<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=lavoro</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 11 Apr 2026 10:27:36 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">4031b1d6-246c-405c-a91f-8405258f9b11</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/coltivare-il-lavoro-dignitoso-per-produrre-bene-comune</link><title>Coltivare il lavoro dignitoso per produrre bene comune</title><description><![CDATA[<p>Le novità anticipate nel Convegno: per la prima volta in Trentino lo scambio di lavoratori tra le piccole imprese agricole, dall'inizio estate. L'avvio dei contratti di rete tra consorzi e cooperative. La creazione della banca degli appalti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/rrllpfck/relatrici-e-relatori.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/coltivare-il-lavoro-dignitoso-per-produrre-bene-comune" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>833</width><height>555</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Entro l'inizio della prossima estate, per la prima volta in Trentino sarà possibile lo scambio di manodopera in agricoltura e basterà un clic per segnalarlo con lo smartphone ai servizi provinciali di sistema. E' la novità di maggior rilievo lanciata nel corso del Convegno odierno “Coltivare il lavoro dignitoso per produrre bene comune”, organizzato dalla cooperativa Sant'Orsola nel suo auditorium.</p>
<p>Da anni gli imprenditori agricoli cercano la modalità adatta ad affrontare in modo efficace le difficoltà di reperimento dei lavoratori e la Sant'Orsola se n'é fatta portavoce organizzando l'appuntamento odierno. Ma quella dello scambio non è la sola novità uscita oggi, in quanto è ormai prossima l'istituzione dell'albo locale degli appalti in agricoltura in modalità trentina che va oltre la normativa nazionale prevista con la banca degli appalti ed è in vista il varo dei contratti di rete tra consorzi e cooperative che potranno scambiarsi tra loro collaboratori.</p>
<p>Le anticipazioni sono dell'assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli intervenuto stamane subito dopo il saluto rivolto dal presidente della Sant'Orsola Silvio Bertoldi ai partecipanti. Tra loro specialmente imprenditori agricoli, cooperative, associazioni sindacali di categoria locali e nazionali e consulenti del lavoro.</p>
<p>Novità, ha sottolineato Spinelli, rese possibili dall'autonomia trentina ed introdotte nella legge provinciale 10 del 2025. Sono già in corso di stesura i relativi decreti attuativi in modo da avviare il nuovo regime in agricoltura entro l'inizio dell'estate.</p>
<p>"Nell’arco di un mese o di un mese e mezzo contiamo di arrivare alla definizione della disciplina attuativa - ha precisato- stiamo inoltre studiando la possibilità di sperimentare contratti di rete, per organizzare il lavoro in modo più attuale anche all'interno dei nostri consorzi agricoli. Nel frattempo la misura sarà accompagnata da attività informative per gli operatori curate dalle nostre strutture, in attesa dell’implementazione della piattaforma informatica dedicata. Inoltre, stiamo lavorando con le forze dell'ordine affinché sia garantita sicurezza e legalità nel settore, nel rispetto però delle consuetudini locali”.</p>
<p>Il senso e le motivazioni del Convegno sono nelle parole del direttore generale della Sant'Orsola Michele Plancher: “Il settore agricolo stia attraversando una fase di grande trasformazione annunciando nuove sfide che richiedono alle aziende di crescere, organizzarsi meglio e lavorare sempre più in modo coordinato.</p>
<p>In questo contesto, i contratti di rete rappresentano una grande opportunità. Consentono alle imprese di unire competenze, condividere risorse e sviluppare modelli organizzativi più efficaci. Ma soprattutto permettono di rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza, che deve diventare un valore condiviso da tutta la filiera. La giornata di oggi dimostra quanto sia importante il dialogo tra imprese, istituzioni, mondo tecnico e professionisti.</p>
<p>Solo attraverso la collaborazione possiamo affrontare con efficacia le criticità del settore e trasformarle in opportunità di crescita”. In collegamento con Roma, perché bloccato dagli eventi di questi giorni, è intervenuto il Viceministro dell'economia e finanza Maurizio Leo che ha illustrato le ultime novità fiscali a favore del settore agricolo ed ha colloquiato con Mauro Zanella (presidente Ordine dei consulenti del lavoro Trento), moderatore della tavola rotonda conclusiva.</p>
<p>Tra le misure più recenti a sostegno del mondo agricolo, Leo ha segnalato le esenzioni sul reddito domenicale ed agrario, le agevolazioni per gli impianti di fotovoltaico installati in campo e la nuova disciplina relativa al credito di imposta. Nello specifico delle novità sono entrate le dirigenti dei Servizio lavoro provinciale Giuliana Cristoforetti e dell'Agenzia del Lavoro Stefania Terlizzi, che hanno elaborato assieme le modalità operative.</p>
<p>Lo scambio di manodopera potrà avvenire tra società semplici e tra queste e singoli imprenditori, dunque per una platea di interessati in grado di coprire secondo le previsioni circa il 97 per cento del mondo agricolo trentino, studenti, pensionati e vicini compresi. Con l'obiettivo di dare lavoro ai locali e di mitigare l'accesso di lavoratori di origine straniera. Secondo Terlizzi è possibile l'evoluzione del rapporto di lavoro in agricoltura in una logica che consente di far convergere la tutela del lavoratore e la competitività dell'impresa.</p>
<p>“Il Trentino è pronto - ha affermato- siamo pronti a fare da &lt;campo di prova&gt; per questa nuova frontiera del lavoro agricolo”. La trasparenza, ha spiegato è garantita dall'Albo degli appalti locale in via di realizzazione, con iscrizione obbligatoria dei datori di lavoro per garantire la regolarità e lo scambio di manodopera, per evitare che la scarsità si trasformi in forme di sfruttamento e per l'avvio dei contratti di rete. Da un lato i datori di lavoro possono pianificare il loro abbisogno territoriale e dall'altro i lavoratori possono godere di occupazione duratura, che supera il concetto di lavoro a giornata e sono collocati all'interno di una rete organizzata e controllata dal pubblico. Chi aderisce all'Albo è valutato come azienda affidabile e può accedere ai sostegni e mercati pubblici.</p>
<p>L'innovazione digitale entra nelle novità dello scambio di manodopera, segnalato da Cristoforetti. Ci sarà infatti pronto un apposito sistema digitale di comunicazione in tempo reale. Con lo smartphone e mediante una app dedicata, l'azienda può notificare all'Agenzia del lavoro l'inizio o la fine dello scambio di manodopera in tempo reale ed il procedimento è tracciabile e geolocalizzato. Ciò coniuga la flessibilità organizzativa con il controllo di legalità richiesto dalla legge. Nelle novità s'à inserita anche la Federazione trentina della cooperazione che intende sperimentare la modalità dei contratti di rete in particolare nel settore zootecnico, tra allevatori e caseifici cooperativi per l’assunzione condivisa di personale. Ne ha parlato Gabriele Barichello (Cooperazione Trentina). “L’obiettivo - ha anticipato- è definire un fabbisogno minimo di lavoro, espresso in - full time equivalent - capace di garantire un effettivo sollievo organizzativo agli allevatori e migliorare la sostenibilità del lavoro nelle aziende agricole”.</p>
<p>Se Paola Sanna (Ordine dei consulenti del lavoro del Trentino) ha sostenuto la necessità di diffondere la cultura della legalità e della sicurezza sul lavoro, Loris Bonato     (Itas, responsabile nazionale area retail e agricoltura) ha segnalato i nuovi meccanismi per coprire i rischi da eventi atmosferici, modello Agricat, che si affiancano alle tradizionali coperture assicurative e le rinforzano. I temi e le novità emerse durante il Convegno sono stati discussi in ottica nazionale e locale durante la tavola rotonda finale alla quale hanno partecipato Crisa la Civita (         Confagricoltura, direzione politiche del lavoro, Roberto Magrini (Coldiretti, responsabile nazionale relazioni sindacali). Danilo De Lellis (C.I.A. responsabile nazionale delle relazioni sindacali) e Giuliana Cristoforetti.</p>
<p>In particolare, Magrini ha rilevato che, dopo il click day del 12 gennaio 2026, ancora permangono problemi di fluidità procedurale sia in Italia, con gli sportelli unici per l’immigrazione, che all’estero per il rilascio dei visti che impediscono all’impresa di disporre dei lavoratori in tempi compatibili con l’attività aziendale per la quale sono stati richiesti. “Trovare personale non basta, serve uno sforzo ulteriore: occorre trattenerlo e fidelizzarlo, anche se stagionale” ha segnalato la Civita, approvando le novità trentine annunciate durante il Convegno. Dal canto suo, De Lellis, ha parlato delle caratteristiche del lavoro accessorio, reso strutturale dalla Legge n. 199/2025 e riportato nella Legge di Bilancio 2026.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Sant'Orsola - Mario Anelli</author></item><item><guid isPermaLink="false">11f55339-5a1c-45ff-adee-2730446f86b2</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/citta-futura-prima-impresa-trentina-a-ottenere-la-certificazione-asse-co</link><title>Città Futura prima impresa trentina ad ottenere la certificazione ASSE.CO</title><description>Con questa asseverazione, la cooperativa sociale conferma un modello organizzativo fondato su trasparenza, correttezza nella gestione del personale e pieno rispetto delle normative sul lavoro.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/lmocxeux/citta-futura0411-079.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/citta-futura-prima-impresa-trentina-a-ottenere-la-certificazione-asse-co" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>8256</width><height>5504</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Città Futura società cooperativa sociale è la prima impresa con sede legale e operativa in Trentino ad aver ottenuto la certificazione ASSE.CO – Asseverazione di Conformità, uno strumento che attesta la piena regolarità nella gestione dei rapporti di lavoro sotto il profilo contrattuale, contributivo, retributivo e della sicurezza.</p>
<p>Questa certificazione nasce da un protocollo di intesa sottoscritto tra il Ministero del Lavoro e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, con l’obiettivo di certificare la correttezza delle imprese nella gestione del personale e, al contempo, promuovere una diffusa cultura della legalità. È un'iniziativa che trova un deciso sostenitore nel Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Trento, <strong>Mauro Zanella</strong>, il quale ne promuove con forza l'adozione sul territorio, ed anche nella dirigente del Servizio Lavoro della Provincia autonoma di Trento <strong>Giuliana Cristoforetti</strong>.</p>
<p>«L’ottenimento di questa certificazione – ha commentato <strong>Sandra Dodi</strong>, presidente di Città Futura – è la conferma di una scelta precisa: mettere al centro la qualità delle relazioni di lavoro, la trasparenza e la tutela dei diritti, perché crediamo che il benessere di chi lavora con noi sia una condizione fondamentale per offrire servizi educativi di qualità alle famiglie e alle comunità con cui collaboriamo».</p>
<p>Il percorso di certificazione è stato realizzato con la collaborazione della consulente del lavoro <strong>Paola Sanna</strong> dello studio Sanna-Vichi di Trento ed è frutto di un lavoro approfondito e sinergico che ha coinvolto l’area risorse umane della cooperativa, coordinata dalla responsabile <strong>Sara Bettocchi</strong>.</p>
<p>Il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca della Provincia Autonoma di Trento, <strong>Achille Spinelli</strong>, nel congratularsi con la cooperativa, ha definito questo risultato «un segnale confortante e di vitalità di quel patto tra Pubblica amministrazione ed imprese, ove la tensione verso obiettivi di legalità è premiata con un contenimento dell'attività di vigilanza». «Le imprese trentine che dimostrano un forte senso di responsabilità sociale – ha detto – devono essere premiate e valorizzate anche nell’ambito della vigilanza ispettiva sulla regolarità del lavoro».</p>
<p>Il percorso di asseverazione intrapreso da Città Futura è stato infatti particolarmente approfondito e rigoroso. Ne è ulteriore conferma il fatto che, parallelamente al processo certificativo, l’Ufficio Ispettivo provinciale ha svolto una verifica indipendente per confrontare l’iter ASSE.CO con le consuete modalità di controllo pubblico. L’attività, coordinata da <strong>Roberto Nulli</strong>, Sostituto Direttore dell’Ufficio Ispettivo, con le ispettrici <strong>Lara Poletti</strong> e <strong>Hajar Boudraa</strong>, ha confermato la piena corrispondenza tra i due percorsi. Ciò significa che le verifiche ASSE.CO hanno prodotto gli stessi risultati di un’ispezione ordinaria, dimostrando come il processo di asseverazione possa, di fatto, sostituire l’attività ispettiva tradizionale. Non a caso, il protocollo nazionale prevede che l’azione di vigilanza sia attivata in via prioritaria nei confronti delle imprese non in possesso della predetta asseverazione.</p>
<p>La verifica ha riguardato tutti gli ambiti centrali della gestione del rapporto di lavoro, tra cui:</p>
<ul>
<li>la <strong>conformità contrattuale e retributiva</strong>, con la corretta applicazione dei contratti collettivi di riferimento e il regolare pagamento di retribuzioni, contributi e ritenute fiscali;</li>
<li>il rispetto degli <strong>adempimenti legislativi</strong>, in particolare in materia di sicurezza sul lavoro, pari opportunità, rispetto dell’orario di lavoro, collocamento obbligatorio e disciplina in materia di tirocini;</li>
<li>la <strong>gestione del personale</strong>, dalle assunzioni alle cessazioni, dalle variazioni contrattuali alla corretta gestione degli orari di lavoro;</li>
<li>la <strong>correttezza della documentazione</strong>, con l’analisi di buste paga, presenze, TFR, flussi uniemens, quadratura di versamenti contributivi, premi INAIL ed imposte.</li>
</ul>
<p>La decisione di intraprendere questo percorso nasce dalla volontà di dare evidenza a un modo di operare costruito nel tempo, fondato su correttezza, trasparenza e rispetto delle persone che lavorano nella cooperativa. Un impegno coerente con i valori che guidano Città Futura nella gestione quotidiana dei servizi e delle relazioni professionali.</p>
<p>L’ottenimento della certificazione ASSE.CO rafforza l’immagine di Città Futura come realtà attenta alla qualità del lavoro e rappresenta una garanzia concreta anche per le amministrazioni pubbliche con cui la cooperativa collabora nella gestione dei servizi per l’infanzia, così come per le famiglie che ne usufruiscono. Una gestione responsabile dei rapporti di lavoro contribuisce infatti al benessere delle persone, alla stabilità organizzativa e alla qualità dei servizi, rendendo concreti valori come legalità, inclusione, sicurezza e parità.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa - Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">9299e3ef-72a4-42e3-b378-25438136e890</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-in-trentino-dati-positivi-nel-primo-semestre</link><title>Lavoro in Trentino, dati positivi nel primo semestre 2025</title><description>Nel primo semestre 2025 il mercato del lavoro in Trentino ha consolidato la dinamica positiva osservata nell’anno precedente: sono aumentate partecipazione e occupazione, mentre è sensibilmente diminuita la disoccupazione.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/swxft43s/lavoropat.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-in-trentino-dati-positivi-nel-primo-semestre" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2500</width><height>1097</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo confermano i dati del 40° rapporto sull'occupazione da Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento. Dal 2021, dopo la fase pandemica, le assunzioni si sono attestate su valori nettamente superiori al periodo precedente. L'80,9% dei lavoratori dipendenti sono occupati con un contratto stabile.</p>
<p>"I dati del primo semestre sono positivi - ha commentato il vicepresidente e assessore al lavoro della Provincia, <strong>Achille Spinelli.</strong> Diminuisce la disoccupazione, cresce l'occupazione e migliora anche la qualità del lavoro, con un aumento, importante, di occupati con competenze di alto livello. Certamente - ha detto ancora Spinelli - si stanno delineando alcune criticità, dovute anche a dinamiche internazionali, come nel settore manifatturiero. Il quadro generale resta comunque positivo, però dobbiamo prepararci ad interpretare le incertezze che ci riserva il futuro. In questo - ha concluso Spinelli - potrà esserci d'aiuto il piano industriale e le politiche economiche che stiamo preparando".</p>
<p>Il professor <strong>Riccardo Salomone</strong>, presidente di Agenzia del Lavoro, ha evidenziato come il quadro sia stabile, in una crescita che si presenta ancora di un certo rilievo. Due gli elementi di criticità evidenziati da Salomone: la tendenza all'aumento dell'occupazione part time e a termine rispetto al lavoro a tempo indeterminato e la difficoltà delle imprese a trovare competenze e professionalità adeguate. "Ci sono, dunque, - ha spiegato Salomone - due versanti su cui intervenire. Il primo versante è innalzare la qualità del lavoro, ovvero il modo in cui le imprese reclutano e governano i rapporti di lavoro, anche dal punto di vista retributivo. Il secondo versante, su cui l'Amministrazione trentina deve impegnarsi, è quello di aiutare le imprese a colmare lo squilibrio fra domanda e offerta di lavoro".</p>
<p>Nel primo semestre 2025 - ha spiegato <strong>Isabella Speziali</strong>, direttrice dell'Ufficio dati e funzioni di sistema di Agenzia del Lavoro, presentando i numeri - il mercato del lavoro ha consolidato la dinamica positiva osservata nell’anno precedente: sono aumentate partecipazione e occupazione, mentre è ulteriormente diminuita la disoccupazione. Le forze di lavoro sono cresciute dell’1,3% (+3.300), trainate soprattutto dalle donne, mentre gli inattivi sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,1%), per l’andamento contrapposto di uomini, in crescita, e donne, in calo.</p>
<p>Gli occupati sono saliti di 6.200 unità (+2,5%) portandosi a quota 252.500. Uomini e donne sono cresciuti in misura simile, confermando la stessa composizione percentuale di un anno prima, con il 54,2% di occupati di sesso maschile. I disoccupati sono calati drasticamente (–35,9%), attestandosi a 5.200 soggetti. Quasi due terzi sono donne, anche perché la riduzione di persone in cerca di lavoro è stata più marcata sul versante maschile (-53,8%) che su quello femminile (-16,7%).</p>
<p>L’incremento dell’occupazione è stato determinato dai lavoratori dipendenti (+3,3%), che hanno compensato il calo degli autonomi (-0,5%). Gli uomini guidano entrambe le dinamiche, con una forte crescita tra i dipendenti (+7,9%) e un notevole calo tra gli indipendenti (-13,2%). Il terziario è stato il settore più dinamico, con una crescita di occupati del 3,3%, sostenuta principalmente dalle altre attività dei servizi (+4,6%), mentre i comparti legati al turismo hanno fatto segnare un apprezzamento modesto (+0,2%). La dinamica del settore è stata sostenuta più dalla crescita delle donne (+4,8%), che degli uomini (+1,3%).</p>
<p>Il secondario ha mostrato una variazione del +0,8%, solo grazie alle costruzioni (+4,8%), mentre l’industria in senso stretto ha subito un calo dello 0,8%. In entrambi i comparti la crescita è stata solo maschile. L’agricoltura ha mantenuto, sostanzialmente, gli occupati del primo semestre 2024 (-0,1%) a causa di una contrazione delle donne (-5,9%) che ha annullato l’incremento sul versante maschile (+1,7%). La distribuzione degli occupati complessivi vede avanzare moderatamente il terziario a discapito del secondario: terziario 177.400 (70,3%, +0,6 punti), secondario 64.700 (25,6%, -0,5 punti), agricoltura 10.300 (4,1%, -0,1 punti). Per quanto riguarda gli indicatori del mercato del lavoro, il tasso di attività è cresciuto nel primo trimestre, ma ha ceduto leggermente nel secondo, il tasso di occupazione è salito in entrambi i periodi e il tasso di disoccupazione è sceso sia nel primo che nel secondo quarto.</p>
<p>Nel corso del primo semestre del 2025, rispetto all’analogo periodo dell’anno prima, si osserva  una forte crescita anche della domanda di lavoro delle imprese trentine. Rispetto ai primi sei mesi del 2024, le assunzioni crescono, infatti, di 2.937 unità e del +3,9%.  Questo aumento peraltro si accompagna a un saldo occupazionale positivo, con un numero di assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato che è di 14.720 unità superiore a quello delle cessazioni dal lavoro.</p>
<p>Da gennaio a giugno, le ore di cassa integrazione autorizzate sono aumentate del 75,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, raggiungendo 1.190.798 ore, equamente distribuite tra primo e secondo trimestre. L’incremento ha riguardato soprattutto la cassa integrazione straordinaria (Cigs), cresciuta di oltre 250.000 ore (+1.175,9%), dopo aver toccato il livello minimo nel primo semestre 2024. La cassa integrazione ordinaria (Cigo) è aumentata del 38,6%, attestandosi a 912.174 ore, e continua a rappresentare lo strumento più utilizzato, con più di tre quarti delle ore concesse nel semestre. Per il terzo anno consecutivo la cassa integrazione in deroga (Cigd) è rimasta inutilizzata. Le attività coinvolte sono quelle del ramo industria (in crescita dell’85,8%), beneficiarie del 72,9% delle ore e quelle del ramo edilizia (+52,4%), che hanno assorbito la quota rimanente. Il comparto delle attività meccaniche è il più coinvolto, in quanto destinatario di un terzo di tutte le ore concesse nel semestre.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">dfa4556b-7b13-4b2f-a593-5185d08ee430</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/sostegno-al-lavoro-nel-terzo-settore</link><title>Sostegno al lavoro nel Terzo Settore: 45 milioni di euro per il triennio</title><description>La Giunta provinciale ha approvato un aggiornamento del riparto del Fondo istituito per riconoscere i maggiori oneri derivanti dal rinnovo dei contratti di lavoro sottoscritti nel 2024.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/enfiburn/terzosettore.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/sostegno-al-lavoro-nel-terzo-settore" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6016</width><height>4016</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il provvedimento è stato proposto dall'assessore alla salute e politiche sociali Mario Tonina, di concerto con l'assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità Francesca Gerosa e con l'assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica ed enti locali Giulia Zanotelli.<br />Il Fondo è destinato alle lavoratrici e ai lavoratori degli enti del terzo settore e ad altri soggetti privati senza scopo di lucro che operano nei settori socio-assistenziale, socio-sanitario e socio-educativo. L'aggiornamento si è reso necessario in seguito all'approvazione del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) delle cooperative sociali e del relativo contratto integrativo provinciale.<br />"Investire risorse per sostenere i contratti significa riconoscere il valore del lavoro dei tanti professionisti che lavorano nell'ambito dei servizi educativi e di welfare, che con competenza e dedizione si prendono cura delle persone e delle comunità. E' un impegno che ci siamo presi come amministrazione provinciale quello di sostenere i lavoratori di un settore che è parte integrante del nostro welfare territoriale. Sostenendo i lavoratori sosteniamo le famiglie, gli anziani, i minori, le persone con disabilità e tutti coloro che trovano nei servizi realizzati dai soggetti del terzo settore un punto di riferimento concreto e umano", così l'assessore Mario Tonina.</p>
<p>Istituito con la legge provinciale 9/2024, il fondo è stato successivamente integrato nell'agosto 2025, portando le risorse complessive a:</p>
<ul>
<li><strong>22,1 milioni di euro</strong> per l'anno 2025</li>
<li><strong>23,2 milioni di euro</strong> per gli anni 2026, 2027 e a regime.</li>
</ul>
<p>Con la deliberazione approvata oggi, viene aggiornata l'assegnazione delle risorse alle strutture provinciali di riferimento, ovvero: Dipartimento Enti locali, agricoltura, ambiente e cooperazione; Dipartimento Istruzione e cultura; Dipartimento Salute e politiche sociali e UMST Affari generali, presidenza e segreteria della Giunta. Le somme ripartite ammontano a <strong>21.865.690,38 euro</strong> per il 2025 e <strong>22.932.491,25 euro</strong> per il 2026, con un importo identico previsto anche per il 2027.</p>
<p>Le modalità di trasferimento delle risorse agli enti beneficiari saranno definite con successivi provvedimenti.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">90210a30-b796-449b-998c-ec03df7b34d3</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/gsh-inclusione-lavoro-e-passione-nel-ritiro-del-napoli-calcio</link><title>Gsh: inclusione, lavoro e passione nel ritiro del Napoli Calcio</title><description>Si è conclusa con grande successo l’esperienza che ha visto la cooperativa sociale GSH impegnata nella gestione del punto ristoro presso il Palazzetto dello Sport in occasione del ritiro estivo del Napoli Calcio.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ncgnk2lz/gsh-napoli-dimaro.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/gsh-inclusione-lavoro-e-passione-nel-ritiro-del-napoli-calcio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Per dieci giorni intensi, utenti, operatori e volontari hanno lavorato fianco a fianco, collaborando con l’Associazione “Il Filò” di Dimaro per offrire un servizio bar efficiente e accogliente ai residenti ma soprattutto ai migliaia di tifosi giunti quotidianamente per seguire gli allenamenti e le amichevoli della squadra partenopea. Caffè, gelati, bibite fresche, pizze e bomboloni sono stati serviti con professionalità e sorrisi, creando un clima di festa e condivisione.</p>
<p>Questa esperienza è stata molto più di un semplice servizio di ristorazione: ha rappresentato un’opportunità concreta di integrazione e crescita per tutti i partecipanti. Ogni giorno, due utenti del Centro “Il Noce”, affiancati da un operatore, giovani volontari e referenti dell’Associazione “Il Filò”, hanno gestito con entusiasmo e responsabilità tutte le attività, dimostrando capacità organizzative e spirito di squadra.</p>
<p>Particolarmente significativo è stato anche il contributo durante le due partite amichevoli, quando tutto il gruppo si è mobilitato sugli spalti per distribuire acqua ai tifosi delle due squadre. Un momento impegnativo ma ricco di scambi umani e di emozioni autentiche, in cui ognuno ha dato il meglio di sé.</p>
<p><em>“Lavoro, divertimento, integrazione e motivazione: sono queste le parole che meglio descrivono l’esperienza vissuta</em> – afferma il<strong> presidente della Cooperativa Sociale Gsh Michele Covi</strong> – <em>Un percorso che ha dimostrato come l’inclusione non sia solo un obiettivo, ma una realtà possibile e arricchente per tutti.</em></p>
<p><em>Voglio ringraziare l'amministrazione comunale di Dimaro-Folgarida guidata dal sindaco Marco Panciera e un ringraziamento particolare anche all'associazione Il Filò che ha coordinato il progetto e fatto vivere questa bella esperienza ai nostri ragazzi.”</em></p>
<p>Il Centro Occupazionale “Il Noce” di Dimaro-Folgarida, gestito da GSH, opera quotidianamente per promuovere l’autonomia, le competenze e la socializzazione delle persone con disabilità. Situato all’interno di una struttura polifunzionale messa a disposizione dal Comune, il Centro propone attività mirate allo sviluppo di abilità motorie, cognitive e relazionali, favorendo la crescita personale e l’inserimento sociale.</p>
<p>"L’esperienza vissuta durante il ritiro del Napoli Calcio -conclude il presidente Covi- conferma ancora una volta l’importanza di creare occasioni di incontro e collaborazione tra realtà diverse, per costruire una comunità sempre più inclusiva".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Gsh</author></item><item><guid isPermaLink="false">6d0d89a7-c795-401e-a917-b64354a003a3</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/formazione-per-un-lavoro-agricolo-piu-sicuro-e-qualificato</link><title>Formazione per un lavoro agricolo più sicuro e qualificato</title><description>Grande interesse per il corso di formazione.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/r5klweuz/formazioneagricola.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/formazione-per-un-lavoro-agricolo-piu-sicuro-e-qualificato" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>711</width><height>462</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Promosso dal Servizio lavoro della Provincia autonoma di Trento con TSM -Trentino School of Management, in collaborazione con la Direzione provinciale dell’INPS di Trento, per accompagnare le imprese e le società agricole all’iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità, istituita presso l’INPS.<br />Oltre 250 persone hanno partecipato alle prime 6 edizioni del percorso formativo che rappresenta un’opportunità concreta per acquisire informazioni utili a fronteggiare correttamente e con la massima trasparenza le pratiche di assunzione della manodopera necessaria ad affrontare le stagioni di raccolta in Trentino. Ciascuna sessione di formazione si è chiusa, inoltre, con un focus in materia di sicurezza, in particolare sulle linee guida per la sorveglianza semplificata in agricoltura che circostanziano in modo puntuale anche gli aspetti delle visite mediche preliminari all'assunzione.</p>
<p>Agli incontri, della durata di cinque ore, hanno partecipato gli ispettori del Servizio lavoro, dell’INPS e di APSS - UOPSAL, con Agenzia del Lavoro e l’intervento di EBTA, al fine di promuovere l'importanza della bilateralità in agricoltura. </p>
<p>Considerato l’apprezzamento e l’interesse suscitato dal percorso e le richieste provenienti dal territorio, il Servizio lavoro, con TSM, ha programmato altri due appuntamenti, che si svolgeranno dalle ore 8.00 alle ore 13.00 a Madruzzo, presso la Cantina di Toblino, l’11 luglio e a Mori, presso la Cantina Colli Zugna, il 14 luglio. L’accesso è libero, ma è consigliata l’iscrizione.</p>
<p>Qui tutte le informazioni, il calendario e le modalità di iscrizione:</p>
<p><a href="https://www.tsm.tn.it/attivita/rete-del-lavoro-agricolo-di-qualita/">https://www.tsm.tn.it/attivita/rete-del-lavoro-agricolo-di-qualita/ </a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">dcc4e31b-d29d-489e-87b8-bbfb16890814</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-in-agricoltura-sicurezza-diritti-e-cooperazione-al-centro-del-dibattito</link><title>Lavoro in agricoltura: sicurezza, diritti e cooperazione al centro del dibattito</title><description>Nel corso dell’ottavo Congresso della FAI CISL, l'assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca, Achille Spinelli, è intervenuto sul tema del lavoro in agricoltura, sottolineando un approccio attento alle esigenze di imprese e lavoratori.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/cxabmb2r/panoramicaconvegno.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-in-agricoltura-sicurezza-diritti-e-cooperazione-al-centro-del-dibattito" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>878</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"Le imprese non sono solo strutture produttive, ma sono fatte di uomini e donne," ha dichiarato l’assessore, ricordando l’impegno del Servizio Lavoro della Provincia e di Agenzia del Lavoro nel contrastare le forme di abuso e irregolarità occupazionale. "Il ruolo del Sindacato in questo processo di vigilanza è fondamentale," ha aggiunto, ripercorrendo alcune delle azioni messe in campo, come il Protocollo di intesa in agricoltura e le campagne di reclutamento che, favorendo l'incontro tra domanda e offerta, puntano anche a contrastare l'intermediazione illecita, o il progetto europeo FARm, Filiera dell'Agricoltura Responsabile, che sostiene i diritti dei lavoratori e promuove la legalità nel settore.</p>
<p>Un tema centrale affrontato dall'assessore è stato quello della sicurezza nei luoghi di lavoro. "Un lavoro di qualità non può prescindere dalla sicurezza e dal rispetto della persona" ha affermato, ricordando la campagna "Buon lavoro in agricoltura". "Dobbiamo investire nella formazione, nella cultura della sicurezza e nell’uso consapevole dei dispositivi di protezione. Solo così possiamo garantire il benessere dei lavoratori e ridurre i rischi sul campo", ha aggiunto Spinelli.</p>
<p>Parlando del lavoro agricolo, l’assessore ha evidenziato le specificità del settore, caratterizzato da un’attività intensa e manuale. "Il nostro sistema produttivo si regge sulla cooperazione, un modello che in Trentino ha dimostrato di funzionare e di essere un punto di riferimento a livello nazionale." Con poco meno di 30.000 lavoratori all’anno, di cui molti stagionali, il settore agricolo trentino si basa su una presenza significativa di manodopera straniera. "Nella sola Val di Non, il rapporto tra lavoratori stranieri e italiani arriva a 5 a 1. Questo dato ci impone di continuare a lavorare per garantire condizioni di lavoro dignitose e opportunità per tutti", ha commentato.</p>
<p>L’assessore Spinelli ha inoltre ribadito l’impegno della Provincia autonoma di Trento nel gestire le situazioni di crisi nel settore: "Attraverso operazioni di aggregazione, riconversione e crescita vogliamo rafforzare il sistema cooperativo agricolo e la filiera agroalimentare, sostenendo un comparto che rappresenta una parte fondamentale della nostra economia".</p>
<p>Infine, l'assessore ha fatto riferimento al "Progettone" e ai lavori socialmente utili, evidenziando la volontà della Provincia di tutelare e valorizzare il loro contributo: "Vogliamo garantire un giusto riconoscimento economico ai lavoratori impegnati in questi percorsi. È un impegno concreto per il lavoro e per la dignità delle persone".</p>
<p>L’intervento si è concluso con un augurio di buon lavoro ai partecipanti del congresso e un ringraziamento rivolto alla segretaria della FAI CISL, Katia Negri e al segretario generale, Onofrio Rota.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">71f7bec1-3fc4-4f67-9cf4-0d329708d86f</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/intelligenza-artificiale-focus-censis-confcooperative</link><title>Intelligenza artificiale. Focus Censis Confcooperative</title><description><![CDATA[<p>Gardini «Sale il Pil +1,8% entro il 2035, ma scende il lavoro 6 milioni di posti a rischio. L’IA sia al servizio delle persone e non viceversa».</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/201jglwj/confcooperativeai.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/intelligenza-artificiale-focus-censis-confcooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1125</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>«Un conto economico in chiaro scuro quello che l’intelligenza artificiale si appresta a presentare al nostro Paese. Da qui al 2035 l’IA porterà una crescita del Pil fino a 38 miliardi, pari al +1,8%, ma 6 milioni di lavoratori sono a rischio sostituzione, mentre 9 milioni potrebbero vedere l’IA integrarsi con le loro mansioni. Per un totale di circa 15 milioni di lavoratori sul totale esposti agli effetti dell’IA. Questi dati dimostrano come il paradigma vada subito corretto: la persona va messa al centro del modello di sviluppo con l’intelligenza artificiale al servizio dei lavoratori e non viceversa». Così Maurizio Gardini commenta il Focus Censis Confcooperative <strong>“Intelligenza artificiale e persone: chi servirà chi?”</strong></p>
<p><strong>Le professioni più esposte alla sostituzione</strong>: sono quelle intellettuali automatizzabili (contabili, tecnici bancari). <strong>Le professioni ad alta complementarità</strong>: includono avvocati, magistrati e dirigenti. Nella <strong>Tab 1</strong><strong> Le prime 10 professioni esposte alla complementarità o al rischio di sostituzione <em>Fonte</em>: elaborazione Censis su dati Banca d'Italia</strong></p>
<table border="0" width="529">
<tbody>
<tr>
<td width="115">
<p> <strong>Tab 1</strong></p>
</td>
<td width="216">
<p><strong>ALTA ESPOSIZIONE COMPLEMENTO</strong></p>
</td>
<td width="198">
<p><strong>ALTA ESPOSIZIONE SOSTITUZIONE</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>1</p>
</td>
<td width="216">
<p>Direttori e dirigenti della finanza ed amministrazione</p>
</td>
<td width="198">
<p>Matematico</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>2</p>
</td>
<td width="216">
<p>Direttori e dirigenti dell'organizzazione, gestione delle risorse umane e delle relazioni industriali</p>
</td>
<td width="198">
<p>Contabile</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>3</p>
</td>
<td width="216">
<p>Notai</p>
</td>
<td width="198">
<p>Tecnici della gestione finanziaria</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>4</p>
</td>
<td width="216">
<p>Avvocati</p>
</td>
<td width="198">
<p>Tecnici statistici</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>5</p>
</td>
<td width="216">
<p>Esperti legali in enti pubblici</p>
</td>
<td width="198">
<p>Esperti in calligrafia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>6</p>
</td>
<td width="216">
<p>Magistrati</p>
</td>
<td width="198">
<p>Economi e tesorieri</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>7</p>
</td>
<td width="216">
<p>Specialisti in sistemi economici</p>
</td>
<td width="198">
<p>Periti, valutatori di rischio e liquidatori</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>8</p>
</td>
<td width="216">
<p>Psicologi clinici e psicoterapeuti</p>
</td>
<td width="198">
<p>Tecnici del lavoro bancario</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>9</p>
</td>
<td width="216">
<p>Archeologi</p>
</td>
<td width="198">
<p>Specialisti della gestione e del controllo nelle imprese private</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">
<p>10</p>
</td>
<td width="216">
<p>Specialisti in discipline religiose</p>
</td>
<td width="198">
<p>Specialisti della gestione e del controllo nelle imprese pubbliche</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p>Il grado di esposizione alla sostituzione o complementarità aumenta con l’aumentare del livello di istruzione, come dimostra il dato secondo cui nella classe dei lavoratori a basso rischio il 64% non raggiunge il grado superiore di istruzione e solo il 3% possiede una laurea. Per quanto riguarda le professioni ad alta esposizione di sostituzione, la maggior parte dei lavoratori (54%) hanno un’istruzione superiore e il 33% un diploma di laurea. Inversamente, i lavoratori che più vedranno l’ingresso complementare delle IA nei processi produttivi posseggono una laurea (59%) mentre sono il 29% quelli con un diploma superiore (<strong>Tab. 2</strong>).</p>
<p><strong>Tab. 2 - Esposizione della forza lavoro in Italia a sostituzione o complemento per livello di istruzione </strong>(<em>val%</em>)</p>
<p><em>Fonte</em>: elaborazione Censis su dati Banca d'Italia</p>
<p><strong>Donne più esposte degli uomin</strong>i: Il livello di esposizione all’IA aumenta con il grado di istruzione e anche in questo caso si verificherebbe un acuirsi del gender gap dal momento che le donne risultano più esposte rispetto agli uomini: rappresentano, infatti, il 54% dei lavoratori ad alta esposizione di sostituzione e il 57% di quelli ad alta complementarità.</p>
<p><strong>Il gap in Europa</strong>: Il gap non è solo di genere ma anche nel confronto tra i sistemi imprenditoriali dei paesi europei. Nel 2024, solo l’8,2% delle imprese italiane utilizza l’IA, contro il 19,7% della Germania e la media UE del 13,5%. Il divario è particolarmente evidente nei settori del commercio e della manifattura, dove l’Italia registra tassi di adozione inferiori alla media europea (<strong>tab 3</strong>).</p>
<p><strong>Tab. 3 – L’Italia in rincorsa. Quota di imprese che utilizzano l’intelligenza artificiale in Italia rispetto a Germania, Francia e Spagna, 2021-2023- 2024 </strong><em>(val.%)</em></p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="25%">
<p> </p>
</td>
<td width="25%">
<p>2021</p>
</td>
<td width="25%">
<p>2023</p>
</td>
<td width="25%">
<p>2024</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="25%">
<p>Germania</p>
</td>
<td width="25%">
<p>10,6</p>
</td>
<td width="25%">
<p>11,6</p>
</td>
<td width="25%">
<p>19,7</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="25%">
<p>Spagna</p>
</td>
<td width="25%">
<p>7,7</p>
</td>
<td width="25%">
<p>9,2</p>
</td>
<td width="25%">
<p>11,3</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="25%">
<p>Unione Europea</p>
</td>
<td width="25%">
<p>7,6</p>
</td>
<td width="25%">
<p>8,0</p>
</td>
<td width="25%">
<p>13,5</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="25%">
<p>Francia</p>
</td>
<td width="25%">
<p>6,7</p>
</td>
<td width="25%">
<p>5,9</p>
</td>
<td width="25%">
<p>9,91</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="25%">
<p>Italia</p>
</td>
<td width="25%">
<p>6,2</p>
</td>
<td width="25%">
<p>5,0</p>
</td>
<td width="25%">
<p>8,2</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Fonte</em>: elaborazione Censis su dati Eurostat</p>
<p>Per il biennio 2025-2026, il 19,5% delle imprese italiane prevede di investire <strong>in beni e servizi legati</strong> all’IA, con percentuali più alte nel settore informatico (55%) e più basse nella ristorazione (1,4%). Le grandi imprese mostrano una maggiore propensione all’investimento rispetto alle PMI.</p>
<p><strong>PIL in ricerca sviluppo</strong>: i dati dimostrano impietosamente come sia necessario investire di più e meglio in <strong>ricerca e sviluppo</strong>. L’Italia investe l’1,33% del PIL rispetto alla media europea del 2,33%. L’obiettivo UE è arrivare a una media del 3% per il 2030, soglia già superata dalla Germania che investe il 3,15%, mentre la Francia investe il 2,18%, più di noi ma lontana dall’obiettivo fissato per il 2030.</p>
<p>Secondo una recente rilevazione Censis, il 20/25% dei lavoratori utilizza strumenti IA sul luogo di lavoro. Più nel dettaglio il 23,3% utilizza IA per la scrittura di mail, il 24,6% per messaggi, il 25% per la stesura di rapporti e il 18,5% per la creazione di Curriculum. I numeri salgono al diminuire dell’età, come dimostra il 35,8% tra i 18-34 anni che utilizza IA per la stesura di rapporti contro il 23,5% tra chi ha più di 45 anni o il 28,8% dei più giovani che utilizzano per la scrittura di mail, a fronte di un 21,9% della fascia di popolazione che ha più di 45 anni. Non emergono, invece, vistose differenze tra i vari livelli di istruzione (<strong>tab. 4</strong>).</p>
<p><strong>Tab. 4 - Lavoratori italiani che dichiarano di utilizzare l’IA nella stesura di documenti di lavoro, </strong>(<em>val.%)</em></p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p>E-mail</p>
</td>
<td width="20%">
<p>Messaggi</p>
</td>
<td width="20%">
<p>Rapporti</p>
</td>
<td width="20%">
<p>Cv</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">
<p><em>Classe di età</em></p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">
<p>18-34 anni</p>
</td>
<td width="20%">
<p>28,8</p>
</td>
<td width="20%">
<p>27,8</p>
</td>
<td width="20%">
<p>35,8</p>
</td>
<td width="20%">
<p>27,2</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">
<p>35-44 anni</p>
</td>
<td width="20%">
<p>21,4</p>
</td>
<td width="20%">
<p>24,9</p>
</td>
<td width="20%">
<p>25,6</p>
</td>
<td width="20%">
<p>26,5</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">
<p>45 anni e oltre</p>
</td>
<td width="20%">
<p>21,9</p>
</td>
<td width="20%">
<p>23,1</p>
</td>
<td width="20%">
<p>23,5</p>
</td>
<td width="20%">
<p>14,0</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">
<p><em>Titolo di studio</em></p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">
<p>Al più diploma</p>
</td>
<td width="20%">
<p>24,1</p>
</td>
<td width="20%">
<p>31,6</p>
</td>
<td width="20%">
<p>24,5</p>
</td>
<td width="20%">
<p>16,5</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">
<p>Laurea o superiore</p>
</td>
<td width="20%">
<p>22,4</p>
</td>
<td width="20%">
<p>17,3</p>
</td>
<td width="20%">
<p>25,5</p>
</td>
<td width="20%">
<p>22,3</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%"> </td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
<td width="20%">
<p> </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20%">
<p><strong>Totale</strong></p>
</td>
<td width="20%">
<p>23,3</p>
</td>
<td width="20%">
<p>24,6</p>
</td>
<td width="20%">
<p>25,0</p>
</td>
<td width="20%">
<p>18,5</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Fonte</em>: indagine Censis, 2024</p>
<p><strong>Previsioni al 2030</strong> Sul fronte occupazionale, si stima che entro il 2030 circa il 27% delle ore lavorate in Europa sarà automatizzato. I settori più esposti sono la ristorazione (37%), il supporto d’ufficio (36,6%) e la produzione (36%), mentre quelli meno impattati sono la sanità e il management. L’Italia mostra un ritardo significativo nell’adozione dell’Intelligenza Artificiale rispetto ad altri paesi europei. Secondo il Government AI Readiness Index 2024, l’Italia si posiziona al 25° posto, dietro a 13 paesi europei.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">28f2ef88-90a1-47a9-b454-c66783e7ead1</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-part-time-fra-luci-e-ombre</link><title>Il Part-time fra luci e ombre</title><description>Nato nei paesi del Nord Europa per favorire la partecipazione delle donne al mondo del lavoro, lo strumento del part-time ha evidenziato negli anni alcune criticità che hanno penalizzato proprio la componente femminile.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/iazfok5f/il-part-time-fra-luci-e-ombre-3-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-part-time-fra-luci-e-ombre" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>527</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<div>Nato nei paesi del Nord Europa per favorire la partecipazione delle donne al mondo del lavoro, lo strumento del part-time ha evidenziato negli anni alcune criticità che hanno penalizzato proprio la componente femminile. Il tema è stato al centro oggi in Regione di un seminario dal titolo “Il Part-time fra luci e ombre” promosso da Agenzia del Lavoro, con TSM - Trentino School of Management, nell’ambito delle attività di TSM-LaReS, il Laboratorio Relazioni di Lavoro e Sindacali che svolge da anni un’importante e strategica attività di formazione per lo sviluppo delle competenze professionali di quanti in Trentino operano nell’ambito delle relazioni di lavoro.</div>
</div>
<div>
<div>
<p class=" text-justify">Il presidente di TSM, <strong>Francesco Barone</strong>, ha sottolineato come i dati sull'occupazione nel 2024 siano ampiamente positivi seppur negli ultimi vent’anni in Italia vi sia stata una crescita di impieghi a tempo parziale, passati dal 12,4% del 2004 al 17,6% del 2023 e ad un aumento, tra questi, del numero di part time involontari, imposti da motivazioni varie, come la necessità di svolgere attività di cura nella propria vita privata o dalla indisponibilità dell’azienda a proporre contratti a tempo pieno per ragioni economiche o organizzative. "Questo significa - ha spiegato Barone- che le donne lavoratrici, che come dimostrano i dati ricorrono in misura tre volte superiore al part-time rispetto agli uomini, avranno meno opportunità di sviluppo professionale e un reddito più basso con una conseguente inferiore contribuzione previdenziale. Il part-time - ha concluso Barone - non può essere sostitutivo di altri strumenti di conciliazione perché altrimenti sì contrarrebbe ingiustamente il diritto al lavoro e a una retribuzione dignitosa e il primo comma dell'articolo 37 della nostra Costituzione - “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore - resterebbe lettera morta".</p>
<p class=" text-justify">Nel corso del seminario, <strong>Stefania Terlizzi</strong>, dirigente generale di Agenzia del Lavoro, ha spiegato come in Trentino lavorino a tempo parziale il 38,6% delle donne occupate e il 5,3% degli uomini, una percentuale tra le più alte in Italia e fortemente segnata dal divario di genere. Nel 2023 erano 42.938 le lavoratrici a tempo parziale in Trentino contro 7.009 lavoratori. Il 12,7% del totale delle occupate lavora con un part-time involontario, contro il 2,7% degli uomini. Il tempo dedicato al lavoro domestico grava più sulle donne (occupate) e condiziona la loro occupazione. L’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha evidenziato che in Italia le donne svolgerebbero 5 ore e 5 minuti di lavoro non retribuito di assistenza e cura al giorno, mentre gli uomini un’ora e 48 minuti. Il forte divario di genere persiste nel lavoro e nelle retribuzioni, anche in un momento di buona dinamica del mercato del lavoro provinciale. Le difficoltà di conciliazione spiegano una buona parte delle disparità occupazionali a scapito delle donne. L’organizzazione aziendale in molti casi non è in grado di rispondere alle esigenze di conciliazione delle lavoratrici.</p>
<p class=" text-justify">La professoressa <strong>Barbara Poggio</strong>, prorettrice con delega alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento, ha poi illustrato i dati di una recente ricerca realizzata dall’Università per conto di Agenzia per la coesione sociale. “Per lungo tempo - ha spiegato Barbara Poggio - il part-time è stato considerato come l’unica risposta possibile alle necessità di conciliazione. Ma in realtà non sempre questa è la soluzione migliore. Il Trentino, insieme all’Alto Adige, è tra i territori dove si registra un più alto utilizzo di part time”.</p>
<p class=" text-justify">Il part-time non si distribuisce in modo omogeneo in tutti gli ambiti lavorativi ed è spesso più presente in settori del terziario, dalla grande distribuzione ai lavori di cura, a bassa qualificazione. Solitamente è associato a posizioni lavorative medio-basse: difficile trovarlo in ruoli apicali e di responsabilità.</p>
<p class=" text-justify">“La possibilità di lavorare meno ore al giorno, magari per conciliare l’attività lavorativa con i carichi familiari - ha detto la professoressa Poggio - ha dei costi rilevanti in termini di minori opportunità di sviluppo professionale. Di fatto, attraverso questo strumento, si consente alle donne di fare le “funambole” tra il lavoro e la famiglia, senza mettere in discussione i modelli di divisione dei ruoli di genere che attribuiscono principalmente alle donne la responsabilità dei carichi di cura nelle famiglie. È evidente, inoltre, che chi lavora meno ore ha minori contributi versati e quindi alla fine del percorso lavorativo si ritrova con una pensione più bassa. Su questi aspetti - ha sottolineato la Poggio - non c’è abbastanza consapevolezza. Un altro tema emergente è quello del part-time involontario. Sempre più spesso sono le aziende a imporre questa modalità, soprattutto nel settore del commercio o dei servizi di cura. Il fenomeno degli squilibri di genere nel mercato del lavoro è un fenomeno estremamente complesso. Non ci sono soluzioni uniche - ha concluso Barbara Poggio - quello che serve è creare una serie di strumenti che abbiano un impatto sulle scelte individuali, sulle culture organizzative, sulle politiche pubbliche e sulle normative”.</p>
<p class=" text-justify">In Trentino, il numero delle madri che si sono dimesse a seguito della maternità cresce nel tempo: nel 2022, dopo la pandemia, il numero delle dimissioni autorizzate dal Servizio lavoro provinciale si è attestato sulle 580 unità, denotando un forte aumento rispetto alle 304 del 2016.</p>
<p class=" text-justify"><strong>Isabella Speziali</strong>, di Agenzia del Lavoro, presentando i dati di un’indagine realizzata sulle donne che hanno lasciato il lavoro nel 2021, ha evidenziato che solo il 3% lo ha fatto liberamente per dedicarsi ai figli. Per il 68,3% delle donne intervistate le dimissioni sono una scelta obbligata. Oltre un terzo delle intervistate (36,7%) segnala determinanti ascrivibili a questioni di orario di lavoro.</p>
<p class=" text-justify"><strong>Riccardo Salomone</strong>, presidente di Agenzia del Lavoro. ha moderato una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Marilena Guerra, presidente della Commissione provinciale pari opportunità, <strong>Giulia Comper, della Federazione Trentina della Cooperazione</strong>, Maria Cristina Giovannini del Comitato imprenditoria femminile della Camera di Commercio, Manuela Faggioni della Cgil e Gabriella Berloffa dell'Università di Trento.</p>
<p class=" text-justify">Nelle sue conclusioni, Salomone ha ricordato come il seminario si inserisca nelle attività di LaRes, un'esperienza decennale di collaborazione fra Agenzia del Lavoro e TSM che "abbiamo voluto rinforzare attraverso un innesto significativo di risorse e con una programmazione strategica che accompagni, attraverso le attività di formazione, le politiche del lavoro che la Provincia mette in campo, tenendo alta l'attenzione sui problemi reali. Per contrastare le problematiche legate al part-time - ha aggiunto Salomone - servono politiche di ampio raggio, non limitate alla dimensione del rapporto lavorativo. Servono politiche di conciliazione, ma anche politiche economiche che correggano le criticità introdotte dallo sviluppo del lavoro a tempo parziale".</p>
</div>
</div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">589bd7a9-f253-48ea-ae8f-c35fa97af44b</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/castel-thun-e-progettone</link><title>Castel Thun, 12mila metri di nuove aree esterne: il grande lavoro del Progettone</title><description>Oltre 12mila metri quadri di nuova superficie aperta al pubblico negli spazi esterni di Castel Thun.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/5cife5zd/progettonethun.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/castel-thun-e-progettone" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>658</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il giardino nel campo dei tornei, un orto storico con piante scelte secondo uno studio storico e botanico che ha portato a definire una zona coltivata nel corso dell'Ottocento e un’area dedicata suddivisa fra la “cura dell’anima”, l'"alimentazione" e la "cura del corpo". Il maniero si sta rinnovando grazie ad un importante intervento finanziato con il Pnrr, che ha riguardato anche il restauro dell'antica ghiacciaia, il consolidamento delle mura ad est e la sistemazione della “Torre della polvere”, dove sono stati ricavati degli spazi dedicati al personale di custodia e della cura del verde.</p>
<p>Ed è stato dedicato proprio all’incontro dei circa 20 operatori assunti nell’ambito del Progettone, la visita che l’assessore allo sviluppo economico e lavoro della Provincia, Achille Spinelli, ha svolto stamani nello splendido maniero della Val di Non. “Siete ambasciatori della bellezza, il volto gentile che accoglie gli ospiti, le braccia che garantiscono il mantenimento di questi luoghi, la mano che accompagna chi intende scoprire i nostri gioielli dell’arte” sono state le parole dell’esponente dell’esecutivo incontrando i lavoratori, affiancato - tra gli altri - dal dirigente del Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale Maurizio Mezzanotte, dalla direttrice Laura Dalprà e dal dirigente del Servizio tecnico Adriano Conci del museo del Buonconsiglio, e dal direttore del Consorzio lavoro ambiente Luca Laffi. Saranno sempre gli operatori del Sova ad occuparsi della sistemazione delle aree di accesso a Castel Thun e di un nuovo parcheggio a servizio dei visitatori.</p>
<p>“Qui è stato realizzato un investimento importante, grazie a voi che date il massimo delle vostre capacità e della vostra creatività per valorizzare quanto di bello Castel Thun offre” ha osservato l’assessore Spinelli, indicando il Progettone come “sistema delle cose belle, perché ovunque mette mano riesce a fare cose straordinarie, anche grazie alle competenze che vengono offerte nell’ambito di un percorso importante. I percorsi di formazione e di crescita fanno infatti parte dell’ossatura della riforma del Progettone approvata nella scorsa legislatura”.</p>
<p>Il personale a supporto delle attività di custodia del castello conta 15 unità: l’attività viene realizzata in tutti gli spazi del castello aperti al pubblico (ingresso, giardini, piano terra, galleria delle carrozze e piano nobile). È composta invece da 5 operatori la squadra di manutenzione del giardino del castello.<br />I prossimi interventi che interesseranno l’area saranno affidati anche a squadre di lavoratori del Progettone, impegnate su interventi in ambito ambientale per la riqualificazione di un’area posta a 1,7 chilometri dal castello, che sarà adibita a parcheggio nei periodi di grande affluenza turistica. L’intervento - del valore di 210mila euro - è stato affidato a Sova dal museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali in accordo con il Comune di Ton.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">24ea2f7c-e7a9-4012-aa2a-30224bbf806b</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generale-welfare-post</link><title>Stati generali del welfare. Criticità e strategie per il lavoro del futuro</title><description>Dialogo intergenerazionale, pari opportunità, prospettiva di medio lungo termine, sostegno al ruolo e al senso dell’impegno professionale. Queste le principali direzioni da intraprendere per le organizzazioni del Terzo Settore alle prese oggi con la crisi del lavoro.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/swknjdfx/pubblico.jpeg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generale-welfare-post" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il tema del lavoro è stato al centro della seconda edizione degli Stati generali del welfare in Trentino – intitolata “Sul lavoro: il valore tra equivoci e pregiudizi” – che si è tenuta oggi a Trento grazie all’organizzazione di Consolida, CNCA, CSV Trentino – Non profit network, Cooperazione Trentina in collaborazione con la Consulta provinciale delle politiche sociali.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/wDx2qTmHIPk" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/wDx2qTmHIPk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="" title="Stati generali del welfare. Criticità e strategie per il lavoro del futuro"></iframe></div>
<p>Una giornata che ha messo al centro la profonda trasformazione che il lavoro sta attraversando con l’obiettivo di trovare politiche e strategie organizzative e culturali capaci di garantire benessere e valorizzazione degli operatori del welfare e di rendere maggiormente attrattive le organizzazioni del Terzo Settore che in Trentino rappresentano un pilastro fondamentale della coesione e dello sviluppo economico.</p>
<p>Da tempo “la crisi del lavoro” occupa il dibattito pubblico e quello mediatico racchiudendo in questa espressione fenomeni che le organizzazioni vivono quotidianamente e che stanno diventando sempre più stringenti: la mancanza di operatori, l’aumento delle dimissioni, l’emergere del cosiddetto quite quitting o “abbandono silenzioso”, le crescenti manifestazioni di insoddisfazione e di frustrazione. Siamo immersi in una profonda trasformazione che mette seriamente in discussione il modello di vita la cui unica priorità è il lavoro.</p>
<p>Nell’ambito del lavoro sociale, questa trasformazione si colloca quasi paradossalmente dentro un progressivo crescere dei bisogni sociali, educativi e assistenziali delle comunità locali e impatta sulle organizzazioni del Terzo Settore, sulla loro capacità attrattiva e produttiva e quindi sulla tenuta complessiva del welfare trentino.</p>
<p>“Questa giornata – ha detto <strong>Francesca Gennai</strong>, presidente di Consolida – è stata un’occasione per parlare di equivoci e pregiudizi legati al mondo del lavoro, e del fatto che lo stesso lavoro non è più il fulcro della vita delle persone. Dopo un percorso di ascolto e dialogo sui territori di decine di organizzazioni sociali, questo è stato insomma un momento di riflessione collettiva che ci aiuta a ripensare la nostra cultura organizzativa e a come tenere dentro le persone che operano nelle nostre organizzazioni”.</p>
<p>“Nella mia generazione – ha aggiunto <strong>Italo Monfredini</strong>, vicepresidente vicario della Federazione Trentina della Cooperazione portando i saluti del presidente <strong>Roberto Simoni</strong> – il lavoro si fondava su due pilastri: la durata e la retribuzione. Le nuove generazioni stanno smontando questo concetto ricreandone uno nuovo”.</p>
<p>“Per far cogliere l’importanza del lavoro di cura delle persone – ha aggiunto <strong>Paolo Tonelli</strong>, presidente della Consulta provinciale delle politiche sociali – bisogna agire sui giovani fin nelle scuole”.</p>
<p>Ma i giovani per cosa sono disposti a lavorare oggi? Ha provato a rispondere a questa domanda l’Associazione Giovani Cooperatori Trentini, che ha realizzato una ricerca coinvolgendo 135 persone tra 18 e 35 anni. Come ha spiegato la presidente <strong>Ilaria Rinaldi</strong>, è emerso che i giovani ritengono che la cosa più importante nella ricerca di un lavoro sia la garanzia di flessibilità e la possibilità di valorizzazione, professionale ma anche retributiva. Il ‘posto fisso’, e quindi la dimensione della sicurezza del lavoro, è solo la quinta delle preferenze. Per il 75% dei giovani che hanno risposto, è fondamentale trovare un lavoro che garantisca un buon equilibrio con la propria vita privata che consenta di stare bene.</p>
<p>“I giovani – ha aggiunto <strong>Aaron Giazzon</strong> direttore di Apas – ci tengono a definire bene quale può essere il loro supporto in un contesto professionale e a sentirsi subito adeguati. A non essere considerati, insomma, ‘bocia per sempre’”.</p>
<p>L’impressione, dunque, è che il tavolo della selezione si sia rovesciato e non sia più l’azienda a valutare i candidati, ma sia il candidato a selezionare l’azienda che fa per lui, come testimoniato da <strong>Paolo Fellin</strong>, presidente della cooperativa Vales. “Dobbiamo lavorare – ha aggiunto – per aumentare la nostra capacità di attrarre personale e di dare dignità al lavoro che facciamo. La firma del contratto integrativo in questo senso è stata importante”.</p>
<p>Un buon contributo al dibattito è arrivato dalla relazione di <strong>Alessandro Pirani</strong>, di Kopernicana, che ha suggerito di agire nella partica i principi che hanno dato vita alla cooperazione. Qualche esempio? Il principio della porta aperta deve essere declinato come accompagnamento organizzato e progettato all’ingresso nel nuovo lavoro. E l’intergenerazionalità come mentoring, cioè come dialogo e passaggio di informazioni e competenze tra chi entra e chi ha già esperienza. “Servono rituali formalizzati – ha detto – per rafforzare la continuità culturale e operativa nella cooperativa”.</p>
<p>Che caratteristiche deve avere, dunque, il buon lavoro? Secondo <strong>Andrea</strong> <strong>Grosselli,</strong> segretario generale Cgil trentino, la dimensione centrale è quella del tempo. In Italia si lavora oltre 400 ore in più all’anno rispetto alla Germania e ad altri paesi europei. Per un numero maggiore di anni e con salari inferiori. “Per questo siamo meno attrattivi” ha concluso il sindacalista che ha sollecitato la pubblica amministrazione a investire più risorse nel welfare, suggerendo la creazione di un ente multilaterale per il lavoro sociale, con Cooperazione, sindacati, pubblica amministrazione e ricerca.</p>
<p>Secondo <strong>Valentina Visioli</strong>, direttrice di Abilnova, invece, il fulcro sta nella capacità di progettare a lungo termine, per dare prospettiva e quindi futuro. “Ma è complicato farlo in un mercato come il nostro – ha detto – dove tutte le regole sono dettate dall’ente pubblico”. La cosa diventa ancora più complessa, poi, quando la politica assume un orizzonte temporale più breve, come accennato da <strong>Roberto Pallanch</strong>, dirigente Umse disabilità ed integrazione socio–sanitaria della provincia Autonoma di Trento.</p>
<p>Tra gli ospiti la scrittrice e giornalista <strong>Lidia Rivera</strong> che si è concentrata sulle donne al lavoro (“Alle donne – ha detto – viene posta una domanda indecente, cioè scegliere tra dare la vita ed occuparsi della propria vita. Le donne quando entrano nel mondo del lavoro sentono fischiare questo motivetto; quindi, al primo figlio tornano a casa o rinunciano”) e lo storico della mentalità <strong>Francesco Filippi </strong>che ha puntato sulla narrazione del concetto di lavoro (“Nella narrazione passata, il lavoro è dovere e diritto. Diritto perché creava una sorta di promessa di progresso, di ricchezza futura, di strumento per realizzare i sogni. E ciò è avvenuto. Ogni generazione ha compiuto dei progressi rispetto alla precedente. Fino al 2000. Chi è nato dopo, rappresenta la prima generazione che starà peggio di quella dei genitori, perché si è rotta l’ascesa. E questo ha cambiato il lavoro e la sua narrazione”).</p>
<p><strong>Giusi Biaggi</strong>, presidente del consorzio nazionale Cgm, ha raccontato come il Consorzio stia puntando sulla cura della comunicazione (che non deve essere un semplice passaggio di informazioni) e sull’organizzazione, che deve essere aperta, cioè, dare la possibilità di maturare processi decisionali in modo trasversale e a tutti i livelli.</p>
<p>Un esempio positivo di narrazione efficace è stato presentato da <strong>Francesca Fiori</strong>, coordinatrice di CSV Trentino – Nonprofit network, che ha raccontato come la campagna ‘Volontari gente felice’ realizzata in occasione di Trento capitale europea del volontariato abbia messo in luce che le persone non si attivano per spirito di sacrificio, ma per cercare una gratificazione diversa, cioè quella di fare la differenza. “La grande sfida – ha detto – è quella di creare spazi di cambiamento”.</p>
<p><strong>Massimo Komatz</strong>, coordinatore di Villa Sant’Ignazio, ha concluso sull’importanza della narrazione del lavoro sociale rispetto alla valorizzazione e all’attrattività delle professioni del welfare e del volontariato: “Più il sistema è regolamentato e cerca di inquadrare i bisogni meno è efficace, perché spesso i bisogni reali sono quelli inespressi”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">e9ed1a94-41d8-4e02-bbfd-6961b92b4240</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generali-del-welfare</link><title>Stati generali del welfare. Si parlerà del valore del lavoro tra equivoci e pregiudizi</title><description>Sabato 5 ottobre a Trento rappresentanti del Terzo Settore, locale e nazionale, del mondo delle istituzioni, delle imprese, dei sindacati e della cultura, discuteranno del futuro del lavoro sociale, professionale e volontario. Tra gli ospiti la scrittrice Lidia Ravera e lo storico della mentalità e saggista Francesco Filippi.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/vldfwlqm/grafica-sgw.png" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generali-del-welfare" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1182</width><height>619</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La seconda edizione degli Stati generali del welfare in Trentino – intitolata “Sul lavoro: il valore tra equivoci e pregiudizi” – è organizzata da Consolida, CNCA, CSV Trentino – Non profit network, Cooperazione Trentina in collaborazione con la Consulta provinciale delle politiche sociali e mette al centro la profonda trasformazione che il lavoro sta attraversando con l’obiettivo di trovare politiche e strategie organizzative e culturali capaci di garantire benessere e valorizzazione degli operatori del welfare e di rendere maggiormente attrattive le organizzazioni del Terzo Settore che in Trentino rappresentano un pilastro fondamentale della coesione e dello sviluppo economico.</p>
<p>Da tempo “la crisi del lavoro” occupa il dibattito pubblico e quello mediatico racchiudendo in questa espressione fenomeni che le organizzazioni vivono quotidianamente e che stanno diventando sempre più stringenti: la mancanza di operatori, l’aumento delle dimissioni, l’emergere del cosiddetto quite quitting o “abbandono silenzioso”, le crescenti manifestazioni di insoddisfazione e di frustrazione. Siamo immersi in una profonda trasformazione che mette seriamente in discussione il modello di vita la cui unica priorità è il lavoro.</p>
<p>Nell’ambito del lavoro sociale, questa trasformazione si colloca quasi paradossalmente dentro un progressivo crescere dei bisogni sociali, educativi e assistenziali delle comunità locali e impatta sulle organizzazioni del Terzo Settore, sulla loro capacità attrattiva e produttiva e quindi sulla tenuta complessiva del welfare trentino. Come affrontare questa trasformazione, valorizzando il lavoro sociale in termini di benessere dei lavoratori e di attrattività e capacità di tenuta delle organizzazioni saranno gli interrogativi al centro della seconda edizione degli Stati generali del welfare, che si terranno</p>
<p><strong><u>sabato 5 ottobre a Villa Sant’Ignazio a Trento (via delle Laste, 22) dalle 9,30 alle 16</u></strong></p>
<p>«Dopo un percorso di ascolto e dialogo sui territori di decine di organizzazioni sociali – spiega <strong>Francesca Gennai</strong>, presidente di Consolida – abbiamo ritenuto importante proporre un momento pubblico in cui condividere strategie per affrontare questa trasformazione. Lo faremo con l’aiuto di esperti e testimoni di esperienze significative e partendo dal mettere a nudo gli equivoci ed i pregiudizi strutturali al nostro sistema culturale, produttivo ed organizzativo: parleremo della necessità di governare il tempo, di saper gestire la coesistenza fra generazioni, di conoscere profondamente le motivazioni per cui i giovani sono disposti a lavorare; tutto questo per arrivare a mettere a fuoco un’agenda di lavoro del Terzo Settore che ci consenta di essere oggi organizzazioni sempre più eque, inclusive e generative».</p>
<p><strong>IL PROGRAMMA</strong></p>
<p>Si inizia alle 9,30 a Villa sant’Ignazio (via delle Laste 22 a Trento) con la restituzione da parte dei promotori dell’operazione di ascolto realizzata nei mesi scorsi sul tema del lavoro sociale cui hanno partecipato decine di cooperative sociali e associazioni, ma anche imprese e Fondazioni.</p>
<p>Alle 10 il Focus “per cosa siamo disposti a lavorare oggi?” curato dall’Associazione Giovani Cooperatori Trentini, in cui saranno presentati gli esiti dell’indagine dedicata ad aspettative e desideri dei giovani rispetto al lavoro. Ne discuteranno, moderati da <strong>Alessandro Girardi</strong> responsabile dell’Area comunicazione stampa e promozione della Federazione Trentina della Cooperazione, <strong>Ilaria Rinaldi</strong>, <strong>Milena Rizzardi</strong> e <strong>Sofia Pederzolli</strong> del direttivo dell’associazione insieme a due dirigenti di organizzazioni del Terzo Settore: <strong>Aaron Giazzon</strong> e <strong>Paolo Fellin</strong>, rispettivamente di Apas e della cooperativa Vales.</p>
<p>Si prosegue poi con lo speech del ricercatore e consulente <strong>Alessandro Pirani</strong> di Kopernicana che provocherà i partecipanti rispetto al perimetro d’azione dei principi e dei valori cooperativi: da decenni impegnati per la tutela e la promozione del benessere delle comunità a partire dalle persone più fragili, le organizzazioni del Terzo Settore hanno forse trascurato di rivolgere questa cura al proprio interno?</p>
<p>Alle 11,20 il focus “La sfida del buon lavoro”, tema intorno al quale si confronteranno rappresentanti non solo del Terzo Settore, ma anche delle imprese, delle istituzioni e dei sindacati. Ospiti: <strong>Roberto Pallanch</strong>, dirigente Umse disabilità ed integrazione socio–sanitaria della provincia Autonoma di Trento, <strong>Andrea Grosselli</strong>, segretario generale Cgil trentino, <strong>Valentina Visioli</strong>, direttrice cooperativa sociale Abilnova, <strong>Andrea Stiz</strong> responsabile risorse umane di Suanfarma, moderati da <strong>Flaviano Zandonai</strong>, open innovation manager di Cgm.</p>
<p>A fine mattinata si torna su equivoci e pregiudizi legati all’età (ma anche al genere), con la nota scrittrice <strong>Lidia Ravera</strong> che a partire dal suo libro “Age pride” dialogherà con <strong>Francesca Gennai</strong> presidente di Consolida.</p>
<p>Dopo il pranzo solidale e sostenibile curato da Villa Sant’Ignazio in collaborazione con Trentino solidale e Consolida, il focus “Il lavoro tra narrazioni e silenzi”. Lo storico della mentalità <strong>Francesco Filippi</strong> – autore di “500 anni di rabbia” – mostrerà l’impatto delle narrazioni dall’introduzione della stampa fino alla comunicazione attraverso i social dei giorni nostri, sui fenomeni collettivi che hanno determinato vere e proprie svolte nella storia. A partire da queste suggestioni <strong>Giusi Biaggi</strong>, presidente del consorzio nazionale Cgm, <strong>Francesca Fiori</strong>, coordinatrice di CSV Trentino – Nonprofit network e <strong>Massimo Komatz</strong>, coordinatore di Villa Sant’Ignazio, stimolati dal libraio <strong>Federico Zappini</strong> della duepunti, ragioneranno sull’importanza della narrazione del lavoro sociale rispetto alla valorizzazione e all’attrattività delle professioni del welfare e del volontariato.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa</author></item><item><guid isPermaLink="false">29444bb9-ff6c-42f4-a9c3-62586ce1c81b</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/risto3-misura-straordinaria-per-le-dipendenti-e-i-dipendenti-ad-integrazione-di-quanto-previsto-dal-nuovo-ccnl</link><title>Risto3, misura straordinaria per le dipendenti e i dipendenti, ad integrazione di quanto previsto dal nuovo CCNL</title><description>Buoni spesa per le 1.150 persone che lavorano in cooperativa in risposta al mancato rinnovo contrattuale degli ultimi due anni, in aggiunta agli aumenti previsti dal nuovo CCNL, che porteranno ad una crescita del 10% dei costi del personale entro il 2027</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ae1dkak5/camilla-santagiuliana-bella.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/risto3-misura-straordinaria-per-le-dipendenti-e-i-dipendenti-ad-integrazione-di-quanto-previsto-dal-nuovo-ccnl" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3500</width><height>2333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Risto3, azienda leader in Trentino nel settore della ristorazione collettiva, annuncia l'adozione di una misura economica straordinaria una tantum a favore dei propri dipendenti. Già prima del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL), la cooperativa stava lavorando per prevedere l’anticipazione di un'indennità per il periodo di vacanza contrattuale. Sebbene tale misura non sia stata inclusa nel rinnovo, Risto3 ha scelto comunque di erogarla.</p>
<p>Risto3 ha infatti deciso di assegnare un "una tantum" sotto forma di buoni spesa a tutto il personale assunto prima del 1° giugno 2023. Il benefit interesserà 1.150 dipendenti che operano nella ristorazione scolastica, aziendale, sanitaria e commerciale. L’impatto complessivo di questa operazione per la cooperativa è pari a circa 134 mila euro.</p>
<p>«Da tempo lavoravamo per attuare questa misura straordinaria – spiega la presidente <strong>Camilla Santagiuliana Busellato</strong> – e il Consiglio di amministrazione ha voluto confermarla nonostante la vacanza contrattuale non sia stata prevista nel CCNL. Si tratta di un riconoscimento per il prezioso lavoro dei nostri dipendenti, anche a – seppur parziale – compensazione degli aumenti del costo della vita che hanno subito le famiglie in questi ultimi anni».</p>
<p>Questa iniziativa si aggiunge alle condizioni già definite nel nuovo CCNL dei Pubblici Esercizi - Ristorazione Collettiva, rinnovato il 5 giugno 2024 dopo essere scaduto il 31 dicembre 2021. Un rinnovo che ha definito importanti incrementi, tra cui un aumento in busta paga, al 4° livello, di 200 euro a regime.</p>
<p>La prima tranche di aumento salariale di 50 euro sarà corrisposta con la retribuzione del mese di giugno 2024, seguita da altre 4 tranche di 40, 40, 30 e 40 euro. A partire dal 1° gennaio 2027, vi sarà anche un aumento di 3 euro del contributo per l'assistenza sanitaria integrativa, a carico delle aziende. Inoltre, il contratto prevede il rafforzamento dell’assistenza sanitaria integrativa e avrà una durata di tre anni e mezzo, con scadenza il 31 dicembre 2027.</p>
<p>Il rinnovo del CCNL, a pieno regime dal 2027, porterà ad un incremento dei costi del personale di oltre il 10%. Questo aumento importante grava significativamente sulla cooperativa, che già da tempo segnala una riduzione della marginalità. Negli ultimi anni, infatti, la pressione sui margini operativi è stata crescente (in particolare negli appalti pubblici), complici le condizioni economiche generali e l'aumento dei costi. Risto3 si trova quindi a dover bilanciare la necessità di adeguare le retribuzioni e le condizioni contrattuali con l’esigenza di mantenere una sostenibilità economica a lungo termine.</p>
<p>Ciò nonostante, Risto3 ha scelto di continuare a sostenere le proprie dipendenti e i propri dipendenti, riconoscendo il loro prezioso contributo e cercando di alleviare le difficoltà economiche derivanti dall'inflazione e dal mancato rinnovo contrattuale.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">c1b6e242-8fe6-4097-851e-e7b0337c8cf8</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-e-motivazioni-nuove-strategie-possibili-per-affrontare-il-problema-della-carenza-di-personale</link><title>Lavoro e motivazioni, nuove strategie possibili per affrontare il problema della carenza di personale</title><description>Se ne è parlato ieri al convegno organizzato ieri da Consolida con due fra i più grandi esperti nazionali del tema: il giuslavorista Francesco Seghezzi, presidente di Adapt, e Luca Solari, professore dell’Università degli Studi di Milano</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/dcfbtgkt/da-sinistra-zandonai-gennai-solari.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavoro-e-motivazioni-nuove-strategie-possibili-per-affrontare-il-problema-della-carenza-di-personale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1096</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nella cantina del Gruppo Mezzocorona si sono riuniti ieri rappresentanti di Terzo Settore, cooperazione, imprese for profit e sindacati, per discutere della difficoltà di trovare e trattenere personale che negli ultimi anni e in misura crescente, affrontano moltissime imprese, trasversalmente ai diversi settori. Moderati da <strong>Flaviano Zandonai</strong>, <em>open innovation manager</em> del consorzio nazionale CGM, e introdotti da <strong>Francesca Gennai</strong>, presidente di Consolida, il consorzio delle cooperative sociali, i due esperti nazionali hanno analizzato la profonda trasformazione del lavoro, le cause che l’hanno originata e hanno suggerito possibili strategie per affrontarla.</p>
<p><strong>Il lavoro perde appeal</strong></p>
<p>Secondo la recente ricerca IPSOS, per i giovani dai 18 ai 34 anni il lavoro si colloca in una scala valoriale complessiva solo all’ottavo posto ed è principalmente considerato una fonte di reddito; per pochi ha un legame con la dignità e lo status sociale. Mentre il recente rapporto del Centro Studi Einaudi mostra come sempre più giovani italiani scelgono di cercare opportunità all’estero. «Sono questi – ha affermato Gennai – solo alcuni dati tratti dai numerosi studi che negli ultimi anni hanno analizzato le dinamiche trasformative del mondo del lavoro. Post covid ci siamo misurati con le grandi dimissioni, poi con “un ritorno al lavoro” che ha messo in discussione e scardinato la relazione fra tempi, spazi, identità e relazioni. Nella quotidianità delle nostre imprese incontriamo persone che già praticamente si sono licenziate, il cosiddetto <em>quiet quitting</em>. Oggi le persone, e non solo i giovani, sono sempre di meno il loro lavoro, sia nel senso che non legano più la loro dignità e il loro status sociale a quello che fanno, sia perché “partecipano al mondo”, immaginando e declinando il loro contributo alle sfide collettive, al di fuori dei contesti produttivi. Sono attratti dalla flessibilità e, legittimamente, dal compenso, alimentando così il nomadismo professionale che si accompagna a dinamiche concorrenziali tra le imprese che ormai si contendono i lavoratori».</p>
<p>Per Gennai l’obiettivo dell’incontro era quello di acquisire sempre più consapevolezza di questi fenomeni e costruire un pensiero comune che aiuti a definire strategie condivise per affrontare il presente e costruire un futuro equo. Un obiettivo che interroga anche la cooperazione sociale che si prende cura dei bisogni fondamentali della comunità, ma che nel farlo ha forse messo meno a fuoco la centralità delle persone con cui ogni giorno persegue questo obiettivo statutario.</p>
<p><strong>La tempesta perfetta</strong></p>
<p>Per <strong>Francesco Seghezzi</strong>, presidente di Adapt, in collegamento da remoto, il mercato del lavoro è certamente diventato più dinamico: dopo due anni di blocco nel periodo della pandemia la concorrenza è esplosa. A questo si aggiunge il progressivo calo demografico di cui si cominciano a registrare gli effetti anche sotto il profilo occupazionale.  «A questi dati – ha detto Seghezzi – vanno aggiunti i movimenti sulla scala valoriale originati nel periodo pandemico, quando ha cominciato ad emergere una maggiore attenzione su salute e famiglia rispetto al lavoro. Si è creata così una tempesta perfetta».</p>
<p>«Sul piano motivazionale – ha aggiunto il professor <strong>Luca Solari</strong> – conta anche il fatto che le persone che oggi si affacciano sul mondo del lavoro hanno mediamente un livello di formazione più alto di un tempo e si aspettano quindi di avere un ruolo e uno stipendio commisurati a quanto hanno investito nello studio. A queste trasformazioni, però, continuiamo a rispondere con una scarsa produttività e modelli organizzativi vecchi basati, ad esempio, su un tempo di permanenza media dei lavoratori in azienda più alto di quello che le persone ora sono disposte ad accettare. La cooperazione sociale da questo punto di vista ha un potenziale di maggior flessibilità organizzativa e offre alle persone, almeno potenzialmente, maggiore varietà, anche se questo costa molta fatica. Può pesare ad esempio sui livelli manageriali e di coordinamento che sono chiamati ad un plus di impegno per gestire un modello organizzativo ‘decentrato’».</p>
<p><strong>Nuove possibili strategie</strong></p>
<p>La difficoltà di reperire personale si registra anche nell’ambito dei servizi di cura ed educativi tipici della cooperazione sociale. Settori che, come ha sottolineato Seghezzi, sono a forte contenuto relazionale, poco o nulla toccati dalle innovazioni tecnologiche, e di cui non emerge il reale valore se misurati in base alla sola logica, ancor oggi prevalente, della produttività. «Siamo di fronte ad una sfida interessante per la cooperazione sociale che è chiamata a strutturarsi per stare sul mercato senza però perdere la natura relazione dei suoi servizi; natura che peraltro risponderebbe alle “nuove” aspirazioni che emergono nel mondo del lavoro». Per farlo occorre trovare nuove strategie che valorizzino i lavoratori trovando meccanismi ulteriori al contratto che ha funzioni regolativa e di integrazione salariale; si potrebbe puntare, ad esempio, secondo il presidente di Adapt, su elementi come il coinvolgimento e su un sistema di premialità che però vada oltre la negoziazione individuale per diventare prassi organizzativa.</p>
<p>La difficoltà di trovare lavoratori nell’ambito delle professioni del welfare si collega, per Solari, anche ad un cambio antropologico: oggi è molto più faticoso gestire relazioni. Nelle professioni sociali ed educative le relazioni sono prevalenti e questo riduce la possibilità di controllo – del tempo dedicato, dell’intensità, ecc. – del lavoratore. Solari si è anche soffermato sulla crescente attenzione nel mondo delle imprese al diversity management, sottolineando come ci sia il rischio, da un lato, che quella che era una spinta “rivoluzionaria” si trasformi in una pratica di compliance e rendicontazione perdendo in autenticità, dall’altro che si finisca per categorizzare le relazioni rendendo le persone monodimensionali, continuando a trascurare quella che rappresenta la più forte causa di discriminazione: l’appartenenza sociale di origine.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">5515a0b2-4d5a-48f7-9119-80363a23b9db</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-coop-sociali</link><title>Contratto coop sociali: bene il riconoscimento del lavoro sociale, preoccupazione per la sostenibilità delle imprese</title><description>Il vicepresidente Monfredini: «Esprimiamo soddisfazione per il rinnovo, che ci aiuta a qualificare il nostro lavoro e a renderlo maggiormente attrattivo, ma siamo al contempo preoccupati sul piano del reperimento delle risorse necessarie a sostenerlo».</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ivkls5gs/educatrice-nido.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-coop-sociali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7952</width><height>5304</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La notizia dell’intesa raggiunta sul rinnovo del contratto di lavoro nazionale delle cooperative sociali è stata al centro dell’attenzione del convegno di settore che si è tenuto questo pomeriggio presso la sede della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>Il nuovo contratto nazionale prevede a regime un incremento a doppia cifra, pari a 120 euro al mese, ed interviene su alcuni istituti come, per esempio, la maternità (estesa al 100% l’integrazione economica), la sanità integrativa (con una quota aumentata significativamente), la quattordicesima (introdotta al 50%) o i tempi di vestizione (ricompresi nella prestazione lavorativa).</p>
<p>I rappresentanti delle 90 cooperative sociali trentine hanno analizzato le ripercussioni di questo rinnovo, che riguarda il personale impegnato in asili nido, Rsa, centri per minori, disabili e persone fragili, offrendo servizi di prima necessità alle famiglie e agli anziani. In totale circa 7 mila dipendenti.</p>
<p>«Il rinnovo contrattuale rappresenta una buona notizia per il futuro dei servizi che le cooperative sociale offrono alla comunità trentina – ha detto il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> – ma va declinato attraverso l’interlocuzione istituzionale con la nuova Giunta. Abbiamo avuto un primo confronto con l’esecutivo provinciale a livello di Coordinamento Imprenditori sui temi generali del mondo delle imprese ed ora è indispensabile trovare un momento di dialogo e sintesi specifico sulle tematiche cooperative, in primis sociali, che trasformi l’atteggiamento di ascolto positivo che abbiamo raccolto in atti amministrativi concreti».</p>
<p>«L’accordo raggiunto sul piano nazionale rappresenta un forte riconoscimento del valore del lavoro sociale – ha aggiunto <strong>Italo Monfredini</strong>, vicepresidente della Federazione per il settore delle cooperative sociali e di abitazione – ed arriva in un momento storico in cui esso è svilito e poco riconosciuto, con conseguenti difficoltà a trovare il personale per far fronte ai servizi di cura. Questo rinnovo ci rende altresì consapevoli delle difficoltà che le cooperative dovranno affrontare sul piano della sostenibilità economica futura».</p>
<p>Se per i prossimi appalti o affidi il costo della manodopera comprenderà gli incrementi definiti dal nuovo contratto nazionale, infatti, per i contratti in essere l’aggiornamento resta un tema da trattare con molta attenzione nell’ambito dell’interlocuzione con la pubblica amministrazione. Nell’ultimo assestamento di bilancio, la Provincia aveva prudenzialmente accantonato dei fondi per far fronte alla crescita del costo del personale, ma oggi risultano insufficienti per coprire l’aumento definito.</p>
<p>L’impegno della Federazione sarà dunque rivolto in due direzioni: in primo luogo rappresentare presso la Provincia le conclamate necessità di risorse per coprire i costi lievitati e in secondo luogo definire una forma tecnica condivisa per imputare queste risorse alle cooperative, al fine di adeguare le retribuzioni dei dipendenti. Alcuni servizi sono stati infatti finanziati a contributo, altri a retta o tramite appalto. Alcuni dai Comuni, altri dalle Comunità di valle o dalla stessa Provincia. Per ogni fattispecie servirà dunque trovare la via corretta.</p>
<p>Il convegno di settore ha anche organizzato dei Gruppi di lavoro che approfondiranno le priorità di questo particolare momento e faranno sintesi, arrivando in sede di Comitato di settore con proposte precise.</p>
<p>Nel corso della riunione è stata designata infine una nuova componente del Comitato di settore, <strong>Elena Miorelli</strong>, presidente cooperativa Oasi Tandem.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">cfe5396c-a8d1-49a9-8720-5738bed96aea</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/giovani-pronti-al-cambiamento</link><title>Giovani pronti al cambiamento</title><description><![CDATA[<p>Una settantina di studenti e studentesse delle superiori si stanno preparando per presentare, alla 18esima edizione del Festival dell’Economia di Trento, la loro visione sul mondo del lavoro che li aspetta.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/zjuh0xjp/worskhop-cosa-faro-da-grande-costa-bonatti.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/giovani-pronti-al-cambiamento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>1868</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nulla rimarrà così come è oggi, nel mondo del lavoro, ma anche nel nostro stile di vita.</p>
<p>Sembra questa l’unica certezza che le generazioni più giovani hanno rispetto al futuro, secondo quanto emerso dal confronto tra una settantina di studenti e studentesse, di cinque istituti superiori trentini, che hanno partecipato al workshop “Cosa farò da grande? Dialogo aperto sui futuri possibili del lavoro”, organizzato dall’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>L’incontro è stato il primo passo di un percorso che li condurrà a presentare, in occasione della 18esima edizione del Festival dell’Economia di Trento, la loro visione sul contesto economico e lavorativo col quale tra qualche anno dovranno misurarsi.</p>
<p>“Nell’edizione di quest’anno, i giovani – ha spiegato <strong>Ericka Costa</strong>, professoressa associata di Economia aziendale all'Università di Trento e componente del Comitato scientifico del Festival – avranno uno spazio da protagonisti, nel quale potranno condividere la loro visione sul futuro, portando un punto di vista diverso e la loro capacità di guardare oltre, immaginando possibili nuovi scenari”.</p>
<p>Non a caso l’appuntamento è stato ospitato dal Dipartimento di Economia dell’Università di Trento, offrendo così “un momento importante – come ha commentato <strong>Flavio Bazzana</strong>, professore ordinario di Finanza aziendale e direttore del Dipartimento – per iniziare a conoscere meglio il mondo universitario e ragionare sulle opportunità e le prospettiva di lavoro e di carriera”. L’iniziativa, ha aggiunto <strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, è stata un’occasione “per conoscerci a vicenda e per riflettere insieme sulle opportunità e sulle sfide che verranno, ma anche sulle nuove competenze che sarà necessario sviluppare”.</p>
<p>Dopo una prima introduzione, durante la quale <strong>Roberto Poli</strong>, professore di Filosofia della Scienza a Trento e titolare della Cattedra Unesco sui Sistemi anticipanti, ha offerto alcune chiavi di lettura, per leggere il presente e provare a immaginare le evoluzioni future, i ragazzi hanno iniziato a confrontarsi, in autonomia, sulle professioni del domani. Molte le idee e le parole chiave emerse dal lavoro dei gruppi: fattore umano, capacità di collaborare, interdisciplinarietà, lettura dei dati, flessibilità, ecc. Così, c’è chi ha ipotizzato la fine dei lavori maggiormente caratterizzati da mansioni routinarie a fronte di una crescente richiesta di professionisti altamente qualificati. C’è chi ha visto nella crisi climatica la possibilità di sviluppare nuove professioni, dagli specialisti in sostenibilità agli esperti in economia circolare. Chi ha supposto non ci saranno grandi cambiamenti nelle aree più legate a creatività, ricerca e politica, mentre ha previsto innovazioni importanti in settori quali trasporti e intrattenimento. E, perfino, chi ha immaginato la nascita di colonie interplanetarie.</p>
<p>Ad accomunare tutte le presentazioni, l’idea di un cambiamento necessario, imminente e inevitabile. Che, però, non li spaventa. Anzi, per dirla con le loro parole “siamo pronti”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">cb473e30-4f96-4e18-87c6-b49f0765a245</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-progettone-un-unicum-a-livello-nazionale-cosi-l-assessore-spinelli-a-rovereto</link><title>"Il Progettone un unicum a livello nazionale", così l'assessore Spinelli a Rovereto</title><description>L'assessore provinciale al lavoro, Achille Spinelli era a Rovereto, per incontrare il personale del Progettone assegnato al Museo Civico e alla Campana dei Caduti.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/pxjl5a5s/progettonespinelli.png" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-progettone-un-unicum-a-livello-nazionale-cosi-l-assessore-spinelli-a-rovereto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>880</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Affiancato dal dirigente del Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale Maurizio Mezzanotte, dal direttore dell'Ufficio coordinamento e occupazione risorse umane Paolo Michelini, nonché dai referenti delle cooperative di lavoro, l'assessore ha visitato prima la Fondazione Museo Civico, dove è stato accolto dal presidente Giovanni Laezza e dalla direttrice Alessandra Cattoi, quindi alla Campana dei Caduti ha incontrato la responsabile per gli Affari internazionali della Fondazione, Morena Berti. "Stiamo visitando alcune zone del Trentino dove la presenza del personale assegnato agli enti culturali è maggiore, per fornire dettagli importanti in merito alla riforma del Progettone - sono state le parole dell'assessore Spinelli -. La prima cosa da ribadire è che la riforma non è ancora operativa ed entrerà in vigore il 1° gennaio del prossimo anno,. Il secondo aspetto riguarda le maggiori opportunità fornite da questa riforma che consente, fra le altre cose, l'obbligo di formazione e qualificazione della forza lavoro, un valore aggiunto rispetto al passato perché vi permette di essere più forti e preparati, oltre a prevedere la possibilità, per alcuni di voi, di rientrare nel mondo del lavoro".</p>
<p>Come chiarito quindi dal dirigente Mezzanotte, è confermata la pianta organica di 1.715 lavoratori, e le risorse messe a bilancio da questa amministrazione, che per il Progettone superano i 47 milioni di euro. Attenzione infine anche al contratto, che è in fase di revisione con il coinvolgimento delle parti sociali. "Il Progettone è un unicum a livello nazionale - ha concluso l'assessore Achille Spinelli -, per questo l'intervento che abbiamo messo in campo è quello di offrire nuove opportunità e obiettivi premianti, oltre che cercare di aumentare ulteriormente la quota dei lavoratori assunti a tempo indeterminato".</p>
<p><strong>Museo Civico</strong></p>
<p>Sono assegnate 10 persone a supporto delle attività di custodia. Le unità lavorative sono così ripartite: 3 lavoratori fissi e 7 stagionali (di cui 1 lavoratore con la qualifica di caposquadra).<br />L’ente compartecipa alla spesa del personale.</p>
<p><strong>Campana dei Caduti</strong></p>
<p>Sono assegnate 6 persone a supporto delle attività di custodia. Le unità lavorative sono così ripartite: 4 lavoratori fissi e 2 stagionali (di cui 1 lavoratore con la qualifica di caposquadra). Durante l'estate saranno assegnate ulteriori 8 persone per attività temporanee e mostre fotografiche. <br />L’ente compartecipa alla spesa del personale.</p>
<p><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a9b8b070-3460-40b4-b6b6-55ccb0eba121</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavora-in-agricoltura-vivi-il-trentino-proseguono-le-candidature</link><title>Lavora in agricoltura, vivi il Trentino: proseguono le candidature</title><description><![CDATA[<strong>La campagna mira a incentivare l’occupazione nel settore, promuovendo un’esperienza di lavoro nei diversi ambiti del mondo agricolo, dalla raccolta frutta e vendemmia, alla coltivazione di frutteti e vigneti, dai piccoli frutti, all'allevamento e cura del bestiame.</strong><strong><br /><br /></strong>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/qlgfxuxk/vendemmia-e-conferimento-a-cantina-federazione-trentina-della-cooperazione-foto-marco-parisifoto-marco-parisimapa1718-modifica.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavora-in-agricoltura-vivi-il-trentino-proseguono-le-candidature" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4836</width><height>3224</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<strong>La campagna “Lavora in agricoltura, vivi il Trentino”</strong><strong><strong>, promossa da Agenzia del Lavoro in collaborazione con le Associazioni di categoria dell’Agricoltura (Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura, Coldiretti, Associazione contadini Trentini), l’Ente bilaterale agricolo e le organizzazioni sindacali, punta a dare risposta alle difficoltà manifestate dal mondo agricolo nella ricerca di lavoratori stagionali, incoraggiando l’offerta di lavoro regolare e qualificato. Particolare attenzione quest'anno viene dedicata ai giovani in cerca di opportunità stagionali nel settore.<br />La campagna, avviata da circa un mese, ha già dato risultati interessanti: vi sono infatti 240 candidati in lista, per la maggior parte provenienti dal Trentino, sono inoltre arrivate 49 richieste di personale presso i CPI provinciali di Agenzia del Lavoro. <br />Vale la pena di ricordare che il servizio è completamente gratuito, sia per le aziende che per i candidati, i quali, dopo l'iscrizione, sono contattati dagli operatori di Agenzia del Lavoro per verificare disponibilità e fornire informazioni. <br /><br /></strong></strong>
<p><strong>Come candidarsi</strong><br />I lavoratori possono candidarsi per i profili più in linea con le proprie esperienze nel settore e, le aziende agricole, richiedere personale con il supporto degli operatori dedicati di Agenzia del Lavoro e delle Associazioni di categoria.<br />La persona interessata a lavorare nel settore può compilare il form di candidatura, seguendo le indicazioni fornite sul sito di Agenzia del Lavoro, oppure contattare il Centro per l'impiego del proprio territorio.<br />La candidatura sarà segnalata alle associazioni di categoria, all’ente bilaterale e alle aziende richiedenti e consentirà di entrare in contatto con diversi datori di lavoro.</p>
<p><strong>Come richiedere personale</strong><br />Gli imprenditori agricoli possono richiedere i nominativi dei lavoratori disponibili compilando l’apposito form sul sito di Agenzia del Lavoro, oppure rivolgendosi al proprio Centro per l'impiego di riferimento, alla propria Associazione di categoria, o all’Ente bilaterale agricolo.</p>
<p><strong>Per maggiori informazioni</strong></p>
<p>Consulta la pagina dedicata sul sito di Agenzia del Lavoro:<br /><a href="http://www.agenzialavoro.tn.it/TESTI-AVVISI/IL-SETTORE-AGRICOLO-ASSUME">www.agenzialavoro.tn.it/TESTI-AVVISI/IL-SETTORE-AGRICOLO-ASSUME</a></p>
<strong>Contatta il tuo Centro per l'impiego di riferimento:<br /><a href="http://www.agenzialavoro.tn.it/Agenzia/Centri-per-l-impiego">www.agenzialavoro.tn.it/Agenzia/Centri-per-l-impiego</a><br /><br />Fonte: ufficio stampa PAT</strong>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f026c17e-8da0-490b-a5ae-824c1bb3aae3</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/villa-maria-cerca-infermieri</link><title>Villa Maria cerca infermieri</title><description><![CDATA[<p>La cooperativa sociale, con sede a Calliano, è in grado di assicurare un trattamento economico superiore a quello previsto dal Ccnl, attenzione alla conciliazione lavoro-casa e collaborazione nell'eventuale ricerca di un alloggio. Saranno valutate anche domande di assunzione con disponibilità a tempo determinato.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ozxnvltd/infermieri.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/villa-maria-cerca-infermieri" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>912</width><height>589</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Villa Maria</strong>, cooperativa sociale specializzata nella cura di persone con elevati bisogni assistenziali, è da tempo alla ricerca di personale infermieristico per la propria struttura sanitaria residenziale di Calliano. I tentativi di reclutamento compiuti negli ultimi tempi, con annunci, ricerche con società specializzate, contatto dei neolaureati, non hanno prodotto risultati.</p>
<p>“È sempre stato piuttosto problematico reperire figure infermieristiche, sia come lavoratori dipendenti che in libera professione - spiegano a Villa Maria -. Questo dipende in parte dal fatto che i neo laureati molto spesso pongono la scelta ospedaliera come prima opzione lavorativa. Negli ultimi due anni poi il reperimento di candidati è stato reso pressoché impossibile dall'emergenza Covid, che ha visto le figure sanitarie richiamate in gran numero da una serie di ambiti lavorativi: farmacie, ospedali, case di riposo, strutture sanitarie in genere”.</p>
<p>Nella struttura di Calliano operano attualmente 3 infermieri dipendenti, coadiuvati da alcuni liberi professionisti che supportano l’organizzazione solo per alcuni turni di lavoro. L’organico non risulta sufficiente a coprire la turnistica che, per la gestione residenziale, richiede una presenza 365 giorni all’anno. La cooperativa avrebbe necessità di estendere il proprio organico di almeno due unità (oppure 4 con orario part time). I requisiti richiesti ai candidati all’assunzione sono il possesso della laurea o del diploma universitario in infermieristica, oppure del titolo di studio riconosciuto equipollente al diploma universitario, oppure del titolo conseguito all’estero riconosciuto. È inoltre richiesta l’iscrizione all’albo professionale degli infermieri. È considerata utile e valorizzata eventuale precedente esperienza maturata in strutture che si dedicano alla assistenza di persone con disabilità intellettiva e disturbo del comportamento. Il candidato dovrà inoltre essere disponibile a lavorare su turni, che possono coprire anche la notte.</p>
<p>Il trattamento economico assicurato alle persone assunte è superiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali ed è personalizzato commisurandolo all'esperienza del lavoratore. Villa Maria si impegna a far crescere il proprio personale attraverso una specifica formazione nell’ambito della disabilità.</p>
<p>La Cooperativa è attenta alla conciliazione lavoro-casa ed è pronta a valutare ed accogliere richieste di flessibilità nell’orario di lavoro. Nel caso di candidature da fuori regione, Villa Maria potrà attivarsi per collaborare alla ricerca di un alloggio per il lavoratore.</p>
<p>Saranno positivamente considerate anche le domande di assunzione anche solo per periodi a tempo determinato provenienti da personale infermieristico esperto.</p>
<p>Le candidature possono essere inviate via email all’indirizzo <a href="mailto:ufficio.personale@coopvillamaria.org"><em>ufficio.personale@coopvillamaria.org</em></a></p>
<p>Per informazioni è possibile contattare l’ufficio personale al numero 0464 387811.</p>
<p>Fonte: Cooperativa Sociale Villa Maria</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">edcf0c10-7a13-4824-a9ec-d8dc6d0b4660</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavorare-in-una-cooperativa-proviamoci-con-pochi-click</link><title>Lavorare in cooperativa? Proviamoci con pochi click</title><description>Sul portale cooperazionetrentina.it è ora disponibile una pagina dedicata alla raccolta di domanda e offerta di lavoro nel movimento cooperativo. Un servizio nato per incrociare esigenze e possibilità di lavoro qualificato sul territorio.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/abmmzfxg/laptop-sito-lavoraconnoi.png" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/lavorare-in-una-cooperativa-proviamoci-con-pochi-click" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5472</width><height>3648</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Un dipendente su cinque</strong>, in questa provincia, <strong>lavora in una cooperativa</strong>: un vero e proprio distretto, una realtà quasi unica nel mondo. Partendo dalla consistenza di questi numeri, la Federazione ha sviluppato <strong>un servizio dedicato alle imprese che cercano personale qualificato e alle persone in cerca di occupazione</strong>.</p>
<p>Il tutto si sintetizza in una pagina internet (<a href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/lavora-con-noi"><strong>cooperazionetrentina.it/lavoraconnoi</strong></a>) dove chiunque può accedere e candidarsi spontaneamente in uno dei cinque settori di riferimento, specificando il tipo di lavoro a cui si sente più affine. Inoltre ognuno avrà la possibilità di candidarsi nelle selezioni che verranno puntualmente aperte, con cadenza variabile a seconda delle necessità del mercato. Un luogo virtuale dove chi cerca lavoro potrà offrire le proprie competenze, rendendole così disponibili alle cooperative interessate.</p>
<p>Sulla pagina dedicata sarà disponibile un percorso guidato che permetterà al singolo candidato/a di scegliere tra varie tipologie di posizioni lavorative. A seconda delle proprie aspirazioni è quindi possibile selezionare una o più preferenze e indirizzare così al meglio chi si occuperà della selezione del personale.</p>
<p>“<em>Un servizio di questo tipo</em> – spiega <strong>Giulia Comper</strong>, responsabile risorse umane della Federazione – <em>ci offre la possibilità di raccogliere un numero importante di competenze sul territorio. Oggi c’è una grande richiesta di lavoro specializzato e il nostro obiettivo è quello di facilitare l’incontro tra lavoratori e cooperative. Con la raccolta sistematica di candidature/profili che abbiamo iniziato a fare saremo in grado di rispondere più facilmente alle necessità delle nostre associate e, al contempo, di aiutare chi è alla ricerca di un posto di lavoro</em>”.</p>
<p>Per rendere disponibile il servizio ad una platea sempre più ampia di persone, verrà stimolato l’invio di curriculum tramite una campagna pubblicitaria online e offline. In questo modo ci sarà occasione di interagire con un ampio pubblico e di conoscere le professionalità disponibili dentro e fuori dal territorio.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">5a5767b2-a67f-4508-bbc8-ea7cbf355ca5</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/patto-per-il-lavoro-siglato-oggi-da-provincia-categorie-economiche-e-parti-sociali</link><title>Patto per il Lavoro: siglato oggi da Provincia, categorie economiche e parti sociali</title><description>Il documento fa proprie le proposte emerse a conclusione degli Stati generali del Lavoro, con particolare attenzione a giovani, donne, persone a rischio esclusione (con la riforma del Progettone) e digitalizzazione.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/0uxmjr10/stati-generali-del-lavoro-patto-imagefullwide.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/patto-per-il-lavoro-siglato-oggi-da-provincia-categorie-economiche-e-parti-sociali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Dopo un anno di incontri e confronti con oltre 100 esperti di lavoro, ricerca, formazione e sociale, gli Stati generali del Lavoro si sono chiusi oggi con la presentazione del Rapporto finale. Il documento evidenzia due principali sfide – quella delle “Transizioni” e quella dello “Sviluppo” – rispetto alle quali sono state individuate 20 proposte concrete e 3 progettualità, focalizzate in particolare sull’inserimento o reinserimento lavorativo di giovani, donne e persone a rischio esclusione, nonché sul potenziamento della formazione di base e continua,<br />sull’innovazione sostenibile e sulla digitalizzazione di imprese e servizi pubblici. A margine dell’incontro l’assessore provinciale allo Sviluppo economico, Ricerca e Lavoro Achille Spinelli, il presidente del Coordinamento provinciale imprenditori Roberto Simoni e il segretario generale della CGIL del Trentino Andrea Grosselli in rappresentanza delle sigle CGIL, CISL e UIL, hanno sottoscritto il nuovo Patto per il Lavoro in Trentino. Il documento apre una nuova fase condivisa di attuazione degli indirizzi individuati dagli Stati generali del Lavoro.<br />Dopo un anno di intenso lavoro e partecipato dibattito si sono quindi chiusi oggi, venerdì 4 marzo, gli Stati generali del Lavoro. L’iniziativa, voluta dalla Provincia autonoma di Trento per definire il nuovo corso dell’economia trentina post-pandemia, ha coinvolto 14 esperti stabili, 12 esperti tecnici, 12 special advisor e 66 auditi per un totale di 104 rappresentanti del mondo del lavoro, dell’impresa, della ricerca, dell’innovazione, della formazione, della cooperazione e della società civile nel panorama locale, nazionale e internazionale, coordinati dal giuslavorista Riccardo Salomone, presidente di Agenzia del Lavoro.<br />Le risultanze del percorso di studio, ascolto, consultazione e confronto sono state messe per iscritto in un “Rapporto finale” di 148 pagine, presentato oggi presso la sede della Provincia autonoma di Trento dall’assessore allo Sviluppo economico, Ricerca e Lavoro Achille Spinelli, dal presidente del Coordinamento provinciale imprenditori Roberto Simoni e dal Segretario generale CGIL del Trentino Andrea Grosselli. L'incontro si è aperto con il saluto del presidente della Provincia Maurizio Fugatti.<br /><br />
<p>"Oggi si chiude un percorso importante, in cui le parti sociali sono stati attori principali e artefici di un documento finale che ha forti connotazioni territoriali e mette in evidenza la particolarità del Trentino nel campo del lavoro e la forte attenzione che il Trentino, grazie alle sue competenze, ha da sempre verso questo tema. Dal rapporto si evincono le peculiarità, i punti di forza e le criticità del mercato del lavoro provinciale. Il documento è utile per tracciare i percorsi del futuro per migliorare le condizioni dell'occupazione. Il Patto per il lavoro che ne deriva, infine, è un importante strumento per l'analisi dello stato dell'occupazione in Trentino e per affrontare i grandi cambiamenti che gli ultimi anni hanno portato con sè" sottolinea il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.</p>
<p>“La firma dell’accordo odierno rappresenta la conferma della volontà di rafforzare l’autonomia della Provincia autonoma in materia di politiche attive del lavoro, per le quali le competenze che l’amministrazione provinciale ha rappresentano un elemento di unicità a livello nazionale che intendiamo valorizzare ulteriormente attraverso la futura implementazione del Patto per il lavoro. In una fase storica in cui, a causa della dovuta lotta al Covid, la tendenza centralistica dei governi nazionali si fa sempre più importante, riteniamo che un approccio originale, autonomistico e pionieristico come quello avviato dagli Stati Generali del Lavoro rappresenti un modo per chiarire che i territori hanno le capacità di affrontare un tema decisivo come quello della modernizzazione dell’approccio al mercato del lavoro e alle sue sfide. Tra queste ricordiamo quelle delle grandi transizioni che riguardano soggetti fragili, giovani e donne. Fondamentale per vincere tali sfide sarà la capacità di coinvolgere il mondo dell’istruzione e della formazione professionale e di farlo dialogare in maniera innovativa con imprese e mondo del lavoro in generale” sottolinea l’assessore Spinelli.</p>
<p>“Il percorso avviato con le parti sociali, imprese e sindacati, da parte nostra intende sottolinearne il protagonismo nell’ambito di un processo che rende centrale il lavoro per il nostro territorio. E ancora di più lo deve essere dopo oltre due anni di pandemia, per affrontare il tema delle grandi trasformazioni del mercato del lavoro che la crisi dovuta al Covid ha prodotto o messo in particolare evidenza. Gli Stati Generali del Lavoro sono un punto di partenza e non di arrivo, visto che ora si passerà dalla fase di ascolto delle proposte degli esperti e degli interlocutori, alla messa a terra dei progetti. Per farlo continueremo a seguire il metodo avviato quasi un anno fa, all’inizio degli Stati Generali del Lavoro: proseguiremo nell’ascolto delle parti sociali e coinvolgeremo nell’attuazione del Patto per il lavoro anche l’Agenzia del lavoro, la Commissione per l’impiego e il mondo della scuola e della formazione” continua l’assessore Spinelli.</p>
<p>"Gli Stati Generali del Lavoro e il Patto per il lavoro rappresentano uno strumento prezioso. La pandemia ha prodotto cambiamenti profondi nei settori del turismo, del commercio e della ristorazione, con ricadute anche sul rapporto tra domanda e offerta di lavoro. Si tratta di sfide importanti che il percorso avviato dagli Stati generali del lavoro ci permetterà di affrontare per avere una occupazione di maggiore qualità e soddisfazione per le imprese e per i lavoratori" sottolinea l'assessore all’Artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni. </p>
<p>Il professor Riccardo Salomone ha indicato il metodo che ha portato allo sviluppo degli Stati Generali del lavoro, fino alla sigla dell’accordo: “L’Amministrazione ha indicato gli obiettivi e il tema da analizzare nell’ambito di questo percorso durato un anno, mentre il metodo è stato dato dalla nostra capacità di dare senso ad un progetto molto ambizioso. Questa complessità si è rivelata una grande ricchezza in termini di partecipazione, anche alla luce delle diverse sensibilità portate dagli stakeholder. In questo modo, gli accademici coinvolti hanno avuto modo di dialogare con le imprese del territorio che vivono situazioni complesse, specialmente in un periodo difficile come quello attuale. Si è trattato, dunque, di una grande opportunità per uscire dallo status quo, scommettendo sulla concretezza”.</p>
<p><strong>IL RAPPORTO FINALE DEGLI STATI GENERALI DEL LAVORO</strong></p>
<p>Il documento si articola in due filoni di intervento prioritari, denominati rispettivamente “Transizioni” e “Sviluppo”. Per rispondere a queste due “Sfide” vengono dettagliati 3 progetti e 20 proposte d’azione concrete che vanno a colmare le criticità strutturali emerse negli ultimi dieci anni e solo acuite dalla pandemia, come l’invecchiamento della<br />popolazione, il cambiamento climatico, la globalizzazione e il digital divide. L’obiettivo del percorso degli Stati generali del Lavoro è infatti quello di raggiungere un maggiore benessere economico e maggiore competitività delle imprese garantendo però anche maggiore e migliore occupazione per i lavoratori del territorio. Particolare attenzione, nell’ambito della sfida “Transizioni”, viene data ai giovani, alle donne e alle persone a rischio esclusione. Tra le proposte vi sono nuovi modi di conciliare la famiglia e il lavoro, la riforma del “Progettone” e la condizionalità dell’assegno unico.<br />Sempre in questo campo, vengono proposti i progetti “Mismatch e contratti di apprendistato” e “ZeroNeet” per contrastare il fenomeno dei giovani che non studiano e non lavorano.</p>
<p>In materia di “Sviluppo” si va invece a intervenire sui temi della formazione, dell’innovazione e della sostenibilità, con nuove prospettive di lavoro agile e per la digitalizzazione dell’apparato amministrativo territoriale al fine di agevolare l’accesso ai servizi. Nell’ambito formativo, viene sottolineata l’importanza della formazione continua e la necessità di pensare percorsi di “up-skilling” e “re-skilling” per permettere ai lavoratori di tutte le età di rimanere al passo con un mondo in costante evoluzione tecnologica. Il progetto che accompagna la sfida “Sviluppo” si chiama “Nuovi ponti digitali” e consiste in una piattaforma per azioni di previsione, formative e d’incontro tra domanda e offerta.</p>
<p><strong>UN NUOVO PATTO PER IL LAVORO</strong></p>
<p>Chiusa la fase propositiva e di studio, comincia ora una nuova delicata fase di attuazione degli indirizzi individuati dagli Stati generali del Lavoro. Una necessità che trova concordi le istituzioni, i rappresentanti delle categorie economiche e gli esponenti delle parti sociali. Alla fine dell’incontro – moderato dal giornalista Giampiero Marrazzo – l’assessore Spinelli, Roberto Simoni in rappresentanza degli imprenditori trentini e Andrea Grosselli per CGIL, CISL e UIL del Trentino hanno siglato il nuovo Patto per il Lavoro in Trentino. Questo documento propone impegni di breve, ma soprattutto di medio e lungo termine nella prospettiva di orientare la reattività del contesto istituzionale al fine dell'incremento di produttività e benessere dell’intero Trentino e nella consapevolezza che le sfide identificano priorità e interventi per sostenere crescita e benessere in termini economici e, più in generale, di condizioni di vita e lavoro, con una particolare attenzione alle persone più giovani, alle persone a rischio di esclusione dal mercato del lavoro e alle donne. Con il Patto si vogliono intraprendere nuove azioni per consolidare gli strumenti dell’orientamento in ingresso nel mercato del lavoro, della valorizzazione economica e occupazionale di tale momento di ingresso (assegno di formazione in ottica duale), della presa in carico integrata in chiave di inserimento lavorativo, del rafforzamento della condizionalità verso il lavoro, del potenziamento delle abilità in ottica di inclusione digitale, della valorizzazione della formazione professionalizzante e “sartoriale”, della certificazione delle competenze e del sostegno dell’occupazione femminile verso il lavoro a tempo pieno e di qualità, anche di tipo imprenditoriale.<br />Un ultimo impegno va infine verso gli obiettivi di digitalizzazione dei servizi e degli strumenti di azione sul mercato del lavoro, di innovazione dell’offerta formativa, di governance dell’alta formazione, di crescita qualitativa della formazione (di base, professionalizzante e continua) in stretto raccordo con le politiche attive e con le traiettorie<br />dello sviluppo del territorio, di costruzione di un modello rinnovato di validazione e certificazione delle competenze, di miglioramento dell’attrattività del territorio per grandi gruppi industriali, di sostegno delle imprese nella formazione, nel supporto ai processi di innovazione e all’export delle imprese, di potenziamento del management; di<br />rafforzamento del legame tra investimenti 4.0 e qualificazione del personale; di nuove progettualità ̀ per l'attrazione di capitale umano; di costruzione di innovative risposte di sistema rispetto all’invecchiamento della popolazione e alla transizione green, partendo dal mercato del lavoro per tenere insieme il tessuto economico, di raccordo tra intervento pubblico e azione del terzo settore (economia d’argento, nuove professioni e professionalità nei settori chiave della transizione, age management).</p>
<p><strong>UN PERCORSO IN LINEA CON GLI OBIETTIVI DEL PNRR</strong></p>
<p>Gli Stati generali del Lavoro si sono rivelati propedeutici al PNRR. L’aver analizzato e individuato nella sfida “Transizioni” e nell’ambito della formazione nuove proposte per l’occupabilità di giovani, donne e persone più vulnerabili ha infatti permesso al Trentino di essere tra i primi territori italiani a presentare – ottenendo l’avallo di  ANPAL – e a dare già parziale attuazione al Piano attuativo regionale (PAR) del programma GOL – Garanzie di Occupabilità dei Lavoratori, un programma coordinato dall’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nell’ambito della missione 5, componente 1 del PNRR per un totale di 4,4 miliardi di euro disponibili a livello nazionale.<br /><br />Fonte: Ufficio stampa PAT</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">fd05eb86-dff7-4964-823e-88e4111d76a8</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/l-emergenza-sanitaria-non-ferma-l-impegno-di-risto3-nei-confronti-di-soci-e-lavoratori</link><title>L’emergenza sanitaria non ferma l’impegno di Risto3 nei confronti di soci e lavoratori</title><description>La ripresa del settore della ristorazione è ancora lontana, nonostante questo la principale Cooperativa di produzione lavoro del Trentino non rinuncia ad azioni in favore di soci e lavoratori.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/trcd3fux/m19c7292-scaled.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/l-emergenza-sanitaria-non-ferma-l-impegno-di-risto3-nei-confronti-di-soci-e-lavoratori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1800</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">È tempo per tutte le aziende di tirare le somme e di chiudere definitivamente il 2021. “Fortunatamente” dice la Presidente Camilla Santagiuliana “i <strong>primi dati di chiusura</strong> dell’anno appena trascorso si <strong>presentano migliori delle previsioni</strong>. Va detto che la tenuta del settore scolastico è stata determinante per noi; altri settori, in particolare i ristoranti self aperti al pubblico ma anche interaziendali, <strong>continuano a destare forte preoccupazione</strong>. A mancare sono in buona parte gli impiegati che, come è noto, continuano tutt’oggi a lavorare in smartworking e anche restrizioni legate alle normative anti Covid-19 stanno incidendo sull’afflusso di pubblico nei locali.”.</p>
<p class="x_MsoNormal">Il momento non è sicuramente favorevole per il mondo della ristorazione. Risto3 è una Cooperativa di soci lavoratori con più di 1500 collaboratori, di cui 460 soci. Il consiglio di amministrazione è <strong>impegnato costantemente nel tutelare il più possibile soci e dipendenti</strong>, soprattutto in questo difficile momento. Nel 2021 sono state erogate <strong>n. 136.800 ore di Cassa Covid, per un valore di circa 750.000 €</strong> che, come l’anno precedente, sono state <strong>anticipate dalla Cooperativa</strong> per garantire un’entrata sicura e il più possibile regolare a tutti i collaboratori. “Come è noto, a <strong>dicembre 2021 è terminata la Cassa Covid</strong>” dice il Direttore Paolo Defant “ma ci siamo subito attivati per richiedere il <strong>Fondo di Solidarietà Trentin</strong>o al fine di coprire le riduzioni orarie dei dipendenti, causate dalla contrazione del mercato della ristorazione che è sotto gli occhi di tutti. Inoltre, nel 2022 si è manifestata un’altra sfida: il caro prezzi delle derrate e dell’energia.  Gli aumenti si sono fatti sentire negli ultimi mesi del 2021 e le previsioni generali non sono certo favorevoli. Abbiamo previsto nei budget un aumento sensibile per i <strong>costi di generi alimentari</strong> a cui si aggiungono gli opportuni <strong>rincari delle utenze</strong>: a tal proposito, il nostro impegno è in gran parte rivolto a raggiungere una maggior efficienza in termini di consumi.”</p>
<p class="x_MsoNormal">Proprio per frenare il più possibile la riduzione d’orario, <strong>Risto3</strong> sta lavorando per <strong>organizzare nuovi corsi di formazione retribuiti</strong>. “E’ un modo per essere vicini a soci e dipendenti” afferma la Presidente “e al tempo stesso crescere professionalmente: i numeri sono ancora lontani dal 2019 e il mercato è sempre più complesso. La concorrenza è agguerrita e, complice la situazione del settore, sempre più interessata al nostro territorio. Lo abbiamo fatto nel 2020” continua Camilla Santagiuliana “e lo faremo anche nel 2022. Questi corsi di formazione sono un impegno economico di cui Risto3 è fiera: <strong>offrire anche solo qualche ora in più a soci e dipendenti,</strong> è un dovere da parte nostra perché è grazie al sacrificio di tutti noi se siamo riusciti a superare questi due ultimi difficili anni”.</p>
<p class="x_MsoNormal">Ma l’attenzione della Cooperativa verso i collaboratori non si ferma qui: negli ultimi mesi nel 2021, è stato <strong>rinnovato il tavolo di lavoro sul Family Audit</strong>. La richiesta di <strong>auto candidatura</strong> da parte degli stessi soci e dipendenti ha l’obiettivo di creare un <strong>gruppo di lavoro che possa contribuire ad individuare le esigenze della base sociale e dei collaboratori</strong> per poter introdurre nella proposta di <strong>Welfare nuove azioni</strong> mirate e coerenti con le necessità. Non ultimo l’impegno della Cooperativa è quello di poter offrire per il futuro alla base sociale <strong>esperienze legate al benessere della persona, oltre il lavoro, nella propria sfera personale e famigliare</strong>. “Quest’emergenza sanitaria ci ha resi ancora più consapevoli della nostra fragilità e di come uno stile di vita più equilibrato” dice la Presidente “possa fare la differenza per la nostra salute. Abbiamo vissuto l’isolamento, abbiamo dovuto rinunciare a cose che davamo per scontate, abbiamo anche dato un nuovo valore alle persone che ci circondano. Stiamo quindi lavorando per proporre a soci e dipendenti un <strong>percorso multi disciplinare</strong>: perché non c’è crescita professionale senza consapevolezza personale”<br /><br />Fonte: Risto3</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f6ba79da-2ca9-481d-b97c-3539a145e094</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/gjob-aperte-le-iscrizioni-alla-seconda-annualita</link><title>Gjob: aperte le iscrizioni alla seconda annualità</title><description>Dopo il primo anno di esperienze formative che si sono concluse con soddisfazione, inizia la seconda annualità di Gjob, il progetto promosso da Consolida con il contributo della Fondazione Caritro dedicato ai giovani dai 16 ai 30 anni di età.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/wtvf1o5j/job.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/gjob-aperte-le-iscrizioni-alla-seconda-annualita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>904</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il progetto, che si avvale della collaborazione di Sft (Società Frutticoltori Trento), Cantina Sociale di Trento, Tutto Verde, Cooperazione Trentina e delle cooperative sociali Arianna, Kaleidoscopio e Progetto 92, propone un’esperienza formativa e di accompagnamento al lavoro dedicata ai giovani in condizione di fragilità nell’ambito del Comune di Trento e comuni limitrofi.</p>
<p>Con l’attivazione di un team multidisciplinare (esperti agricoltori ed educatori professionali) creato grazie alla partnership tra cooperative sociali e aziende agricole, Gjob si propone di accompagnare questi giovani, attraverso formazione professionale e tirocini prevalentemente in contesti outdoor, nell’acquisizione di abilità socio-relazionali e competenze tecniche per l’inserimento nel settore dell’agricoltura.</p>
<p>Gjob è riservato a giovani tra i 16 e i 30 anni in condizioni di fragilità personale, non impegnati in attività lavorative o in percorsi scolastico-formativi, che faticano a trovare un’occupazione o a mantenerla nel tempo. Il percorso non è adatto a giovani con profili “propedeutici” al lavoro. Il percorso si articola in diverse fasi: la prima dedicata prevede la formazione di base cui segue una selezione per l’accesso alla seconda fase professionalizzante, ovvero  un tirocinio con un’indennità di 70 euro a settimana, a fronte della frequenza di almeno il 70% delle ore e la valutazione e validazione finale delle competenze; infine il supporto per la transizione nel mercato del lavoro. Sono previsti 2 cicli formativi nella primavera 2022. Ogni ciclo formativo dura complessivamente 4 mesi.  Per iscriversi al colloquio di preselezione: <a href="https://forms.office.com/r/hJKd5zTp4s">https://forms.office.com/r/hJKd5zTp4s</a> <strong>entro il 18 febbraio 2022.</strong></p>
<p>Per informazioni: <a href="mailto:gjob@consolida.it">gjob@consolida.it</a>; 3456314906 (dal lunedì al venerdì 9-12; lunedì e mercoledì  14.00-16.00).<br /><br />Fonte: Consolida</p>]]></encoded></item></channel></rss>