<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=educa</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 05:05:30 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">db5a88b8-5ae6-445f-8a0e-a76eaa2ca289</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/a-rovereto-torna-educa-quattro-giorni-per-riscoprire-le-forme-di-felicita</link><title>A Rovereto torna Educa. Quattro giorni per riscoprire le “Forme di felicità”</title><description>Dal 24 al 27 settembre 2026, Rovereto torna a essere la capitale dell’educazione con la XV edizione di EDUCA. Il festival si presenta con un format rinnovato e un obiettivo ambizioso: esplorare le “Forme di felicità” come orizzonte educativo possibile e necessario.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ngrn0xk0/educa2026.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/a-rovereto-torna-educa-quattro-giorni-per-riscoprire-le-forme-di-felicita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2399</width><height>1600</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Per quattro giorni vie, palazzi storici, teatri e musei diventeranno luoghi di confronto, esperienza e partecipazione, perché EDUCA non è soltanto un festival: è uno spazio di incontro tra generazioni, un laboratorio diffuso capace di trasformare la riflessione pedagogica in un’esperienza collettiva e concreta.<br />"Abbiamo scelto, per la scuola trentina, di investire sul benessere dei ragazzi come fondamento imprescindibile di ogni apprendimento. Non è una scelta di contorno, ma la base su cui costruire relazioni significative e crescita civile. Il ritorno di EDUCA a settembre non è solo un appuntamento in calendario, ma un segnale: iniziare l’anno scolastico mettendo al centro la persona significa accompagnare i nostri giovani con i fatti, non solo con le parole. Quest'anno abbiamo deciso di osare, scegliendo la felicità come orizzonte educativo. Spesso la si confonde con un concetto astratto o privato, invece è una vera e propria responsabilità condivisa tra istituzioni, famiglie e territorio. Se i nostri ragazzi stanno bene, se si sentono parte di una comunità che li ascolta e li stimola, l’intera società cresce. EDUCA trasforma Rovereto in un laboratorio a cielo aperto che coinvolge tutta la provincia, proprio per dimostrare che l'educazione è la leva principale per lo sviluppo culturale ed economico del nostro futuro", queste le parole dell'assessore provinciale all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità, Francesca Gerosa.</p>
<p>“Rovereto torna ad ospitare un festival che è stato in Trentino tra gli antesignani nelle proposte per scuole e famiglie - è il commento di <strong>Giulia Robol, sindaca della città</strong> -. Molti festival nati dopo EDUCA ne hanno seguito le tracce. Alcuni dei principali sono ospitati dalla Città della Quercia in una visione coerente di investimento sulle nuove generazioni e sull’educazione. Tra questi Educa Immagine, il festival dell’educazione ai media che è nato proprio in seno al festival EDUCA e che con la direzione artistica di Trentino Film Commission ha raggiunto oggi una sua autonomia pur nel costante collegamento e nella continua sinergia con i partner di EDUCA. E proprio a Educa Immagine che si terrà in aprile faremo un’anteprima del festival parlando di felicità in relazione a social media e Intelligenza artificiale.”</p>
<p>“In un tempo segnato da fragilità diffuse, ansia da prestazione e modelli culturali centrati su successo e competizione – evidenzia <strong>Paola Venuti, prorettrice per la didattica dell’Università di Trento e coordinatrice del festival</strong> - EDUCA propone una riflessione collettiva sul significato della felicità e sul suo valore educativo. Non un’idea di felicità come performance o perfezione da esibire, ma come esperienza relazionale autentica, come processo che integra dimensioni cognitive, emotive e sociali. Educare alla felicità significa progettare contesti in cui bambini, ragazzi e adulti possano riconoscere limiti e fragilità, coltivare il dubbio, trasformare il desiderio in progetto e costruire senso di appartenenza e comunità.”</p>
<p>“L’imminente firma del Protocollo di intesa tra i partner ci consentirà di dare avvio - afferma <strong>Francesca Gennai, presidente di Consolida</strong> – al processo di costruzione partecipata di EDUCA, che nasce dalla consapevolezza che l’educazione è una responsabilità collettiva. Un coinvolgimento che partirà dagli importanti soggetti del mondo cooperativo che sono sempre stati partner fondamentali del festival e lo hanno sostenuto fin dalle prime edizioni.”</p>
<p>Dopo la sospensione di un anno, EDUCA torna e si presenta con un format rinnovato, più partecipato ed interattivo mantenendo la sua identità: linguaggi plurali, contaminazione tra arte, scienza, gioco, tecnologia e narrazione, dialogo. Una delle principali novità introdotte è che alle scuole (da quelle dell’infanzia fino alle secondarie di secondo grado) sarà dedicata un’intera giornata - giovedì 24 settembre - con un programma esteso fatto di laboratori, esperienze immersive e attività costruite con musei, cooperative sociali, associazioni culturali e altre realtà del territorio e non solo. Il weekend sarà invece un grande laboratorio a cielo aperto con lectio e incontri con ospiti di rilievo nazionale, laboratori formativi per insegnanti, educatori e genitori, attività animative per bambini e famiglie lungo corso Bettini, spettacoli ed eventi.</p>
<p>Contestualmente al rilancio, il Comitato promotore - supportato dal board scientifico composta da IPRASE, Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Franco Demarchi - lancia la Call for proposal rivolta a organizzazioni pubbliche e private che operano in Trentino e sul territorio nazionale.</p>
<p>La call rappresenta un altro degli strumenti distintivi di EDUCA: non solo una selezione di buone pratiche, ma un vero processo di costruzione collettiva del programma, capace di valorizzare esperienze educative innovative sviluppate sui territori.</p>
<p>Scuole, università, enti culturali, cooperative sociali, associazioni, imprese: tutti potranno proporre laboratori, attività e progetti coerenti con il tema dell’edizione. Le candidature dovranno essere presentate entro il <strong>1° aprile 2026</strong> attraverso i form disponibili sul sito ufficiale del festival: <a href="http://www.educaonline.it/">www.educaonline.it</a>. </p>
<p><strong>Info</strong><br />342 1281843 (dal lunedì al venerdì, ore 9-17)<br /><a href="mailto:info@educaonline.it">info@educaonline.it</a> <a href="http://www.educaonline.it/">www.educaonline.it</a> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">ff1e59f6-27e1-4600-8c6d-987c352950cc</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/sfide-e-opportunita-dei-progetti-di-abitare-autonomo-per-persone-con-fragilita</link><title>Sfide e opportunità dei progetti di abitare autonomo per persone con fragilità</title><description>Il convegno organizzato dalle cooperative sociali Amalia Guardini e Villa Maria che hanno avviato da qualche anno percorsi di abitare accompagnato per i propri utenti nella prospettiva del “dopo di noi”</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/owvfpjdg/convegno-abitiamoci-20-4-2024-1-.jpeg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/sfide-e-opportunita-dei-progetti-di-abitare-autonomo-per-persone-con-fragilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1126</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nel 2022, con l’aiuto di un bando di Fondazione Caritro e il supporto dei Servizi sociali di Comune di Rovereto e Comunità di Valle, le cooperative sociali <strong>Amalia Guardini e Villa Maria</strong> hanno unito le forze per co-progettare “Io Abito”, una proposta innovativa di abitare accompagnato rivolta a persone con disabilità.</p>
<p>Il progetto rientra negli interventi del “dopo di noi”. Gli utenti, che sono persone adulte con disabilità, sono accompagnati dagli operatori delle due cooperative e dai volontari in un percorso che sviluppa le loro autonomie e competenze. Quando perderanno i familiari a cui si appoggiano per i loro bisogni quotidiani saranno in grado di affrontare in autonomia i problemi e le prove che si troveranno a fronteggiare.</p>
<p>“Io Abito” coinvolge quest’anno 21 utenti, suddivisi in gruppi di 4 persone, che a rotazione fanno esperienza di vita comune negli appartamenti affittati dall’Itea in viale Trento e via Venezia a Rovereto. Insieme fanno la spesa, preparano la cena, tengono in ordine la casa, organizzano il tempo libero. Ogni utente mantiene nei giorni lavorativi i suoi impegni di presenza al centro diurno della Guardini o nelle aziende in cui svolge il tirocinio.</p>
<p><strong>Il convegno</strong></p>
<p>I progetti di abitare autonomo per persone con fragilità, tra cui “Io Abito”, sono stati al centro del convegno dal titolo “Abitiamoci!” organizzato dalle cooperative Guardini e Villa Maria che si è svolto nel pomeriggio presso la sala conferenze di Trentino Sviluppo in via Zeni. “Il tema del convegno - ha affermato aprendo i lavori <strong>Guido Ghersini,</strong> presidente delle due cooperative sociali - è di grande attualità e va proiettato nell’ottica del dopo di noi. Sono tanti gli attori coinvolti: gli utenti, i familiari, gli operatori, i volontari, le istituzioni, il servizio sociale”.</p>
<p>L’esperienza di “Io Abito” è stata raccontata al pubblico da <strong>Arianna Gallo e Irene Buosi</strong>, responsabili del progetto. “Negli spazi abitati protetti che frequentano - hanno detto - i ragazzi e le ragazze si allenano alla vita autonoma, aumentano la conoscenza di se stessi, migliorano la propria autostima”. È stato riportato il pensiero di una delle utenti coinvolte nel progetto: “In futuro mi piacerebbe abitare da sola, ma devo aspettare un po’ perché ci sono ancora tante cose che non so, ma con Io Abito le posso imparare”.</p>
<p>Gli utenti sono aiutati nel loro percorso da 10 educatori e 27 volontari.</p>
<p>Tra i risultati importanti del progetto, il direttore di coop Guardini, <strong>Michele Paissan</strong>, ha citato anche il coinvolgimento dei cittadini e del vicinato dei quartieri dove hanno sede gli appartamenti e le azioni di sensibilizzazione culturale che creano spirito di inclusione.</p>
<p>Molti gli interventi che si sono succeduti, che hanno permesso di mettere a fuoco anche esperienze esterne al Trentino.</p>
<p><strong>Monica Santuari e Annalisa Zerbinati,</strong> dei Servizi politiche sociali del Comune di Rovereto e della Comunità di Valle, hanno tracciato la cornice istituzionale e precisato il ruolo del servizio sociale nei percorsi dell’abitare.</p>
<p><strong>Francesco Crepaz, Luca Guandalini e Sara Gherpelli</strong>, consulenti della prima ora del progetto, hanno sottolineato il ruolo chiave interpretato dai volontari, che si sono rivelati “un valore aggiunto in termini di prossimità, empatia, condivisione, disponibilità all’ascolto, presenza costante nel tempo come figure aggiuntive di supporto e collegamento con la comunità”.</p>
<p><strong>Barbara Hueber</strong>, responsabile del Servizio Macramè di Villa Maria, ha dialogato con la volontaria <strong>Maria Grazia Cobbe</strong> cercando le risposte alla domanda: “da un punto di vista pratico cosa può fare una persona per essere un cittadino attivo?”</p>
<p><strong>Filippo Simeoni,</strong> direttore di coop Impronte, ha presentato le azioni di accompagnamento verso l’indipendenza abitativa messe in campo per i propri utenti a partire dal 2018.</p>
<p><strong>Piergiorgio Reggio</strong>, del comitato scientifico di <strong>Etika</strong>, ha parlato dell’abitare come componente essenziale per una vita indipendente e ricca di legami. Etika supporta anche economicamente in maniera significativa “Io Abito”.</p>
<p><strong>Francesco Crisafulli</strong>, responsabile del Servizio sociale per la disabilità del Comune di Bologna che ha in carico oltre 2 mila persone, ha approfondito le nuove progettualità di abitare autonomo sul suo territorio.</p>
<p><strong>Le lettere della mamma e della sorella</strong></p>
<p>Il convegno ha vissuto un momento di particolare emozione quando sono state lette le lettere indirizzate da due familiari a ragazze coinvolte in “Io Abito”.</p>
<p>Ha scritto una mamma: “Cara figlia mia, quanto sei cresciuta. Grazie a questa esperienza ti vedo cambiata. Sei più determinata, più sicura di te, più matura e, soprattutto, fai uscire quel sorriso che ammalia tutte le persone attorno a te. Io Abito è stata un’opportunità preziosa e tu sei sempre così felice e contenta nell’iniziare il percorso mensile. Certo non è stato facile anche perché, devo essere sincera, quando non sei a casa si sente e sembra manchi qualcosa. La tua energia riempie la casa!”.</p>
<p>Le parole della sorella di una utente: “Spero con tutto il cuore che realtà come Io Abito diventino la tua normalità e non mere esperienze passeggere. Ti meriti tutto il meglio che questa vita possa donarti. Grazie al confronto con gli altri sei cresciuta e hai capito quante capacità già avevi. Le hai imparate a conoscere, consolidate e ne hai acquisite nuove. Che bel bagaglio stai portando lungo il percorso che è iniziato con piccoli passi. Per il futuro ti vedo felice, ed è questa l’unica cosa che conta”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">b40bc7ec-af98-425d-8c2d-09faf9c7539c</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-il-programma-della-14a-edizione</link><title>EDUCA, presentato il programma della 14a edizione</title><description>Il festival dell’educazione affronta la “questione tempo” che sta trasformando le relazioni educative e sociali con più di appuntamenti tra laboratori sull’intelligenza artificiale, lezioni magistrali, spettacoli, proiezioni, incontri</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/r2shyhhf/conferenza-stampa-educa.png" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-il-programma-della-14a-edizione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1462</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>EDUCA è la manifestazione che rimette al centro l’attenzione collettiva all’educazione. Dal 19 al 21 aprile 2024, in palazzi, giardini, in corso Bettini chiuso al traffico per l’occasione e nel teatro di Rovereto (TN), sono in programma un centinaio di appuntamenti con lezioni magistrali e dialoghi con più di 100 esperti nazionali, laboratori formativi, presentazioni, spettacoli, attività animative e dialoghi tra generazioni per la 14° edizione di EDUCA.</p>
<p>Tra gli ospiti: Michelangelo Pistoletto, protagonista dell’Arte Povera, considerato uno degli esponenti italiani più rilevanti del panorama artistico contemporaneo; lo scrittore di libri di montagna Francesco Vidotto; il cantautore Lucio Corsi, una delle personalità musicali più interessanti della sua generazione che mescola il cantautorato al folk pop e al glam rock; Riccardo Corradini, il primo studente al mondo a partecipare al programma Erasmus nella striscia di Gaza; Stefano Laffi, economista e sociologo che svolge da 30 anni attività di ricerca sociale.</p>
<p><strong>TEMA DELLA 14a EDIZIONE DI EDUCA “QUESTIONE DI TEMPO”.</strong></p>
<p>“Non ho tempo” è forse la frase che diciamo più spesso nell’arco della giornata, stretti tra impegni di cura, di lavoro e sociali. I genitori cercano di destreggiarsi tra l’accompagnare i figli a scuola, poi a sport o a musica, aiutarli nei compiti, partecipare agli incontri di classe, assistere alle partite e ai saggi e intanto lavorare, fare la spesa, cucinare… Per non parlare poi di quando la scuola chiude per i mesi estivi in cui le cose si complicano ulteriormente. Anche bambini e ragazzi hanno agende quotidiane sempre fitte di impegni che occupano ogni ora della loro giornata. “Siamo consapevoli di essere immersi in una transizione radicale del mondo per effetto delle trasformazioni – per altro velocissime - tecnologica, demografica, economica e ambientale – afferma Paola Venuti prorettrice per la didattica dell’Università di Trento e coordinatrice scientifica del festival EDUCA. Quello che forse non abbiamo messo ancora a fuoco è l’impatto che queste trasformazioni hanno sul nostro “tempo”, tempo che rappresenta una variabile fondamentale delle relazioni educative e sociali. Basti pensare alle tecnologie che, nel renderci costantemente connessi, hanno rotto i confini del lavoro e cambiato il tempo libero, al punto che viviamo situazioni quasi paradossali: rinunciamo, ad esempio, andare al cinema o a teatro – luoghi collettivi di fruizione culturale – perché gli spettacoli sono lunghi, raggiungere quei luoghi ci richiede</p>
<p>tempo, per poi magari passare ore sul divano a sciropparci una puntata dietro l’altra di una serie tv o a zappingare da un programma all’altro. Non avere messo a fuoco collettivamente “la questione tempo” - sottolineato Venuti - è un problema perché comunque gli effetti, non governati, della sua trasformazione ci sono, eccome, nella vita delle persone e spesso producono una sofferenza vissuta individuale. Basti pensare al ritiro sociale dei giovani e non solo, abbinato all’abbandono di qualsiasi altra occupazione, formativa o professionale; allo stress da iperattività e al disagio psicologico crescente, al costante aumento delle ore trascorse sui social.” Per evitare che questa fatica, come già troppo spesso accade, si trasformi in sofferenza vissuta individualmente, occorre cogliere e coltivare collettivamente i desideri di un cambiamento che riguardano innanzitutto il significato del tempo e quindi la sua organizzazione. Educa vuole contribuire a questa ricerca di senso sul tempo come elemento essenziale delle relazioni educative e alla costruzione di strategie di cambiamento condivise offrendo spazi di incontro, dialogo, suggestioni che intrecciano teoria ed esperienze. “Un obiettivo ambizioso di fronte ad un tema molto complesso – sottolinea la vicepresidente e assessore all’Istruzione alla Provincia Autonoma di Trento – che il festival saprà raggiungere perché aggrega le intelligenze e le competenze eccellenti messe in campo dai promotori e dal board scientifico, ma anche perché fa emergere e valorizza le buone pratiche e le innovazioni che maturano sul territorio: nelle scuole, nei musei e nelle biblioteche, nelle cooperative sociali e nelle associazioni”. “E in questa logica di alleanza territoriale, afferma Francesca Gennai, presidente di Consolida - che si inserisce la cooperazione – dal sociale, credito, consumo fino alla federazione - che contribuisce al festival fin dalla prima edizione nella consapevolezza che l’educazione, non solo sia una responsabilità di tutti, ma che rappresenti la leva principale per il futuro delle comunità. Il tema di questa edizione ci offre poi una preziosa chiave di lettura per rafforzare il dialogo e la collaborazione interistituzionale tra cooperazione sociale, servizi all’infanzia, scuole e servizi sociali in una logica di continuità del lavoro educativo e di accompagnamento ai percorsi di crescita”.</p>
<p>Giulia Robol, sindaca di Rovereto: “Ogni anno insegnanti, educatori e genitori con bambini e ragazzi partecipano ai numerosi appuntamenti del festival: dimostrazione che formazione ed educazione sono temi che interessano ogni fascia della popolazione e ogni età. Rovereto nell'ambito di Educa valorizza la propria progettualità formativa ed educativa: scuole, istituti ed enti, dai nidi agli indirizzi superiori, hanno la possibilità di confrontarsi con esperti nazionali e locali in grado di stimolare riflessioni e di mettere in campo competenze innovative. Educa accompagna la città di Rovereto da 14 anni ed è un appuntamento sempre molto atteso da migliaia di persone che animano la città e il suo corso principale: corso Bettini. Rovereto si conferma nella sua vocazione di città da sempre legata al valore e all'investimento in formazione, educazione e cultura, forze motrici di conoscenza e sviluppo della nostra comunità.”</p>
<p><strong>IL PROGRAMMA</strong></p>
<p>Venerdì 19 aprile, dopo la mattinata dedicata esclusivamente agli studenti, iniziano gli appuntamenti aperti a tutti che declinano la “Questione Tempo” in vari filoni: il tempo nei diversi contesti educativi, intelligenza artificiale, l’equilibrio tra il tempo dell’io e del noi, e del noi e il mondo, insieme ad esperti di discipline differenti provenienti da Università e centri di ricerca nazionali, ma anche artisti ed esponenti della cultura.</p>
<p><strong>INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong></p>
<p>Chatgpt e tutti gli altri chatbot, sono solo gli ultimi sviluppi tecnologici che rischiano di spiazzare scuole e famiglie. Sui rischi e le opportunità educative e formative rispondono una serie di appuntamenti a partire dalla lectio magistralis di Michelangelo Pistoletto, che esplora le implicazioni etiche, filosofiche e artistiche di questa nuova dimensione virtuale che la mente umana ha creato per comprendere l'universo (venerdì 19, ore 18 Sala Fondazione Caritro Palazzo del Bene). In tutta la giornata di sabato poi laboratori per insegnanti ed educatori in cui sperimentare l’IA a fini didattici come strumento utile all’apprendimento delle lingue, della storia, della filosofia e lo sviluppo della creatività, oltre a laboratori sul tema dedicati ai genitori. Sempre sabato il focus dedicato a rischi e opportunità dell’IA che riunisce tre dei principali enti di ricerca e formazione in Trentino che si stanno dedicando al tema: Fondazione Bruno Kessler, Università e Dipartimento Istruzione della Provincia (sabato 20, ore 15 Aula Magna Palazzo Piomarta).</p>
<p><strong>A OGNUNO IL SUO TEMPO</strong></p>
<p>Qual è il significato che bambini e ragazzi danno al tempo e come lo usano? E i loro insegnanti? A questi interrogativi rispondono due ricerche condotte dal Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento e da Iprase. Tre appuntamenti in successione uniti tra loro dal monologo teatrale di Fabio Filosofi, approfondiscono poi, attraverso contributi scientifici ma anche buone pratiche, il tempo di educare nei diversi contesti: a scuola con “Avanguardie educative” di Indire sul tempo della didattica (domenica 21, ore 9.30 Aula Convegni Palazzo Fedrigotti); nel tempo libero, in particolare nel periodo estivo, con affondi sull’outdoor education ma anche sull’accessibilità per bambini con bisogni educativi speciali con, tra gli altri, Barbara Romano della Fondazione Agnelli (domenica 21, ore 10.45 Aula Convegni Palazzo Fedrigotti); infine, in famiglia con Michele Marangi autore di “Addomesticare gli schermi” e Marco Crepaldi presidente dell’associazione nazionale Hikikomori (domenica 21, ore 12, Aula Convegno Palazzo Fedrigotti). In questo filone tematico si inseriscono anche gli appuntamenti dedicati alle transizioni dei ragazzi e dei giovani e di come gli adulti li accompagnino in queste scelte, ad esempio quelle del loro percorso scolastico o verso il mondo del lavoro. In programma: la lectio magistrale di Stefano Laffi di Codici (sabato 20, ore 10 Sala Convegni Palazzo Fedrigotti); il focus su metodologie e strumenti utili per insegnanti e educatori (sabato 20, ore 11.15 Sala Convegni Palazzo Fedrigotti); i laboratori per genitori e un dialogo sul “tempo sospeso” che spesso si apre nel passaggio tra scuola e mondo del lavoro per gli studenti con disabilità o con fragilità. Lo scrittore Francesco Vidotto e il filosofo Paolo Costa accompagnano invece il pubblico di Educa con i loro libri in una ricerca del sé, del proprio tempo che per loro si è realizzata attraversando i contesti montani (domenica 21, ore 15.45 Salotto corso Bettini). Lucio Corsi, giovane cantautore toscano che si è affermato sulla scena cantautoriale per il suo stile originale, porta a Rovereto “La gente che sogna tour”, la colonna sonora di un sogno a occhi aperti, una musica a cavallo tra utopia e mistero, realtà e immaginazione, in un vortice di note che porta ogni spettatore a danzare in compagnia dell’artista e delle proprie ombre.</p>
<p><strong>TRA NOI E IL MONDO</strong></p>
<p>Come l’umanità concilia il suo tempo con quello della natura e dell’ambiente? Come il tempo si declina nell’incontro tra culture? C’è un tempo “pubblico” che ci impegna per la salvaguardia dell’ambiente, per la pace, per il bene comune? I temi sono affrontati dal laboratorio “Affresco del clima” per creare una mappa visuale e concettuale (domenica 21, ore 14.30 Aula didattica partecipativa 1 Palazzo Piomarta); dal focus “Tempo pubblico, tempo privato: una questione di genere”, con Tania Cappadozzi di Istat, Maria Luisa Gnecchi, già vicepresidente Inps e Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento (sabato 20, ore 15 Aula 12 Palazzo Piomarta). E ancora, dalla proiezione del documentario “Erasmus in Gaza”, vincitore del David di Donatello per il miglior cortometraggio, che narra la storia di Riccardo Corradini, giovane roveretano, primo studente al mondo a partecipare al programma Erasmus nella striscia di Gaza. Al documentario segue la testimonianza del protagonista che racconta le ragioni di questa scelta di formazione e quelle professionali che ne sono seguite (sabato 20, ore 18 Teatro Zandonai). Il festival si concluderà con la lezione magistrale di Peppino Ortoleva “Segni dei tempi”, dove un antropologo del presente che da molti anni abita e osserva la scuola e i media, invita a leggere realtà e tendenze per capire da dove si viene e, soprattutto, dove si sta andando (domenica 21, ore 17.30 Aula Convegni Palazzo Fedrigotti).</p>
<p><strong>ATTIVITÀ ANIMATIVE PER FAMIGLIE</strong></p>
<p>Laboratori, piccoli spettacoli e giochi, proposti da musei, biblioteche, cooperative sociali e associazioni, animano per due giorni, sabato 20 e domenica 21, corso Bettini, chiuso al traffico per l’occasione. Un’opportunità per bambini e ragazzi di divertirsi e imparare con i loro coetanei e i loro genitori, tra luna park virtuali e reali, giochi di squadra, letture animate, fablab tecnologici, esperimenti di fisica, favole e musica. Domenica 21 il corso sarà attraversato dalla performance su trampoli e a terra “World of Wonder” di Teatro per Caso (ore 11.30-12 e 17.30-18), mentre venerdì 19 inaugura nel Salotto di corso Bettini “In-ter-vàl-li”, un nuovo format di EDUCA per valorizzare la dimensione plurale che trova nella forma della rivista – più voci, più punti di vista – uno strumento perfetto. Tra i protagonisti: Internazionale Kids, Jacobin Italia, Digiti, Officina, Altreconomia e La Chiave di Sophia.</p>
<p><strong>L’INTRECCIO CON EDUCA IMMAGINE</strong></p>
<p>Agli appuntamenti di EDUCA, si intrecciano gli incontri, i laboratori, le mostre e le proiezioni di EDUCA IMMAGINE, la 5° edizione del festival dell’educazione ai media, nato nell’alveo del Piano Cinema per la scuola del MiM e del MiC, promosso da Trentino Film Commission, organizzato da Consolida in collaborazione con i partner di EDUCA e il sostegno di Fondazione Caritro e Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto. Il festival ha inoltre il patrocino di Rai Trentino e come media partner: Dire, Rai Cultura e The Hot Corn.</p>
<p>La partecipazione agli eventi è gratuita e libera fino ad esaurimento posti.</p>
<p>Per alcuni appuntamenti l’iscrizione è obbligatoria.</p>
<p>Info: 342 1281843 (dal lunedì al venerdì, ore 9-17), info@educaonline.it</p>
<p>www.educaonline.it</p>
<p>EDUCA è promosso da Provincia autonoma di Trento, Università degli Studi di Trento e Comune di Rovereto, organizzato da Consolida con la supervisione per la formazione di Iprase, il supporto scientifico di Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Demarchi e il sostegno di Federazione Trentina della Cooperazione, Casse Rurali Trentine e Coop Trentino Sait. Direzione parte artistica: ImpactHub Trentino.<br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Educa</author></item><item><guid isPermaLink="false">fcea9f3a-fe08-409b-845d-1d639e2911f0</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-al-via-la-call-per-le-candidature-alla-xiv-edizione-del-festival</link><title>EDUCA: al via la call per le candidature alla XIV edizione del Festival</title><description>Torna nella primavera 2024 EDUCA, il festival dell’educazione che dal 19 al 21 aprile porterà a Rovereto esperti e testimoni di buone pratiche, sia dal Trentino che dal territorio nazionale, per riflettere sulla dimensione del tempo nelle relazioni educative e sociali</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/saapk3cy/educa.png" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-al-via-la-call-per-le-candidature-alla-xiv-edizione-del-festival" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1753</width><height>840</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Il modo in cui il tempo viene percepito e rappresentato è diverso a seconda della prospettiva che si assume - individuale o collettiva, ciclica o lineare, quantitativo o qualitativo, ecc. – ed è fortemente influenzato da fattori ambientali, psicologici, storici, culturali. <br />Negli ultimi decenni, con una crescente accelerazione dovuta alle trasformazioni tecnologica, ambientale e demografica, la visione sociale del tempo è sempre più spostata in una prospettiva quantitativa, misurabile soprattutto in termini produttivi. Questa visione ha un impatto potente sulle relazioni educative e sociali con effetti di cui forse non siamo ancora pienamente consapevoli.<br />Le grandi dimissioni dal lavoro, il ritiro sociale abbinato all’abbandono di qualsiasi altra occupazione, formativa o professionale che sia, lo stress da iperattività, il costante aumento del tempo trascorso sui social soprattutto nelle fasce di età più giovani, sono solo alcuni dei segnali di un cambiamento che riguarda, prima ancora che l’organizzazione, il significato che diamo al tempo. Questa risignificazione pur essendo un fenomeno sociale, è vissuta – a volte anche con sofferenza - prevalentemente a livello individuale. <br />Il Comitato promotore di EDUCA, (composto dalla Provincia autonoma di Trento, dall'Università degli Studi di Trento e dal Comune di Rovereto) ha perciò deciso di dedicare la prossima edizione del Festival, che si terrà dal 19 al 21 aprile 2024 a Rovereto, proprio a questa trasformazione del “tempo” come elemento centrale dei processi e delle relazioni educative per offrire opportunità di indagare, approfondire, far emergere buone pratiche e confrontarsi nella prospettiva di una “presa in carico” collettiva. <br />Il Comitato è già impegnato nella costruzione del programma con il contributo scientifico di Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Franco Demarchi e IPRASE.<br /><br /><strong>CALL FOR EDUCA</strong><br />La rappresentazione dell’educazione come bene comune ha portato, negli anni ad aprire a reti e soggetti diversificati, a livello locale e nazionale, al fine di dare visibilità e diffusione alle sperimentazioni pedagogiche e alle innovazioni che si producono dentro ai luoghi dell’educare e del vivere comune (la scuola, le famiglie, le associazioni e le cooperative, i centri sportivi, i musei e le biblioteche, gli spazi comuni dei quartieri, dei paesi e delle città). <br />Di qui la chiamata a partecipare rivolta a tutte le organizzazioni e agli enti educativi e culturali interessati a contribuire alla realizzazione del Festival, portando riflessioni e pratiche maturate all’interno dei rispettivi contesti attraverso laboratori o attività d'animazione.<br />Esperienze e saperi che declinino in modo innovativo il tema della XIV^ edizione del festival, rispetto al quale Comitato e Board scientifico hanno anche elaborato alcune direttrici di interesse:<br /><br />a) il significato del tempo: come è cambiato socialmente e tra generazioni;<br />b) gestione del tempo tra scuola, famiglia e altri contesti educativi e le esigenze dei sistemi produttivi;<br />c) i tempi dell’apprendimento tra singolarità e gruppi;<br />d) l’impatto dei social sulla percezione e l’uso del tempo;<br />e) il tempo nella e della didattica tra programmazione, organizzazione, strumentazione e pedagogia;<br />f) il tempo nelle culture e nei processi di inclusione;<br />g) il tempo delle transizioni: nei passaggi dei percorsi di vita e tra storia individuale e storia collettiva;<br />h) il tempo della sostenibilità tra esigenze dei sistemi produttivi e della natura.<br /><br />Alla call hanno risposto negli anni scorsi oltre 300 organizzazioni. La scadenza per la candidatura è il 15 dicembre 2023 e va presentata compilando uno dei form pubblicati sul sito <a href="http://www.educaonline.it">www.educaonline.it</a>.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Educa</author></item><item><guid isPermaLink="false">086805b1-8e19-4b4d-9149-b9eb1131c96f</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-diamoci-del-noi</link><title>Cooperative a scuola: laboratori per lo sviluppo di capacità</title><description>Durante l'incontro con Piergiuseppe Ellerani, proposto dalla Federazione questo pomeriggio a Educa, emerge come le associazioni cooperative scolastiche siano una pratica educativa orientata a democrazia, cittadinanza attiva e gestione del bene comune, uno spazio dove ragazzi e ragazze possono imparare ad agire.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/p3xbx1an/trentini-ellerani-giuliani-caldera.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-diamoci-del-noi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4080</width><height>3060</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'Acs - associazione cooperativa scolastica è una pratica educativa co-progettata, che coinvolge insegnanti, ma anche studenti e studentesse, fondata su una stretta relazione con il contesto. E queste sue caratteristiche consentono di dare vita a un'esperienza unica, realizzata su misura partendo dalle specifiche esigenze di ogni classe, rispettando peculiarità, differenze, e rendendo ogni persona corresponsabile del lavoro che viene svolto dal gruppo.</p>
<p>Ma oggi, in un'epoca in cui l'intelligenza artificiale ci offre ogni tipo di risposta, ha ancora senso portare a scuola la pratica cooperativa? Da questa domanda è partito l'incontro "Diamoci del NOI: ACS capacitanti per educare al NOI" con <strong>Piergiuseppe Ellerani</strong>, professore associato all’Università del Salento, proposto questo pomeriggio a Rovereto dall'Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione nell'ambito della 13esima edizione di Educa.</p>
<p>"L'appuntamento di oggi - commenta <strong>Jenny Capuano</strong>, responsabile dell'Area - ha offerto la possibilità di socializzare riflessioni e analisi su questo strumento, individuando glu elementi caratterizzanti che rendono le Acs una pratica educativa di senso".</p>
<p>In dialogo con docenti, dirigenti scolastici, studenti e studentesse universitarie, Ellerani ha analizzato le trasformazioni che avvengono nelle classi grazie al lavoro cooperativo, il ruolo delle e dei docenti, e la creazione di un clima favorevole a un apprendimento consapevole. </p>
<p>"L'apprendimento è una pratica sociale - ha spiegato Ellerani - per cui il lavoro nelle Acs favorisce la pratica educativa. Ma non solo, le associazioni cooperative scolastiche sono contesti capacitanti, ovvero spazi che consentono a ragazzi e ragazze di diventare coscienti della loro capacità di agire, competenza fondamentale per imparare, crescere e trasformarei contesti".</p>
<p>L'esperienza nelle scuole, trentine ma non solo, è stato presentato da <strong>Sara Caldera</strong> e <strong>Arianna Giuliani</strong>, che per la Federazione seguono i progetti delle associazionicooperativescolastiche. </p>
<p>Sull’esperienza delle ACS, l'Area ha pubblicato nel 2022, con la casa editrice Erickson, una guida e tre toolkit per aiutare i e le insegnanti, dalle elementari alle superiori, a portare questo strumento nelle loro classi.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">09f4e518-e5d9-461b-a895-2c7e3d04aadb</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-laboratorio-bricks-for-school</link><title>EDUCA: giocare per pensare</title><description>Stamani, a Educa, il laboratorio "Bricks for school", proposto dall'Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione. A usare i famosi mattoncini colorati come mezzo per esprimere idee e dinamiche, i 23 studenti e studentesse della II della Scuola primaria La Vela di Rovereto</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/1euhw5zg/bricks-for-school.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-laboratorio-bricks-for-school" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4080</width><height>3060</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Vincere una partita grazie al gioco di squadra. Studiare insieme per il compito di matematica. Ma anche litigare perché si hanno idee diverse, ma, in fondo, gioire del piacere di condividere pensieri ed esperienze. È questo il piacere del cooperare secondo i 23 studenti e studentesse della II della Scuola primaria La Vela di Rovereto che stamani hanno partecipato al laboratorio "Bricks for school", proposto a Educa dall'Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione. <br />Dopo un primo momento durante il quale sono state raccontate alcune storie, ai e alle giovani partecipanti è stato chiesto di esprimere, attraverso costruzioni realizzate con i famosi mattoncini colorati, gli aspetti per loro più significativi e, successivamente, di trovare le possibili connessioni tra i diversi punti di vista. <br />"Il metodo Lego Serious Play - commenta la responsabile dell'Area <strong>Jenny Capuano</strong> - consente di fare emergere immaginari e riflessioni, creando ambienti collaborativi, solidali e impegnati su obiettivi comuni e condivisi".<br />Al termine dell'incontro, coordinato dalle esperte di educazione cooperativa dell'Area in collaborazione con l'insegnante Anika Franceschini, i gruppi di lavoro hanno presentato alle e ai compagni le proprie riflessioni, mettendo in luce sia le difficoltà emerse che le cose apprese durante il confronto.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">4252ea55-105d-4492-b16f-8a84572be974</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-immagine-a-rovereto</link><title>Educa Immagine, a Rovereto dal 14 al 16 aprile</title><description><![CDATA[Sofia Viscardi, Nicola Conversa, Tommy Cassi, Alberto Pellai, Veronica Barassi, Mattia Salvia, Elia Bombardelli , Thalita Malagò. Ma anche laboratori, seminari, incontri con esperti del mondo dell’entertainment e dei media.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/cjlok0p0/educaimmagine.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-immagine-a-rovereto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>1169</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E poi loro, alcuni coprotagonisti e sceneggiatori della serie cult, vero fenomeno mediatico, "Mare Fuori". Stiamo parlando di Educa Immagine che, accanto al più vecchio - anagraficamente parlando - Festival Educa, animerà dal 14 al 16 aprile Rovereto. Due festival ma un solo tema, entrambi infatti declineranno i "Nuovi alfabeti. Costruiamo il lessico del futuro", attraverso dialoghi con esperti, proiezioni, laboratori formativi, lezioni, musica, cinema e presentazioni per giovani e famiglie.<br />Educa Immagine è promosso da Trentino Film Commission in collaborazione con i partner di EDUCA e organizzato da Consolida e nasce nell’alveo del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la scuola del MiC e del MIM.</p>
<p>Anche questa edizione sarà animata da proiezioni, laboratori e incontri con esperti nazionali. Dal cinema ai social network, dai videogiochi alla serata dedicata all’enorme successo della serie "Mare Fuori": tante saranno le tematiche su cui confrontarsi, tutte organizzate con l’obiettivo di sviluppare il pensiero critico e di diventare cittadini consapevoli e attivi per imparare a orientarsi nell'epoca del pensiero visuale.         </p>
<p>Tra i molti eventi si segnala: il panel dal titolo "L’insostenibile leggerezza dei social" (venerdì 14 aprile ore 21.00, Sala Conferenze Mart) con Nicola Conversa, Tommy Cassi (@tommycassi), Alberto Pellai e moderato dal giornalista e direttore di Hot Corn Andrea Morandi, dedicato all’uso che i nativi digitali fanno dei social media; il panel "Schermo, schermo delle mie brame" (sabato 15 aprile ore 18.00, Aula Magna Palazzo Piomarta) con Sofia Viscardi, Chiara Maiuri moderato da Vincenzo Marino, un dialogo con una delle più note web creator italiane sulla nuova tendenza dei social a promuovere l’accettazione di sé e la celebrazione dei corpi di qualsiasi forma, dimensione o aspetto.             <br />Altro appuntamento il panel "L’educazione sessuale ai tempi dei social" (sabato 15 aprile ore 11.30, Aula Magna Palazzo Piomarta): un dialogo per contestualizzare le principali nuove sfide del ruolo del genitore sui temi della sessualità sul web e sui social; infine la serata dedicata a "Mare Fuori" (sabato 15 aprile, ore 20.45, Teatro Zandonai) che sarà l’occasione per riflettere insieme ai suoi protagonisti su come un prodotto televisivo si possa trasformare in un fenomeno mediatico e generazionale.</p>
<p>Educa Immagine è promosso da Trentino Film Commission, organizzato da Consolida in collaborazione con i partner di Educa, il contributo di Caritro e il sostegno di Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto e Dire Giovani, Rai Cultura e Hot Corn come media partner. Il festival è un’iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MiM.</p>
<p>Gli incontri sono gratuiti maggiori informazioni sul sito <a href="http://www.educaimmagine.it/">www.educaimmagine.it</a></p>
<p><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">d9d37912-430f-4b08-8f16-e5780251121a</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-tre-giorni-due-festival-un-solo-tema</link><title>Educa: 3 giorni, due Festival, un solo tema</title><description><![CDATA[<p>A Rovereto dal 14 al 16 aprile più di 100 appuntamenti per parlare di educazione e di “NUOVI ALFABETI”</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/sxshqlrr/educa.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-tre-giorni-due-festival-un-solo-tema" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>710</width><height>419</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lezioni magistrali e dialoghi con esperti nazionali, laboratori formativi, ma anche letteratura, musica e cinema e tante attività animative per bambini, ragazzi e famiglie. Saranno davvero moltissime le proposte che per tre giorni occuperanno palazzi, teatri e le strade di Rovereto grazie alla partnership tra il Festival EDUCA, giunto alla sua 13a edizione e Educa Immagine che per il quarto anno offre approfondimenti sull’educazione all’immagine ai social.<br /><br />Quello che unisce i due festival – affermano i promotori - è il comune interesse per l’educazione, vissuta come dimensione vitale delle relazioni e leva per lo sviluppo delle comunità. Entrambi i festival declinano il tema del 2023 “NUOVI ALFABETI Costruiamo insieme il lessico del futuro”.<br /><br /><strong>Paola Venuti, prorettrice per la didattica dell’Università di Trento </strong>spiega: “siamo partiti dal rischio che la nostra si trasformi nella società dell’indifferenza e dell’isolamento o, al contrario, dell’aggressività e dell’aggressione. Ne sono segni evidenti le frasi che troppo sentiamo ripetere “Non mi riguarda”, “non mi interessa”, ma anche il sensibile aumento del cosiddetto ritiro sociale che colpisce giovani, ma anche adulti.  Fenomeni che si alternano ad opinioni, spesso individuali, urlate, anche quando in buona fede, dietro una tastiera o manifestate con gesti pubblici eclatanti, quando non addirittura con azioni violente. Con i due festival vogliamo offrire occasioni per capire le ragioni della trasformazione in atto, dare strumenti al mondo della scuola e delle altre agenzie educative e alle famiglie per affrontarla, ma anche dare spazio ai tanti slanci innovativi, alle energie e agli impegni condivisi che pure ci sono.” <br /><br />“È a scuola e con la scuola, insieme ai suoi protagonisti - sottolinea <strong>Mirko Bisesti, assessore provinciale all’Istruzione e alla cultura</strong> - che si possono costruire spazi di dialogo e di incontro, ricercare nuove modalità di confronto e di ascolto per costruire insieme il lessico del futuro. Il festival EDUCA, tradizionalmente e in questa edizione ancora di più, ha messo la scuola al centro offrendo occasioni di formazione sulla didattica e sulle collaborazioni con il territorio e con le diverse agenzie educative, ma ha dato spazio e valorizzato le tante sperimentazioni e innovazioni che maturano in Trentino. A questo Educa Immagine ha aggiunto un preciso e fondamentale approfondimento dell’educazione ai media, in particolare ai social che sappiamo essere diventati i principali strumenti di informazione e relazione dei giovani e richiedono a docenti e genitori nuove competenze, non tanto tecniche ma educative per poter accompagnare studenti e figli.”<br /><br /><strong>Giulia Robol, vicesindaca del Comune di Rovereto</strong>, ha sottolineato come non sia un caso che tutto ciò accada nella città della Quercia che da anni investe su istruzione e cultura: “a Rovereto si concentrano eccellenze in questo ambito e con EDUCA valorizziamo il capitale della nostra Provincia; al tempo stesso ospitiamo esperti che possono stimolare ulteriori innovazioni. Siamo inoltre particolarmente orgogliosi dello spazio che i due festival riservano quest’anno ai giovani dando voce alle loro visioni, sperimentazioni. Solo da un incontro tra generazioni può nascere un nuovo linguaggio e una comune visione di futuro.”<br /><br />“La cooperazione – ha affermato <strong>Roberto Simoni, presidente di Cooperazione Trentina</strong> - ha condiviso fin dall’inizio l’idea su cui poggia il festival ovvero che l’educazione sia una responsabilità di tutti e rappresenti il più grande investimento che una comunità può fare sul suo sviluppo. Il sostegno al festival, che coinvolge molte parti del mondo cooperativo, non è solo in termini di risorse economiche ma anche e soprattutto un contributo di esperienze, competenze e progetti in ambito educativo.”</p>
<p><strong>Il programma di EDUCA</strong></p>
<p>Più di 30 gli incontri formativi e divulgativi con esperti provenienti da diverse Università italiane e Centri di ricerca; oltre 40 laboratori e attività animative per bambini, ragazzi e famiglie, e ancora concerti, mostre e presentazioni di libri. Un programma ricco che declina il tema dei NUOVI ALFABETI, mettendo al centro alcune parole chiave per il futuro, quali sostenibilità, inclusione, cittadinanza e partecipazione. Molte le proposte formative per insegnanti ed educatori costruite con la supervisione scientifica di IPRASE che varranno ai fini dell’aggiornamento del personale scolastico: dall’innovazione didattica e inclusiva agli redesign degli ambienti di apprendimento e dei servizi all’infanzia, dalla valutazione per accompagnare i percorsi di crescita. Il programma è on line su www.educaonline.it.</p>
<p><strong>Il Programma di Educa Immagine </strong></p>
<p><strong>Luca Ferrario, direttore di Trentino Film Commission e curatore artistico di Educa Immagine</strong>, ha evidenziato come il programma del festival dell’educazione ai media sia quest’anno più ricco e vario rispetto alle edizioni precedenti: “verranno toccati diversi temi legati al mondo del cinema e dei media sempre facendo attenzione al loro rapporto con la società, la scuola e le nuove generazioni. Avremo proiezioni, incontri con esperti, laboratori, realtà virtuale e anche una mostra sui meme. Una serie di appuntamenti che speriamo possano essere utili per fermarsi, confrontarsi e orientarsi all’interno di un mondo in continua e rapida evoluzione.”  Il programma è on line su www.educaimmagine.it</p>
<p>EDUCA è promosso da Provincia Autonoma di Trento, Università degli Studi di Trento e Comune di Rovereto, organizzato da Consolida con la supervisione per la formazione di IPRASE, il supporto scientifico di Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Demarchi e il sostegno di Federazione trentina della Cooperazione e delle Casse Rurali Trentine e Coop Trentino – Sait.</p>
<p>Educa Immagine è promosso da Trentino Film Commission, organizzato da Consolida in collaborazione con i partner di Educa, il contributo di Caritro e il sostegno di Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto e Dire Giovani, Rai Cultura e Hot Corn come media partner. Il festival è un’iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MiM.<br /><br />Fonte: Ufficio stampa PAT<br /><br /></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a723a4ac-90bd-4a86-93af-7ed520ae26fe</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-scuole</link><title>Educa Scuole</title><description><![CDATA[<p>Laboratori sul rispetto, giochi di ruolo, bricks for school con i mattoncini Lego, nel programma per le scuole del festival dell’educazione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/uofn5vyg/educa-2023.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-scuole" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dare ai protagonisti di domani opportunità di partecipazione ed espressione, di sperimentazione e di incontro: con questo obiettivo il Comitato promotore e il Board scientifico di Educa, con la supervisione formativa di Iprase, organizzano un’intera mattinata, venerdì 14 aprile, di appuntamenti, arricchiti dalle proposte di Educa Immagine, esclusivamente dedicati a bambini, ragazzi e adolescenti, da vivere tra coetanei e con insegnanti ed educatori.</p>
<p>Sul tema “Nuovi Alfabeti. Costruiamo insieme il lessico del futuro” sono state individuate alcune parole chiave che hanno guidato la costruzione dei laboratori e delle attività, selezionate tra le tante proposte arrivate da associazioni del terzo settore, non solo trentine. Sul rispetto sono in programma laboratori, curati dal Servizio Istruzione della Provincia, per tutti gli studenti, dai 6 ai 19 anni, per imparare a gestire i conflitti attraverso strategie utili e divertenti come "la scultura di classe", "cerchi concentrici", "gossip delle risorse", "nodi umani", "marshmallow challange", a cura di Provincia autonoma di Trento e progetto Tasc. Sulla Cooperazione entrano in gioco i mattoncini Lego che applicando la metodologia Lego Serious Play insegnano a creare in classe ambienti collaborativi, solidali e impegnati su obiettivi comuni e condivisi, a cura della Federazione Trentina della Cooperazione. La Sostenibilità è al centro di laboratori, letture animate e storie sonorizzate per i piccoli della scuola dell’infanzia e del game play per creare una startup in ambito Life Science. Identità e Inclusione si trovano nei giochi di ruolo e di manualità con tecniche come calligramma e collage, per i bambini della primaria; nei laboratori di stampa calcografica, nei giochi e test computerizzati per calarsi nei panni delle persone non vedenti per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado; negli incontri, per costruire un linguaggio gentile e rispettoso o imparare a leggere l’attualità attraverso la lente dei mercati finanziari, a cura di Fondazione Caritro. Educa Immagine propone invece proiezioni del cortometraggio d’animazione in stop motion “Lost&amp;Found”, del cortometraggio “Searching for Sugar Man” e del film “Arrival” seguiti da laboratori di alfabetizzazione e analisi del linguaggio cinematografico oltre agli incontri su giornalismo social e disinformazione e i mestieri del videogioco per i ragazzi nella fascia d’età 14-19 anni.</p>
<p>Il ricco programma, che negli anni pre-covid, ha coinvolto più di 1.400 studenti, mette al centro dell’attenzione i ragazzi che diventano non solo fruitori ma anche i protagonisti della sfida di argomentazione “a suon di parole” e dello spettacolo alla scoperta dell’entropia realizzato dagli studenti di 5 scuole per i coetanei della scuola secondaria di secondo grado.</p>
<p>EDUCA è la manifestazione che rimette al centro l’attenzione collettiva all’educazione. Dal 14 al 16 aprile, in palazzi, giardini e nel teatro di Rovereto, sono in programma incontri, presentazioni, spettacoli e dialoghi tra generazioni per la XIII edizione di Educa, a cui si intrecciano i laboratori, le mostre e le proiezioni di Educa Immagine, la IV edizione del festival sull’educazione ai media (nato nell’alveo del Piano Cinema per la scuola del MiM e del MiC) con un focus su cinema, social media e tecnologie.</p>
<p>La partecipazione agli eventi è gratuita. L’iscrizione è obbligatoria.</p>
<p>Info: 342 1281843 (dal lunedì al venerdì, ore 9-17), info@educaonline.it</p>
<p>www.educaonline.it</p>
<p>Educa è promosso da Provincia Autonoma di Trento, Università degli Studi di Trento e Comune di Rovereto, organizzato da Consolida con la supervisione per la formazione di Iprase, il supporto scientifico di Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Demarchi e il sostegno di Federazione trentina della Cooperazione e delle Casse Rurali Trentine e Coop Trentino – Sait.</p>
<p>Educa Immagine è promosso da Trentino Film Commission, organizzato da Consolida in collaborazione con i partner di Educa, il contributo di Caritro e il sostegno di Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto e Dire Giovani, Rai Cultura e Hot Corn come media partner. Il festival è un’iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MiM.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Educa</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">fecfcb03-f690-4c4b-a4d3-7248eb0bb0fd</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/scuola-aperta-e-comunita-educante</link><title>Scuola aperta e comunità educante</title><description>Insieme a quella ecologica, serve una transizione educativa, che abbia al centro la scuola delle opportunità. Una scuola che insegni ad imparare, più che delle singole discipline, connessa con tutte le realtà del territorio che abbiano a cuore il futuro dell’umanità.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/o2jf3h03/buone-pratiche-copia-scaled-1170x781.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/scuola-aperta-e-comunita-educante" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3893</width><height>2598</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Al centro della comunità educante c’è una scuola aperta al territorio, che sappia offrire opportunità e non solo competenze e conoscenze. Che aiuti ragazzi e ragazze ad uscire dalla ferocia della percezione di mancanza di senso, che abbia il fine di insegnare ad imparare, inserita in una rete di collegamento e co-azione con tutte le realtà del territorio che abbiano a cuore il futuro dell’umanità.</p>
<p>Questo è quanto emerso dall’incontro<span> </span>di EDUCA<span> di questa mattina su</span><span> ‘Scuola aperta e comunità educante’, coordinato dalla vicepresidente di Consolida </span><strong>Francesca Gennai</strong>.</p>
<p>L’incertezza e la rapidità che caratterizzano il mondo moderno rendono necessario un cambio di paradigma educativo. Lo ha detto <strong>Francesco Profumo</strong>, presidente della Fondazione Bruno Kessler, che ha sottolineato come i modelli educativi attuali siano figli di un approccio ad una realtà in lenta evoluzione, dove si formavano competenze e si offrivano conoscenze per poter operare nel mondo nei successivi quarant’anni. “Oggi la scuola deve soprattutto insegnare ad imparare – ha detto l’ex ministro all’Istruzione – altrimenti le persone per stare al passo nel lavoro dovranno formarsi 6-7 volte nella vita ed è molto faticoso. Per questo deve cambiare anche il lavoro dell’insegnante, che non può più essere solo portatore di conoscenze e competenze, ma deve diventare un ottimo ricercatore, per insegnare a far fronte alle situazioni che cambiano in tempi molto rapidi. Avremo bisogno di dire che per questo Paese la prima priorità è l’educazione, quella che guarda lontano e che sa integrare reti diverse. Reti che per la loro complessità non possono essere guidate in modo verticistico, ma integrato, da una governance complessiva e complessa. Altrimenti perderemo l’occasione di formare in modo adeguato le nuove generazioni alla vita che dovranno affrontare”.</p>
<p>Un approccio di senso che aiuterebbe ragazzi e ragazze ad uscire dalla perpetua insoddisfazione con cui devono fare i conti. “La vediamo ogni mattina sulle loro facce – ha testimoniato<span> </span><strong>Angelo Lucio Rossi</strong>, dirigente dell’ICS Ada Merini di Milano – la guerra che stanno vivendo per capire loro stessi, il senso della loro vita, ciò che gli piace. Vediamo la ferocia dell’insignificanza e dell’insensatezza, come un vento leggero a cui ci si abitua. Che fare di fronte a questo? Un’analisi del buio? No, dobbiamo far emergere quella tenerezza, quella compassione che proviamo da adulti a lavorare con loro e trasformarla in azione. Aprirci e creare alleanze col territorio, metterci in prima linea con umiltà”. </p>
<p>Il progetto portato avanti dall’ICS Ada Merini, raccontato dalla coordinatrice delle scuole aperte <strong>Rossella Viaconzi</strong>,<span> parte nel 2014 con un’azione di coinvolgimento del territorio (dalla banda alle associazioni sportive, dal volontariato alle famiglie riunite in un’associazione) per costruire una comunità educante che includesse tutti, anche i ragazzi più fragili, più arrabbiati, più difficili.</span></p>
<p>A fissare i tre pilastri fondativi che dovrebbe assumere la scuola all’interno di una comunità educante ci ha pensato <strong>Giuseppe Ellera</strong><strong>ni</strong>, professore dell’Università del Salento: la scuola dovrà essere democratica, aperta e orientata sui talenti. “Se desideriamo formare persone creative, inventive, che sappiano risolvere i problemi della complessità dell’oggi – ha spiegato il docente –serve una scuola che non abbia come fine le competenze, ma il pieno sviluppo umano delle persone. Una scuola delle opportunità, dove la competenza si acquisisca nei processi di apprendimento e dove la valutazione non sia di tipo numerico ma descrittivo, perché anch’essa portatrice di apprendimento”.</p>
<p>In questa visione i territori hanno un ruolo importante, perché possono essere co-partecipi e co-costruttori della nuova idea di educazione, in quanto portatori di esperienze e di cultura. “La scuola può diventare il luogo degli ecosistemi formativi – ha aggiunto Ellerani –, dove tutti gli attori coinvolti siano artefici di invenzione e sappiano aiutarsi a vicenda. Essere reti nelle reti. Anche l’educazione è una grande rete di reti, un’opportunità e va progettata nuovamente. Serve una transizione educativa che ha bisogno di risorse umane ancor prima che strumentali”.</p>
<p>In quest’ottica la ricerca assume un ruolo fondamentale.<span> </span><strong>Elisa Bortolamedi</strong>, esperta in comunità educanti della Fondazione de Marchi e di Appm, ha raccontato gli esiti dello studio che prende in esame la comunità di Pergine, dal quale emerge come il concetto di comunità educante non abbia ancora raggiunto la consapevolezza piena delle persone e dove il 95% degli intervistati (studenti, genitori, insegnanti e territorio) abbia comunque individuato la scuola come fulcro di questo nuovo modello educativo, seguita da famiglie e associazioni culturali. “Forse l’azione migliorativa principale che possiamo avanzare è quella che preveda un referente territoriale – ha suggerito Bortolamedi – che sia bussola per la scuola quando decide di entrare nel territorio. Per andare verso una comunità educante servono persone che se ne prendano cura”.<br /><br /></p>
<p><strong>Le buone pratiche</strong></p>
<p>Dopo la riflessione teorica, EDUCA ha acceso i riflettori su alcune esperienze pratiche, frutto di co-progettazioni territoriali positive, come quella che in Trentino riguarda le Acs (Associazioni cooperative scolastiche), presentata da<span> </span><strong>Arianna Giuliani</strong><span> dell’ufficio formazione e cultura cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione. Le Acs sono uno strumento molto diffuso provincia di Trento con due obiettivi educativi: quello di promuovere la cultura cooperativa riproducendo la struttura, il governo e il funzionamento di un’impresa cooperativa in classe, e quello di sviluppare competenze trasversali di cittadinanza attiva, democrazia partecipata e lavoro in team. “Lavorare con i ragazzi – ha detto Giuliani dopo aver dato parola a tre studenti di seconda e terza media che hanno raccontato quali sono stati per loro i punti di forza dell’esperienza di Acs – dà un’energia generativa e dà senso a quello che stiamo facendo, perché la trasmissione dei saperi è reciproca. È un modo per mettere in pratica quel patto intergenerazionale che è uno dei pilastri fondanti della cooperazione”.</span></p>
<p>Un’altra buona pratica presentata è quella del progetto Mentore, della Fondazione Trentina per il Volontariato sociale, raccontato dalla psicologa<span> </span><strong>Sandra De Carli</strong>. Il progetto prevede di far trascorrere bambini e bambine con difficoltà un’ora a settimana a giocare con un mentore, cioè un volontario non professionista (non educatore, non psicologo, non insegnante) per creare relazioni positive, interagendo attraverso il gioco e la leggerezza. “Ogni incontro è una tela bianca su cui dipingere partendo da zero – ha spiegato De Carli – in cui il bambino ha la possibilità di riconoscere il suo mondo interno”.</p>
<p>Anche lo sport può avere un ruolo decisivo per aiutare ragazzi e ragazze a crescere bene. Così la pensa anche<span> </span><strong>Giuseppe Di Marzo</strong>, Ceo di Sant’Anastasia, un’esperienza in provincia di Napoli partita da un gruppo di amici che proprio grazie allo sport sono riusciti a stare lontano da tentazioni pericolose, con la sistemazione di un campetto da calcio e la sua apertura al territorio. “L’avvio del progetto è stato quello dei principi dell’oratorio: fai la partita se ti alleni e se vai a scuola – ha detto Di Marzo –. Ma da questa scintilla nel tempo si è creata una comunità educante che coinvolge molte associazioni e fondazioni, con l’obiettivo di orientare i ragazzi nella scelta del loro futuro”.</p>
<p>Grande attenzione anche per il progetto Inclusi, presentato dalla psicoterapeuta<span> </span><strong>Pamela Cristalli</strong>, che parte dai ragazzi di terza media per aiutarli a orientarsi nelle scelte future, con particolare attenzione alle fragilità. Un percorso che si propone di essere un ponte tra famiglia e scuola. E per quando la scuola non può permettersi di essere inclusiva, ecco in aiuto un’idea presentata da<span> </span><strong>Guglielmo Apolloni</strong>, design thinker e co-fondatore della piattaforma School Rraising. Lo strumento serve per raccogliere fondi da destinare al finanziamento di progetti scolastici, offrendo ricompense ai donatori (per esempio la possibilità di utilizzare il laboratorio realizzato o di partecipare ad un corso…) e rendendo possibili sogni e progetti altrimenti non realizzabili.</p>
<p> </p>
<p>EDUCA è promosso dalla Provincia autonoma di Trento, l’Università degli studi di Trento e il Comune di Rovereto, organizzato da Consolida con il supporto scientifico di Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Demarchi e Iprase e il sostegno di Federazione trentina della Cooperazione e delle Casse Rurali Trentine. </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f7df542a-922f-447b-90ea-92e6c3d524f2</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-scegliamo-il-futuro-dal-6-all-8-maggio-a-rovereto-torna-il-festival-dell-educazione</link><title>EDUCA - Scegliamo il futuro Dal 6 all’8 maggio a Rovereto torna il festival dell’educazione</title><description><![CDATA[<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">“Scegliamo il futuro” questo il titolo della XII edizione del festival dell’educazione, che proporrà in tre giorni, insieme a Educa Immagine, più di 60 appuntamenti tra focus, dialoghi, incontri, laboratori e spettacoli con 150 relatori ed esperti nazionali. </span><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">A Rovereto dal 6 all’8 maggio si parlerà di giovani, di competenze e orientamento scolastico, di innovazione didattica e scuola aperta, di ambiente e comunicazione inclusiva, di tutela dell’infanzia, di guerra e pace.  </span></p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/pepps2g3/educa2022.jpeg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-scegliamo-il-futuro-dal-6-all-8-maggio-a-rovereto-torna-il-festival-dell-educazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Il festival EDUCA, quest’anno alla sua <strong>12<sup>a</sup> edizione</strong>, torna finalmente in presenza e propone a Rovereto  da venerdì 6 a domenica 8 maggio appuntamenti di analisi e riflessione dal vivo, aggiungendo la possibilità di seguirne alcuni online grazie allo streaming. Non mancano spettacoli e attività di animazione per bambini e ragazzi.  </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Per l’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura della Provincia di Trento il Festival dell’Educazione è un’occasione per confrontarsi con chi studia i modelli educativi ed offrire opportunità di aggiornamento e innovazione della didattica, ma anche per valorizzare le buone prassi del Trentino, che possono diventare modello fuori dalla nostra provincia. Ritornare in presenza, dopo due anni di emergenza è fondamentale, come lo è avere nuovamente una scuola che si apre al territorio e ai suoi appuntamenti, fermo restando che in Trentino la scuola è rimasta in presenza durante la pandemia più che altrove. Il titolo “Scegliamo il futuro” richiama poi un tema centrale per il mondo della scuola, quello dell’orientamento, sul quale l’Assessorato provinciale all’istruzione ha già in programma alcuni momenti di approfondimento nel corso dell’autunno, per offrire agli studenti l’opportunità di fare la giusta scelta nella costruzione del loro futuro. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">EDUCA conferma la centralità della scuola - come ha sottolineato la vicesindaca del Comune di Rovereto - offrendo momenti dedicati sia a docenti ed educatori sia agli studenti. Per questo si parte, il venerdì con la consueta mattinata riservata alle classi con laboratori e incontri che offrono ai ragazzi occasioni di confronto e dialogo su temi centrali per il loro avvenire quali la formazione, ma anche il clima e la pace. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Dal pomeriggio fino a domenica si prosegue con una ricca offerta di incontri, dialoghi con esperti, focus - pensati soprattutto per educatori, docenti e genitori<strong> -  laboratori </strong>per bambini e ragazzi e spettacoli e attività animative aperte a tutti.  </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Al festival Educa si intreccia Educa Immagine, il festival dell’educazione ai media nato nell’alveo del Piano Cinema per la scuola del MiC e del Mi, che propone proiezioni e laboratori, incontri con esperti e focus su cinema, tv, social media e fotografia. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>Il tema: “Scegliamo il futuro” </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">La pandemia ha rappresentato, nella realtà ma anche simbolicamente, l’impossibilità o la limitazione degli incontri e delle esperienze collettive. Una chiusura dell’orizzonte che grava soprattutto su bambini, ragazzi e giovani che verso il futuro dovrebbero essere naturalmente proiettati. In questa incertezza generale la comunità si è ritrovata unita sulla rilevanza della scuola e ne ha riconosciuto il ruolo primario, innanzitutto come luogo di emancipazione sociale. Ma queste radicali trasformazioni chiamano in causa anche istituzioni, enti di ricerca e culturali, agenzie educative e imprese. Per (ri)costruire futuri possibili, sostenibili e aperti per le nuove generazioni servono strumenti e dispositivi, ma soprattutto spazi di incontro e dialogo per costruire nuove narrazioni superando gerarchie tra saperi (umanistico e tecnico), tra competenze (hard e soft skills), tra scuole, ma anche rappresentazioni del mondo stereotipate o parziali.  </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>“</strong><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Orientare significa, quindi, offrire strumenti per affrontare la complessità; promuovere la conoscenza; ascoltare i desideri e le aspettative; riconoscere i talenti e le fragilità; sostenere una scelta libera, autonoma e consapevole; creare le condizioni per una piena realizzazione umana e professionale di tutti” - ha spiegato Paola Venuti, prorettrice dell’Università di Trento. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>Il programma </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Scelta e futuro, le due parole chiave della XII edizione del festival sono declinate in diversi filoni tematici. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>Giovani: chi sono e cosa pensano </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Non è un caso che il festival si apra con le voci dei giovani, perchè il futuro è loro, ma va costruito nel presente ascoltando cosa pensano di scuola, lavoro, famiglia, amicizia, comunità, ambiente e analizzando quanto abbiano impattato su di loro i cambiamenti radicali degli ultimi anni. Per andare oltre le rappresentazioni troppo spesso stereotipate, a EDUCA, il demografo Alessandro Rosina dell’Università Cattolica, Vincenzo Smaldore di Openpolis e la ricercatrice Sara Alfieri presentano alcune tra le più recenti ricerche nazionali. Un ulteriore approfondimento è poi offerto dai curatori dello studio “<strong>Realtà di vita dei giovani nell‘EuregioTirolo-Alto Adige-Trentino</strong>”,  </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">promossa dall’Euregio e gestito per il Trentino dal Dipartimento Istruzione e Cultura, Servizio Istruzione della Provincia di Trento. Ci sono poi le voci (30.000) dei giovani raccolte e raccontate nel libro “<span style="background: white;">Chi sono? Io. Le altre. Gli altri”  del giornalista e scrittore </span>Federico Taddia e da Daniele Grassuci fondatore di Skuola.net  </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Per accompagnare e orientare i percorsi di crescita di bambini e ragazzi è fondamentale sostenere le figure professionali che operano nella e con la scuola. Paola Iamiceli e Paola Venuti prorettrici dell’Università di Trento e l’assessore Istruzione e Cultura Provincia Autonoma di Trento discutono delle politiche, degli investimenti e della formazione per la scuola  con il ministro dell’Istruzione (in attesa di conferma). </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>Orientamento e competenze</strong><strong> </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black; background: white;">L’approfondimento delle competenze, anche in chiave orientativa, è uno dei filoni chiave di questa edizione del festival e viene affrontato sabato 7 maggio in una serie successiva di panel a partire da quello sul riconoscimento e la valorizzazione delle competenze formali e informali, che ha tra gli ospiti l’economista del lavoro Mauro Frisanco e Federico Samaden, presidente della Fondazione Franco Demarchi. Una riflessione poi sulle competenze non cognitive e il loro ruolo nell’apprendimento, oggetto di un disegno di legge approvato dalla Camera, è offerta da Franco Fraccaroli, Damiano Previtali, Luisa Ribolzi, Giorgio Vittadini</span><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">. Al panel, curato dal Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia, se<span style="background: white;">gue la presentazione di esperienze empiriche e operative che, sul territorio nazionale e locale, hanno testato pratiche didattiche e organizzative. </span>Nel dialogo con i professori<span style="background: white;"> <strong>Anna Maria Ajello e Gianluca Argentin</strong>, curato da IPRASE, l’affondo è invece su come <strong>o</strong></span>rientarsi nelle transizioni, e su come la <span style="background: white;">scuola può contribuire all’attivazione degli studenti e all’acquisizione di strumenti per immaginare e programmare il loro futuro. Al ruolo della scuola secondaria di primo grado è dedicato il panel in cui la ricercatrice <strong>Barbara Romano</strong> presenta il <strong>rapporto sulla scuola media della Fondazione Agnelli</strong> confrontandosi con alcuni Dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi trentini. Promosso dall’Università invece l’appuntamento “</span>Lavoro e vita attraverso l’orientamento” in cui gli <span style="background: white;">studenti si confrontano tra gli altri con Stefano Oss, delegato per l’orientamento dell’Università di Trento e il giuslavorista Francesco Seghezzi, presidente della Fondazione Adapt. </span><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>Scuole aperte e comunità inclusive </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal">La scuola come centro di un sistema territoriale <span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">per l’apprendimento è un t<span style="background: white;">ema centrale delle politiche per l’istruzione e educative degli ultimi anni. A EDUCA viene affrontato in un panel che offre un inquadramento teorico - scientifico con il contributo, tra gli altri di Francesco Profumo, presidente di Fondazione Bruno Kessler e Giuseppe Ellerani professore dell’Università del Salento. Al panel segue la rassegna di esperienze provenienti da tutta Italia di collaborazioni concrete ed efficaci tra Scuola e Terzo Settore per </span>l’inclusione, l’educazione alla cittadinanza, l'orientamento, il crowdfunding, l’educazione e l'imprenditorialità cooperativa.  </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>Il futuro libero dagli stereotipi </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black; background: white;">Molti gli appuntamenti dedicati al condizionamento degli stereotipi - sul genere, la disabilità, le migrazioni - sulle scelte e sulla costruzione del futuro. Dedicato al genere il panel con la professoressa Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento e le curatrici della Guida “</span><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Mind the gap, costruire l’uguaglianza di genere in ambito educativo” </span><strong>di Aidos. </strong><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Dal professor Michele Marangi dell’Università Cattolica di Milano e dalla professoressa Paola Venuti, prorettrice per la didattica dell’Università di Trento vengono invece presentate “Le linee guida per una narrazione inclusiva a scuola” frutto di un laboratorio che ha coinvolto dirigenti scolastici, docenti e educatori all’interno del progetto Inclusi selezionato da <em>Con I Bambini </em>nell’ambito del Fondo per il contrasto delle povertà educative. La giornalista <strong>Marika Damaggio</strong> modera invece il panel dedicato al ruolo dell’informazione e della comunicazione con Valerio Cataldi, giornalista Rai e presidente della Carta di Roma e Flavia Brevi fondatrice di Ella Network, la rete per la comunicazione inclusiva, con il contributo del giornalista e scrittore <strong>Jacopo Melio</strong>. Il filone si chiude con la presentazione del libro - o meglio della serie di libri e il podcast - con protagonista Hank Zipzer, ideata da Henry Winkler (il celebre Fonzie di “Happy Days), con gli editori della collana Uovonero e del  podcast realizzato da Out Of the blue. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>Noi e il mondo </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Ogni giorno i media raccontano di temperature sempre più alte, alluvioni devastanti, fenomeni climatici estremi, e tutto questo può generare ansia, smarrimento, in molti casi panico. La crisi ambientale in atto è causa, tra le altre cose, anche di malessere per i giovani di tutto il mondo. A EDUCA si parla di ansia climatica tra i giovani grazie a Fondazione <span style="background: white;">Bruno Kessler e APPA, e con il  MUSE nell’incontro </span>Futuri plurali, futuri possibili con il paleontologo Massimo Bernardi e la professoressa Vincenza Pellegrino indagano sulle aspirazioni a un futuro migliore spesso rimosse dal dibattito pubblico. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%; background: white;" class="xmsonormal">Non manca una riflessione sulla <strong>guerra</strong><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: #201f1e;"> che è entrata, oggi, prepotentemente nella quotidianità delle famiglie attraverso la TV, internet e i giornali. Arianna Papini, scrittrice e illustratrice e premio Andersen, spiega come parlarne con i più piccoli attraverso fiabe e albi illustrati per condividere con loro il valore della pace.</span> </p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>Il mondo dell’infanzia </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black; background: white;">Numerose ricerche dimostrano che i <strong>primi 1000 giorni </strong>di vita sono fondamentali nel percorso di crescita dei bambini. Le tracce di quei giorni e di quei mesi si ritroveranno anche nella loro vita adulta. A EDUCA ne parlano: il pediatra Giorgio Tamburlini presidente del Centro per la Salute del Bambino, la psicologa e psicoterapeuta Laura Borghi e la professoressa Simona De Falco dell’Università di Trento.  </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black; background: white;">Con il professor Ivo Lizzola dell’Università di Bergamo e Dafne Guida presidente della cooperativa Stripes che gestisce l’asilo d’infanzia del carcere di Milano - Bollate, si riflette anche su cosa significano maternità e paternità nelle strutture di detenzione e su come costruiscono percorsi di crescita di figli e figlie di genitori detenuti. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black; background: white;">Attraverso la XII edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio, Antonella Inverno Head of policy and law unit di Save the Children Italia propone un viaggio sulle condizioni dei bambini e dei ragazzi in Italia misurando l’impatto della pandemia.</span><strong> </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><strong>Laboratori per famiglie e attività animative </strong></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Sabato e domenica laboratori e attività animative per bambini e ragazzi, anche se in via cautelativa per la salute sono organizzati quest’anno in numero inferiore e in spazi circoscritti. Tra questi il laboratorio creativo curato </span><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: #201f1e;">Mart e cooperativa sociale La Coccinella </span><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Insieme a Depero</span><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">, quello di pittura di cooperativa Progetto 92, le letture animate della Biblioteca civica G. Tartarotti Essere fantastici: storie di animali immaginari, la presentazione del libro <span style="background: white;">Caro Mr. Henshaw </span><span style="background: white;">a cura della libreria Arcadia.</span><br />Il Tavolo dei Musei di Rovereto, nel Giardino delle sculture del Mart, propone una serie di <strong>laboratori di arte, storia e scienze</strong>. I bambini possono costruire castelli e elmi, ascoltare storie, scoprire l’impronta ecologica di tutti noi, pitturare con tutte le tecniche e i colori e scoprire come funziona una centrale idroelettrica.<u> </u></span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">All’interno del festival non mancano mostre come quella di <strong>Claudia Dolc</strong>i “(S)mimetizzati. Nascosti, Esposti” e momenti dedicati al teatro e alla musica. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Sabato, alle 17, al Teatro Zandonai, grazie al Comune di Rovereto, l’autrice e attrice torinese Laura Curino metterà in scena Camillo Olivetti: alle radici di un sogno per la<span style="background: white;"> regia di Gabriele Vacis: la storia straordinaria di Camillo, il pioniere, l’inventore, l’anticonformista capriccioso e geniale che fonda, agli inizi del Novecento, la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere. </span></span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black; background: white;">Domenica pomeriggio, nella piazza del Mart, il <strong>concerto</strong> dei <strong>Rock Spectrum live</strong>, la cover band condotta da Stefano Cainelli cresciuta all'interno di Mente Locale, un laboratorio in cui lo sviluppo delle abilità relazionali e l’inclusione sociale permette l’incontro delle neurodiversità.  </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black; background: white;">La serata si conclude con il Concerto per i 50 anni del Secondo Statuto di Autonomia 1972 – 2022 dell’ Orchestra giovanile di fiati dell’Euregio diretta da Johann Finatzer, Wolfram Rosenberger e Franco Puliafito, </span><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">che rientra nella serie di appuntamenti musicali promossi  dal Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano e il Consiglio della Provincia autonoma di Trento in occasione del 50° anniversario. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><u>Tutti gli appuntamenti del festival sono gratuiti ed a iscrizione</u>. </p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Il festival è promosso dalla <strong>Provincia autonoma di Trento</strong>, l’Università degli studi di Trento e il <strong>Comune di Rovereto</strong>, organizzato da <strong>Consolida</strong> con il supporto scientifico di <strong>Fondazione Bruno Kessler</strong>, Fondazione Demarchi e <strong>Iprase</strong> e il sostegno di Federazione trentina della Cooperazione e delle <strong>Casse Rurali Trentine</strong>. </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Il programma generale del festival e quello per le scuole su <u><a href="http://www.educaonline.it">www.educaonline.it</a></u>  </span></p>
<p style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify; text-indent: -.1pt; line-height: 115%;" class="xmsonormal"><span class="xmsohyperlink"><u><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: blue;"><a href="https://www.educaonline.it/wp-content/uploads/2016/02/16-Programma-festival-2022-WEB.pdf">Qui il programma</a></span></u></span> <br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Educa</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">951e2556-dc98-4b37-a246-9b9b954f40fe</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-e-educa-immagine-venerdi-6-maggio-mattinata-dedicata-alle-scuole</link><title>Educa e Educa Immagine: venerdì 6 maggio mattinata dedicata alle scuole</title><description><![CDATA[<p>Come da tradizione Educa, il festival dell'educazione, che si svolgerà a Rovereto dal 6 all’8 maggio 2022, apre con appuntamenti dedicati esclusivamente alle scuole. Il programma - arricchito dalle proposte di Educa Immagine, il festival dell’educazione ai media - prevede incontri con registi, illustratori e scrittori, laboratori e proiezioni di film. Già ora le classi possono iscriversi.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/rosghfjz/educa-programma-scuole.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/educa-e-educa-immagine-venerdi-6-maggio-mattinata-dedicata-alle-scuole" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1190</width><height>1683</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il festival EDUCA, quest’anno alla sua 12<sup>a</sup> edizione, e Educa Immagine, il festival dell’educazione ai media che da Educa è nato tre anni fa, tornano finalmente in presenza a Rovereto da venerdì 6 a domenica 8 maggio per parlare di futuro. Il programma che sarà annunciato a breve, è come sempre, preceduto da quello dedicato agli studenti dai 6 ai 20 anni delle scuole con i loro insegnanti. Laboratori, incontri con esperti, proiezioni e dibattiti dedicati per accompagnare bambini e ragazzi nella costruzione del loro futuro e di quello del mondo significa esplorare le opportunità formative e professionali che il Trentino offre, ma anche parlare di ambiente e partecipazione alla comunità, di cooperazione e di storia, di pace di guerra per costruire un mondo più inclusivo e sostenibile.</p>
<p>In un’ottica di tutela della salute, considerata la pandemia, i promotori per questa edizione hanno deciso di proporre agli istituti di Rovereto laboratori e attività in presenza e di dedicare appuntamenti online alle altre scuole della Provincia. <strong>Tutti gli appuntamenti sono gratuiti ed a iscrizione.</strong></p>
<p><strong>Il programma di EDUCA SCUOLE</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>On line per tutte le scuole della Provincia. </strong>Crescere significa anche scegliere tra i molti percorsi che il sistema formativo offre. Coniugare le proprie inclinazioni con le opportunità del mercato non è semplice. Ecco allora che venerdì uno degli appuntamenti per le scuole - curato dal Dipartimento istruzione e cultura Provincia autonoma di Trento - propone <strong>un viaggio tra i mestieri </strong>raccontato dal vivo da testimoni che hanno frequentato scuole professionali costruendo poi con passione e soddisfazione le proprie carriere lavorative. La giornalista Francesca Merz intervisterà in diretta online professionisti degli ambiti agricoltura e ambiente, industria e artigianato, servizi.</p>
<p>Ai ragazzi tra i 12 e i 14 anni è dedicata anche <strong>“Mila”, proiezione</strong> - realizzata da Educa Immagine in collaborazione con il Trento Film Festival - che  racconta la storia di una bambina che nonostante abbia perso tutto a causa della guerra si aggrappa alla speranza. Anche se il film è ispirato a fatti realmente accaduti a Trento nel 1943, Mila rappresenta tutti i bambini, in qualsiasi guerra, di qualsiasi epoca. A seguire i ragazzi incontreranno online<strong> la regista </strong>Cinzia Angelini, l’animatore Lorenzo Pedergnana e Luca De Crescenzo - Lanterne Magiche per capire come si produce un film di animazione. Per i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado è invece l’incontro online <strong>I giovani e le piazze per l’ambiente </strong>con rappresentanti di movimenti e associazioni giovanili impegnati nell’azione per il clima curato da Fondazione Bruno Kessler e APPA. Nel laboratorio <strong>Parole disabili </strong>gli studenti del Liceo Rosmini di Trento e dell’Istituto d’arte Vittoria presenteranno i loro progetti di comunicazione inclusiva realizzati nel progetto di Consolida, Il Ponte, Kaleidoscopio e Fondazione Caritro. Alcuni studenti degli Istituti Comprensivi di Rovereto, Trento e Piana Rotaliana sono invece impegnati nell’allestimento dello spazio dedicato ai <strong>Laboratori del fare, </strong>sperimentati nelle loro scuole insieme alla cooperativa Kaleidoscoio, e si preparano a raccontarli al pubblico di EDUCA.</p>
<p><strong>Per gli istituti scolastici di Rovereto appuntamenti in presenza. </strong>Sono dedicati ai più piccoli il laboratorio creativo<strong> Insieme a Depero </strong>curato da Mart e cooperativa sociale La Coccinella, che parte dall’osservazione delle opere esposte nella mostra “Depero new Depero” e l’installazione “La città futurista”, nata nella Batibōi Gallery di Cles ed eccezionalmente ospitata al Mart e <strong>Bricks for School, </strong>curato dalla Federazione Trentina della Cooperazione, che insegna, con i mattoncini LEGO, a imparare a cooperare in classe, e non solo.  Ai bambini della primaria sono dedicati anche: la proiezione di <strong>Minuscule - La valle delle formiche perdute</strong>, a cui segue il laboratorio di alfabetizzazione e analisi del linguaggio cinematografico, e l’incontro <strong>Parole di guerra, parole di pace</strong> in cui l’autrice e illustratrice Arianna Papini, premio Andersen, partendo da parole e immagini tratte dai suoi libri “Odore di bombe profumo di pioggia” e “Felicità è una parola semplice” dialoga con i bambini e riflette sulla guerra per costruire la pace. </p>
<p>Per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado è in programma <strong>Voi siete il fuoco. Storia e storie della scuola</strong>, curato da Fondazione Bruno Kessler in cui Vanessa Roghi dell’omonimo libro e lo storico Enrico Valseriati dell’Istituto Storico Italo-Germanico accompagneranno in una riflessione su come la storia non è fatta solo di grandi battaglie, di rivoluzioni, di re e regine, ma di un’infinità di piccole storie (i cui protagonisti sono spesso sconosciuti) che hanno prodotto piccoli e grandi cambiamenti incidendo sul modo in cui oggi viviamo. Alcune di queste piccole storie riguardano la scuola.</p>
<p>Ai ragazzi delle secondarie di secondo grado sono dedicati: la <strong>proiezione del film Little miss sunshine e il laboratorio di alfabetizzazione e analisi del linguaggio cinematografico</strong> che fornirà strumenti base di lettura per la comprensione critica del film e degli elementi narrativi e formali che lo compongono e il l<strong>aboratorio di Systems Thinking</strong>: siamo parte di sistemi interdipendenti, quindi possiamo cambiarli! con Skopia, che mira a riconoscere i sistemi di cui si è parte porta a capire cosa possiamo fare per migliorare il mondo intorno. Nel corso della giornata, nella libreria piccoloblu, gli studenti del Liceo Artistico Depero incontrano Arianna Papini che racconterà loro il suo <strong>lavoro di scrittrice, illustratrice</strong> e pittrice e si svolgeranno le gare di <strong>A Suon di Parole. La dialettica in campo</strong>, curato da IPRASE, dove la competizione non riguarda discipline sportive di carattere fisico, ma l'arte della dialettica. Le squadre si sfidano sulla capacità di argomentare, in modo controllato e con regole precise, opinioni e tesi su temi di carattere civico, sociale, (inter)culturale, politico... Si tratta della fase semifinale della competizione curata da IPRASE.</p>
<p>Il festival EDUCA è promosso dalla <strong>Provincia autonoma di Trento</strong>, <strong>l’Università degli studi di Trento</strong> e il <strong>Comune di Rovereto</strong>, organizzato da <strong>Consolida</strong> con il supporto scientifico di <strong>Fondazione Bruno Kessler</strong>, <strong>Fondazione Demarchi</strong> e <strong>Iprase</strong> e il sostegno di <strong>Federazione trentina della Cooperazione</strong> e delle <strong>Casse Rurali Trentine</strong>.</p>
<p>Educa Immagine è nato tre anni fa nell’ambito del Piano Cinema per la scuola del MiC e MI ed è organizzata da <strong>Consolida</strong> con la direzione artistica di <strong>Trentino Film Commission</strong>, con la collaborazione dei partner di EDUCA e il sostegno della<strong> Cassa Rurale AltoGarda e Rovereto. </strong>Educa Immagine conta in questa edizione su nuovi e importanti media partner:<strong> Rai Cultura, Mymovies.it e Dire Giovani.</strong></p>
<p><a href="https://www.educaonline.it/wp-content/uploads/2016/02/Educa-programma-scuole.pdf">Scarica il programma scuole</a></p>
<p>Il programma generale del festival, quello per le scuole e quello di EDUCA IMMAGINE verranno pubblicate a breve su <a href="http://www.educaonline.it">www.educaonline.it</a> e <a href="http://www.educaimmagine.it">www.educaimmagine.it</a>.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Educa</p>]]></encoded></item></channel></rss>