità avviato nel 2021 e rappresenta il volto più sociale delle attività del circolo Arci situato in Passaggio Teatro Osele, nel centro storico di<strong> Trento.</strong> <strong>Giulia Cutello</strong>, che l’ha fondata insieme ad altri, ed attualmente ne è la coordinatrice, ha riferito: «L’idea di aprire una portineria è nata dall'osservazione di esempi virtuosi già diffusi in Italia e all'estero: il concetto di portineria di quartiere è costruito sull'esempio francese della Portineria Lulu, che è stato poi replicato in Europa assumendo caratteristiche specifiche a seconda delle peculiarità dei singoli territori. Quello della portineria è un modello che ben si adatta al contesto trentino selezionato: pur essendo in centro storico Passaggio Teatro Osele vive in parte dinamiche sociali tipiche delle periferie dei centri urbani». Il progetto di Portineria Sociale è stato realizzato grazie alla collaborazione fra Associazioni A.P.S. Dulcamara, che gestisce il Cafè de la Paix, La Chichera, Due punti, Alchemica e Arci del Trentino e supportato dal Comune di Trento. Oltre a svolgere, per l’appunto, la funzione di portineria, aprendo i cancelli e svolgendone le funzioni tipiche, si assume anche un compito ben più delicato e fondamentale: quello di presidiare il Passaggio offrendo, tra gli altri servizi anche il dog sitting o l'innaffiamento delle piante a domicilio, eventi culturali e i laboratori.</p>
<p><strong>Stadera</strong> nasce da un’esperienza diretta di <strong>Enrico De Sanso</strong>, il fondatore, di alcuni anni a Bruxelles dove ha già progettato e gestito una <strong>food coop</strong>. Una volta rientrato in Italia è venuta l’idea di creare a Ravenna una realtà simile per proporre un modello economico alternativo alla grande distribuzione, in cui i soci si riappropriano di una parte dell’attività legata al consumo. «Il funzionamento di Stadera si rifà agli esempi di New York, Parigi e Bruxelles, che sono quelli di maggiore successo nel mondo. È una cooperativa di consumatori partecipativa e i soci sono i proprietari della cooperativa, i clienti esclusivi e i gestori, perché intervengono nella conduzione quotidiana del negozio occupandosi della cassa, della sistemazione dei prodotti nelle scaffalature, nella ricezione della merce, della pulizia e dell’accoglienza dei clienti. Stadera è stata fondata a febbraio 2020 ma ha aperto ufficialmente a metà giugno a causa dell’emergenza sanitaria».</p>
<p><strong>Il Master in Gestione di Imprese Sociali e la consegna dei diplomi </strong></p>
<p>Il <a href="http://www.mastergis.eu">Master Universitario in Gestione di Imprese Sociali</a>, gestito da <strong>Euricse</strong> in partnership con <strong>l'Università di Trento</strong>, <strong>Consolida Trento</strong> e <strong>CSV Trentino</strong>, è un percorso che forma le figure professionali in grado di sostenere le imprese sociali ed altri enti del Terzo Settore nelle molteplici sfide che si trovano ad affrontare, dal punto di vista gestionale, organizzativo e giuridico. La cerimonia di consegna dei diplomi sancisce la fine di un percorso articolato in 6 mesi di didattica, organizzata tra lezioni, seminari e laboratori con docenti di estrazione sia accademica sia imprenditoriale, e 5 mesi di tirocinio full time in imprese sociali ed organizzazioni non profit nazionali ed europee. Al termine dei tirocini, la quasi totalità dei corsisti ha continuato a collaborare con la stessa organizzazione, a conferma dell’alto tasso di placement che ha sempre contraddistinto il master. In tutti questi anni circa l’87% dei frequentanti ha trovato occupazione a sei mesi dal diploma, con picchi del 90%.</p>
<p>Prima della consegna dei diplomi, nel suo intervento il prof <strong>Marco Bombardelli</strong>, per molti anni direttore è stato direttore del master, si è richiamato allo sviluppo di competenze sottolineando l’importanza della formazione per costruire profili adatti a entrare in futuro in questo tipo di organizzazioni. «Oggi gli enti del Terzo Settore, e le imprese sociali in particolare, operano in un contesto complesso, caratterizzato da un quadro normativo non sempre chiaro, da una situazione economica difficile e dall’esigenza di rapportarsi con molteplici soggetti pubblici e privati, che li conduce a confrontarsi spesso con rilevanti questioni di natura manageriale, organizzativa e giuridica. Tuttavia, non sempre trovano al loro interno figure professionali adeguate ad affrontare questo tipo di problemi. L'obiettivo del Master GIS è proprio quello di <strong>formare queste figure professionali e di mettere a disposizione degli enti del Terzo Settore</strong> collaboratori in grado di supportarli nelle numerose sfide che si trovano ad affrontare dal punto di vista manageriale, organizzativo e giuridico». </p>
<p><strong>Tutti i diplomati del Master GIS a.a. 2021-22</strong>: Alessandra Baldo, Selene Borletto, Irene Buosi, Rymma Fomenko, Loris Genetin, Jessica Job, Edith Mangraviti, Claudia PinessI, Fabiana Pompermaier, Michele Semeraro. Nella foto insieme al prof. Marco Bombardelli.</p>
<p><strong>Sviluppare le competenze per il Terzo Settore: gli strumenti open source di Euricse</strong></p>
<p>Sul tema delle imprese sociali, Euricse ha realizzato nell’ultimo anno due prodotti di approfondimento. Il primo consiste in un <a href="https://www.mastergis.eu/programma/mooc-limpresa-sociale/">MOOC</a> (Massive Open Online Courses), ovvero una serie di pillole informative curate da alcuni docenti del Master e ricercatori Euricse sui principi dell'impresa cooperativa. Il secondo è una <a href="https://www.mastergis.eu/programma/guida-multimediale/">guida multimediale</a> contenente le competenze chiave per la gestione delle imprese sociali. Entrambi, realizzati con il sostegno di <strong>Fondazione Caritro</strong> sono online, gratuiti, aperti a tutti e si trovano sul sito del <a href="http://www.mastergis.eu">MasterGIS</a> e di <a href="http://www.euricse.eu">Euricse</a>.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Euricse</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">abda8826-6129-4c39-91a2-1fda57e2ccda</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/euricse-pubblica-il-primo-rapporto-sulle-comunita-intraprendenti-in-italia</link><title>Euricse pubblica il primo rapporto sulle Comunità Intraprendenti in Italia</title><description>La complessità delle sfide economiche, sociali ed ambientali, l’emergenza pandemica prima e la crisi energetica ora, stanno facendo emergere la necessità di un cambio di paradigma verso nuovi modelli di sviluppo.  In questo contesto nuove forme di cittadinanza attiva e di imprenditorialità dal basso cercano di dare risposta ai bisogni sempre più pressanti delle comunità, dando vita ad iniziative come le imprese di comunità, le comunità energetiche, le food coop, gli empori solidali, le portinerie di quartiere e tanti altri modelli organizzativi.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/rk3jg3wy/euricsecomunita.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/euricse-pubblica-il-primo-rapporto-sulle-comunita-intraprendenti-in-italia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2180</width><height>2087</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A fronte di questo fenomeno in rapida e costante evoluzione, Euricse, che vanta una lunga esperienza di studio sulle imprese di comunità, ha voluto fissare in un’istantanea le nuove economie di prossimità su base comunitaria che si stanno diffondendo in Italia. Nasce così la prima mappatura delle Comunità Intraprendenti, presentata oggi in un nuovo rapporto di ricerca.</p>
<p>Questo primo Rapporto si concentra su nove tipi di comunità intraprendenti già individuati, ma la ricerca proseguirà con la costruzione di un database nel quale inserire nuove categorie e con l’approfondimento attraverso analisi mirate delle conoscenze fin qui rilevate. Dopo la mappatura generale dedicata a studiare i tratti distintivi e gli elementi innovativi delle Comunità intraprendenti, si analizzeranno i contesti che le generano e i principali fattori che ne spiegano la durata nel tempo.</p>
<h4><a href="https://euricse.eu/it/publications/le-comunita-intraprendenti-in-italia/">Scarica il Rapporto</a></h4>
<p>Attraverso il progetto “Comunità intraprendenti”, lanciato ufficialmente a ottobre 2020, Euricse ha voluto mappare il fenomeno in rapida e costante evoluzione nel nostro Paese. Il progetto ha una base pluriennale, e vede, oltre all’impegno scientifico di Euricse, anche il contributo e la collaborazione di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC, Fondazione con il Sud, FondoSviluppo FVG e dell’Alleanza delle Cooperative Italiane.</p>
<p>Il Rapporto appena pubblicato, frutto della prima fase di ricerca, è una mappatura generale che aiuta a comprendere la diffusione, l'evoluzione negli anni, i tratti distintivi e le particolarità, e, in seconda analisi, la riflessione sulle risorse e sulle strategie da mettere in campo per renderle sostenibili anche nel lungo periodo.</p>
<p>Il progetto generale, ancora in corso, si concentra sugli elementi innovativi delle esperienze che vengono studiate in un’ottica comparativa sui fattori di contesto che le generano e sulle logiche di coordinamento che permettono di portare benefici alle comunità locali. L’intento dei ricercatori è infatti quello di offrire un’interpretazione scientifica delle esperienze che vada oltre la sola narrazione di “storie di successo”, troppo spesso alla ribalta delle cronache nazionali, che rischiano di sottovalutare le difficoltà che stanno dietro al buon funzionamento ed alla replicabilità di questi modelli.</p>
<p>Il primo punto che emerge dalla ricerca di Euricse è che per essere una “Comunità Intraprendente” devono coesistere tre elementi fondamentali: 1) l’auto-organizzazione attraverso iniziative imprenditoriali autonome, 2) il beneficio comunitario per affrontare problemi economici, sociali ed ambientali, 3) la partecipazione comunitaria prevedendo il coinvolgimento attivo dei cittadini.</p>
<p>Il secondo elemento si concretizza nello scopo che perseguono le “Comunità Intraprendenti”: ovvero quello di fungere da “agenti di cambiamento”, cioè capaci di innescare, partendo dal basso, un processo di trasformazione culturale, sociale ed economica dei modelli associativi e imprenditoriali esistenti, spingendo verso nuovi percorsi di sviluppo locale, funzionali a migliorare la qualità di vita delle persone.</p>
<p>Non essendo disponibili in Italia banche dati ufficiali, lo studio di Euricse si è concentrato su quelle realtà esistenti e già sufficientemente strutturate sia per la loro forma organizzativa sia per la loro indipendenza operativa. La ricerca, ancora in corso, è stata condotta attraverso un’indagine esplorativa ad ampio raggio, sfruttando la pervasività dei social network, la raccolta di materiale esistente e l’azione sul campo. Si sta proseguendo con la somministrazione di questionari online e successivamente vi sarà la realizzazione di studi di caso.</p>
<p>In questa prima fotografia generale (aggiornata ad aprile 2022) si individuano 687 esperienze di “Comunità Intraprendenti” in Italia, suddivise in nove tipologie. Gli esempi virtuosi di innovazione sociale e di nuove economie di prossimità, capaci di coordinare l’impegno individuale degli attori locali trasformandolo in bene collettivo sono i Community Hub, le Imprese di Comunità, i Patti di collaborazione, le Portinerie di quartiere, gli Empori solidali, le Comunità che Supportano l’Agricoltura (CSA), le Food Coop, le Comunità Energetiche Rinnovabili, e i FabLab. Ad oggi, quelle maggiormente diffuse sono le Imprese di Comunità (31% del totale) e gli Empori Solidali (28%), seguite dai FabLab (20%). Queste tre categorie, da sole, rappresentano il 79% delle Comunità Intraprendenti individuate.</p>
<p>LE COMUNITA’ INTRAPRENDENTI IN TRENTINO</p>
<p>Con riferimento alle due province di Trento e Bolzano, al momento della mappatura di Euricse risultavano circa una ventina di esperienze, distribuite tra varie categorie. Accanto alle imprese di comunità, il cui numero potrebbe variare con l’introduzione della legge regionale sulle cooperative di comunità, altre comunità intraprendenti attive in Trentino sono, ad esempio, la CER di Riccomassimo, nel comune di Storo, o la cooperativa So.Le., nel comune di Ledro, entrambe impegnati sul tema energetico, e “La Portineria de la Paix” a Trento, che garantisce alcuni servizi di vicinato per rispondere ai piccoli problemi quotidiani che i cittadini affrontano ogni giorno. Tra le CSA, orientate a promuovere un consumo e una produzione di cibo più consapevole e sostenibile, ricordiamo “Naturalmente in Trentino” di Trento e Ortazzo CSA di Caldonazzo. Di FabLab (Laboratori di fabbricazioni digitale) ce ne sono tre: a Trento il FabLab UniTrento e il Muse Fablab, a Rovereto il Witlab. In linea generale, come nel resto d'Italia, anche sul nostro territorio il fenomeno è in continua evoluzione, come dimostra, da ultimo, l'esempio della food coop “Edera”.</p>
<p>Il Rapporto di ricerca edito da Euricse è disponibile sul sito <a href="http://www.euricse.eu/">www.euricse.eu</a> (alla voce “Pubblicazioni”). Parte integrante della ricerca sono anche “I Podcast Intraprendenti“, che narrano cinque esperienze di nuove economie di prossimità ed attivismo civico e che si possono ascoltare sulle piattaforme <a href="https://www.spreaker.com/show/podcast-intraprendenti">Spreaker</a>, <a href="https://open.spotify.com/show/2hBDNJiOqUU7wAvzlTpFsd">Spotify</a> o <a href="https://podcasts.google.com/feed/aHR0cHM6Ly93d3cuc3ByZWFrZXIuY29tL3Nob3cvNDg5MjMyMS9lcGlzb2Rlcy9mZWVk">Google Podcast</a>. Le interviste alla base degli audio, accompagnate da una serie di approfondimenti, arricchiscono le riflessioni sui vari modelli di comunità intraprendenti che si stanno diffondendo oggi in Italia.</p>
<p>Le realtà organizzative, che pur non rientrando nelle nove tipologie indicate sopra, si riconoscono come Comunità Intraprendenti e fossero interessate a far parte dello studio e ad essere aggiunte al database, possono scrivere al seguente indirizzo mail <a href="mailto://comunitaintraprendenti@euricse.eu">comunitaintraprendenti@euricse.eu</a> visitare la <a href="https://www.facebook.com/comunitaintraprendenti/">pagina Facebook</a> “Comunità intraprendenti” e il sito internet di Euricse, dove sarà possibile anche compilare un semplice questionario di candidatura.</p>]]></encoded></item></channel></rss>