<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=confcooperative</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 17:21:31 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">f4187a8e-df7e-4b3d-abc9-41c48b5f4a95</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/non-solo-neet-ecco-gli-eet-i-giovani-che-inventano-un-lavoro-e-fanno-impresa</link><title>Non solo Neet, ecco gli Eet: i giovani che inventano un lavoro e fanno impresa</title><description>Gardini «144.000 imprenditori nell’economia delle competenze: 1/3 è al Sud. È boom di occupazione giovanile con oltre 3 milioni di occupati che valgono il 2,5% del PIL»</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/gxnlcc5n/imagoeconomica-giovane-donna-ricercatrice-1200-800-p-l-97.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/non-solo-neet-ecco-gli-eet-i-giovani-che-inventano-un-lavoro-e-fanno-impresa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>795</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>«È la rivincita dei giovani italiani quella che viene fuori da “Gli <strong><em>Eet</em></strong>, i giovani che inventano un lavoro e ce la fanno” il nuovo focus Censis Confcooperative. Un piccolo esercito, 144.000 giovani tra i 15 e i 29 anni che, grazie all’autoimprenditorialità, aprono attività in diversi settori, prevalentemente innovativi e tecnologici, battono la crisi, fanno impresa e creano lavoro. Sono loro gli EET (<em>Employed Educated and Trained</em>), gli anti–NEET, i giovani italiani diventati protagonisti di quell’<em>economia delle competenze</em> che esprime una crescente domanda di capitale umano altamente qualificato. Si intravede un’occupazione di <em>“nuovo conio”»</em>. Così <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente di <strong>Confcooperative</strong> commenta il <strong>focus Censis</strong> Confcooperative sui giovani imprenditori.</p>
<p>La comunicazione, mediata da strumenti sempre più sofisticati, ha generato un mercato su cui i giovani si stanno proponendo come principali erogatori di servizi, fino a monopolizzare l’offerta e ad assumere, in questo campo, un livello di competenza che asseconda il ritmo dell’innovazione continua che spiazza le generazioni precedenti.</p>
<p>Il numero dei giovani occupati supera la soglia dei 3 milioni, di cui circa 1,8 milioni di uomini e 1,2 milioni di donne (tab. 1) vale a dire il 13,3% del totale degli occupati, e si stima che corrispondano al 6,6% del totale delle retribuzioni lorde da lavoro dipendente e sui profitti da lavoro indipendente. Il valore complessivo raggiunge i 52,2 miliardi di euro, il 2,5% del Pil.</p>
<p><strong>Tab. 1 – Giovani dai 15 ai 29 anni occupati in Italia, 2019-2024 </strong><em>(v.a. in migliaia., val. %, diff. Ass. e var. %)</em></p>
<table border="1" style="border-style: solid;">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="71">
<p>Occupati</p>
</td>
<td colspan="5" width="169">
<p>v.a.</p>
</td>
<td>
<p>Diff. Ass.</p>
</td>
<td>
<p>Var. %</p>
</td>
<td>
<p>I sem.</p>
</td>
<td>
<p>I sem.</p>
</td>
<td>
<p>Var. %<br />I sem.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="22">
<p>2019</p>
</td>
<td>
<p>2020</p>
</td>
<td>
<p>2021</p>
</td>
<td>
<p>2022</p>
</td>
<td>
<p>2023</p>
</td>
<td>
<p>2019-2023</p>
</td>
<td>
<p>2019-2023</p>
</td>
<td>
<p>2023</p>
</td>
<td>
<p>2024</p>
</td>
<td>
<p>2023-2024</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="71">
<p>Maschi</p>
</td>
<td width="22">
<p>1.642</p>
</td>
<td>
<p>1.555</p>
</td>
<td>
<p>1.610</p>
</td>
<td>
<p>1.732</p>
</td>
<td>
<p>1.796</p>
</td>
<td>
<p>154</p>
</td>
<td>
<p>9,4</p>
</td>
<td>
<p>1.779</p>
</td>
<td>
<p>1.783</p>
</td>
<td>
<p>0,3</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="71">
<p>Femmine</p>
</td>
<td width="22">
<p>1.187</p>
</td>
<td>
<p>1.062</p>
</td>
<td>
<p>1.127</p>
</td>
<td>
<p>1.230</p>
</td>
<td>
<p>1.238</p>
</td>
<td>
<p>52</p>
</td>
<td>
<p>4,4</p>
</td>
<td>
<p>1.238</p>
</td>
<td>
<p>1.246</p>
</td>
<td>
<p>0,7</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="71">
<p><strong>Totale</strong></p>
</td>
<td width="22">
<p>2.829</p>
</td>
<td>
<p>2.617</p>
</td>
<td>
<p>2.736</p>
</td>
<td>
<p>2.962</p>
</td>
<td>
<p>3.035</p>
</td>
<td>
<p>206</p>
</td>
<td>
<p>7,3</p>
</td>
<td>
<p>3.016</p>
</td>
<td>
<p>3.029</p>
</td>
<td>
<p>0,4</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Fonte: elaborazione Censis su dati Istat</p>
<p>Malgrado i progressi complessivi, il persistente gender gap nell’occupazione giovanile è tuttora evidente. Il divario tra i tassi di occupazione maschile e femminile, sebbene in lieve diminuzione, rimane significativo: nel 2023 si attesta a 10,4 punti percentuali (39,7% per i maschi contro 29,3% per le femmine).</p>
<p><strong>CHI SONO GLI EET</strong>: <strong>Di questi 144mila giovani imprenditori il 35,4% è presente nel Mezzogiorno, il 28,5% nel Nord Ovest, il 16,7% nel Centro, e infine il 19,4% nel Nord Est. Dal 2016 al 2023, l’incidenza dei giovani sul totale degli imprenditori italiani scende dal 6% al 5,3%</strong>.</p>
<p>Aumenta notevolmente il numero di titolari giovani di imprese in diversi settori specifici: fra il secondo trimestre del 2017 e il secondo trimestre del 2024, triplicano (+228,7%) le imprese giovanili che si occupano di pubblicità e ricerche di mercato, e aumentano del 206,4% quelle che offrono servizi di direzione aziendale e consulenza gestionale. Incrementi altrettanto rilevanti si registrano nella produzione cinematografica, televisiva e musicale (+65,9%), nella produzione di software e consulenza informatica (+52,4%), nei servizi postali e di corriere (+44,1%), nelle attività di leasing operativo e noleggio (+35,5%).</p>
<p><strong>È un segnale importante il fatto che i settori in cui oggi si registrano maggiormente i giovani sono settori economici con una valenza sociologica estremamente particolare: pubblicità, gestione aziendale e istruzione.</strong> <strong>Negli anni di crisi profonde e di stasi preoccupanti del mercato occupazionale è restata salda la vitalità tipica dei giovani che non hanno smesso di puntare su sé stessi. Per questo si iniziano a intravedere i contorni di un’occupazione di <em>“nuovo conio”</em>.</strong></p>
<p><strong>L’evoluzione del mercato occupazionale giovanile italiano evidenzia una marcata tendenza verso una “economia delle competenze”, con una crescente domanda di capitale umano altamente qualificato</strong>. Il significativo incremento del 3,1% nella quota di occupati con laurea e post-laurea, che ora costituisce il 23,5% del totale, rappresenta un chiaro indicatore di questa transizione (tab. 2).</p>
<p><strong>Tab. 2 – Occupazione giovanile 15-29 anni per titolo di studio, 2019-2023 </strong><em>(val. % e diff. ass.)</em></p>
<table border="1" width="100%" style="width: 100%;">
<tbody>
<tr>
<td width="29%">
<p>Titolo di studio</p>
</td>
<td width="8%">
<p>2019</p>
</td>
<td width="8%">
<p>2020</p>
</td>
<td width="8%">
<p>2021</p>
</td>
<td width="8%">
<p>2022</p>
</td>
<td width="8%">
<p>2023</p>
</td>
<td width="26%">
<p>Diff. ass. 2019-2023</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="29%">
<p>Fino alla licenza media</p>
</td>
<td width="8%">
<p>19,3</p>
</td>
<td width="8%">
<p>19,4</p>
</td>
<td width="8%">
<p>18,4</p>
</td>
<td width="8%">
<p>16,9</p>
</td>
<td width="8%">
<p>16,6</p>
</td>
<td width="26%">
<p>-2,7</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="29%">
<p>Diploma</p>
</td>
<td width="8%">
<p>60,4</p>
</td>
<td width="8%">
<p>58,9</p>
</td>
<td width="8%">
<p>58,7</p>
</td>
<td width="8%">
<p>59,9</p>
</td>
<td width="8%">
<p>59,9</p>
</td>
<td width="26%">
<p>-0,5</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="29%">
<p>Laurea e post-laurea</p>
</td>
<td width="8%">
<p>20,3</p>
</td>
<td width="8%">
<p>21,8</p>
</td>
<td width="8%">
<p>22,9</p>
</td>
<td width="8%">
<p>23,2</p>
</td>
<td width="8%">
<p>23,5</p>
</td>
<td width="26%">
<p>3,1</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="29%">
<p>Totale</p>
</td>
<td width="8%">
<p>100,0</p>
</td>
<td width="8%">
<p>100,0</p>
</td>
<td width="8%">
<p>100,0</p>
</td>
<td width="8%">
<p>100,0</p>
</td>
<td width="8%">
<p>100,0</p>
</td>
<td width="26%">
<p>-</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Fonte</em>: elaborazione Censis su dati Istat</p>
<p>Parallelamente, la contrazione del 2,7% tra gli occupati con licenza media segnala una progressiva marginalizzazione delle competenze di base. Questa dicotomia spiega la profonda ristrutturazione del tessuto produttivo nazionale verso settori ad elevato valore aggiunto e intensità tecnologica, che necessitano di una forza lavoro dotata di skill avanzate e specialistiche.</p>
<p>Tale evoluzione nel panorama occupazionale pone l’Italia di fronte alla sfida cruciale di allineare il sistema formativo alle esigenze di un’economia sempre più imperniata su competenze e sull’innovazione continua, per evitare il rischio di un <em>mismatch</em> strutturale tra domanda e offerta di skill.</p>
<p>La stabilità della quota di diplomati (59,9% nel 2023) suggerisce che questo gruppo rimane il più rappresentativo tra i giovani occupati sottolineando l'importanza di politiche che promuovano non solo l’istruzione superiore, ma anche percorsi formativi diversificati e allineati alle esigenze del mercato, garantendo al contempo pari opportunità di accesso e progressione di carriera indipendentemente dal genere. Subiscono però diminuzioni significative alcuni settori: le imprese di attività ricreative (arte, sport, intrattenimento, -38%), le attività di sanità e assistenza sociale (-40,2%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (32,7%) e le attività di alloggio e di ristorazione (-31,8%).</p>
<p>Tra il 2016 e il 2023 si riscontra, dalle elaborazioni del Censis su dati forniti dal Registro delle imprese di Infocamere, una decrescita del 7% del numero dei titolari di impresa in Italia, la componente più giovane si riduce anch’essa: di fatto, le imprese gestite dagli under 30 sono diminuite del 16,9%. La tendenza di decrescita negli anni considerati è sostanzialmente costante, con una leggera accentuazione durante gli anni del Covid, portando il numero dei giovani titolari da 186 mila (2016) a 155 mila (2023).</p>
<p>Nonostante queste variazioni notevoli, l’unico settore in cui si può dire che vi sia stato un cambio significativo delle proporzioni giovani/over 30 è il settore della pubblicità e delle ricerche di mercato. Infatti, un quinto (20,2%) delle imprese di questo settore è a conduzione giovanile, con aumento del 12,3% dal secondo trimestre 2017.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">4882a3e8-5d83-42b7-a9d4-e4e3387c87ca</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-e-capitalismo-nuovi-paradigmi-per-le-sfide-del-futuro-e-quanto-alla-cina</link><title>L’economia sociale e capitalismo. Nuovi paradigmi per le sfide del futuro. E quanto alla Cina…</title><description><![CDATA[Stamani al Dipartimento di Sociologia dell’Università di Trento il  primo dibattito del Festival su nuovo capitalismo tra sostenibilità e disuguaglianze.<br /><br />Maurizio Gardini (presidente Confcooperative): il Pil italiano cresce più di altri Paesi europei, ma allo stesso tempo aumentano povertà e fratture sociali, minando così la coesione sociale. L’economia partecipativa, di risposta ai bisogni e di relazione con i territori contrapposta alla finanziarizzazione dell’economia che punta solo ai dividendi.<br /><br />Aldo Bonomi: senza coesione i territori non reggono. Marcello Signorelli (Università Perugia): o l’Occidente saprà essere competitivo sul fronte economico, altrimenti il declino ci sarà anche sul fronte culturale e della qualità delle relazioni.]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ckzjxz34/tavolo.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-e-capitalismo-nuovi-paradigmi-per-le-sfide-del-futuro-e-quanto-alla-cina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">Più che discutere su un nuovo capitalismo, occorre interrogarsi su un nuovo modello di economia. Perché se cresce il Pil insieme alla povertà, alla polarizzazione della ricchezza (il 10% più ricco della popolazione detiene il 53,5% della ricchezza nazionale, il 50% più povero l’8,4%),  a territori che rimangono indietro, e questo mina la coesione sociale che è vitale. Il rischio di una economia in mano ai grandi Fondi investimento che puntano solo ai dividendi è sempre più accentuato.</p>
<p class="x_MsoNormal">Così<span>  <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente di Confcooperative, nel panel “Un nuovo modello di capitalismo tra sostenibilità e diseguaglianze” in apertura del Festival dell’Economia a Trento.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">«Si moltiplicano le diverse forme di povertà: nell’educazione, nel welfare, nell’abitazione. Le cooperative con il loro modello di economia sociale portano avanti un progetto imprenditoriale che si fa carico dei bisogni di cittadini e di comunità. È un progetto di costruzione che nasce dal basso e si identifica in valori di partecipazione. Dobbiamo riportare l’attenzione sui territori, e l’Europa ce ne dà l’occasione.</p>
<p class="x_MsoNormal">Abbiamo necessità di ricostruire paradigmi economici e sociali in grado di risollevare le aree interne, creare piattaforme digitali, costituire comunità energetiche, riqualificare le aree urbane. Un nuovo modello che esprima un ambientalismo non solo ideologico, ma che si concili con uno sviluppo economico e sociale equilibrato».</p>
<p class="x_MsoNormal">«L’Italia interpreta un modello originale di capitalismo – ha affermato<span> <strong>Aldo Bonomi</strong>, fondatore e coordinatore del consorzio AASTER – che è diverso da quello anglosassone, renano o francese. Qui contano i territori, pochi grandi gruppi e una rete di medie imprese con ossatura cooperativa. È un capitalismo molecolare, diffuso.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Oggi si compete tra sistemi territoriali, tra piattaforme: digitali, manifatturiere, agricole, turistiche… Quello che conta è che senza coesione sociale un territorio non regge».</p>
<p class="x_MsoNormal">«Il capitalismo ha custodito alcuni capitali come industriosità ed efficienza, ma non è stato capace di custodire le virtù civili, che sono dentro il capitale umano, per troppi anni sacrificato – ha detto<span> <strong>Luigino Bruni,</strong> economista della Lumsa e caposcuola dell’economia civile – occorre ricostituirlo se vogliamo rendere sostenibili le nostre imprese».</span></p>
<p class="x_MsoNormal">«Nel 1970 consumavamo quello che producevamo in un anno, adesso lo consumiamo in sei mesi, in Italia anche prima. Sta diventando sempre più importante produrre rispettando l’ambiente, il sociale e con una governance adeguata (in sigla ESG) – ha affermato<span> <strong>Rita D’Ecclesia</strong> docente dell’Università La Sapienza di Roma. C’è ancora molto da fare, ma sta aumentando l’attenzione».</span></p>
<p class="x_MsoNormal">«Se guardiamo ai modelli di successo, indubbiamente quello cinese negli ultimi quarant’anni ha mostrato le migliori performance – ha affermato<span> <strong>Marcello Signorelli</strong> dell’Università di Perugia – perché è cresciuto dal 2 al 20% del PIL globale.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">Non è il modello a cui aspiriamo, ma la superiorità della civiltà occidentale ed europea deve concretizzarsi in una maggiore capacità di competere dal punto di vista economico, altrimenti sarà impossibile preservare modelli e relazioni virtuose.</p>
<p class="x_MsoNormal">La qualità della vita dipende dal modo di fare impresa, dai consumatori e anche dal modo di comportarsi degli Stati.</p>
<p class="x_MsoNormal">Anzi gli investimenti materiali e immateriali degli Stati sono fondamentali per favorire uno sviluppo. La Cina e altri paesi emergenti hanno puntato molto su ricerca e sviluppo. L’Unione europea e l’Italia devono fare di più per individuare i settori dove investire. O l’Occidente avrà la capacità di essere competitivo sul fronte economico, altrimenti il declino ci sarà anche sul fronte culturale e della qualità delle relazioni», è stata la sua conclusione.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ddce79d2-50a2-46ff-ab01-1cac76ff67d9</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/concorso-sostenibilita-in-cooperativa-ecco-il-bando-per-partecipare</link><title>Concorso "Sostenibilità in cooperativa", ecco il bando per partecipare</title><description>Al via la seconda edizione della Giornata per la "Sostenibilità in cooperativa"</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/h5ffnhuz/sostenibilit-cooperativa-bis-1200-800-p-l-100.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/concorso-sostenibilita-in-cooperativa-ecco-il-bando-per-partecipare" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1131</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Riparte il concorso nazionale mirato a valorizzare il contributo delle cooperative al raggiungimento dei <a rel="noopener" href="https://www.aics.gov.it/home-ita/settori/obiettivi-di-sviluppo-sostenibile-sdgs/" target="_blank">17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs)</a> dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.<br /><br />Il concorso, aperto a tutte le cooperative aderenti a Confcooperative, prevede una selezione territoriale delle opere da inviare al nazionale per la classifica dei vincitori.<br /><br />La premiazione avverrà il prossimo 3 novembre a Roma, al Palazzo della Cooperazione, sede nazionale di Confcooperative in Via Torino, 146 durante la Giornata della Sostenibilità Cooperativa.<br /><br />Per partecipare, le cooperative aderenti dovranno inviare a <a rel="noopener" href="https://bit.ly/3d2bBOq" target="_blank">questo link</a> (entro il 23 settembre) una <strong>foto</strong>, un <strong>video</strong> oppure una <strong>storia</strong> che ne testimoni le attività riconducibili a uno dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030.<br /><br />Saranno 17 le opere vincitrici - per inconfutabile giudizio della Giuria tecnico-artistica designata da Confcooperative – e alle cooperative che le avranno inviate saranno attribuiti dei premi economici.<br /><br />Le opere che saranno ammesse al concorso dovranno rispettare i seguenti requisiti:<br /><br />
<ul>
<li>essere scattate o riprese sul territorio nazionale e riferite ad attività svolte da una cooperativa e non essere state premiate in altri concorsi. Non saranno ammessi fotomontaggi, biografie, foto con scritte sovraimpresse o altri tipi di addizioni o alterazioni;</li>
<li>al momento dell’iscrizione per ogni opera dovrà essere indicato titolo e luogo di provenienza, nonché i riferimenti della cooperativa a cui l’opera si riferisce, secondo quanto indicato nel paragrafo “requisiti di partecipazione”;</li>
<li>saranno ammesse soltanto foto a colori o in bianco e nero, con il lato corto di minimo 1200 pixel, in formato JPG e che non superino i 15 MB; video in alta definizione della durata massima di 3 minuti e racconti inediti, che non siano biografie, brochure istituzionali o articoli pubblicati dalla stampa, di 600 parole massimo.</li>
</ul>
<br />Video, foto o storie che dovranno mostrare - con creatività e sensibilità - il percorso che le cooperative stanno percorrendo verso la Sostenibilità, nei suoi aspetti sociali, ambientali ed economici.<br /><br />Il concorso è indetto in collaborazione con <a rel="noopener" href="https://www.fondosviluppo.it/" target="_blank">Fondosviluppo</a>.<br />
<div></div>
<div>
<div>Se fate parte di una cooperativa trentina, potete chiedere info e supporto per la partecipazione ad Alessandro Girardi (Ufficio Stampa e Comunicazione della Federazione Trentina della Cooperazione): 0461898616 - <a href="mailto:alessandro.girardi@ftcoop.it">alessandro.girardi@ftcoop.it</a>.</div>
</div>]]></encoded></item></channel></rss>