<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=vite</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2026 06:30:38 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">7c19ac8a-255d-4373-bef0-dba7a060a05a</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/annata-viticola-difficile-per-il-meteo-ma-flavescenza-sotto-controllo</link><title>Annata viticola difficile per il meteo, ma flavescenza sotto controllo</title><description>Vite e vino in Trentino sotto la lente alla Fondazione Edmund Mach nell’ambito della 17esima Giornata tecnica della vite e del vino.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/sole2jq4/vitevino25.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/annata-viticola-difficile-per-il-meteo-ma-flavescenza-sotto-controllo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Al centro dell’incontro temi di interesse e attualità per il mondo vitivinicolo, con duecento persone in presenza e un centinaio collegate online. Dalla produzione e qualità delle uve e dei vini alla difesa dalle principali avversità, dal cambiamento del quadro varietale dovuto all'aumento delle temperature alla nutrizione della vite in relazione ai diversi suoli viticoli. In apertura è intervenuto il direttore generale Mario Del Grosso Destreri che ha sottolineato l'importanza di questa giornata che rappresenta un momento di confronto e aggiornamento, ma anche un'occasione preziosa per riflettere sul ruolo cruciale che la viticoltura riveste per il territorio; “un settore - ha evidenziato Del Grosso Destreri - che è parte integrante della nostra storia e della nostra identità”.<br />L’annata 2024 in Trentino è stata contraddistinta da un andamento climatico che ha fortemente influenzato lo sviluppo della vite, la pressione di alcune malattie e di conseguenza la gestione fitosanitaria e agronomica dei vigneti.<br />Significativa la quantità di pioggia: nel periodo da aprile a settembre sono caduti più di mille mm, con accumuli record nelle fasi più delicate di maggio e giugno. La produzione di uva in provincia è stata comunque in linea con la media degli ultimi dieci anni, anche se in calo rispetto agli ultimi due. Le rese hanno subito una contrazione, soprattutto per le varietà a bacca bianca più coltivate, Pinot grigio e Mȕller Thurgau, e in minor parte Chardonnay, per gli effetti negativi soprattutto fisiologici (minor fertilità, grappoli più spargoli o danni da malattie fungine). La pressione della peronospora è stata molto alta, sia in zone di fondovalle che in collina; la difesa fungicida preventiva ha dato in generale dei risultati molto buoni ma è stata molto impegnativa, soprattutto nel biologico, e ha richiesto più del solito precisione e tempestività. I dati sui monitoraggi sulle malattie da fitoplasmosi indicano significativi miglioramenti sul territorio sia come diffusione nei vigneti che come incidenza.<br />L’evento, moderato da Alberto Gelmetti, responsabile dell’Unità viticoltura del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach, è stato trasmesso in diretta streaming sul canale youtube FEM.<br />Sono intervenuti Rolando Del Fabbro, Mauro Zuanazzi, Duilio Porro, Mario Malacarne e Federico Bruni del Centro Trasferimento Tecnologico FEM, Roberto Zorer del Centro Ricerca e Innovazione FEM e Carlo Duso dell’Università degli Studi di Padova.<br /><strong>Acari utili contro acari dannosi</strong><br />Una tema che necessita di particolare attenzione a breve termine è la salvaguardia e la proliferazione degli acari utili (fitoseidi), fondamentali per il contenimento degli acari dannosi.<br />In particolare la conoscenza degli effetti collaterali delle molecole maggiormente impiegate sugli antagonisti naturali degli acari fitofagi diviene fondamentale in un contesto di difesa integrata. Un ulteriore fattore in gioco è rappresentato dai cambiamenti climatici e in particolare dal riscaldamento globale. L'aumento della temperatura può esercitare effetti differenziali sia sugli acari fitofagi sia sugli acari predatori modificando la composizione delle comunità e i conseguenti rapporti tra specie.<br /><strong>Flavescenza dorata e legno nero</strong><br />A seguito delle analisi molecolari di laboratorio si conferma che tra le due malattie non esistono sostanziali differenze e che nella quasi totalità dei casi gli organi interessati dall’evidenza sintomatica sono più di due. Lo studio svolto in un’area di collina, in collaborazione con Cavit e Cantina Mori Colli Zugna, in cui nel recente passato erano state individuate entrambe le fitoplasmosi, ha rilevato che le prime comparse di piante sintomatiche nel 2024 non sono state relativamente precoci e che le prime evidenze delle analisi hanno rilevato la presenza di Legno nero. I primi casi di Flavescenza sono stati individuati a partire da fine luglio.<br /><strong>Suoli viticoli trentini e nutrizione della vite</strong><br />Si è parlato degli elementi per una corretta nutrizione della vite che deve essere effettuata in relazione ai contesti di suolo, agli obiettivi enologici e alle forti variazioni dovute alle diverse stagionalità.<br />I suoli viticoli del Trentino sono caratterizzati, infatti, da una certa complessità che condiziona gli aspetti agronomici nella gestione viticola, soprattutto dal punto di vista delle disponibilità di macroelementi, microelementi e dell’acqua. Temperature e distribuzione delle piogge molto differenti nel corso della stagione vegetativa vanno ad influenzare notevolmente l'assorbimento e il trasporto dei nutrienti all'interno della pianta.<br /><strong>Analisi dei cambiamenti varietali in Trentino</strong><br />Sulla base delle mappe della distribuzione delle principali varietà di vite allevate in Trentino dal 2011 al 2021, pubblicate dalla CCIAA di Trento, è possibile delineare i limiti di distribuzione dei principali vitigni e individuare alcune tendenze significative di cambiamento del quadro varietale in Trentino. Alle singole unità vitate sono state associate ulteriori informazioni di carattere orografico e bioclimatico utilizzando i sistemi GIS. Le analisi statistiche hanno permesso di individuare delle tendenze che in parte sono riconducibili agli effetti dell’innalzamento delle temperature. In particolare, per Müller Thurgau è stato possibile evidenziare e quantificare uno spostamento verso quote più elevate, dettato dalle caratteristiche peculiari delle uve di questo vitigno.<br /><strong>Prospettive per i vini: analisi della vendemmia</strong><br />A livello enologico, i vini bianchi del 2024 esprimono in generale un buon equilibrio gusto-olfattivo, con punte di eccellenza nel Pinot grigio e nelle basi spumante; i vini da varietà aromatiche e semi-aromatiche (in particolare Traminer e Müller-Thurgau) risultano ben espressi nelle componenti varietali. I vini rossi, pur con dotazioni polifenoliche non eccellenti, si prospettano tuttavia dotati di ottima tonalità del colore e freschezza al palato.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">bf047607-e302-4b15-822f-093c75efb721</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-biologica-presentate-le-prove-sperimentali-fondazione-edmund-mach</link><title>Viticoltura biologica, presentate le prove sperimentali Fondazione Edmund Mach</title><description>Le sperimentazioni in viticoltura biologica sono al centro della giornata organizzata ieri dalla Fondazione Mach a San Michele all’ Adige.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/4p2fgwar/invigna.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-biologica-presentate-le-prove-sperimentali-fondazione-edmund-mach" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>498</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[E’ stata presentata la situazione fitosanitaria della stagione in corso nelle aziende biologiche in Trentino (Roberto Lucin, FEM), i risultati delle prove sperimentali di difesa in viticoltura condotte dall’Unità Agricoltura Biologica (Daniele Prodorutti, FEM) e di una tecnologia innovativa di applicazione degli agrofarmaci in viticoltura (Ewald Lardschneider – Centro di Sperimentazione Laimburg). La seconda parte della mattina è stata dedicata a un approfondimento sul mal dell’esca e sul complesso delle malattie del legno della vite, con l’intervento della Prof.ssa Laura Mugnai dell’Università di Firenze, una delle maggiori esperte a livello internazionale su queste patologie della vite.<br />L'evento, che ha visto partecipare viticoltori e operatori del settore, è stato curato dall’Unità Agricoltura Biologica e Qualità del Suolo in collaborazione con l’unità Viticoltura del Centro Trasferimento Tecnologico FEM.<br /><strong>Annata 2024 per la vite</strong><br />L’annata 2024 è stata caratterizzata da una piovosità molto superiore alla media nei mesi di maggio e giugno. Le gelate della seconda decade di aprile hanno provocato danni a carico dei germogli soprattutto in alcuni vigneti della Vallagarina e della Valle dei Laghi. Le infezioni di peronospora sono state gravi a causa delle frequenti e abbondanti precipitazioni, che in molti casi hanno dato luogo ad attacchi su foglia e grappolo. L’oidio si è manifestato molto precocemente, anche in zone storicamente poco sensibili a questa malattia. Durante il mese di luglio si è assistito ad una rapida crescita della malattia su grappolo.<br /><strong>Prove di difesa da peronospora e oidio</strong><br />Le prove di difesa 2024 sono state condotte nei vigneti FEM. Per la difesa da peronospora sono state messe a confronto strategie di difesa con rame a basso dosaggio, utilizzato da solo o in miscela con diversi formulati commerciali a base di zolfo. L’aggiunta di zolfo ha permesso di incrementare significativamente l’efficacia del rame contro peronospora, sia su foglie che su grappoli.<br />Per la difesa dall'oidio, sono state impostate strategie a base di zolfo, in confronto al bicarbonato di potassio in miscela con una bassa dose di zolfo. I prodotti testati hanno permesso una riduzione delle infezioni in confronto al testimone non trattato e la miscela di bicarbonato e zolfo ha ridotto l’incidenza della malattia su grappolo rispetto al solo zolfo.<br /><strong>Nuova tecnica per distribuire agrofarmaci con meno deriva</strong><br />Per le attività sperimentali è stata inoltre presentata una nuova tecnica di distribuzione dei prodotti fitosanitari sotto forma di spazzole rotanti verticali, in confronto con la tecnica di applicazione convenzionale (corrente d'aria generata da un ventilatore). Nei test condotti al Centro di Sperimentazione Laimburg contro peronospora, le due tecniche di applicazione non hanno mostrato differenze di efficacia e la tecnologia con le spazzole rotanti ha ottenuto una riduzione della deriva rispetto alla tecnica di applicazione convenzionale.<br /><strong>Difesa dalle malattie del legno</strong><br />Fra tutte le patologie che affliggono la vite, le malattie del legno restano ancora le più difficili da gestire. Il complesso del mal dell’esca, gli agenti di cancro, le malattie causate da funghi che degradano il legno sono di grande impatto sulla vita della pianta e sono presenti dovunque si faccia viticoltura. Oltre alla descrizione dei sintomi e dei funghi coinvolti in questa complessa malattia, sono stati approfonditi i metodi di prevenzione e gestione delle malattie del legno della vite, tra i quali si rende indispensabile ridurre la suscettibilità della pianta alle infezioni, la presenza dell’inoculo in vigneto e limitare l’ingresso dei patogeni nelle piante tramite le ferite e i tagli di potatura.<br />Uno dei metodi di contenimento del mal dell'esca è il curetage o dendrochirurgia, tecnica che consiste nel rimuovere le porzioni di legno colpite dalla carie attraverso l’ausilio di una piccola motosega. In una prova sperimentale condotta da FEM sono state confrontate un gruppo di piante trattate con curetage con un analogo gruppo di piante non trattate. Dopo 6 anni di osservazione le piante trattate mostrano una remissione dei sintomi del 89%, mentre per le piante non trattate la remissione dei sintomi si limita al 33%. Inoltre, per la tesi non trattata si registra una maggiore percentuale di piante morte.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Fem</author></item><item><guid isPermaLink="false">ed935eaa-cf34-4804-b6f7-8fd7a4566e69</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/a-isera-il-marzemino-e-la-sua-vigna-eccellente</link><title>A Isera il Marzemino e la sua "Vigna Eccellente"</title><description><![CDATA[<p>Il secondo fine settimana di settembre l’appuntamento da non perdere è con “La Vigna Eccellente…ed è subito Isera”, la manifestazione dedicata al Marzemino, uno dei vini simbolo dell’enologia trentina.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/hwjp3ug3/marzeminoisera.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/a-isera-il-marzemino-e-la-sua-vigna-eccellente" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I più piccini potranno diventare piccoli vedemmiatori sotto una tipica pergola trentina nel vigneto comunale; i più grandi potranno assistere a suggestivi concerti all’alba, partecipare a insolite degustazioni o scoprire il territorio su un originale quanto comodo trenino tra i vigneti. Per tutti, trekking panoramici, passeggiate alla scoperta del borgo di <strong>Isera, Città del Vino della Vallagarina</strong>, tra castelli e palazzi nobiliari, ma anche inaspettate proposte gastronomiche, come la cena georgiana, dedicata ai luoghi di origine del Marzemino, vitigno a bacca rossa fortemente legato a questo territorio che accompagna il corso dell’Adige a sud di Trento.</p>
<p>È davvero ricco anche quest’anno il programma de “<strong>La Vigna Eccellente…ed è subito Isera</strong>”, manifestazione che il Comune di Isera organizza <strong>dal 7 al 10 settembre</strong>, grazie al supporto di Trentino Marketing, il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest e la collaborazione dell’APT Rovereto e Vallagarina.</p>
<p>Durante la manifestazione verrà consegnato il nuovo <strong>premio “Isera con gusto”</strong>, organizzato in collaborazione con Slow Food, che verrà riconosciuto ad un’azienda del territorio che opera nella produzione agricola, nella ristorazione o nell’accoglienza e che meglio incarna una serie di valori e pratiche virtuose, legati a economia sociale e ambientale oltre che al legame con il territorio e con il sistema locale delle eccellenze enogastronomiche.</p>
<p>Verrà inoltre rilanciato l’omonimo <strong>premio “La Vigna Eccellente”</strong> – conferito poi il 21 settembre nell’ambito della prima edizione della Summer School di giornalismo agroalimentare dedicata al compianto giornalista di settore Sergio Ferrari (iscrizione gratuita fino al 30 agosto collegandosi a questo <a href="https://www.agriduemilasrl.it/index.php/summer-school-sergio-ferrari-copy/">link</a>) - ai viticoltori che hanno curato al meglio la loro vigna, facendone una vera e propria protagonista del <em>terroir</em> e dell’ambiente in cui è inserita rendendo così il paesaggio sempre più attraente e ospitale, in grado di attrarre gli amanti del turismo enogastronomico. Un riconoscimento, nato nel 2001 e oggi assegnato a cadenza biennale, <strong>unico in Italia e in Europa</strong> che intende valorizzare non il miglior vino, ma il lavoro, la fatica e la passione di chi ne cura i vigneti, assicurando non solo una vendemmia eccellente, ma anche la massima tutela del territorio e della cultura vinicola.</p>
<p><a href="about:blank">www.tastetrentino.it/lavignaeccellente</a></p>
<p>#lavignaeccellente #trentinowinefest</p>
<p>Isera (TN), 28 agosto 2023</p>
<p><strong><em>Profilo La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera</em></strong></p>
<p><em>L'evento, organizzato dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell'ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, vede la partecipazione di numerose realtà del territorio ed è possibile grazie al contributo e al supporto di APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Cassa Rurale Vallagarina, Città del Vino, BIM dell'Adige, Comunità della Vallagarina, Slow Food Condotta Vallagarina Alto Garda.</em></p>
<p><strong><em>Marzemino</em></strong></p>
<p><em>Il vitigno Marzemino rappresenta una delle varietà più interessanti della vitivinicoltura trentina. Giunto in queste terre quando Venezia dominava i commerci in tutto l'Adriatico, è proprio in Vallagarina che, grazie ad un ambiente ideale e ad un clima subcontinentale, è cresciuto fino a diventare il grande vino di oggi. In particolare è nella zona di Isera e dei Ziresi che riesce ad esprimersi al meglio: è proprio qui che nasce infatti il Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino che risponde a standard qualitativi ancora superiori rispetto a quelli del Trentino D.O.C. Di colore rosso rubino, scuro con tonalità violacee, presenta aromi e fragranze di frutti di bosco con sfumature floreali di viola mammola, frammisti a note leggermente speziate e vagamente balsamiche.</em></p>
<strong>Ufficio stampa #trentinowinefest</strong>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">9dc5d00f-f1f6-4349-a109-28c10ccf57c4</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/vino-convegno-a-mezzacorona</link><title>Vino, convegno a Mezzacorona</title><description>Occorre procedere con unità d’intenti e massima coesione tra il mondo del vino e quello della ricerca, per provare a superare gli attuali ostacoli normativi che impediscono l’utilizzo di varietà resistenti/tolleranti alle fitopatie per la produzione dei vini Doc e, sul fronte delle Tecnologie di evoluzione assistita (Tea), la sperimentazione in campo.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/abmncbas/scuola-di-studi-internazionali-e-gruppo-mezzacorona-al-via-la-collaborazione.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/vino-convegno-a-mezzacorona" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1300</width><height>864</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È questo l’appello lanciato a Mezzacorona nell’ambito di un convegno organizzato e promosso da Alleanza Cooperative Agroalimentari e dall’UGIVI-Unione giuristi della vite e del vino, dal titolo <em>Il ruolo dell’innovazione genetica per un nuovo modello di viticoltura: strumenti, ostacoli e tempistiche</em>, che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali, del mondo della ricerca scientifica e del comparto vitivinicolo.</p>
<p>Un tema inevitabilmente legato alle recenti politiche europee, dal Green deal alla più recente proposta di regolamento sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, che prevedono una sostanziale riduzione dei fitofarmaci entro il 2030. Ma “occorre modificare il Testo unico della vite e del vino e l’impostazione del registro delle varietà di vite – ha dichiarato il Presidente del Comitato nazionale vini Dop e Igp, Attilio Scienza – “che pongono dei limiti normativi rispetto alla possibilità di introdurre ed utilizzare le varietà resistenti per la produzione dei vini Dop. La ricerca sta lavorando da decenni su questo fronte – ha proseguito Scienza – ora occorre solo un’iniziativa legislativa e, soprattutto, che qualcuno faccia il primo passo. Rispetto alle Tea, le Tecniche di evoluzione assistita, non bisogna farsi illusioni: anche quando ci verrà data l’autorizzazione, occorrerà molto tempo prima di poter produrre le piante di vite ottenute con le nuove tecnologie che poi – ha ricordato – devono essere inserite nei disciplinari di produzione”. In merito all’importanza del fattore tempo ed alla necessità di andare avanti sulla strada dell’innovazione genetica è intervenuto anche Mario Pezzotti, Direttore del Centro ricerca innovazione della Fondazione E. Mach: “il percorso della ricerca deve andare avanti per vent’anni per poter dare delle soluzioni e delle risposte e l’Italia è sicuramente all’avanguardia sotto il profilo tecnico in quanto siamo in già in possesso di validi programmi di miglioramento genetico”.</p>
<p>Rispetto alle nuove tecnologie di evoluzione assistita, come il <em>genome editing</em> e la cisgenesi, l’europarlamentare Paolo De Castro ha ricordato che “per poter procedere con le Tea la Commissione europea deve mettere sul tavolo un nuovo regolamento che chiarisca definitivamente le differenze tra mutagenesi e transgenesi” essendo necessario un nuovo percorso autorizzativo che consenta anche la sperimentazione in campo delle nuove varietà resistenti. Secondo l’europarlamentare Herbert Dorfmann la sentenza della Corte di giustizia Ue del 2018 “ha correttamente sentenziato che, sulla base del Regolamento del 2001, le Tea ricadessero di fatto nella stessa legislazione che regolamenta gli Ogm”. La Commissione Ue ha poi riconosciuto che le <em>New breeding techniques</em> siano sostanzialmente altra cosa dagli Ogm e, soprattutto, che possono rivelarsi potenzialmente assai utili nell’ottica degli obiettivi di sostenibilità fissati nella cornice della Farm to Fork, primo tra tutti la riduzione dei fitofarmaci. Cosa c’è da attendersi ora? Dopo la consultazione pubblica – ha spiegato Dorfmann – si aprirà una fase che porterà ad un nuovo regolamento, ma al momento non sappiamo ancora quali saranno i tempi per la nuova proposta della Commissione. Ci auguriamo che non si arrivi a discutere di questo argomento troppo a ridosso delle elezioni per il nuovo Parlamento che avranno luogo nel 2024”. Ad ogni modo secondo Dorfmann “sarebbe stato auspicabile che la Commissione avesse presentato insieme alla proposta sull’uso sostenibile dei fitofarmaci anche quella sull’uso delle Tea, in modo da procedere di pari passo con unico pacchetto di regolamenti”.</p>
<p>Con l’applicazione delle Tea come cambierebbe la viticoltura? “Sarebbe possibile effettuare delle mutazioni mirate che andrebbero a generare dei cloni, piante migliorate rispetto al carattere della resistenza – ha detto Mario Pezzotti – ma indistinguibili rispetto ai cloni che potrebbero essere ottenuti da mutazioni naturali”.</p>
<p>Sotto il profilo normativo “il problema non è europeo, bensì nazionale”, ha chiarito Stefano Vaccari, Direttore Generale Crea che ha ricordato come ci sia già “una proposta parlamentare, presentata nella scorsa legislatura che mira a semplificare l’attuale normativa e a promuovere a livello nazionale un iter di sperimentazioni in campo delle varietà resistenti. Attendiamo ora di capire quale sarà l’orientamento politico del ministro Lollobrigida. Noi siamo pronti, il Crea ha già un centinaio di linee pure che attendono solo di essere sperimentate”.</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item></channel></rss>