<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=prima</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 04 Apr 2026 13:03:26 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">2dbc311c-926e-4597-95f3-f0f703194502</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/piccole-radici-a-borgo-valsugana</link><title>“Piccole radici” a Borgo Valsugana</title><description><![CDATA[<p>Il lavoro di Erica De Pieri, giovane regista di Novaledo, accompagnata da una regista affermata come Cecilia Bozza Wolf e dal sociologo Christian Arnoldi, professore all’Università di Trento, e prodotto da Fondazione Valtes, è stato presentato in anteprima presso il cinema di Borgo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/cqub2wfb/immagine.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/piccole-radici-a-borgo-valsugana" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1221</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una serata partecipata ed emozionante, quella vissuta ieri a Borgo Valsugana, come non può essere altrimenti di fronte ad un’opera prima di una giovane regista trentina,  <strong>Erica De Pieri</strong> di Novaledo.</p>
<p>Un film realizzato in collaborazione con <strong>Cecilia Bozza Wolf</strong> di VERGOTfilms e <strong>Christian Arnoldi</strong>, sociologo dell’Università di Trento, che l’hanno accompagnata all’interno del percorso di mentorship voluto e promosso da Valtes, la Fondazione della Cassa Rurale Valsugana e Tesino, che è anche produttrice del film.</p>
<p>Una serata voluta proprio dalla Fondazione Valtes, per dare un giusto palcoscenico al lavoro di Erica De Pieri; un documentario che racconta il rapporto di tre ragazze con il territorio della Valsugana, esplorando da un punto di vista relazione e sociologico la dinamica tra casa, radici e identità.</p>
<p>Un viaggio che tocca temi profondi legati alla crescita, al legame con il luogo d'origine, alle sfide del presente e alla programmazione del futuro.</p>
<p>Temi particolarmente sentiti soprattutto dalle nuove generazioni, che sentono di dover mettere delle radici, magari piccole, nel territorio che il ha visti nascere e crescere, ma con un orizzonte ben più ampio, abbracciando spazi e tempi nuovi, in una sfida continua fra opportunità e rischi in un percorso di crescita che li vede comunque protagonisti.</p>
<p>La serata è stata introdotta dal presidente della Fondazione Valtes, <strong>Stefano Modena</strong>. Ha sottolineato il ruolo di Valtes quale ente a supporto delle ambizioni e dei desideri delle nuove generazioni, non solo con questa borsa, che sarà ripresentata anche per il 2025 (nei prossimi giorni la pubblicazione del bando), ma anche con il supporto al quarto anno all’estero, oltre che con una serie di progettualità proprie (Le Officine della Fondazione Valtes, gli Alfieri del Territorio) volte proprio a dare valore a idee e proposte di qualità, per una crescita individuale che diventa anche occasione di sviluppo di una comunità. “Disegnare un percorso concreto rivolto alle aspirazioni dei nostri giovani: questo il supporto che Valtes può e vuole dare – così commenta Modena – per una crescita individuale che si fa di per sé stessa opportunità di crescita comunitaria, nella misura in cui la persona decide di spendere sul territorio i propri talenti. La nostra ambizione è proprio quella di offrire ai nostri giovani occasioni concrete per realizzare i propri sogni, le proprie aspirazioni. Non una risposta ai bisogni, quanto piuttosto una sollecitazione a pensare in grande, a fare della propria vita un capolavoro. Di questo capolavoro ne beneficeremo tutti, oggi ma soprattutto in futuro.”</p>
<p>Al termine della proiezione, c’è stata una tavola rotonda, moderata da <strong>Davide Battisti</strong>, consigliere della Fondazione, che ha permesso di approfondire il percorso di Erica nel contesto del progetto, dialogando anche con il prof. Arnoldi e con Cecilia Bozza Wolf, e con le protagoniste del documentario. Un'occasione per riflettere insieme su come il territorio e le esperienze personali possano intrecciarsi in modi inaspettati e significativi, come storie individuali trovano una collocazione collettiva.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Valtes</author></item><item><guid isPermaLink="false">9a7d4060-7751-4941-ac7f-dedd7d9184a5</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-l-oblio-un-film-sulla-storia-dimenticata-di-don-giovanni-battista-panizza</link><title>“Oltre l’oblio”. Un film sulla storia dimenticata di don Giovanni Battista Panizza</title><description><![CDATA[<p>Il Cinema Teatro di Volano ha ospitato la prima del film del regista Martin Alan Tranquillini realizzato su una idea del giornalista e scrittore Maurizio Panizza.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/syclxw1m/da-sinistra-panizza-e-tranquillini.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-l-oblio-un-film-sulla-storia-dimenticata-di-don-giovanni-battista-panizza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2500</width><height>1875</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Cinema Teatro di Volano ha ospitato la prima del film “Oltre l’oblio” (regista <strong>Martin Alan Tranquillini</strong>, idea del giornalista e scrittore <strong>Maurizio Panizza</strong>) dedicato alla vita e all’opera di <strong>don Giovanni Battista Panizza</strong>, nato nel 1852 nel paese della Vallagarina e mancato settantuno anni più tardi, nel 1923.</p>
<p>Alla produzione hanno garantito il proprio sostegno la Cooperazione Trentina e altre realtà del movimento cooperativo: Cassa di Trento, Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, Cooperfidi, Coop Trentino, Promocoop Trentina, Vivallis.</p>
<p>Sala gremita per uno straordinario colpo d’occhio che ha confermato l’interesse per questa produzione.</p>
<p>Con un anglismo di uso comune si direbbe “<em>sold out”</em> al punto che, gli organizzatori, nei giorni precedenti la proiezione, erano stati impossibilitati ad accogliere le richieste di moltissime altre persone che non volevano mancare “alla prima”.</p>
<p>“Sappiamo bene come la storia, se manipolata, abbia un potere incredibile: quello di esaltare eroi magari inesistenti, oppure quello di cancellare personaggi scomodi – spiegano gli autori della produzione - In tal senso il caso di don Giovanni Battista Panizza (interpretato nel film dall’attore <strong>Stefano Pietro Detassis</strong>) è un esempio da manuale dato che dopo la prima Guerra Mondiale fu volutamente dimenticato dalla storia, nonostante la storia del Trentino l’avesse fatta pure lui”.</p>
<p>All’interno del film meritevoli di una sottolineatura gli interventi degli storici <strong>Alberto Ianes</strong> e <strong>Renzo Tommasi</strong>.</p>
<p>Se “don Lorenzo Guetti pose in Trentino la “prima pietra” dell’edificio Cooperativo, fu proprio don Panizza che costruì la casa e la seppe fare crescere – aggiungono gli autori - Fu durante la sua presidenza durata più di 20 anni che la cooperazione cattolica (la sua, quella che si era confrontata con la compagine guettiana ed era uscita vincitrice dal Congresso di Mori del 1899) raggiunse dei numeri incredibili: 500 cooperative di ogni genere e 52.000 cooperatori: un record che, nel primo decennio del Novecento, poneva il Trentino al primo posto in Europa per dimensione del sistema cooperativo in rapporto al numero di abitanti che all’epoca erano 360.000”.</p>
<p>Durante il dibattito seguito alla proiezione del film, il giornalista <strong>Maurizio Panizza</strong>, autore del libro da cui è nato il film ha espresso un suo desiderio: “mi piacerebbe che don Giovanni Battista Panizza, in futuro venisse ricordato per quello che è stato e per quello che ha fatto per la popolazione trentina”.  E il film proiettato ieri a Volano contribuisce a questo.</p>]]></encoded></item></channel></rss>