<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=comunit%C3%A0+educante</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 19 Apr 2026 08:12:58 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">b40bc7ec-af98-425d-8c2d-09faf9c7539c</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-il-programma-della-14a-edizione</link><title>EDUCA, presentato il programma della 14a edizione</title><description>Il festival dell’educazione affronta la “questione tempo” che sta trasformando le relazioni educative e sociali con più di appuntamenti tra laboratori sull’intelligenza artificiale, lezioni magistrali, spettacoli, proiezioni, incontri</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/r2shyhhf/conferenza-stampa-educa.png" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-il-programma-della-14a-edizione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1462</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>EDUCA è la manifestazione che rimette al centro l’attenzione collettiva all’educazione. Dal 19 al 21 aprile 2024, in palazzi, giardini, in corso Bettini chiuso al traffico per l’occasione e nel teatro di Rovereto (TN), sono in programma un centinaio di appuntamenti con lezioni magistrali e dialoghi con più di 100 esperti nazionali, laboratori formativi, presentazioni, spettacoli, attività animative e dialoghi tra generazioni per la 14° edizione di EDUCA.</p>
<p>Tra gli ospiti: Michelangelo Pistoletto, protagonista dell’Arte Povera, considerato uno degli esponenti italiani più rilevanti del panorama artistico contemporaneo; lo scrittore di libri di montagna Francesco Vidotto; il cantautore Lucio Corsi, una delle personalità musicali più interessanti della sua generazione che mescola il cantautorato al folk pop e al glam rock; Riccardo Corradini, il primo studente al mondo a partecipare al programma Erasmus nella striscia di Gaza; Stefano Laffi, economista e sociologo che svolge da 30 anni attività di ricerca sociale.</p>
<p><strong>TEMA DELLA 14a EDIZIONE DI EDUCA “QUESTIONE DI TEMPO”.</strong></p>
<p>“Non ho tempo” è forse la frase che diciamo più spesso nell’arco della giornata, stretti tra impegni di cura, di lavoro e sociali. I genitori cercano di destreggiarsi tra l’accompagnare i figli a scuola, poi a sport o a musica, aiutarli nei compiti, partecipare agli incontri di classe, assistere alle partite e ai saggi e intanto lavorare, fare la spesa, cucinare… Per non parlare poi di quando la scuola chiude per i mesi estivi in cui le cose si complicano ulteriormente. Anche bambini e ragazzi hanno agende quotidiane sempre fitte di impegni che occupano ogni ora della loro giornata. “Siamo consapevoli di essere immersi in una transizione radicale del mondo per effetto delle trasformazioni – per altro velocissime - tecnologica, demografica, economica e ambientale – afferma Paola Venuti prorettrice per la didattica dell’Università di Trento e coordinatrice scientifica del festival EDUCA. Quello che forse non abbiamo messo ancora a fuoco è l’impatto che queste trasformazioni hanno sul nostro “tempo”, tempo che rappresenta una variabile fondamentale delle relazioni educative e sociali. Basti pensare alle tecnologie che, nel renderci costantemente connessi, hanno rotto i confini del lavoro e cambiato il tempo libero, al punto che viviamo situazioni quasi paradossali: rinunciamo, ad esempio, andare al cinema o a teatro – luoghi collettivi di fruizione culturale – perché gli spettacoli sono lunghi, raggiungere quei luoghi ci richiede</p>
<p>tempo, per poi magari passare ore sul divano a sciropparci una puntata dietro l’altra di una serie tv o a zappingare da un programma all’altro. Non avere messo a fuoco collettivamente “la questione tempo” - sottolineato Venuti - è un problema perché comunque gli effetti, non governati, della sua trasformazione ci sono, eccome, nella vita delle persone e spesso producono una sofferenza vissuta individuale. Basti pensare al ritiro sociale dei giovani e non solo, abbinato all’abbandono di qualsiasi altra occupazione, formativa o professionale; allo stress da iperattività e al disagio psicologico crescente, al costante aumento delle ore trascorse sui social.” Per evitare che questa fatica, come già troppo spesso accade, si trasformi in sofferenza vissuta individualmente, occorre cogliere e coltivare collettivamente i desideri di un cambiamento che riguardano innanzitutto il significato del tempo e quindi la sua organizzazione. Educa vuole contribuire a questa ricerca di senso sul tempo come elemento essenziale delle relazioni educative e alla costruzione di strategie di cambiamento condivise offrendo spazi di incontro, dialogo, suggestioni che intrecciano teoria ed esperienze. “Un obiettivo ambizioso di fronte ad un tema molto complesso – sottolinea la vicepresidente e assessore all’Istruzione alla Provincia Autonoma di Trento – che il festival saprà raggiungere perché aggrega le intelligenze e le competenze eccellenti messe in campo dai promotori e dal board scientifico, ma anche perché fa emergere e valorizza le buone pratiche e le innovazioni che maturano sul territorio: nelle scuole, nei musei e nelle biblioteche, nelle cooperative sociali e nelle associazioni”. “E in questa logica di alleanza territoriale, afferma Francesca Gennai, presidente di Consolida - che si inserisce la cooperazione – dal sociale, credito, consumo fino alla federazione - che contribuisce al festival fin dalla prima edizione nella consapevolezza che l’educazione, non solo sia una responsabilità di tutti, ma che rappresenti la leva principale per il futuro delle comunità. Il tema di questa edizione ci offre poi una preziosa chiave di lettura per rafforzare il dialogo e la collaborazione interistituzionale tra cooperazione sociale, servizi all’infanzia, scuole e servizi sociali in una logica di continuità del lavoro educativo e di accompagnamento ai percorsi di crescita”.</p>
<p>Giulia Robol, sindaca di Rovereto: “Ogni anno insegnanti, educatori e genitori con bambini e ragazzi partecipano ai numerosi appuntamenti del festival: dimostrazione che formazione ed educazione sono temi che interessano ogni fascia della popolazione e ogni età. Rovereto nell'ambito di Educa valorizza la propria progettualità formativa ed educativa: scuole, istituti ed enti, dai nidi agli indirizzi superiori, hanno la possibilità di confrontarsi con esperti nazionali e locali in grado di stimolare riflessioni e di mettere in campo competenze innovative. Educa accompagna la città di Rovereto da 14 anni ed è un appuntamento sempre molto atteso da migliaia di persone che animano la città e il suo corso principale: corso Bettini. Rovereto si conferma nella sua vocazione di città da sempre legata al valore e all'investimento in formazione, educazione e cultura, forze motrici di conoscenza e sviluppo della nostra comunità.”</p>
<p><strong>IL PROGRAMMA</strong></p>
<p>Venerdì 19 aprile, dopo la mattinata dedicata esclusivamente agli studenti, iniziano gli appuntamenti aperti a tutti che declinano la “Questione Tempo” in vari filoni: il tempo nei diversi contesti educativi, intelligenza artificiale, l’equilibrio tra il tempo dell’io e del noi, e del noi e il mondo, insieme ad esperti di discipline differenti provenienti da Università e centri di ricerca nazionali, ma anche artisti ed esponenti della cultura.</p>
<p><strong>INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong></p>
<p>Chatgpt e tutti gli altri chatbot, sono solo gli ultimi sviluppi tecnologici che rischiano di spiazzare scuole e famiglie. Sui rischi e le opportunità educative e formative rispondono una serie di appuntamenti a partire dalla lectio magistralis di Michelangelo Pistoletto, che esplora le implicazioni etiche, filosofiche e artistiche di questa nuova dimensione virtuale che la mente umana ha creato per comprendere l'universo (venerdì 19, ore 18 Sala Fondazione Caritro Palazzo del Bene). In tutta la giornata di sabato poi laboratori per insegnanti ed educatori in cui sperimentare l’IA a fini didattici come strumento utile all’apprendimento delle lingue, della storia, della filosofia e lo sviluppo della creatività, oltre a laboratori sul tema dedicati ai genitori. Sempre sabato il focus dedicato a rischi e opportunità dell’IA che riunisce tre dei principali enti di ricerca e formazione in Trentino che si stanno dedicando al tema: Fondazione Bruno Kessler, Università e Dipartimento Istruzione della Provincia (sabato 20, ore 15 Aula Magna Palazzo Piomarta).</p>
<p><strong>A OGNUNO IL SUO TEMPO</strong></p>
<p>Qual è il significato che bambini e ragazzi danno al tempo e come lo usano? E i loro insegnanti? A questi interrogativi rispondono due ricerche condotte dal Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento e da Iprase. Tre appuntamenti in successione uniti tra loro dal monologo teatrale di Fabio Filosofi, approfondiscono poi, attraverso contributi scientifici ma anche buone pratiche, il tempo di educare nei diversi contesti: a scuola con “Avanguardie educative” di Indire sul tempo della didattica (domenica 21, ore 9.30 Aula Convegni Palazzo Fedrigotti); nel tempo libero, in particolare nel periodo estivo, con affondi sull’outdoor education ma anche sull’accessibilità per bambini con bisogni educativi speciali con, tra gli altri, Barbara Romano della Fondazione Agnelli (domenica 21, ore 10.45 Aula Convegni Palazzo Fedrigotti); infine, in famiglia con Michele Marangi autore di “Addomesticare gli schermi” e Marco Crepaldi presidente dell’associazione nazionale Hikikomori (domenica 21, ore 12, Aula Convegno Palazzo Fedrigotti). In questo filone tematico si inseriscono anche gli appuntamenti dedicati alle transizioni dei ragazzi e dei giovani e di come gli adulti li accompagnino in queste scelte, ad esempio quelle del loro percorso scolastico o verso il mondo del lavoro. In programma: la lectio magistrale di Stefano Laffi di Codici (sabato 20, ore 10 Sala Convegni Palazzo Fedrigotti); il focus su metodologie e strumenti utili per insegnanti e educatori (sabato 20, ore 11.15 Sala Convegni Palazzo Fedrigotti); i laboratori per genitori e un dialogo sul “tempo sospeso” che spesso si apre nel passaggio tra scuola e mondo del lavoro per gli studenti con disabilità o con fragilità. Lo scrittore Francesco Vidotto e il filosofo Paolo Costa accompagnano invece il pubblico di Educa con i loro libri in una ricerca del sé, del proprio tempo che per loro si è realizzata attraversando i contesti montani (domenica 21, ore 15.45 Salotto corso Bettini). Lucio Corsi, giovane cantautore toscano che si è affermato sulla scena cantautoriale per il suo stile originale, porta a Rovereto “La gente che sogna tour”, la colonna sonora di un sogno a occhi aperti, una musica a cavallo tra utopia e mistero, realtà e immaginazione, in un vortice di note che porta ogni spettatore a danzare in compagnia dell’artista e delle proprie ombre.</p>
<p><strong>TRA NOI E IL MONDO</strong></p>
<p>Come l’umanità concilia il suo tempo con quello della natura e dell’ambiente? Come il tempo si declina nell’incontro tra culture? C’è un tempo “pubblico” che ci impegna per la salvaguardia dell’ambiente, per la pace, per il bene comune? I temi sono affrontati dal laboratorio “Affresco del clima” per creare una mappa visuale e concettuale (domenica 21, ore 14.30 Aula didattica partecipativa 1 Palazzo Piomarta); dal focus “Tempo pubblico, tempo privato: una questione di genere”, con Tania Cappadozzi di Istat, Maria Luisa Gnecchi, già vicepresidente Inps e Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento (sabato 20, ore 15 Aula 12 Palazzo Piomarta). E ancora, dalla proiezione del documentario “Erasmus in Gaza”, vincitore del David di Donatello per il miglior cortometraggio, che narra la storia di Riccardo Corradini, giovane roveretano, primo studente al mondo a partecipare al programma Erasmus nella striscia di Gaza. Al documentario segue la testimonianza del protagonista che racconta le ragioni di questa scelta di formazione e quelle professionali che ne sono seguite (sabato 20, ore 18 Teatro Zandonai). Il festival si concluderà con la lezione magistrale di Peppino Ortoleva “Segni dei tempi”, dove un antropologo del presente che da molti anni abita e osserva la scuola e i media, invita a leggere realtà e tendenze per capire da dove si viene e, soprattutto, dove si sta andando (domenica 21, ore 17.30 Aula Convegni Palazzo Fedrigotti).</p>
<p><strong>ATTIVITÀ ANIMATIVE PER FAMIGLIE</strong></p>
<p>Laboratori, piccoli spettacoli e giochi, proposti da musei, biblioteche, cooperative sociali e associazioni, animano per due giorni, sabato 20 e domenica 21, corso Bettini, chiuso al traffico per l’occasione. Un’opportunità per bambini e ragazzi di divertirsi e imparare con i loro coetanei e i loro genitori, tra luna park virtuali e reali, giochi di squadra, letture animate, fablab tecnologici, esperimenti di fisica, favole e musica. Domenica 21 il corso sarà attraversato dalla performance su trampoli e a terra “World of Wonder” di Teatro per Caso (ore 11.30-12 e 17.30-18), mentre venerdì 19 inaugura nel Salotto di corso Bettini “In-ter-vàl-li”, un nuovo format di EDUCA per valorizzare la dimensione plurale che trova nella forma della rivista – più voci, più punti di vista – uno strumento perfetto. Tra i protagonisti: Internazionale Kids, Jacobin Italia, Digiti, Officina, Altreconomia e La Chiave di Sophia.</p>
<p><strong>L’INTRECCIO CON EDUCA IMMAGINE</strong></p>
<p>Agli appuntamenti di EDUCA, si intrecciano gli incontri, i laboratori, le mostre e le proiezioni di EDUCA IMMAGINE, la 5° edizione del festival dell’educazione ai media, nato nell’alveo del Piano Cinema per la scuola del MiM e del MiC, promosso da Trentino Film Commission, organizzato da Consolida in collaborazione con i partner di EDUCA e il sostegno di Fondazione Caritro e Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto. Il festival ha inoltre il patrocino di Rai Trentino e come media partner: Dire, Rai Cultura e The Hot Corn.</p>
<p>La partecipazione agli eventi è gratuita e libera fino ad esaurimento posti.</p>
<p>Per alcuni appuntamenti l’iscrizione è obbligatoria.</p>
<p>Info: 342 1281843 (dal lunedì al venerdì, ore 9-17), info@educaonline.it</p>
<p>www.educaonline.it</p>
<p>EDUCA è promosso da Provincia autonoma di Trento, Università degli Studi di Trento e Comune di Rovereto, organizzato da Consolida con la supervisione per la formazione di Iprase, il supporto scientifico di Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Demarchi e il sostegno di Federazione Trentina della Cooperazione, Casse Rurali Trentine e Coop Trentino Sait. Direzione parte artistica: ImpactHub Trentino.<br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Educa</author></item><item><guid isPermaLink="false">3f9d39ca-f213-408e-b572-12267ea33c68</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/dialoghi-sul-benessere-digitale</link><title>Dialoghi sul benessere digitale, mercoledì una serata al Centro Congressi Pinè 1000</title><description>In programma alle 20 uno spettacolo teatrale realizzato dagli alunni delle classi seconde e terze medie dell'istituto comprensivo Altopiano di Piné che affronta il tema adolescenza e digitale. A seguire un dialogo con la Consulta genitori e due esperti. Tra gli organizzatori Kaleidoscopio</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/qv2fbqcw/20240126-teenagers-with-gadgets-2023-11-27-04-54-33-utc.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/dialoghi-sul-benessere-digitale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6016</width><height>4016</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[A quale età è più opportuno acquistare uno smartphone per i propri figli? È meglio consentire o vietare i videogiochi? Che forme di protezione e controllo si possono attivare? Come bilanciare la richiesta di privacy digitale dei figli con la responsabilità genitoriale?<br /><br />Sono queste le domande emerse più frequentemente dai genitori durante il percorso di riflessione e dialogo che ha coinvolto le istituzioni educative dell’Altopiano di Pinè: la Consulta dei Genitori dell’IC Altopiano di Pinè, la Scuola Secondaria di I° grado "Don G. Tarter”, il Centro di Aggregazione Territoriale CATIKI della cooperativa Kaleidoscopio e il Piano Giovani di Zona BBCF, sostenuti dai Comuni del territorio.<br /><br />Parallelamente alla rete degli adulti, si è attivata quella dei giovani, in particolare degli studenti e delle studentesse delle classi seconde e terze medie dell’IC Altopiano di Pinè, che hanno scelto un linguaggio diverso, intraprendendo un percorso teatrale che affronta il tema dell'adolescenza e della presenza digitale.<br />Da tutto questo confronto a più livelli è emersa l’idea di organizzare una serata dedicata al benessere digitale, programmata per mercoledì 31 gennaio presso la sala cinema del centro congressi Piné 1000.<br /><br />Alle 20 si parte con lo spettacolo “ONLIFE: ctrl+alt+canc”, prodotto creativo del percorso teatrale condotto dagli studenti, seguito dalla presentazione del lavoro svolto dalla Consulta dei Genitori.<br /><br />Saranno proiettate due brevi video-pillole sul tema del benessere digitale e si terrà un intervento dei formatori, Giulia Tomasi, psicologa e psicoterapeuta, e Mauro Cristoforetti, formatore sull'uso responsabile dei nuovi media, che hanno contribuito alla realizzazione dei video e supportato la produzione di “Dialoghi sul benessere digitale".]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">1f7c6f88-eda5-4e54-a908-c2831302897f</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/trento-tutte-le-scuole-unite-contro-il-bullismo</link><title>Trento, tutte le scuole unite contro il bullismo</title><description>Trento è la prima città d’Italia dove tutti gli Istituti comprensivi hanno ottenuto la certificazione per la prevenzione e il contrasto al bullismo, dopo un percorso durato l’intero anno scolastico che ha coinvolto quasi 6500 studenti e studentesse. Un risultato realizzato grazie al sostegno di Etika, l’offerta luce e gas della Cooperazione Trentina con Dolomiti Energia, e il cofinanziamento della Provincia Autonoma di Trento e dei singoli Istituti.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/muno40xi/230605-cartolina-etika.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/trento-tutte-le-scuole-unite-contro-il-bullismo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1142</width><height>641</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il bullismo si combatte informando, sensibilizzando e aiutando tutte le persone coinvolte: bulli e vittime, compagni e compagne di scuola, insegnanti e genitori. Per questo all’inizio dell’anno scolastico che sta per concludersi, i sette istituti comprensivi della città di Trento sono stati coinvolti in un percorso di prevenzione e contrasto al bullismo, realizzato grazie al sostegno di Etika, l’offerta luce e gas della Cooperazione Trentina con Dolomiti Energia, e il cofinanziamento della Provincia Autonoma di Trento e dei singoli Istituti.</p>
<p>Con l’Istituto Trento 6 che ha fatto da apripista, il percorso ha portato oggi tutti gli Istituti del capoluogo ad ottenere la certificazione, unica città d’Italia ad avere raggiunto un traguardo così elevato. Nel progetto è stato coinvolto anche l’Istituto comprensivo di Cavalese, come esperienza di un contesto scolastico periferico di valle.</p>
<p>Il progetto - presentato stamane in una conferenza stampa presso la sede della Cooperazione Trentina - ha interessato tutti i protagonisti del mondo della scuola: studenti, personale scolastico (insegnanti e personale ATA) e famiglie, a partire dalle operazioni di ascolto della loro percezione del fenomeno che sono state alla base poi di concrete misure organizzative e di gestione, oltreché formative.</p>
<p>Una delle tappe più rilevanti di questo percorso di sensibilizzazione è stata l’indagine effettuata per rilevare la percezione rispetto ai “comportamenti da bulli” vissuti in contesto scolastico. Nei mesi di dicembre 2022 e gennaio 2023, 2.809 studenti delle scuole secondarie di primo grado e in alcuni casi anche delle classi quarta e quinta delle primarie degli otto Istituti hanno potuto esprimere il loro sentire. Altri 2.377 questionari sono stati compilati da adulti, di cui 1.657 da genitori e 720 da personale scolastico (docenti, personale di segreteria e collaboratori scolastici).</p>
<p>«Etika esemplifica in modo eccellente il contributo della cooperazione alla costruzione di una comunità coesa e inclusiva, attraverso progetti di sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie – ha detto <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Cooperazione Trentina –. Ma non possiamo pensare che una comunità inclusiva si possa costruire se non si lavora anche in termini culturali educando al rispetto, all’accoglienza e alle buone relazioni come fa il progetto “Insieme contro il bullismo”.  Un progetto rilevante di cui vorrei però sottolineare la non estemporaneità rispetto al nostro sistema. La Federazione, ma direi la cooperazione tutta, e in particolare Consolida e la cooperazione sociale, infatti, investono molto in ambito educativo, offrendo competenze pedagogiche e formative al territorio. In questo lavoro la collaborazione con la scuola – alla quale non possiamo demandare, lasciandola sola, il compito di educare le giovani generazioni – è fondamentale dentro un reciproco riconoscimento di valore per il presente e il futuro delle nostre comunità».</p>
<p>Anche <strong>Viviana Sbardella</strong>, Sovrintendente scolastica, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra il mondo della scuola, le istituzioni e la cooperazione. «Il Trentino da questo punto di vista rappresenta senza dubbio un’eccellenza in Italia – ha detto –. La missione della scuola è formare i futuri cittadini, che a ben guardare è l’obiettivo anche di questo progetto di prevenzione al bullismo, ma questo fondamentale compito educativo non può che essere agito insieme alle famiglie e tutte le agenzie educative del territorio».</p>
<p>«Gli esiti dell’indagine – ha aggiunto <strong>Paola Pasqualin</strong>, dirigente portavoce della rete degli Istituti comprensivi di Trento coinvolti nel progetto – hanno indirizzato le politiche definite nei singoli piani antibullismo degli Istituti attraverso differenti azioni: progetti di prevenzione, formazione per personale scolastico e genitori, un attento piano di vigilanza/accompagnamento/supervisione dentro e fuori la scuola e un regolamento sanzionatorio incentrato su gradualità delle sanzioni, obiettivi educativi, presa in carico della vittima».</p>
<p>«Ci stanno a cuore le generazioni di domani – ha dichiarato <strong>Romano Stefani,</strong> direttore Mercato di Dolomiti Energia – e da sempre Dolomiti Energia è impegnata nel prendersi cura del futuro delle comunità in cui opera. Per questo siamo felici di aver contribuito a generare un impatto sociale positivo, promuovendo relazioni e rapporti rispettosi e migliorando la qualità della vita dei ragazzi e delle loro famiglie».</p>
<p><strong>L’esito dell’indagine</strong></p>
<p>Dal questionario emerge una buona situazione di partenza ed altrettanti spunti di riflessione che dovranno essere presi in carico dalla comunità educante nel suo insieme: l’83% dei ragazzi dice di stare bene o abbastanza bene in classe; un ulteriore 13% risponde ‘né bene né male’ e il 3% (corrispondente a 36 persone) dice invece di stare male, con distribuzione uniforme nei vari Istituti. Il 4% degli studenti pensa che a scuola non ci sia alcun bel momento: neanche la ricreazione, il tragitto o il tempo libero, che invece sono preferiti dagli altri.</p>
<p>Il 52% dei ragazzi indica di non aver mai subito, fatto o visto gesti di bullismo. Il 30% di aver solo assistito, il 12% di aver subito prepotenze e il 2% di averle compiute. Dalle risposte è emersa la sana consapevolezza che il bullismo si vince solo denunciando l’aggressore e parlando con qualche figura adulta. Il 56% degli intervistati sceglierebbe un genitore, il 48% un insegnante. Oltre la metà degli studenti ritiene che sia necessario parlare in classe, il 10% sceglie di essere amico della vittima e il 36% di fare qualcosa in più, come difenderla. Solo il 3% crede non si possa fare nulla.</p>
<p>Contro i bulli i ragazzi chiedono il ‘pugno duro’: punizioni (26%), sospensioni (7%), richiamare/fermare/denunciare (6%), espulsione/bocciatura (5%). Solo il 12% ritiene che i bulli vadano aiutati, al pari delle vittime. Risultato opposto, invece, è quello che emerge dai questionari compilati da genitori e insegnanti, che riconoscono nei bulli una fragilità da sostenere ed accompagnare verso un percorso di recupero e consapevolezza.</p>
<p>Un’ultima curiosità: le esperienze di bullismo rilevate dal personale scolastico sono circa il doppio di quelle percepite dai genitori. Questo significa che l’alleanza educativa tra scuola e famiglia resta il terreno primario su cui lavorare per affrontare il fenomeno, colmando quei gap informativi e formativi che entrambe le componenti adulte consultate hanno dichiarato di sentire. Tutte le componenti adulte esprimono il bisogno di capirne di più e di essere maggiormente attrezzati rispetto agli strumenti necessari per affrontare con efficacia le differenti situazioni.</p>
<p>Pur presentando singole specificità per ciascun istituto, l’indagine indica la strada da intraprendere che non può che essere quella della responsabilizzazione, del rispetto reciproco dei ruoli, dell’informazione, della disponibilità a mettersi in gioco e magari a dare il buon esempio come adulti di riferimento. Essere certi che ad ogni azione segue una reazione che vuole e deve essere educativa, rassicura, protegge ed aiuta a vivere un contesto con maggiore serenità.</p>
<p><strong>Cos’è etika</strong></p>
<p>Etika è il gruppo di acquisto eco-solidale di energia e gas della Cooperazione Trentina (Federazione Trentina della Cooperazione, Cassa Centrale Banca, Sait, Consolida, Cooperativa Sociale La Rete). con Dolomiti Energia che offre vantaggi ai sottoscrittori in termini economici, sociali e ambientali. Ad oggi sono circa 64.000 le adesioni a etika, mentre il Fondo solidale (alimentato dai versamenti annui di Dolomiti Energia pari a 10 euro per contratto sottoscritto) dedicato ai progetti di sostegno alla vita indipendente delle persone con disabilità ha raggiunto i 3 milioni di euro.  </p>
<p>Etika è inoltre ecologica e ad oggi ha consentito di risparmiare più di 110 mila tonnellate di CO2 (di cui 23.931 compensata per il gas) pari alla quantità assorbita da oltre 2 milioni e mezzo di alberi.</p>
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