<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=sfida</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 16:19:25 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">cbed7463-d7d9-4db3-8ae1-84c966012216</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/abitare-in-trentino-una-nuova-sfida-sociale-ed-economica</link><title>Abitare in Trentino: una nuova sfida sociale ed economica</title><description>In un Trentino che invecchia, con famiglie sempre più frammentate e costi degli alloggi in costante crescita, l’abitare si conferma una delle sfide economiche e sociali più urgenti.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/slkbwtgv/tavolo-politico-rinaldi-bodini-marchiori-viola.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/abitare-in-trentino-una-nuova-sfida-sociale-ed-economica" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2500</width><height>1667</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A fotografare questa realtà è il nuovo Rapporto di ricerca “Bisogni abitativi e cooperative di abitazione: prospettive ed elementi di innovazione per il contesto trentino”, realizzato da EURICSE nell’ambito dell’Accordo di Programma con la Provincia autonoma di Trento.  Presentato oggi a Trento, il Rapporto analizza dati, trend e soluzioni innovative ispirate a esperienze locali, nazionali ed europee, sottolineando come la casa non sia solo un bene materiale, ma uno spazio di comunità capace di promuovere inclusione, sostenibilità e partecipazione. «Solo grazie a un’azione coordinata tra pubblico, privato e comunità potremo trasformare la sfida abitativa in un’opportunità di innovazione sociale e sviluppo sostenibile», ha dichiarato l’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori. «La presentazione del rapporto - prosegue Marchiori - si inserisce nella precisa volontà dell’Amministrazione provinciale di implementare le iniziative sulle politiche per la casa che vedono l’apporto del modello cooperativo. Una sfera di azione, quest’ultima, che a sua volta si inserisce in un disegno più ampio già in essere, quello di tutta la serie di interventi che la Provincia promuove, anche in collaborazione con Itea e le società di sistema, per dare risposte sul tema casa alla comunità trentina: dal bando prima casa per giovani a quello sull’abbattimento dei tassi dei mutui per risanamento e riqualificazione energetica, alla riqualificazione degli alloggi pubblici dismessi, includendo i progetti Ri Urb, Ri Val e il progetto sperimentale per la rivitalizzazione delle aree geografiche a rischio abbandono. Un insieme di misure che sarà ulteriormente arricchito». In particolare, l’assessore ha anticipato due nuove iniziative che stanno per arrivare. La prima sulle cooperative edilizie, implementata sfruttando anche l’apporto tecnico dell’indagine EURICSE. L’altra per incentivare il riutilizzo degli appartamenti privati sfitti, un grande patrimonio da “aggredire” e rendere nuovamente disponibile per rispondere alle necessità abitative. In che modo?  «Attraverso contributi - spiega Marchiori - che saranno assegnati a fronte di un coinvolgimento di enti del Terzo settore, con il duplice obiettivo di incrociare le diverse esigenze: da un lato dare garanzie ai proprietari degli appartamenti, dall’altro soprattutto aiutare gli inquilini a trovare casa».</p>
<p>Negli ultimi quarant’anni le disuguaglianze in Italia sono aumentate, aggravate dalla pandemia e dalle successive crisi economiche. In questo scenario il diritto all’abitazione è emerso come uno dei più compromessi, con fasce sempre più ampie della popolazione che hanno difficoltà a trovare alloggi accessibili. In Trentino, il problema è reso ancora più grave dall’alto costo della vita, dalla pressione turistica, anche nelle aree montane, e dalla limitata disponibilità di suolo edificabile. La crescente concentrazione della popolazione nei centri più sviluppati accentua lo squilibrio tra domanda e offerta, alimentando una “fascia grigia” di cittadini che non riescono a sostenere i costi del mercato privato né ad accedere all’edilizia pubblica.</p>
<p>Il Rapporto di <strong>EURICSE</strong>, frutto di un lavoro di ricerca-azione svolto tra luglio 2024 e marzo 2025 in collaborazione con il <strong>Centro di Competenza per il Management delle Cooperative della Libera Università di Bolzano</strong> e l’<strong>Ufficio Politiche della Casa della Provincia autonoma di Trento</strong>, analizza dati, tendenze e soluzioni innovative ispirate a esperienze locali ed europee di cooperazione di abitanti.</p>
<p>I numeri parlano chiaro. Tra il 2023 e il 2024 il Trentino ha registrato un saldo migratorio positivo di circa 3.500 nuovi abitanti. Contestualmente, la significativa diminuzione del numero medio di componenti familiari, l’aumento dei nuclei monoparentali, l’incremento della popolazione anziana e dei single, il ritardo nell’età di formazione delle famiglie e l’arrivo di nuclei immigrati hanno frammentato e diversificato la domanda abitativa, che sempre più resta insoddisfatta.  A Trento, il <strong>costo medio</strong> per acquistare casa ha superato i 3.200 euro al metro quadro (<strong>+9,5% in un anno</strong>), mentre gli affitti hanno superato gli 11 euro al metro quadro. Oggi, circa il <strong>35% delle famiglie spende più del 40% del proprio reddito per l’abitazione</strong>, penalizzando soprattutto giovani, lavoratori precari, anziani soli e famiglie monogenitoriali.</p>
<p>«<em>L’abitare non è solo una questione edilizia, ma una leva strategica per lo sviluppo economico e un fattore fondamentale di inclusione sociale</em>», sottolinea <strong>Riccardo Bodini</strong>, direttore di EURICSE e coordinatore scientifico del progetto. «<em>Servono risposte integrate e modulari, in cui le cooperative di abitazione, sia nelle loro forme tradizionali sia con modalità innovative, possono giocare un ruolo importante</em>».</p>
<p>Lo studio dedica particolare attenzione proprio al modello delle <strong>cooperative di abitazione</strong>, ispirato a <strong>esperienze consolidate in Austria, Germania e Svizzera</strong>, dove le cooperative non sono solo un’alternativa più accessibile al mercato, ma veri strumenti di inclusione e rigenerazione urbana. A Zurigo, ad esempio, il 20% delle abitazioni è gestito da cooperative, con affitti inferiori del 20-30% rispetto al mercato; a Vienna quasi la metà del patrimonio residenziale è gestito in forma cooperativa, con alta qualità e forte coinvolgimento dei residenti. Come evidenzia <strong>Michela Giovannini</strong>, ricercatrice alla Libera Università di Bolzano che ha collaborato al progetto, «<em>il modello cooperativo non è solo un modo per ridurre i costi, ma una proposta culturale che ricostruisce legami di comunità e promuove un abitare solidale e sostenibile. Le esperienze europee dimostrano che queste soluzioni sono concrete e replicabili anche in altri contesti</em>».</p>
<p>Anche <strong>in Italia</strong> non mancano casi interessanti ed esempi virtuosi che possono essere di riferimento anche per il contesto trentino. Il progetto ne ha analizzati diversi, da esperienze di recupero di alloggi sfitti di edilizia pubblica ad esempi di mix abitativo che combinano alloggi in proprietà e in affitto a canone agevolato, fino a nuovi modelli di aggregazione della domanda e intermediazione domanda-offerta.</p>
<p>Gli autori del Rapporto, in chiusura, avanzano <strong>raccomandazioni</strong> concrete articolate su quattro fronti principali: <strong>potenziare l’offerta di edilizia residenziale pubblica e sociale</strong>, per aumentare gli alloggi a canone sostenibile e moderato, rispondere ai bisogni delle fasce più fragili e intervenire prioritariamente nelle aree a maggiore tensione abitativa; <strong>regolamentare in modo più equilibrato il mercato degli affitti privati</strong>, incentivando la locazione a lungo termine, introducendo garanzie per i proprietari e limitando l’eccesso di affitti brevi, soprattutto nelle zone turistiche; <strong>adattare gli interventi alle specificità territoriali</strong>, differenziando le strategie tra aree a rischio di spopolamento e territori con forte domanda abitativa, garantendo servizi essenziali e promuovendo la mobilità sostenibile; <strong>sostenere</strong>, infine,<strong> lo sviluppo della cooperazione di abitanti</strong>, per favorire l’accesso alla prima casa di proprietà, promuovere il mix abitativo, recuperare il patrimonio edilizio inutilizzato e facilitare l’offerta di locazioni a lungo termine sul mercato privato.</p>
<p>Solo attraverso una regia coordinata tra istituzioni, attori del mercato e mondo cooperativo sarà possibile offrire risposte concrete e differenziate ai bisogni abitativi e trasformare una sfida complessa in un’opportunità di innovazione sociale e sviluppo sostenibile per il territorio trentino.</p>
<p>All'incontro di presentazione sono intervenuti: <strong>Giulia Cutello</strong>, EURICSE, <strong>Michela Giovannini</strong>, Centro di Competenza per il Management delle Cooperative, Libera Università di Bolzano, <strong>Andrea Rinaldi</strong>, Direttore di CoopCasa, che ha approfondito il ruolo della cooperazione di abitanti nelle politiche di autonomia, <strong>Walter Viola</strong>, Dirigente generale dell’Unità di missione strategica resilienza abitativa, sostenibilità e assegno unico della Provincia autonoma di Trento, che ha offerto riflessioni e prospettive future, <strong>Simone Marchiori</strong>, Assessore alle politiche per la casa, patrimonio, demanio e promozione della conoscenza dell’Autonomia della Provincia autonoma di Trento. <strong>Ha introdotto e moderato i lavori Riccardo Bodini</strong>, Direttore di EURICSE e coordinatore scientifico del progetto di ricerca.</p>
<p>Il Rapporto, disponibile sul sito di EURICSE, si compone di <strong>quattro capitoli</strong>: <strong>analisi del contesto locale</strong>, <strong>panoramica dei modelli cooperativi europei</strong>, <strong>esempi italiani</strong> e <strong>raccomandazioni operative</strong>. La ricerca è stata arricchita da due <strong>focus group</strong> che hanno coinvolto i principali attori locali, enti pubblici, imprese, enti finanziatori e Terzo Settore, per raccogliere visioni e stimoli concreti.</p>
<p><a href="https://euricse.eu/it/publications/bisogni-abitativi-e-cooperative-di-abitazione-prospettive-ed-elementi-di-abitazione-prospettive-ed-elementi-di-innovazione-per-il-contesto-trentino/"><span>SCARICA IL RAPPORTO</span></a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Euricse</author></item><item><guid isPermaLink="false">58f40759-9743-4072-9e87-170f1432daf9</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-e-la-nuova-sfida-del-fare-welfare-in-italia-attraverso-l-amministrazione-condivisa</link><title>L’Economia Sociale e la nuova sfida del “fare welfare in Italia” attraverso l’Amministrazione Condivisa</title><description>Per la co-programmazione e la co-progettazione si profila un nuovo orizzonte istituzionale in cui si riconosce la possibilità di una "amministrazione condivisa" dell’interesse collettivo e generale, in alternativa alle logiche della competizione e del profitto.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ijjfhir0/gianluca-salvatori.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-e-la-nuova-sfida-del-fare-welfare-in-italia-attraverso-l-amministrazione-condivisa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1243</width><height>690</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si tratta di un'opportunità concreta che consente di dare nuova linfa alla democrazia, a patto di saper affrontare i nodi cruciali e di impegnarsi in un cambio di passo sia sul piano tecnico sia culturale. Così si ricolloca la fiducia tra pubblica amministrazione e Terzo Settore, e, al contempo, tra cittadini e istituzioni. L’Economia Sociale, in tal senso, è un ponte di collegamento.</p>
<p>Oggi a Roma, durante il convegno promosso da Euricse e dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL), si è messo un focus sullo stato dell’arte e della ricerca, in Italia. Al dibattito, moderato da Gianluca Salvatori, segretario generale di Euricse, hanno partecipato rappresentanti del mondo della ricerca, del Terzo Settore e di ospiti istituzionali.</p>
<p>Il Prof. Carlo Borzaga, Presidente emerito di Euricse, ha ricevuto una dedica speciale da parte di Renato Brunetta, intervenuto in apertura al convegno, già Ministro della Pubblica Amministrazione e recentemente nominato Presidente del CNEL, che ha raccolto il testimone da Tiziano Treu. Brunetta ha ribadito il valore del Terzo Settore, che ridà valore centrale al ruolo della persona, al di là delle singole logiche monetarie.<strong><br /></strong></p>
<p>La ricerca di <strong>Euricse <em>"Il nuovo welfare collaborativo in Italia: Co-programmazione e co-progettazione come strumenti per l'innovazione del welfare locale</em></strong>" è la prima indagine a livello nazionale che approfondisce l'applicazione concreta dell'articolo 55 del Codice del Terzo Settore, che ha introdotto strumenti per promuovere una nuova concezione, più collaborativa e paritaria, dei rapporti tra Stato ed enti del Terzo Settore. Un crescente interesse che si è via via sviluppato fino a diventare tema importante di politiche europee ed istituzionali.</p>
<p><strong>Gian Paolo Gualaccini, consigliere CNEL e capo delegazione Terzo Settore</strong>, ha sottolineato che «Il bene pubblico non può essere perseguito solo dagli enti pubblici ma gioca un ruolo fondamentale il Terzo settore attraverso le organizzazioni del privato sociale. L’art. 55 del Codice del Terzo settore prevede nuove forme di co-programmazione e co-progettazione pubblico-privato che vanno sostenute e incentivate. Un cambio di paradigma epocale non solo a livello italiano, ma europeo e internazionale che rappresenta la sfida più importante per l’economia».</p>
<p><strong>Gianluca Salvatori, segretario generale di Euricse</strong>, ha ribadito che «Euricse, istituto di ricerca che da tempo studia l'Economia Sociale e le sue molteplici forme, ne indaga luci e ombre a fronte di un dibattito europeo in evoluzione e in fermento. Come confermato dalla recente risoluzione delle Nazioni Unite che riconosce la promozione dell'economia sociale e solidale tra i fondamenti per uno sviluppo sostenibile. In questo scenario, va riconosciuto che l'Italia è un precursore grazie alla presenza storica del Terzo settore che è parte essenziale, in quanto esprime un aspetto decisivo del nostro “vivere insieme”, ma anche grazie a una legislazione innovativa in tema di amministrazione condivisa».</p>
<p>Il Prof. <strong>Luca Fazzi</strong> <strong>dell'Università di Trento e coordinatore scientifico della ricerca</strong> è entrato nel merito dell'indagine: «La ricerca evidenzia sia gli effetti positivi che quelli negativi riscontrati nelle indagini condotte su venti casi di co-progettazione in sette regioni italiane. Di questi solo tre hanno avuto pieno successo, sette sono state le situazioni ibride e dieci i fallimenti. Si tratta di una forte indicazione delle questioni ancora aperte: le amministrazioni pubbliche sono solo in parte pronte ad adottare nuovi stili di governance e d’altro canto il terzo settore è solo in parte espressione della società civile e capace di leggerne i bisogni. Sebbene lo scopo della collaborazione sia quello di far lavorare insieme attori diversi, ci sono ancora incomprensioni e talvolta una perdita di fiducia nella collaborazione, spesso dovuta al fatto che attori con competenze, valori ed esperienze diverse affrontano lo stesso problema, ma con linguaggi e significati diversi».</p>
<p>Il Prof. <strong>Marco Accorinti</strong> <strong>dell'Università degli Studi Roma Tre, studioso dei sistemi di welfare locali</strong>, si è soffermato proprio sul valore dela“sfida della co-progettazione” ovvero del nuovo modo di “fare welfare” in Italia e sull'impatto che lo stesso può avere. «La co-progettazione realizza un'attività collaborativa in cui le parti sono corresponsabili, condividono obiettivi, ma anche risorse (di vario tipo), a partire dal "capitale umano e professionale". La Valutazione di Impatto Sociale, prevista dal Codice del Terzo Settore, in considerazione delle sue finalità, dovrebbe essere attivata avendo chiari i bisogni di riferimento e, quindi, gli obiettivi di cambiamento (attesi); da qui l'intima connessione con la co-progettazione. Ancora una volta, gli assistenti sociali diventano centrali nella lettura dei bisogni».</p>
<p>«Anci segue costantemente l'evoluzione e l'attuazione della riforma del Terzo Settore» - ha confermato <strong>Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci sulle tematiche di welfare - </strong>«L'incontro di oggi è stato un'occasione fondamentale per ribadire l'importanza dell'amministrazione condivisa, delle esperienze di co-programmazione e co-progettazione, che stanno contribuendo a innovare il welfare delle città, e del rapporto tra Comuni e Terzo settore nella gestione dei beni comuni. È necessario prevedere risorse e incentivi di natura premiale per favorire la nascita e la diffusione virale di nuove pratiche di innovazione sociale ispirate ai principi dell'economia condivisa».</p>
<p>Al convegno è intervenuta anche la <strong>portavoce del Forum del Terzo Settore Vanessa Pallucchi</strong>, che si è soffermata sulla costruzione di codici culturali comuni per mettere le gambe agli innovativi istituti di amministrazione condivisa previsti dalla riforma del Codice del Terzo Settore. «L'Amministrazione condivisa è opportunità per stabilire nuovi equilibri pubblico-privato, tra p.a. e cittadini. Ma strumenti normativi non bastano per un reale cambio di passo: serve un cantiere culturale, dove riattivare la partecipazione anche all’interno del Terzo Settore».</p>
<p><strong>Luca Antonini,</strong> <strong>giudice della Corte Costituzionale</strong>, tra gli estensori della sentenza 131/2020, che ha rivoluzionato il concetto del ruolo dell’amministrazione pubblica nell’aprirsi al mondo della società solidale attraverso l’art. 55 del nuovo codice del Terzo Settore, si è soffermato sull’importanza rivoluzionaria degli strumenti della co-progettazione e della co-programmazione. Recentemente la Corte costituzionale è poi tornata nuovamente ad esprimersi sul Terzo settore, offrendo un inquadramento costituzionale attraverso la sentenza 72/2022, che pone l’accento su quegli enti che si avvalgono prevalentemente dell’attività di volontari associati (Odv).</p>
<p>LA RICERCA SUL WELFARE COLLABORATIVO </p>
<p>Data la corposità del lavoro di ricerca, i risultati sono resi disponibili in tre Report, dei quali due già disponibili, ed un terzo in arrivo nelle prossime settimane.</p>
<p>Il primo, <a href="https://euricse.eu/it/publications/il-nuovo-welfare-collaborativo-in-italia-co-programmazione-e-co-progettazione-come-strumenti-di-innovazione-del-welfare-locale/">Il nuovo welfare collaborativo in Italia: Co-Programmazione e Co-Progettazione come strumenti per l’innovazione del welfare locale</a> inquadra l’evoluzione del welfare locale a livello nazionale e illustra il contesto di riferimento del nuovo welfare collaborativo, con una prima valutazione degli effetti positivi e delle criticità emerse dall’indagine condotta da Euricse.</p>
<p>Il secondo, <a href="https://euricse.eu/it/publications/abilitare-la-collaborazione-presupposti-vincoli-e-condizioni-della-co-progettazione-in-italia/">Abilitare la collaborazione. Presupposti, vincoli, e condizioni della co-progettazione in Italia</a>, approfondisce, utilizzando le interviste e i materiali raccolti, le condizioni che abilitano le co-progettazioni e costituiscono i prerequisiti intorno ai quali possono essere costruiti processi di reale condivisione di intenti e obiettivi per il governo del welfare locale tra settore pubblico e Terzo settore in Italia.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Euricse</p>]]></encoded></item></channel></rss>