<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=regolamento</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 10:03:21 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">2bb162b2-4003-4b93-9338-534d107a6cb3</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/assomela-sulla-proposta-di-regolamento-sugli-imballaggi-e-i-rifiuti-da-imballaggi</link><title>Assomela sulla proposta di regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi</title><description><![CDATA[<p>Assomela ha ufficialmente risposto alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione Europea in merito alla proposta di regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi (PPWR).</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/czddx0wb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/assomela-sulla-proposta-di-regolamento-sugli-imballaggi-e-i-rifiuti-da-imballaggi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A novembre 2022 la Commissione UE ha pubblicato la proposta di regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi, che riguarda tutti i settori, ma colpirebbe con provvedimenti ad hoc quello dell’ortofrutta.  Al momento il regolamento prevede di fatto che la frutta e la verdura vengano commercializzate sfuse, ad eccezione delle unità di vendita superiori ad 1,5 kg, e perciò riguarderebbe non solo gli imballaggi in plastica, ma tutte le tipologie di imballaggio, anche quelle in cartone.</p>
<p>Negli ultimi anni, il settore melicolo italiano ha compiuto enormi sforzi per trovare e utilizzare soluzioni innovative per gli imballaggi in termini di materiali e design e nella ricerca di soluzioni sostenibili, bilanciando continuamente le proprie esigenze con gli obiettivi ambientali e la sicurezza dei consumatori; ad esempio, il settore delle mele, è stato tra i primi a fare investimenti importanti sul tema e a utilizzare le confezioni di cartone, i “vassoi” 4-6 frutti.</p>
<p>Sebbene gli obiettivi sul tema packaging della Commissione siano in generale condivisibili, nell’ottica di una transizione verso soluzioni di imballaggio sostenibili, i produttori di mele sono innanzitutto molto preoccupati per l'approccio discriminatorio utilizzato nella proposta del regolamento per il settore dell’ortofrutta e per lo spostamento di focus da parte della Commissione dal riciclo al riuso. Le richieste al settore e a una specifica categoria di prodotto sono, secondo i produttori di mele, sproporzionate rispetto all'obiettivo generale.</p>
<p>Assomela chiede pertanto alle istituzioni europee di riconsiderare il divieto di imballaggio così come proposto dall’attuale bozza di regolamento, studiando prima gli effetti che un tale divieto potrebbe avere su certi settori e di stabilire una tempistica ragionevole che permetta sia un adeguato dialogo che una maggiore trasparenza verso i partner coinvolti, produttori ma anche consumatori.</p>
<p>La Commissione sembra non aver considerato le innumerevoli funzioni dell’imballaggio nel settore ortofrutticolo - l'imballaggio serve a trasportare e proteggere il prodotto durante le movimentazioni e le operazioni di logistica, è necessario per prolungare la durata di conservazione e prevenire gli sprechi alimentari nonché per evitare contaminazione microbiologica. L’imballaggio serve inoltre per comunicare informazioni obbligatorie verso i consumatori (es. la varietà, la tracciabilità, l’origine…), ma anche per “parlare al consumatore” con soluzioni innovative che aiutino a differenziare il prodotto – nel caso delle mele l’esempio delle nuove varietà è lampante.</p>
<p>Il rischio potrebbe essere anche quello di perdere un prezioso strumento di promozione e diminuire il consumo di frutta e verdura tra i cittadini UE, che negli ultimi anni hanno preferito acquistare prodotto non sfuso.</p>
<p>Inoltre, la proposta di regolamento norma anche la questione dei bollini che, secondo la proposta, dovrebbero essere tutti industrialmente compostabili. Le mele sono tra i principali prodotti ortofrutticoli che fanno ampio uso di bollini, sia per comunicare le diverse varietà sia per identificare i marchi, molto importanti nel settore. Negli ultimi anni è stato compiuto uno sforzo significativo per studiare e produrre bollini che possiedano i requisiti di compostabilità industriale per tutti i componenti (dalla colla all’inchiostro), non sempre trovando soluzioni convincenti.</p>
<p>Anche in questo caso Assomela ribadisce l’importanza di promuovere l'innovazione e la ricerca su soluzioni e materiali alternativi e la necessità di condurre analisi del ciclo di vita dei prodotti complete e scientificamente fondate in relazione alle misure di imballaggio proposte, in particolare per il settore dell’ortofrutta.</p>
<p>La coerenza tra le misure previste in questa proposta e le politiche UE del Green Deal e della Farm to Fork è necessaria. Il fine ultimo è salvaguardare la sostenibilità dei produttori sostenendo iniziative che abbiano una solida base scientifica e prendano in considerazione le esigenze e le tempistiche di tutti gli attori coinvolti.</p>
<p><strong><em>Assomela </em></strong><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP, il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regione Friuli-Venezia Giulia.</em></p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b4135d88-2fa8-4087-8f0c-82e62892623d</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-settore-delle-mele-tra-costi-e-nuove-proposte-di-regolamento</link><title>Il settore delle mele tra costi e nuove proposte di regolamento</title><description><![CDATA[<p>Interpoma 2022<em>,</em> appuntamento internazionale fisso nelle agende degli operatori del settore, è stata l’occasione per un aggiornamento sulla previsione di produzione di mele ma anche per affrontare alcuni dossier particolarmente sensibili e per cercare formule di collaborazione adeguate alla gravità della situazione economica, che attanaglia i produttori del settore melicolo così come la società in generale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/czddx0wb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/il-settore-delle-mele-tra-costi-e-nuove-proposte-di-regolamento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Se le prime indicazioni sulle dinamiche di mercato e sulla sua possibile evoluzione suggeriscono un primo semestre del 2023 di più facile gestione, in particolare per una disponibilità di prodotto in Italia non particolarmente alta ma di ottima qualità, il peso dei costi di produzione inizia drammaticamente a farsi sentire.</p>
<p>Nonostante gli sforzi fatti per arrivare ad una parificazione delle strutture di conservazione e lavorazione dei prodotti ortofrutticoli alle cosiddette “imprese energivore”, le decisioni del Governo paiono non essere state favorevoli. Viene a reiterarsi quindi una ingiustificabile discriminazione, che legata ad una banale codifica ATECO esclude le imprese del settore agricolo che conservano, selezionano e commercializzano frutta dalla definizione – e quindi dai vantaggi – di molte altre imprese che possono beneficiare del livello massimo di detrazione di imposta.</p>
<p>Una banale definizione penalizza strutture che di fatto con il loro lavoro rendono un servizio fondamentale per i cittadini.</p>
<p>Il peso dei costi di produzione per la conservazione e lavorazione delle mele è stimato all’attualità in circa 0,12 €/kg, ai quali vanno aggiunti circa 0,04 €/kg di costi assorbiti al livello delle aziende di produzione primaria. Questi maggiori costi possono arrivare ad erodere un terzo circa della liquidazione finale ai frutticoltori, che mediamente può aggirarsi attorno a 0,40 – 0,45€/kg. Una mole di costi che rischia di minare l’equilibrio economico di migliaia di aziende frutticole.</p>
<p>In questo quadro macroeconomico si collocano due proposte di regolamento promosse dall’Unione Europea, riguardanti le regole di impiego dei fitosanitari e della riduzione delle plastiche, su cui sono insorte praticamente tutte le rappresentanze agricole d’Europa, che potrebbero ulteriormente indebolire la competitività del sistema, aggiungendo nuovi costi ed incertezze, rendendo di fatto insostenibile il lavoro nella componente produttiva della filiera.</p>
<p>Si aprono ora due possibili scenari, su cui Assomela ed i Consorzi associati intendono lavorare.</p>
<p>Innanzitutto, l’invito a restare compatti nella richiesta all’Unione Europea di ritirare la proposta di regolamento sull’impiego di fitosanitari e di rivedere sostanzialmente la proposta di uso del packaging e della riduzione degli imballi di plastica.</p>
<p>In parallelo si prospetta la utilità di un confronto con tutti gli attori della filiera, dalla produzione alla distribuzione, per ricercare soluzioni in grado di migliorare le performances di lavoro, ad es. con razionalizzazione della logistica e del packaging, delle modalità di utilizzo dei mezzi di produzione, oppure in collaborazioni orientate alla migliore valorizzazione del prodotto allo scaffale.</p>
<p>È evidente che passi di efficientamento del sistema sono non solo possibili, ma urgenti, con effetti che potrebbero tradursi in risparmi o generare nuovo valore, ma in ogni caso contribuire ad aumentare la marginalità a beneficio di tutti gli attori di filiera ma, ancora più importante, a beneficio dei consumatori e della “sostenibilità” del sistema.</p>
<p><em>Assomela </em><em>s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta l’80% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP, il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli SCA della Regi</em><em>one Friuli.</em></p>
<p>Fonte: Assomela</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">591cffea-099e-461c-a4ed-8a80827f8f1b</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/fattorie-sociali-approvato-il-regolamento</link><title>Fattorie sociali: approvato il Regolamento</title><description><![CDATA[Via libera alle "fattorie sociali": la Giunta provinciale di Trento, su indicazione degli assessori alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia e all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, ha adottato il regolamento di esecuzione della legge provinciale 10/2001, consentendo l'avvio del processo di riconoscimento formale e di valorizzazione delle fattorie sociali.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/uygmd4jb/fattoriesociali.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/fattorie-sociali-approvato-il-regolamento" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1066</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[In Trentino si tratta di un percorso non nuovo, vi sono infatti alcune esperienze consolidate, circa una decina, ma di fatto oggi viene introdotta la possibilità per il riconoscimento formale di questa qualifica. Tra l'altro è previsto anche un iter semplificato: grazie allo sportello "Impresa in un giorno" per costituire una "fattoria sociale" è sufficiente una semplice comunicazione alla Provincia.<br />
<p class=" text-justify">Con questo regolamento potranno ottenere la qualifica di "fattoria sociale" e iscriversi nel relativo elenco quei soggetti (imprenditori agricoli, cooperative sociali o associazioni formate da questi enti e altri enti del terzo settore o enti pubblici) in possesso dei requisiti previsti dalla legge e dallo stesso regolamento e che già svolgono o intendono svolgere l'attività di agricoltura sociale nei seguenti ambiti:</p>
<ul>
<li>inserimento socio-lavorativo di persone con disabilità o in situazione di vulnerabilità o a rischio di emarginazione sociale;</li>
<li>inclusione sociale, sviluppo di abilità e capacità utili per la vita quotidiana di persone con disabilità o in situazione di vulnerabilità o a rischio di emarginazione sociale;</li>
<li>terapie mediche, psicologiche e riabilitative;</li>
<li>servizi socio-educativi per la prima infanzia.</li>
</ul>
<p class=" text-justify">Affinché possano conseguire il riconoscimento di fattoria sociale, tali soggetti devono dimostrare, tra il resto, che il fatturato agricolo sia preponderante rispetto all'attività sociale.</p>
<p><strong>Info</strong><br />Servizio Agricoltura - Ufficio economia e politica agraria, tel. 0461 495699<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item></channel></rss>