<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=export</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Tue, 28 Apr 2026 01:42:29 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">e6bdda04-35d2-479b-a844-caa8c9c876f0</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/confcooperative-vino-con-dazi-a-rischio-fino-al-dodici-per-cento-dell-export-usa</link><title>Confcooperative: vino, con dazi a rischio fino al 12% dell'export Usa</title><description><![CDATA[<p>Il presidente del settore Vitivinicolo di Fedagripesca Confcooperative Luca Rigotti in audizione alla Commissione Agricoltura della Camera sulle prospettive del comparto.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/xj3dgxws/luca-rigotti.png" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/confcooperative-vino-con-dazi-a-rischio-fino-al-dodici-per-cento-dell-export-usa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>626</width><height>427</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Se i dazi alle esportazioni di vino al 10% negli Stati Uniti venissero confermati dall’Amministrazione Trump, gli impatti nel medio/lungo temine per le cantine italiane sarebbero devastanti. Ad oggi, secondo le stime di Confcooperative, si tradurrebbero in una perdita dei volumi esportati dell’8-12% e fino a 190 milioni di euro in valore”. È quanto affermato da Luca Rigotti, Presidente del Settore Vitivinicolo di FedagriPesca Confcooperative intervenuto oggi alla XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati insieme alle organizzazioni Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle prospettive del settore vitivinicolo. Il mercato americano, ha continuato Rigotti, rimane il principale mercato di esportazione per il vino italiano, per un giro di affari che nel 2024 ha raggiunto quota 1,94 miliardi di euro (+10,2% sul 2023). Come sistema cooperativo, quindi, auspichiamo l’urgenza di una azione diplomatica forte “fondata su un dialogo costruttivo e che stemperi le tensioni”, a partire dal non inserire il vino e gli altri prodotti alcolici di produzione statunitense nella lista dei prodotti stilata dalla Commissione UE come eventuali contromisure.</p>
<p>In considerazione del difficile scenario economico e dal perdurare delle tensioni internazionali, inoltre, il Presidente Rigotti ha richiesto maggiori deroghe e flessibilità rispetto alla misura OCM Vino promozione Paesi terzi: nello specifico, una maggiore dotazione finanziaria dedicata alla promozione del vino europeo nel mercato statunitense, una flessibilità amministrativa per rimodulare i progetti nel caso in cui il mercato americano diventasse effettivamente proibitivo per la commercializzazione dei vini europei ed il superamento definitivo del limite dei 5 anni per le campagne di informazione e promozione dei vini nei mercati dei Paesi extra-UE.</p>
<p>Il Presidente del Settore Vino di FedagriPesca Confcooperative ha poi richiamato gli esiti del lavoro del Gruppo di Alto Livello istituto dalla Commissione UE per il settore vitivinicolo, una serie di raccomandazioni condivise a livello di amministrazioni e organizzazioni di imprese e produttori europei che ora si auspica vengano tradotte in misure efficaci e velocemente disponibili. Nello specifico, Confcooperative auspica che vengano introdotte maggiori flessibilità finanziarie nella gestione delle diverse misure e che le risorse destinate al settore e non spese dallo Stato membro siano destinate ad un fondo nazionale per la gestione immediata di eventuali crisi del settore (estirpazione, distillazione, vendemmia verde). Rigotti ha infine auspicato che le cooperative vengano equiparate alle PMI ai fini della misura investimenti e che si lavori per una reale implementazione degli strumenti per assicurare le produzioni anche nel settore vitivinicolo, considerato gli ormai ripetuti effetti dei fenomeni calamitosi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">99771ba1-7c2d-4cb2-9181-8399578e765f</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-2023-esportazioni-trentine-per-oltre-5-miliardi-di-euro-3-6</link><title>Nel 2023 esportazioni trentine per oltre 5 miliardi di euro (+3,6%)</title><description><![CDATA[Nel 2023 le esportazioni trentine raggiungono il valore <em>record</em> di 5,3 miliardi di euro, con un aumento del 3,6% rispetto all’anno precedente.]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/nylbba5t/dalla-camera-di-commercio-4-5-milioni-per-le-imprese-trentine.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-2023-esportazioni-trentine-per-oltre-5-miliardi-di-euro-3-6" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1097</width><height>585</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le importazioni segnano invece un calo del 4,9% e risultano pari a 3,7 miliardi di euro. La bilancia commerciale si chiude quindi con un saldo positivo pari a 1,6 miliardi di euro. La <em>performance</em> dell’<em>export</em> trentino è migliore rispetto a quella del Nord Est, che è in flessione dell’1,0%, e dell’Italia che invece non fa registrare variazioni (0%).</p>
<p>I principali <strong>mercati di destinazione</strong> sono quelli europei, verso i quali vengono esportate merci trentine per un valore pari a 3,9 miliardi di euro, con un’incidenza pari al 72,9% del totale (in aumento tendenziale di 2,9 punti percentuali). I 27 paesi dell’Ue post-Brexit assorbono il 57,7% dell’<em>export</em> locale complessivo, in aumento rispetto a quanto registrato l’anno precedente (+4,2%). Cresce anche il valore delle esportazioni trentine verso i mercati asiatici (+21,1%), fino a raggiungere i 427 milioni di euro, mentre un minore dinamismo caratterizza le vendite estere realizzate nei mercati americani (-3,1%).</p>
<p>La <strong>Germania</strong> resta il primo mercato in assoluto delle nostre esportazioni con un valore che raggiunge gli 850 milioni di euro, pari al 16,0% delle vendite effettuate sui mercati internazionali. A una certa distanza seguono gli Stati Uniti con circa 622 milioni di euro (pari all’11,7% delle esportazioni complessive), la Francia con 519 milioni di euro (9,8%) e il Regno Unito con 419 milioni di euro (pari al 7,9%).</p>
<p>A <strong>livello settoriale</strong>, a fare da traino è il comparto manifatturiero che assorbe il 95,1% del valore delle esportazioni. Al suo interno, i “macchinari e apparecchi nca” rappresentano la quota maggiore con il 21,5%, in aumento del 13,1% rispetto al 2022. Seguono i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (17,3%), i “mezzi di trasporto” (13,4%) il “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (9,0%), le “sostanze e i prodotti chimici” (7,3%) e i “metalli di base e prodotti in metallo” (7,0%). Complessivamente questi sei settori rappresentano i tre quarti delle esportazioni provinciali.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>importazioni</strong>, al primo posto per incidenza si collocano i “mezzi di trasporto” (19,6%), seguono “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (11,2%) e i “prodotti alimentari, bevande, tabacco” (11,1%)</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cciaa Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">18038eec-5ccb-46ed-bb1f-3b45afedcbf9</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/vino-boom-del-fatturato-export-per-le-cooperative</link><title>Vino, boom del fatturato export per le cooperative: +130% in dodici anni</title><description><![CDATA[<p>Presentata a Roma un’indagine Ismea sull’internazionalizzazione delle cooperative italiane.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/d5sedqjj/luca-rigotti-eletto-presidente-del-gruppo-di-lavoro-vino-del-copa-cogeca.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/vino-boom-del-fatturato-export-per-le-cooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tra il 2010 e il 2022 il fatturato generato dall’export delle cantine aderenti ad Alleanza cooperative ha registrato una crescita del 130%, con un trend superiore all’andamento delle esportazioni nazionali di vino che nello stesso periodo sono cresciute del 101%. Anche il fatturato complessivo negli ultimi dieci anni è aumentato dell’88%, a conferma di una crescita economica e un posizionamento importante conquistato dalle oltre 379 cooperative italiane, che producono il 58% del vino italiano.</p>
<p>È quanto emerge dall’indagine sul grado di internazionalizzazione delle cooperative vitivinicole realizzato da Ismea per Alleanza delle cooperative e presentato oggi a Roma nella conferenza stampa <em>A tutto export, i vini cooperativi alla prova dell’export</em>, che ha anche ufficializzato l’avvio di un protocollo di intesa tra Alleanza cooperative e Ismea, finalizzato ad analizzare i dati strutturali del settore, il mercato e il commercio estero, con particolare riferimento al mondo della cooperazione.</p>
<p>Analizzando nel dettaglio le varie tipologie di impresa, dallo studio di Ismea sui bilanci delle cantine emerge che a crescere di più negli ultimi 12 anni come fatturato totale sono state le medie imprese, mentre quelle che sono riuscite a realizzare performance migliori sui mercati esteri sono le imprese che hanno fatturati superiori a 50 milioni di euro. Solo le microimprese hanno avuto un calo (-10%) delle vendite sui mercati esteri, a conferma, ha spiegato Carlo Piccinini, presidente Alleanza Cooperative Agroalimentari - che se le dimensioni aziendali calano, si registrano contrazioni sui mercati esteri”.</p>
<p>Passando ad analizzare i principali mercati su cui commercializzano le nostre cooperative, è la Germania il primo Paese di destinazione dell’export in ambito UE (indicato dal 79% delle cooperative su cui è stata condotta l’indagine), seguito da Francia e Paesi Bassi. Tra i Paesi extra-UE, gli Stati Uniti si collocano in prima posizione per il 65% delle cantine esportatrici, seguiti da Canada e Giappone.</p>
<p>“Le ottime performance delle nostre cooperative sui mercati esteri negli ultimi anni – commenta il Coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Luca Rigotti – sono avvenute in un lasso temporale che corrisponde in gran parte con l’introduzione di una misura di sostegno europea, quella della promozione nei paesi terzi, che ha contribuito certamente a portare il vino italiano nel mondo. La misura, che è stata confermata nel piano strategico nazionale della nuova Politica Agricola Comune 2023-2027, presenta a nostro avviso alcuni margini di miglioramento: auspichiamo che si possano presto introdurre maggiori flessibilità specie in ordine alle modalità di rendicontazione delle spese e di presentazione delle varianti”.</p>
<p>“Le buone performance ottenute negli ultimi 12 anni – ha messo in guardia il presidente di Alleanza cooperative Agroalimentari Carlo Piccinini nel suo intervento – non devono tuttavia farci dimenticare le difficoltà che il settore vitivinicolo sta vivendo, stretto tra le conseguenze della grave impennata dei costi di produzione e dell’energia, le difficoltà di approvvigionamento per alcuni materiali come il vetro e la crisi generalizzata dei consumi dovuta alle spinte inflazionistiche”. Una situazione che rischia di far perdere competitività alle nostre imprese rispetto ad altri principali paesi produttori europei”.</p>
<p><strong>La cooperazione vitivinicola di Alleanza</strong></p>
<p>Alle tre centrali di Alleanza cooperative aderiscono <strong>379</strong> cantine con oltre <strong>110mila</strong> soci, una produzione pari al 58% del vino italiano, un giro d’affari di <strong>4,8 miliardi</strong> di euro, il 40% del totale del fatturato del vino nazionale. Il fatturato aggregato derivante dall’export delle cantine cooperative è pari a <strong>2 miliardi di euro</strong>, pari a circa un terzo di tutto il vino italiano commercializzato all’estero.</p>
<p>La valorizzazione dei soci è garantita da un livello medio di prevalenza mutualistica che si attesta ben oltre l’82%. In termini occupazionali, la cooperazione vitivinicola associata dà lavoro a oltre 9.000 persone, di cui il 67% è impiegato a tempo indeterminato.</p>
<p><strong>Note sull’indagine</strong></p>
<p><em>L’indagine è stata realizzata a febbraio 2023, con il coinvolgimento di 71 cooperative su un totale di 379 aderenti al settore vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative, un campione altamente rappresentativo dal momento che le cantine intervistate rappresentano la metà della produzione totale e del fatturato da export delle cantine cooperative, circa un quarto della superficie vitata nazionale e una quota pari a 1/5 del fatturato complessivo del settore vino.</em></p>
<p><em>Il campione dell’indagine è anche assolutamente omogeneo rispetto alle diverse classi di fatturato. Il 29% del campione è costituito da imprese con fatturato tra 10 e 50 milioni, seguito dalle piccole (da 2 a 10 milioni, 28%,) e dalle grandi imprese (fatturato superiore a 50 milioni di euro 22%,). </em></p>
<p><em>La maggior parte delle cooperative che esportano sono «medie imprese» (10-50 milioni di euro di fatturato).<br /></em><br />Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a26e670c-bd14-4ef5-ae57-9a0dbbcbc06e</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/anno-record-per-le-esportazioni-trentine</link><title>2022, anno record per le esportazioni trentine</title><description><![CDATA[<p>Nel 2022 le esportazioni trentine raggiungono il valore record di 5,15 miliardi di euro, con un aumento del 16,3% rispetto al 2021. Anche le importazioni segnano un incremento (+40,1%) e risultano pari a 4,03 miliardi di euro. La bilancia commerciale si chiude quindi con un saldo positivo pari a 1,12 miliardi di euro.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/mswn2030/cciaa.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/anno-record-per-le-esportazioni-trentine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1097</width><height>585</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La dinamica mostrata nel 2022 dalle esportazioni trentine appare inferiore rispetto a quella rilevata a livello complessivo nazionale, dove l’aumento è stato del 20,0%, e leggermente migliore di quella dell’area del Nord Est, dove le esportazioni sono cresciute del 16,0% rispetto al 2021.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>aree di interscambio</strong>, l’Europa si conferma il principale mercato di destinazione delle merci trentine con un valore pari a 3,8 miliardi di euro e un’incidenza pari al 73,5% del totale delle esportazioni (in aumento tendenziale di 17 punti percentuali). I 27 Paesi dell’Ue post-Brexit assorbono il 57,4% dell’<em>export</em> locale complessivo, in aumento rispetto a quanto registrato l’anno precedente. Le esportazioni verso l’America riscontrano un sensibile incremento e si attestano a 854 milioni di euro, pari al 16,6% del totale. Anche il mercato africano registra un incremento tendenziale (+20,2%), mentre si riducono i flussi di merce destinati ai Paesi asiatici (che perdono il 6,4%).</p>
<p>Al primo posto della graduatoria dei principali <strong>Paesi</strong> per valore di <em>export</em> rimane sempre la Germania, che rappresenta per il territorio provinciale il mercato verso cui si sono dirette merci per 840 milioni di euro, pari al 16,3% delle vendite effettuate sui mercati internazionali. A grande distanza seguono gli Stati Uniti con circa 650 milioni di euro (pari al 12,6% delle esportazioni complessive), la Francia con 502 milioni di euro (9,7%) e il Regno Unito con 438 milioni di euro (pari al 8,5%).</p>
<p>Le esportazioni sono costituite principalmente da <strong>prodotti</strong> dell’attività manifatturiera (94,8% del valore complessivo). La quota maggiore è da attribuire ai “macchinari ed apparecchi” (19,6%), dai “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (16,4%), seguono i “mezzi di trasporto” (12,8%), il “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (10,0%), le “sostanze e i prodotti chimici” (8,6%) e i “metalli di base e prodotti in metallo” (8,3%). Complessivamente questi sei settori rappresentano i tre quarti delle esportazioni provinciali.</p>
<p>Per quanto riguarda le importazioni, al primo posto per incidenza si collocano i “mezzi di trasporto” (16,9%), seguono “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (13,2%) e “sostanze e prodotti chimici” (11,5%).</p>
<p>“La <em>performance</em> registrata dalle esportazioni trentine nel corso del 2022 – ha commentato <strong>Giovanni Bort</strong>, Presidente della Camera di Commercio di Trento – testimonia la capacità delle nostre imprese esportatrici di proporsi sui mercati internazionali con sempre maggiore incisività. L’accresciuta rilevanza dell’<em>export</em> non può che essere vista con favore, perché consente alla nostra economia di contrastare la debolezza della domanda interna e fornisce uno significativo stimolo alla capacità di innovazione delle imprese”.</p>
<p>Fonte: Cciaa Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8b12d08d-ed38-496b-a93e-33f63efeb123</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/export-competitivita-dei-prodotti-e-capacita-produttiva-i-punti-di-forza-delle-imprese-trentine</link><title>Export: competitività dei prodotti e capacità produttiva i punti di forza delle imprese trentine</title><description>La competitività dei prodotti e la capacità produttiva sono le principali leve strategiche delle imprese trentine che commerciano con l’estero. Lo dice l’indagine di Prometeia presentata oggi durante il secondo appuntamento organizzato dalla Provincia autonoma di Trento e Trentino Sviluppo nell’ambito del Comitato strategico provinciale per l’internazionalizzazione.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ufojuyuw/impresetrentineexport.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/export-competitivita-dei-prodotti-e-capacita-produttiva-i-punti-di-forza-delle-imprese-trentine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5554</width><height>4000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Focus dell’incontro: offrire a stakeholder, aziende e parti sociali alcuni spunti di riflessione sul tema e contribuire al dibattito in vista della definizione del piano strategico. In questo contesto lo studio dell’ente di ricerca è stato prezioso perché ha riportato una fotografia dettagliata e puntuale dello stato di crescita oltre confine del tessuto produttivo trentino, facendo anche emergere esigenze su cui modellare nuovi interventi provinciali a supporto dell’internazionalizzazione. Hanno partecipato all’evento Trentino Sviluppo, l’assessore per lo Sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti, tutte le associazioni di categoria, i rappresentanti di Trentino Marketing, della Camera di Commercio di Trento, dell’Agenzia provinciale per l’incentivazione delle attività economiche (APIAE) e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), e alcuni imprenditori trentini.<br />
<p>«Lo scopo dell’incontro di oggi – ha spiegato <strong>Achille Spinelli</strong> - è stato quello di definire gli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione, che saranno riassunti in un programma che verrà adottato dalla Provincia e che vede il contributo di tutti. È importante trovare un dialogo costante tra mondo pubblico e privato per condividere scelte, opinioni e progetti sul prossimo futuro, perché non ci si può affidare semplicemente alle dinamiche di mercato, ma è necessario definire assieme leve e obiettivi, per presentarsi all’estero con successo come Sistema Trentino».</p>
<p>Il secondo appuntamento del Comitato strategico, che si è tenuto nella sede della Provincia autonoma di Trento in Piazza Dante, è stato strutturato in tre momenti di lavoro e discussione.</p>
<p>La mattinata si è aperta con un confronto sui risultati dei tavoli di lavoro organizzati durante la prima giornata, che hanno permesso di individuare i cambiamenti in atto, di valutarne l’impatto sul sistema produttivo locale e di evidenziare i possibili punti di rottura e gli shock che richiedono risposte e azioni resilienti.</p>
<p>A questo primo momento di apertura è seguita l’esposizione dei risultati della survey di Prometeia, condotta su un campione di circa 180 imprese, prevalentemente di micro e piccole dimensioni, attive in svariati settori dell’economia locale. È emerso innanzitutto che le aziende del territorio si sentono preparate ad affrontare i mercati esteri, grazie in particolare alla competitività dei propri prodotti e a una buona capacità produttiva. Nonostante ciò, il report ha evidenziato che il margine di crescita per l’internazionalizzazione in Provincia è ancora rilevante, soprattutto nelle realtà più piccole, che in gran parte (61%) dichiara di non affacciarsi oltre confine. Si registra comunque una maturità dell’operatività sui mercati internazionali, con il 66% delle imprese del territorio che esporta da oltre 5 anni e il 68% che lo fa abitualmente. L’indagine ha fatto anche venire a galla le esigenze latenti delle imprese, che dichiarano di aver bisogno soprattutto di supporto nello sviluppo di contatti commerciali e di prodotti finanziari utili all’avvio o alla gestione dell’operatività internazionale.</p>
<p>Nella parte conclusiva dell’evento è stato infine illustrato il quadro generale del sostegno pubblico all’internazionalizzazione, del quale sono stati messi in luce attori e strumenti. Lo scopo della rassegna è stato far emergere gli spazi specifici per la politica provinciale, che da un lato può andare a colmare eventuali gap dell’azione degli organi centrali, mentre dall’altro avrà il compito di agire in sinergia con gli indirizzi nazionali al fine di attivare effetti di massa critica, coerenza e moltiplicatori.</p>
<p>In questa fase gli stakeholder locali, suddivisi in tre gruppi di lavoro, hanno avuto l’occasione di dare il proprio contributo in merito agli strumenti utili per supportare le imprese trentine. È emersa la necessità di stimolare nelle aziende la diffusione di una cultura legata all’internazionalizzazione attraverso servizi informativi e di accompagnamento con project manager dedicati, formazione sull’export digitale e condivisione di esperienze tra imprese e operatori pubblici e privati. Ma non solo. È stata anche sottolineata l’importanza di un’adeguata valorizzazione del brand Trentino come strumento di marketing verso l’estero e l’esigenza di definire una serie di cluster di aziende a partire dai quattro ambiti su cui si fonda la Smart Specialisation Strategy, la strategia provinciale di sviluppo economico che guiderà la crescita del Trentino negli anni a venire.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">06a4ae55-0364-4dd1-8fc9-c8d1eca858a9</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/meccanica-alimentari-e-bevande-guidano-l-export-trentino</link><title>Meccanica, alimentari e bevande guidano l’export trentino</title><description><![CDATA[Meccanica, alimentari e bevande. Sono questi i maggiori settori di export delle imprese trentine, che commerciano principalmente con i Paesi europei. Fanno eccezione gli Stati Uniti, che rappresentano l’11% delle esportazioni delle aziende del territorio, e la Cina, con un mercato in continua crescita.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/3b2flnel/exporttrentino.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/meccanica-alimentari-e-bevande-guidano-l-export-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>760</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A dirlo è il report “Processi di internazionalizzazione: tendenze, prospettive e scenari post-Covid” preparato dall’ente di ricerca e consulenza Prometeia in occasione del workshop promosso dalla Provincia autonoma di Trento e Trentino Sviluppo che si è tenuto oggi presso la sede della Pat in Piazza Dante. All’incontro, che è stato organizzato nell’ambito del Comitato strategico provinciale per l’internazionalizzazione, hanno partecipato l’assessore per lo Sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti, tutte le associazioni di categoria, i rappresentanti di Trentino Marketing e della Camera di Commercio di Trento e alcuni imprenditori trentini. Durante l’evento sono stati raccolti molti stimoli da parte dei partecipanti, grazie a tavoli di confronto finalizzati a individuare gli obbiettivi da raggiungere nel medio periodo.</p>
<p>«Ci siamo trovati oggi – ha spiegato <strong>Achille Spinelli</strong>, assessore allo Sviluppo economico della Provincia autonoma di Trento - per discutere di un tema fondamentale per la crescita del territorio: l’export delle imprese trentine. In un momento di grande crisi economica e sociale come quello che stiamo vivendo oggi, è più che mai cruciale confrontarsi e studiare delle strategie comuni, per agire sui mercati internazionali come “sistema Trentino”. Questo percorso è iniziato già nel 2020 con la creazione del Comitato strategico, che quest’anno si è posto un obiettivo importante: redigere un programma pluriennale per l’internazionalizzazione delle nostre imprese».</p>
<p>L’evento di oggi è stato il primo step di un percorso a tappe che culminerà con la redazione di un vero e proprio “Piano strategico”, messo a punto dalla Provincia assieme a tutte le categorie economiche del territorio. Presenti i vertici di Confindustria Trento, Federazione Trentina della Cooperazione, Associazione Artigiani del Trentino e di Confcommercio Trentino.</p>
<p>Durante il workshop è stato presentato il report di Prometeia, che ha delineato la situazione economica attuale e ha aiutato a intravvedere le prospettive future. È emerso per esempio che in Trentino c’è una grande dinamicità e propensione verso l’internazionalizzazione da parte non solo delle grandi imprese, già abituate a confrontarsi con l’estero, ma anche delle aziende di più piccole dimensioni. L’export provinciale è concentrato principalmente in 10 settori merceologici, che rappresentano ben l’81% del totale. Tra di essi troviamo macchinari e apparecchiature (20,5%), bevande (10,5%), autoveicoli e rimorchi (9,3%), prodotti chimici (8,1%) e alimentari (6,6). Gli Stati Uniti, partner privilegiato delle imprese del territorio (11% sul totale), sono uno dei mercati più dinamici in particolare nel settore Food &amp; Beverage, grazie soprattutto al crescente posizionamento del vino italiano in tutto il mondo.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la meccanica, punta di diamante dell’export trentino, troviamo una crescita guidata ancora dai paesi emergenti, come India, Canada, Ungheria e Brasile. Fondamentale sottolineare che, in questo settore, è in aumento la domanda di tecnologie complesse, in grado di integrare meccanica ed elettronica e di promuovere la transizione green. Una partita in cui la Provincia si è messa in gioco con lungimiranza ormai da diversi anni. Basti pensare ai grandi investimenti messi in campo sui due principali Poli Tecnologici di Trentino Sviluppo, dedicati alle aziende del comparto meccanico ed elettronico (Polo Meccatronica) e dell’economia circolare (Progetto Manifattura). Va ricordata infine la S3, la strategia provinciale di sviluppo concordata con l’Europa, in cui la sostenibilità e l’industria intelligente sono due dei quattro pilastri su cui il Trentino punta per la crescita economica del territorio.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">239e6aa0-493f-4c6c-9c1c-2c674fb825cb</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/export-trentino-dati-positivi</link><title>Export Trentino, dati positivi</title><description>Le esportazioni trentine nel secondo trimestre dell’anno registrano una crescita del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/nylbba5t/dalla-camera-di-commercio-4-5-milioni-per-le-imprese-trentine.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/export-trentino-dati-positivi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1097</width><height>585</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il dato è sostanzialmente in linea con quello nazionale e del Nord Est (pari rispettivamente a 22,2% e 17,2%). La variazione tendenziale del primo semestre si assesta invece su un +20,9% (+20,5% Nord Est e +22,5% Italia).</p>
<p>Su tale dinamica positiva incide, tuttavia, in modo rilevante l’incremento dei prezzi di vendita causato dall’aumento del costo di energia e materie prime.</p>
<p>Con riferimento ai <strong>settori produttivi</strong>, le vendite trentine all’estero sono costituite principalmente da prodotti dell’attività manifatturiera (quasi il 95% del valore complessivo).</p>
<p>La quota maggiore è da attribuire ai “macchinari ed apparecchi” (19,4%), seguono i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (15,9%) e i “mezzi di trasporto” (13,0%). Complessivamente, queste tre categorie merceologiche rappresentano circa il 50% delle esportazioni provinciali.</p>
<p>In linea con i dati dei trimestri precedenti, le <strong>importazioni</strong> registrano un aumento pari al 55,1%, con incrementi particolarmente rilevanti delle merci provenienti dalla Germania (+108 milioni) dai Paesi Bassi (+49 milioni) e dalla Cina (+30 milioni). Le principali quote di merci importate riguardano principalmente i “mezzi di trasporto”, con il 20,0%, seguiti da “sostanze e prodotti chimici” (15,0%) e “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (12,5%).</p>
Per quanto riguarda le <strong>destinazioni</strong>, l’Unione europea (27 Paesi) si conferma essere il principale mercato di riferimento sia per le esportazioni, avendo assorbito il 58,2% del totale, sia per le <span style="font-family: Panton, Lato, 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 15px;">importazioni, considerando che da essa proviene il 73,8% delle importazioni trentine.</span>
<p>Considerando il <strong>valore dell’<em>export</em></strong>, da diversi anni la graduatoria dei principali Paesi colloca al primo posto la Germania, mercato verso cui nel periodo aprile-giugno 2022 si sono dirette merci trentine per un valore complessivo di 228 milioni di euro, pari al 16,7% delle vendite effettuate sui mercati internazionali; seguono gli Stati Uniti con circa 183 milioni di euro (pari al 13,4% delle esportazioni complessive), la Francia con 135 milioni di euro (pari al 9,9%) e il Regno Unito con 118 milioni di euro (pari all’8,6%).</p>
<p>Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento tel. 0461 887 329; <a href="mailto:studi@tn.camcom.it">studi@tn.camcom.it</a><br /><br />Fonte: Cciaa Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8d10071c-7ab1-453a-8437-ff104d77ac62</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/vinitaly-da-blocco-export-russia-e-ucraina-perdite-per-200-mln</link><title>Vinitaly, da blocco export Russia e Ucraina perdite per 200 mln</title><description>“Il blocco dell’export di vini verso Russia e Ucraina produrrà per le cooperative vitivinicole perdite per oltre 200 milioni di euro".</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/x4mbgdfr/278337160-10158298472341373-8348470684770360444-n.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/vinitaly-da-blocco-export-russia-e-ucraina-perdite-per-200-mln" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1772</width><height>1181</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"Anche se il peso delle esportazioni in questi paesi rappresenta in termini assoluti una quota marginale “nel commercio estero dei vini italiani, e nonostante il divieto di esportazione sia di fatto stato limitato solo a vini dal valore superiore a 300 euro, le nostre cooperative hanno sospeso le vendite per via delle inevitabili difficoltà di garanzia nelle transazioni commerciali. Il blocco delle esportazioni nei due paesi ha poi un effetto indiretto in termini di ricollocazione del prodotto, con la conseguenza di una maggiore competizione sui mercati della parte di invenduto in Russia, Ucraina e Bielorussia”.</p>
<p>Così <strong>Luca Rigotti </strong>(nella foto) Coordinatore Settore Vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari sulle conseguenze del conflitto ucraino-russo sugli scambi economici delle imprese italiane di vino verso l’Europa dell’Est. “Ci sono inoltre problematiche inerenti l’attuazione della misura OCM Promozione vino sui Paesi terzi – prosegue Rigotti – con difficoltà ad attuare o proseguire attività previste nei progetti approvati. Insieme alle altre sigle della filiera vitivinicola, abbiamo chiesto che gli operatori che non riusciranno ad attuare le misure non incorrano nelle sanzioni previste e che vengano introdotte altre misure di flessibilità”.</p>
<ul>
<li><strong>L’export vitivinicolo italiano in Russia</strong></li>
</ul>
<p>L’Italia è il primo paese fornitore di vini in Russia, con una quota di mercato di circa il 30% e una posizione di leadership rispetto a Spagna e Francia. Nel solo 2021 le esportazioni di vino italiano sono cresciute del 18,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di 148 milioni di euro (+18% su base annua). Nel 2021 in Russia si è registrato un boom nella domanda di richiesta di spumanti (+25%). L’offerta è molto concentrata nei vini dolci e spumanti: 70 mila ettolitri (12% del totale venduto in Russia) sono rappresentati dalla Docg Asti spumante che esporta in Russia il 20% della produzione annua per un valore di 21 milioni di euro. Nel 2021 ha registrato +7,5% in volume e +2,5% in valore. Ammontano invece a 110 mila ettolitri (pari al 19% del totale venduto in Russia) le vendite di Prosecco per un valore di 38 milioni di euro. Nel 2021 ha registrato +63% in volume e +54% in valore.</p>
<ul>
<li><strong>L’export vitivinicolo italiano in Ucraina</strong></li>
</ul>
<p>In Ucraina l’Italia è leader di mercato e nei primi 9 mesi del 2021 ha registrato un incremento dell’import di vino italiani pari a un +20% in valore per i fermi frizzanti e un +78% per gli spumanti. Nel 2021 l’Italia ha esportato in Ucraina 42mila ettolitri di vino, per un valore di 55,5 milioni di euro, con un incremento del +30,1% rispetto all’anno precedente.</p>
<p>Le esportazioni di vino italiano in Bielorussia hanno raggiungo nel 2021 un valore di 8,2 milioni di euro, con una crescita del 16,1% rispetto all’anno precedente.</p>
<p><strong>La cooperazione vitivinicola di Alleanza</strong></p>
<p>Oltre 9mila addetti in 379 cantine cooperative, 110mila soci aderenti, una produzione pari al 58% del vino italiano, un giro d’affari di 4,8 miliardi di euro, il 40% del totale del fatturato del vino nazionale. Sono i numeri della cooperazione vitivinicola, un comparto particolarmente performante che vede ben 8 cooperative con fatturati superiori a 100 milioni di euro nei primi posti della classifica delle società vinicole per fatturato.</p>
<p>Il fatturato aggregato derivante dall’export delle cantine cooperative è pari a 2 miliardi di euro, pari a circa un terzo di tutto il vino italiano commercializzato all’estero, che ha raggiunto la quota record di 7,1 miliardi di euro (dicembre 2021, +12,4% rispetto al 2020).</p>
<p>La valorizzazione dei soci è garantita da un livello medio di prevalenza mutualistica che si attesta ben oltre l’82%. In termini occupazionali, la cooperazione vitivinicola associata dà lavoro a oltre 9.000 persone, di cui il 67% è impiegato a tempo indeterminato.<br /><br />Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item></channel></rss>