<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=zootecnia</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Mon, 20 Apr 2026 02:47:09 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">72f803e1-b718-47b5-8f22-9494e672311c</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/un-alleanza-alpina-per-rilanciare-la-zootecnia-e-le-politiche-per-la-montagna</link><title>Un'alleanza alpina per rilanciare la zootecnia e le politiche per la montagna</title><description><![CDATA[<p>Gli allevatori trentini ricordano Silvano Rauzi, Presidente della Federazione Allevatori dal 1980 al 2015.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ypsjg2gl/sala-rauzi-dedica.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/un-alleanza-alpina-per-rilanciare-la-zootecnia-e-le-politiche-per-la-montagna" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3064</width><height>1800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Raccogliere l’eredità di Silvano Rauzi significa rimettere al centro dell’attenzione della nostra comunità il ruolo del settore zootecnico inteso come presidio umano e socio economico della montagna trentina e soprattutto della sua Autonomia speciale. E significa anche costruire una grande alleanza a partire dall’Euregio per organizzare una vera e propria strategia di sviluppo delle terre alte europee”.</p>
<p>Con queste parole del Presidente della Federazione Provinciale Allevatori Giacomo Broch si è concluso il convegno dedicato a Silvano Rauzi, Presidente della cooperativa dal 1980 al 2015, scomparso all’età di 87 anni il 30 maggio scorso.</p>
<p>Il convegno è stato l’occasione per rilanciare le politiche per la montagna che, come ha ricordato Anna Giorgi dell’Università degli studi di Milano – Polo Unimont Edolo, ha perso il 5% della popolazione (il 3,5% in Trentino Alto Adige) negli ultimi 10 anni, ed oggi chiede nuove strategie di sviluppo per sconfiggere il rischio di spopolamento e marginalità.</p>
<p>Sulla stessa linea il parlamentare europeo Herbert Dorfmann, membro della Commissione UE agricoltura e sviluppo rurale, che ha confermato l’impegno per una riforma della nuova PAC all’insegna del rilancio della montagna attraverso il sostegno delle imprese giovanili, le misure di sviluppo rurale e ambientale e dell’indennità compensativa.</p>
<p>Analogamente Paolo de Castro, Presidente di Nomisma, ha auspicato misure per l’incremento del budget dell’Unione europea in favore delle aree alpine nella consapevolezza che lo sviluppo delle terre alte non può che passare dall’agricoltura.</p>
<p>Concetti proposti anche dall’Assessore provinciale all’Agricoltura Giulia Zanotelli che, oltre alla richiesta di nuovi poteri per i territori alpini, ha sollecitato il cambiamento delle misure inerenti il primo insediamento dei giovani attraverso l’abbattimento dei tassi di interesse e nuove misure di accompagnamento delle nuove aziende. Di fronte all’attuale congiuntura del settore lattiero-caseario, l’Assessore Zanotelli ha infine rilanciato il tema dell’unità del mondo cooperativo per fare fronte all’attuale momento di difficoltà.</p>
<p>Al termine delle relazioni tecniche si sono succedute una serie di testimonianze che hanno ripercorso l’intensa esperienza professionale, cooperativa e politica di Silvano Rauzi.</p>
<p>Claudio Valorz, già direttore tecnico della Federazione, ha ricordato due traguardi importanti della Federazione realizzati grazie al contributo determinante di Rauzi: il progetto Superbrown di miglioramento genetico della Razza Bruna e il Centro di Fecondazione Artificiale di Toss il quale ha dato un contributo essenziale al miglioramento genetico e produttivo sia delle razze alpine, sia di quelle allevate in altri contesti territoriali.</p>
<p>Mauro Fezzi, già Presidente della Federazione Allevatori e della Federazione Trentina della Cooperazione, ha rammentato il contributo essenziale di Rauzi al settore mutualistico sia sul piano etico che economico. Fra le qualità ricordate da Fezzi, anche la lungimiranza di Rauzi nello scegliere i propri collaboratori e nell’individuare i nuovi dirigenti dell’organizzazione.</p>
<p>Il professor Giovanni Bittante dell’Università di Padova, ha ricordato l’intensa collaborazione con Rauzi sul versante del miglioramento della Razza Bruna e dell’intera alpicoltura trentina. Fra le altre cose, Bittante ha ricordato come da quella stagione di ricerca e sperimentazione siano usciti oltre 2.200 articoli scientifici pubblicati su riviste specializzate, oltre 100 testi di laura e 12 tesi di dottorato di ricerca.</p>
<p>Daniel Gasser, attuale Presidente del Bauernbund sudtirolese ed ex Presidente del Consorzio Superbrown, ha ricordato il forte legame di Rauzi con l’Alto Adige e le altre regioni dell’arco alpino intese come naturali approdi per il modello zootecnico trentino.</p>
<p>Sul versante politico, Lorenzo Dellai, Presidente della Provincia autonoma di Trento dal 1999 al 2012, ha parlato di Rauzi come di “un democristiano di stretta osservanza kessleriana”, aggiungendo che Rauzi “ha lavorato per una terza via per la montagna, alternativa sia al modello ancorato al consumo indiscriminato delle risorse, sia a quello protezionistico che vede come fumo negli occhi il lavoro degli allevatori. Una terza via che si realizza attraverso un impegno basato sulla responsabilità e la sostenibilità dello sviluppo”.</p>
<p>Giovanni Bazoli, Presidente emerito di Intesa San Paolo, ha tracciato le qualità umane e intellettuali di Rauzi: “Un uomo capace di comunicare il mondo degli allevatori a tutte le componenti della società italiana e di creare attorno al settore di provenienza e al Trentino in generale un clima di accoglienza e fiducia unici nel loro genere”.</p>
<p>Nel corso della mattinata è stato trasmesso il messaggio commemorativo del senatore Pietro Patton a Palazzo Madama a pochi giorni dalla scomparsa di Rauzi e il ricordo in collegamento a distanza di Enrico Letta, Primo Ministro nel 2013-2014. Letta ha ricordato i proficui incontri presso l’AREL, l’Agenzia di Ricerche e Legislazione di Roma, alla presenza del compianto Beniamino Andreatta e di tanti altri esponenti del mondo cattolico e dell’impegno sociale.</p>
<p>La mattinata si è conclusa con l’intervento del Presidente della Federazione allevatori Giacomo Broch e di Alessio Rauzi, figlio di Silvano, che a nome della famiglia ha ringraziato i numerosi ospiti, allevatori e rappresentanti delle istituzioni presenti alla cerimonia. È seguita la scopertura della targa con la quale gli allevatori trentini hanno dedicato la sala convegni della Federazione alla memoria di Silvano Rauzi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fpa - Walter Nicoletti</author></item><item><guid isPermaLink="false">d22288c9-681d-4434-a4ed-1a45c9d314ac</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/zootecnia-lavoro-di-squadra-per-la-crescita-del-comparto</link><title>Zootecnia, lavoro di squadra per la crescita del comparto</title><description><![CDATA[Una fotografia del comparto zootecnico trentino per affrontare in maniera sinergica e unitaria le opportunità e le criticità che le aziende sono chiamate ad affrontare.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/qnfe2pdw/incontrozootecnia.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/zootecnia-lavoro-di-squadra-per-la-crescita-del-comparto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2400</width><height>1600</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Come annunciato dall’assessore provinciale all’agricoltura e promozione dei prodotti trentini Giulia Zanotelli, il Tavolo della zootecnia ha visto ieri pomeriggio per la prima volta la partecipazione di tutti gli attori di questo sistema: dai rappresentanti degli operatori ad Apss, da Trentino Marketing a Fondazione Mach, fino a Federazione Trentina della Cooperazione, Promocoop, Cooperfidi e Codipra. “Ci aspetta un grande lavoro per un ulteriore sviluppo del settore: un percorso impegnativo rispetto al quale la formazione rappresenta un elemento centrale. Per questo, Fondazione Mach e Accademia d’impresa garantiranno il necessario sostegno, anche con appuntamenti promossi nei territori più distanti dai grandi centri” ha sottolineato l’assessore Zanotelli, affiancata dal dirigente generale dell'Umst Agricoltura Andrea Merz. “In questo contesto, l’Amministrazione provinciale continuerà a fare la sua parte e non farà mancare il proprio sostegno scommettendo su innovazione e tecnologia” ha aggiunto Zanotelli, spronando le realtà locali a una “rinnovata unità e collaborazione che deve mettere da parte liti e personalismi, guardando al bene degli allevatori e alla tenuta del comparto”. Le strategie per disegnare in maniera collettiva il futuro della zootecnia trentina saranno disegnate da 4 gruppi di lavoro tecnici e operativi che entro aprile 2025 definiranno i singoli obiettivi: ambiente e territorio; gestione aziendale; trasformazione; strumenti finanziari e gestione del rischio.<br />La maggioranza delle aziende zootecniche provinciali sono a conduzione individuale (1.745 unità, pari all’87%) e, tra queste ultime, la maggior parte sono condotte da allevatori tra i 50 e i 60 anni. Le società zootecniche sono invece 260. Le aziende trentine che operano in questo settore sono mediamente piccole, con una produzione complessiva di circa 135 milioni di chili di latte (dati 2023), al 72% utilizzati per le produzioni casearie. Fondamentale, a tal proposito, è la valorizzazione delle razze rustiche per salvaguardare le produzioni tradizionali.</p>
<p>Secondo quanto emerge dai dati dell’Azienda sanitaria, lo standard sanitario degli allevamenti in Trentino è elevato, grazie a un sistema di controlli e vaccinazioni unico a livello nazionale, con vantaggi legati al benessere animale in azienda, al minor utilizzo di antibiotici e a maggiori garanzie per i consumatori. “L’Amministrazione provinciale ha anche aumentato i contributi per le analisi sui prodotti e proseguirà, implementandola, la campagna informativa nei caseifici e nelle malghe per informare i consumatori circa il consumo di formaggi a latte crudo” ha puntualizzato a tal proposito l’assessore Zanotelli.</p>
<p>Guardando all’attività in quota, sono quasi 30mila gli ettari nei quali si svolge la tradizionale attività di alpeggio. Nel 2023 erano 382 le malghe attive. L’alpeggio - è stato spiegato - è patrimonio culturale, sociale e identitario delle comunità di montagna, in quanto garantisce presidio dell’economia di queste zone, conservazione del territorio, salvaguardia della biodiversità, popolamento delle terre alte, ma anche esperienze vere e contenuti di valore per il turismo.<br />Intanto, è in fase di definizione un nuovo fondo a supporto del settore zootecnico, nell’ambito di un accordo tra il sistema del credito cooperativo e Cooperfidi. L’obiettivo è di attivare uno strumento di garanzia e agevolazione all’accesso al credito, rivolto in particolare alle imprese del comparto zootecnico, oltre che alle organizzazioni associative collegate. I finanziamenti saranno erogati avvalendosi di provvista messa a disposizione di Cooperfidi per un valore complessivo pari a 10 milioni di euro e pari al 36% del totale dei finanziamenti, che potranno quindi sviluppare un budget di oltre 27,5 milioni di euro. L'importo massimo del finanziamento è stato individuato in 1 milione di euro, salvo operazioni particolari da concordare caso per caso.</p>
<p>Guardando alla gestione del rischio per la zootecnia, è stato fatto il punto sulla polizza "Prato Pascolo Index Based" che si pone l’obiettivo di proteggere le aree prative e pascolabili alpine contro i rischi legati alle avversità climatiche, utilizzando un indice di produzione basato su dati satellitari ad alta risoluzione e parametri climatici locali. L’assicurazione parametrica permette di stimare le perdite di rendimento agricolo dovute ad avversità climatiche e di mitigare le conseguenze finanziarie negative, offrendo una soluzione innovativa ed economica. Strumento complementare alle polizze assicurative tradizionali, che tutela il reddito delle imprese zootecniche bovine da latte dai rischi di mercato, è il Fondo Ist Latte, con un numero medio di aziende aderenti nel biennio 2022-2023 di 643 unità, anche grazie al sostegno dell’Amministrazione provinciale.<br />Infine, Trentino Marketing continuerà a sostenere il settore attraverso campagne specifiche, con l’obiettivo di valorizzare l’alpeggio e la filiera lattiero casearia e favorire la sensibilizzazione di chi si interfaccia con il consumatore. Anche nel 2024 sono state promosse “albe in malga” e altri appuntamenti specifici legati all’alpeggio e all'intera filiera lattiero - casearia, a partire dalla desmontegada, oltre a campagne online, sulla stampa e sulle reti televisive nazionali. Queste attività proseguiranno anche nel 2025.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">c66699fb-9a2d-4ad8-8511-2773cf0a2b4d</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/la-zootecnia-tra-criticita-e-opportunita-sinergie-e-supporto-agli-allevatori</link><title>La zootecnia tra criticità e opportunità, sinergie e supporto agli allevatori</title><description><![CDATA[<p>Una approfondita riflessione sulla situazione del comparto oggi alla FEM nell’ambito del convegno organizzato con FPA e Concast Trentingrana. Presenti più di 150 allevatori.</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/0fcjxf55/da-sinistra-valorz-broch-zanotelli-albasini.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/la-zootecnia-tra-criticita-e-opportunita-sinergie-e-supporto-agli-allevatori" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>2250</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono molteplici le funzioni svolte dalla zootecnia di montagna attraverso le attività condotte ogni giorno dagli allevatori: produzioni casearie di pregio, tutela e valorizzazione dell’ambiente, della biodiversità, del paesaggio, del turismo e delle loro peculiarità storiche e culturali.<br />Nella sua attività quotidiana l’allevatore deve però fare sempre più i conti con costi di produzione elevati, soprattutto legati al trasporto del latte e all’acquisto dei mangimi, vincoli normativi molto restrittivi, problemi di ricambio generazionale. In Trentino, però, c’è una classe di giovani allevatori che si sta facendo strada ed è pronta ad affrontare le sfide di questo settore. Con l’aiuto anche delle istituzioni locali, tra cui la Provincia autonoma di Trento e la FEM, che si impegna ad intensificare il supporto al settore con le attività di formazione, trasferimento tecnologico e ricerca.<br />È il messaggio scaturito dal convegno dedicato alla zootecnia di montagna organizzato a San Michele da Fondazione Edmund Mach in stretta collaborazione con la Federazione provinciale allevatori di Trento e Concast Trentingrana, alla presenza di oltre 150 allevatori; un evento che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’istituzione dell’Istituto Agrario nel 1874.<br />L’evento, patrocinato da Provincia Autonoma di Trento ed Euregio, ha visto partecipare l'onorevole europeo <strong>Herbert Dorfmann</strong> e l'assessore provinciale all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali, <strong>Giulia Zanotelli</strong>. Con la moderazione di Giorgio Setti, giornalista delle Edagricole, sono intervenuti i presidenti <strong>Mirco Maria Franco Cattani </strong>di FEM,<strong> Giacomo Broch</strong> di Fpa, <strong>Stefano Albasini</strong> di Concast Trentingrana, il consigliere di amministrazione di FEM, <strong>Claudio Valorz</strong>, il dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico <strong>Maurizio Bottura</strong>, il prof <strong>Giulio Cozzi </strong>dell'Università di Padova, la prof. <strong>Marta Villa</strong> dell'Università di Trento. E’ seguita da una tavola rotonda con i rappresentanti del comparto zootecnico per discutere delle criticità e delle opportunità di crescita del settore zootecnico.<br />“La zootecnia ha in questa terra tradizione e caratteristiche oggi profondamente attuali e utili per enfatizzarne i tratti salienti, contribuendo nel contempo al suo sviluppo armonico ed alla preservazione dell'ambiente - ha sottolineato in apertura il Presidente FEM Mirco Maria Franco Cattani. E' quindi importante per la Fondazione, coinvolgere direttamente gli operatori del comparto al fine di accoglierne i temi più condivisi, le richieste più importanti, al fine di intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, a loro supporto, contribuendo a innovare e offrire prospettive di sviluppo e miglioramento a questo importante settore dalle ampie potenzialità”.<br />Il convegno ha portato aggiornamenti e spunti di riflessione sulla sostenibilità dei sistemi zootecnici montani presentando il ruolo che la Fondazione Mach ricopre da molti anni a supporto degli allevatori trentini.<br />“Oggi è un momento importante di confronto per il comparto zootecnico - ha evidenziato l’assessore Giulia Zanotelli-. La Provincia autonoma di Trento, come già fatto in passato, lavorerà insieme agli allevatori per strutturare una strategia di prospettiva, partendo da un documento che proprio la stessa PAT aveva commissionato nella scorsa legislatura e che andava ad individuare insieme alla Fondazione Mach i punti centrali su cui lavorare. Un documento che è già stato sottoposto all'attenzione dei rappresentanti del comparto e che dobbiamo riprendere in mano per valutare insieme come meglio procedere per valorizzare la zootecnia di montagna e per tutelare le nostre aziende".<br />Herbert Dorfmann, Deputato Parlamento europeo, ha evidenziato come la Politica Agricola Comune rimanga l’elemento più importante a disposizione dell’Unione europea per sostenere la zootecnia di montagna, parlando di sostenibilità economica, sociale e ambientale e di ricambio generazionale. “Per dare un futuro a questo settore bisogna far sì che vi sia una chiara differenza di sostegno tra la pianura e le zone più avvantaggiate rispetto alle zone più svantaggiate come la montagna”.<br />Giulio Cozzi dell’Università di Padova ha parlato del ruolo di “sentinella ambientale”dell’allevatore/pastore di montagna in grado di controllare e contenere la manifestazione di fenomeni di dissesto ambientale e di degrado del paesaggio. “Quando la stalla o la malga chiudono in quanto scarsamente remunerative o a causa dei difficili standard di vita imposti dall’attività zootecnica, la montagna “muore”: una zootecnia vitale in montagna oggi, deve risultare sostenibile fondandosi su positive evidenze economiche, etiche e ambientali”. Maurizio Bottura ha evidenziato il ruolo della FEM supporto del comparto, dalla formazione delle nuove generazioni all’impegno della ricerca con gli studi sull’Innovazione relativi alla tipicità dei prodotti caseari, lo studio genetico delle razze locali e sulla qualità del latte mediante piani di miglioramento del problema mastite per arrivare al supporto diretto alle aziende, con le competenze orientate alla valorizzazione delle produzioni foraggere e al riutilizzo delle deiezioni zootecniche, stimolo ad un maggior sviluppo in termini di economia circolare.<br />Il ruolo paesaggistico, territoriale e culturale del settore zootecnico in ambito montano è stato evidenziato dell'antropologia Marta Villa, dell’Università degli Studi di Trento, che ha presentato alcuni dei dati desunti da una ricerca qualitativa ed etnografica decennale conclusa lo scorso anno sul territorio trentino e in particolare la relazione tra pascolo, alpeggio e razze autoctone, e i prodotti lattiero-caseari lavorati.<br />Infine, la tavola rotonda con l’assessore Giulia Zanotelli, Claudio Valorz, Consigliere di amministrazione FEM, i presidenti Fpa e Concast Giacomo Broch, e Stefano Albasini.<br />“In Trentino ci sono 18000 vacche da latte e 638 aziende professionali - ha spiegato Giacomo Broch. Sono numeri importanti di un comparto che deve guardare al futuro con fiducia. Possiamo contare su tanti giovani appassionati e pronti a dare il proprio contributo e noi vogliamo credere e soprattutto investire nelle future generazioni. ll settore zootecnico è fondamentale per il mantenimento della vita in montagna, pertanto il lavoro dell'allevatore va valorizzato e supportato. "Buona parte dei giovani che poi intraprendono l'attività di allevatori si formano a S.Michele e per questo la Fondazione Mach ha una grande responsabilità - ha aggiunto Claudio Valorz-. E' pertanto fondamentale che i programmi di studio siano tarati su un modello di zootecnia alpina, che eventuali stages o esperienze scuola-lavoro siano fatti prevalentemente in aziende di montagna e che ai ragazzi vengano illustrati bene il valore ed il peso economico del sistema cooperativo, il modello economico che da noi si è dimostrato vincente per superare gli svantaggi derivanti dal lavorare in montagna. In Trentino abbiamo bisogno di bravi allevatori, fedeli alle loro cooperative,disponibili e professionalmente preparati per amministrarle".<br />Stefano Albasini ha evidenziato che tutti gli attori della filiera zootecnica di montagna sono favorevoli alla sostenibilità ambientale e non potrebbe essere altrimenti, visto il grande legame che esiste tra allevamenti e territorio. “La cura di quest’ultimo è da sempre affidata agli allevatori, i giardinieri delle Alpi, che lo custodiscono e vivono in simbiosi con esso. La sostenibilità deve però essere anche economica, per evitare l’abbandono dei territori più difficili e meno favorevoli”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Fem</author></item><item><guid isPermaLink="false">898e2b12-1fd7-467d-ba98-bcb3500818d8</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/estate-cresce-l-allarme-degli-allevatori-per-le-aggressioni-di-lupi-ed-orsi-negli-alpeggi-situazione-insostenibile</link><title>Estate 2023: cresce l’allarme degli allevatori per le aggressioni di lupi ed orsi negli alpeggi. Situazione insostenibile</title><description><![CDATA[Gli allevatori trentini esprimono forte preoccupazione - anche alla luce di un rapporto pubblicato recentemente sul tema – per le ripercussioni sul mondo zootecnico. <br />Giacomo Broch: non si può chiedere alla nostra categoria di rinunciare a sé stessa in nome di un animalismo che attribuisce al singolo carnivoro gli stessi diritti di una persona umana e non considera le immani sofferenze degli altri animali al pascolo, vittime di orsi e lupi.]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/b2ofejkc/230713-federallevatori-lupi-2-.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/estate-cresce-l-allarme-degli-allevatori-per-le-aggressioni-di-lupi-ed-orsi-negli-alpeggi-situazione-insostenibile" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il comparto zootecnico trentino è formato da 41.879 bovini allevati in 1611 allevamenti (di questi, 850 sono stalle professionali con 36mila capi), 34mila pecore e 11mila capre.</p>
<p>Il territorio coltivato è di 110mila ettari, di cui la stragrande maggioranza, 90mila, a pascolo. 375 malghe allevano 24mila capi, e altre 200 sono specializzate 46mila capi di capre e pecore.</p>
<p>Un settore che impiega 2mila addetti e produce 150milioni di litri di latte l’anno, per un valore di 100 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 5mila capi da carne per 10milioni di euro di valore di produzione.</p>
<p>Ma il valore reale non è solo economico, bensì quello legato alla cura delle aree montane, alla bellezza del paesaggio, al mantenimento dell’ecosistema alpino.</p>
<p>Nel 2021 sono stati 1259 gli animali domestici colpiti da orso e lupo e 825 nel 2022. Dodici mesi fa sono stati predati 53 bovini, l’equivalente di un allevamento medio trentino. Lo stesso per gli ovicaprini, 426 capi: la dimensione di un gregge che attraversa le nostre valli. Per il 2023 l’andamento sembra essere simile.</p>
<p>Non serve aggiungere altro per capire che la convivenza problematica tra mondo dell’allevamento trentino e grandi carnivori non sembra destinata ad attenuarsi nell’estate in corso.</p>
<p>Per fare il punto della situazione, anche alla luce dei dati contenuti in un rapporto redatto recentemente, la sede della Federazione Provinciale Allevatori, a Trento, ha ospitato una conferenza stampa. Sono intervenuti <strong>Giacomo Broch, Antonello Ferrari</strong> e <strong>Massimo Gentili</strong>, rispettivamente presidente, vicepresidente e direttore della Federazione.</p>
<p>“Non si può chiedere alla nostra categoria di rinunciare a sé stessa in nome di un animalismo che attribuisce al singolo carnivoro gli stessi diritti di una persona umana e non considera le immani sofferenze degli altri animali al pascolo, vittime di orsi e lupi – spiega <strong>Broch</strong> - Parliamo di innocenti, piccoli e adulti di vacca, capra, pecora, asino, cavallo, aggrediti e brutalizzati con ferite laceranti, agonie e sofferenze indescrivibili che lasciano inorridito chiunque abbia una minima conoscenza degli animali e del territorio.</p>
<p>Senza considerare il dolore degli allevatori e delle loro famiglie che con questi animali tessono rapporti che durano generazioni e sono alla base dei valori che motivano queste difficili scelte di vita. E senza dimenticare le pesanti conseguenze economiche, i mancati investimenti, le perdite di produzione nei confronti delle quali i risarcimenti suonano spesso come una vera e propria beffa.”</p>
<p>Per il 2023 non sembrano esserci segnali di miglioramento, anzi. A Malga Boldera,  sui monti Lessini, le predazioni si stanno verificando con una frequenza crescente settimana dopo settimana. In meno di un mese, sono stati predati 13 bovini e 2 asini, nonostante l'installazione di un recinto elettrificato anti-lupo. Un singolo allevatore ha perso 8 animali su 11, liberi al pascolo in un'area considerata come modello per quanto riguarda le protezioni.</p>
<p>Non meno preoccupante, per chi in alta montagna deve vivere o operare, l’aspetto aggressioni: il rapporto afferma che “nel corso del 2021 sono stati registrati 24 eventi di incontro ravvicinato fra uomo e orso. Nella maggior parte dei casi (19) gli orsi hanno manifestato indifferenza. In cinque occasioni, invece, l’orso ha manifestato comportamenti che lo hanno portato ad approcciare/avvicinare le persone (3) o a manifestare comportamenti di minaccia”.</p>
<p>“Senza montanari – aggiunge Broch - non c’è futuro per la montagna. Se perdiamo gli alpeggi, se gli allevatori si ritirano dalla montagna non viene meno solamente il presidio fisico della montagna: vengono meno le basi culturali ed etiche sulle quali si è retta la nostra Autonomia e la capacità di presidio del territorio attraverso le amministrazioni locali. Per questi motivi riteniamo fondamentale rilanciare la lotta contro i grandi carnivori: per salvare le nostre imprese e per salvare la potestà autonomistica attraverso cui governiamo i nostri territori”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">65fd3bc5-5997-4d90-b8d4-8a5a754cbba7</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/zanotelli-riconoscere-le-specificita-della-montagna</link><title>Zanotelli: “Riconoscere le specificità della montagna”</title><description>La tutela del sistema agricolo trentino e la valorizzazione della zootecnia di montagna sono le questioni affrontate dall’assessore provinciale all’agricoltura, Giulia Zanotelli nell’ambito della Commissione politiche agricole che si è svolta nella capitale. Presente anche il dirigente generale del Dipartimento agricoltura, Romano Masè.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/c23pmy50/lacommissione.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/zanotelli-riconoscere-le-specificita-della-montagna" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>893</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Al centro del confronto con i territori, questioni di particolare rilievo per l'avvio della nuova Pac 2023 - 2027, oltre ai criteri per la creazione e il consolidamento dei distretti del cibo e le misure per la chiusura del Fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l’acquacoltura (Feamp) 2014 - 2020 e per l'avvio del Feampa 2021 - 2027: strumenti essenziali per il sostegno agli investimenti nel settore dell’acquacoltura. Particolare attenzione è stata posta anche alla gestione degli ungulati, al contenimento della peste suina, al tema dell'acqua e a possibili misure straordinarie di aiuto nei confronti delle imprese agricole per facilitare la fase di ripartenza dopo le fasi molto critiche del Covid e dell'incremento dei costi di energia e materie prime. "Si è trattato di un'occasione preziosa di confronto - evidenzia Zanotelli - ed il ministro ha dimostrato grande attenzione e disponibilità a farsi carico delle questioni che gli abbiamo sottoposto, assumendosi l'impegno concreto ad attivare un percorso di confronto stabile tra Ministero e Amministrazioni regionali e delle Province autonome”.<br />L’appuntamento in Commissione è stato preceduto da un incontro con il sottosegretario Luigi D’Eramo. Un colloquio definito dall’assessore come molto positivo: Zanotelli ha sottolineato la necessità che - nella definizione dei diversi interventi nazionali - venga riservata una particolare attenzione alle realtà montane che presentano una serie di specificità distintive rispetto agli insediamenti nelle aree di pianura. "Un’attenzione che deve tradursi anche nella definizione della disciplina attuativa dell'ecoschema 1 livello 2 e della certificazione per il benessere animale (Sqnba), tenendo in dovuta considerazione gli elementi peculiari che caratterizzano le aziende medio - piccole della montagna” ha rimarcato l’esponente della Giunta, che ha affrontato la questione anche nell’ambito della Commissione politiche agricole. Qui è stato presentato inoltre un documento - anche a nome degli assessori delle altre Regioni alpine e della Provincia autonoma di Bolzano - con il quale si propongono alcune modifiche che vadano nella direzione del riconoscimento delle specificità che caratterizzano la zootecnia di montagna.<br />Zanotelli ha anche messo in luce le esigenze del nostro territorio rispetto agli interventi per l'ulteriore razionalizzazione dei sistemi irrigui, anche attraverso l'introduzione di nuove tecnologie, le criticità connesse al diffondersi di fitopatie e insetti infestanti (flavescenza, cimice, drosophila e scopazzi tra tutte), le criticità procedurali e l'esigenza di semplificazione per l'accesso alle agevolazioni per il gasolio agricolo, nonché alcune tematiche connesse all'attuazione del Pnrr, a partire dall'esigenza di un più forte coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b6cf710c-d3c7-4d12-a1a1-dd5c24c6b4fb</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/in-trentino-un-progetto-innovativo-di-economia-circolare-per-zootecnia-e-acquacoltura</link><title>In Trentino un progetto innovativo di economia circolare per zootecnia e acquacoltura</title><description>Partito il progetto sostenuto dal bando del Psr che coinvolge Fem e due aziende per produrre mangimi più sostenibili per polli e pesci.</description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/qwcoq2wk/impiantoittico-.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/in-trentino-un-progetto-innovativo-di-economia-circolare-per-zootecnia-e-acquacoltura" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Produrre mangimi sostenibili per polli e pesci partendo dall'allevamento di un insetto, la mosca soldato nera, è l'obiettivo del progetto Win4Feed (Waste &amp; Insect for Feed), sostenuto dal bando del PSR 2014-2022, che vede partecipare la Fondazione Edmund Mach e due aziende agricole trentine Baolfly srl e Uova di Montagna.<br />Un modello innovativo di bioeconomia circolare che prevede di sfruttare gli scarti locali della trasformazione agroalimentare per produrre una dieta per la crescita delle larve della mosca soldato in uno specifico impianto pilota implementato dalla start-up Baolfly, coordinatore del progetto; larve che poi diventano alimento per le galline ovaiole. Non è tutto, il cerchio si chiude con un ultimo passaggio: i sottoprodotti dell’allevamento dell’insetto, ovvero esuvie e insetti adulti, vengono riutilizzati come integratori nell’alimentazione delle trote nell’ottica di avere un allevamento zero rifiuti.<br />In questo progetto di economia circolare la FEM fornirà supporto tecnico-scientifico grazie alle competenze e strumentazioni dell'Unità acquacoltura e idrobiologia del Centro Trasferimento Tecnologico con la collaborazione dell'Unità biotecnologie dei prodotti naturali del Centro Ricerca e Innovazione per l'analisi del microbiota intestinale dei pesci.<br />"La valorizzazione che farà FEM - evidenzia Filippo Faccenda, responsabile scientifico di progetto e referente della Fondazione - consiste nel nobilitare uno scarto della filiera dell’insetto in un ingrediente per la filiera del pesce, riducendo a sua volta l’impatto ecologico della produzione di acquacoltura. Il prodotto ottenuto dal ciclo dell’insetto verrà sperimentato come sostituto della soia nei mangimi per avicoli; l’insetto, infatti, risulta un ingrediente più sostenibile rispetto alla soia in termini consumo di suolo, acqua e impronta carbonica. Quindi la sua sostituzione con la larva di mosca soldato nera porta, di conseguenza, ad una produzione zootecnica più sostenibile e ad un alimento (uova) meno impattante sull’ambiente".<br /><br />Fonte: Fem - Fondazione Edmund Mach]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f18ea875-1ae9-4bc8-b979-5ca162786466</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/latte-la-zootecnia-di-montagna-paga-il-prezzo-della-crisi</link><title>Latte, la zootecnia di montagna paga il prezzo della crisi</title><description><![CDATA[<p>Tra aziende chiuse e calo della produzione (-15%). L'allarme di Guarneri (Alleanza Cooperative): "Necessari nuovi interventi"</p>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/4v1d5sgx/al-via-uno-studio-di-fattibilita-coordinato-da-alleanza-cooperative-per-trasformazioni-alternative-latte.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/latte-la-zootecnia-di-montagna-paga-il-prezzo-della-crisi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tra costi alle stelle e produzione di latte in calo, la zootecnia di montagna è tra i comparti maggiormente in sofferenza nel panorama produttivo agroalimentare: gli effetti della pesante crisi economica stanno già provocando l’abbattimento di molti capi di bestiame e la conseguente chiusura delle aziende agricole. L’allarme è lanciato dall’Alleanza Cooperative Agroalimentari, alla quale aderiscono la gran parte delle cooperative che operano in regioni montane e che sono state al centro del Primo summit sulla zootecnia di montagna svoltosi in questi giorni a Bergamo, che ha visto il coinvolgimento anche degli Assessori all’Agricoltura delle Regioni Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto del della Provincia Autonoma di Trento.</p>
<p>In Trentino Alto Adige si registra già un calo della produzione che la scorsa estate ha toccato il 15%, con ben 30 aziende che hanno chiuso in battenti, l’ultima delle quali contava 140 capi. “Il camion per la raccolta del latte percorre tutto il territorio del Trentino due volte al giorno per andare a ritirare il latte dai nostri soci allevatori. Tutto questo oggi sta diventando insostenibile”, spiega Stefano Albasini, presidente del Consorzio Cooperativo Trentingrana. “Non solo, se arriviamo a spendere 7500 euro di gas per produrre polvere di siero del valore di 5000 euro, adesso non possiamo più permetterci di polverizzare il siero e abbiamo azzerato anche i ricavi provenienti da tale lavorazione. Non riuscendo a trovare soluzioni alternative, i nostri allevatori continuano a eliminare gli animali, per creare liquidità. La strada di trasferire l’aumento dei costi sui consumatori finali si è finora rilevato un boomerang: quando abbiamo provato ad alzare il prezzo del burro, le vendite sono subito crollate del 30%”.</p>
<p>“Le cooperative che operano in montagna stanno facendo il possibile per pagare al meglio il latte ai propri soci in un momento in cui i costi del gasolio, degli imballaggi e della carta sono fuori controllo”, racconta la cooperativa Lattebusche che raccoglie il 90% del latte della provincia di Belluno e che attualmente registra un calo del 6% della produzione. Non va meglio in Lombardia, dove anche la Latteria Valtellina è alle prese con un calo della produzione dovuto ad una costante riduzione del numero di animali allevati. “Se nella stalla non ci sono più gli animali, di sicuro non tornano. Quando un’azienda agricola di montagna chiude, è impossibile che riapra. Senza aziende viene però a mancare l’intero presidio del territorio”.</p>
<p>Nel lungo periodo le previsioni sono tutt’altro che positive. Ne è convinta anche la latteria di Crodo, 20 soci allevatori che operano nella Val D’Ossola (Verbania), la quale sollecita dei meccanismi che vadano a compensare le strutture che continuano a produrre latte in zone svantaggiate. “L’aspetto sociale di salvaguardia del territorio andrebbe riconosciuto attraverso interventi che consentano la sopravvivenza di aziende che hanno anche un imprescindibile valore sociale”.</p>
<p>“<em>Siamo consapevoli che occorrano nuovi interventi per dare liquidità alle aziende, altrimenti nella primavera 2023 constateremo un numero ancora ridotto di aziende, potrebbe essere una perdita irreversibile</em>”, spiega a conclusione del Summit il Coordinatore del settore lattiero-caseario di Alleanza cooperative Giovanni Guarneri, per il quale “<em>lo stanziamento degli aiuti a capo erogati nell’ambito della riserva di crisi è stato indubbiamente utile, ma non sufficiente, soprattutto alla luce degli ulteriori aumenti dei costi di produzione che si sono registrati in questi mesi</em>”.</p>
<p>Alleanza delle Cooperative aveva chiesto e ottenuto 20 milioni di euro a supporto delle stalle di montagna. Contributo che è andato in pagamento nell’ambito della Domanda Unica 2021 alla fine del mese di settembre. Ora, però, il contesto secondo Guarneri “<em>è peggiorato. Il Summit è stato fondamentale per mettere a sistema le iniziative intraprese a livello locale per individuare anche una possibile soluzione condivisa da rappresentare a livello nazionale, che dovrà inevitabilmente consistere in misure a favore della liquidità delle imprese e contributi utili a supportare la raccolta del latte, aspetto tanto strategico quanto critico nelle aree montane</em>”, conclude Guarneri.</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">3a902cc1-77e9-42eb-8d4f-700e391c69f6</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/approvati-dalla-giunta-provinciale-4-milioni-di-aiuti-straordinari-per-zootecnia-e-acquacoltura</link><title>Approvati dalla Giunta provinciale 4 milioni di aiuti straordinari per zootecnia e acquacoltura</title><description><![CDATA[La Giunta provinciale con delibera odierna ha approvato lo stanziamento di 4.000.000 euro per gli aiuti straordinari ai settori zootecnico e dell’itticoltura previsti dalla legge provinciale 6 del giugno 2022, al fine di consentire alle aziende di far fronte agli aumenti eccezionali dei prezzi di materie prime, mangimi ed energia.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/emcj4nw5/competenze-veterinarie-in-capo-all-assessorato-all-agricoltura-una-precisazione-dell-assessore-giulia-zanotelli.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/approvati-dalla-giunta-provinciale-4-milioni-di-aiuti-straordinari-per-zootecnia-e-acquacoltura" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[“Considerato il ruolo fondamentale assicurato dalla zootecnia di montagna in termini di presidio ambientale ed economico necessario per valorizzare il territorio e contrastare lo spopolamento, nonché per il mantenimento dei delicati equilibri paesaggistici e ambientali che caratterizzano il territorio montano, con la deliberazione è stato approvato il bando che in base alla norma provinciale fissa i criteri per la concessione di un aiuto per le aziende zootecniche che allevano bovini, ovicaprini da latte, suini e per le aziende del settore dell’acquacoltura”, precisa l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli che ha proposto la delibera.<br />
<p>Lo stanziamento riguarda le domande presentate a partire dall’8 agosto fino al 16 di settembre 2022, ai sensi dell’articolo 34 della legge 6 del 16 giugno 2022, avvalendosi delle procedure informatizzate rese disponibili agli utenti sul portale <a href="https://srt.infotn.it/" title="Link a https://srt.infotn.it">https://srt.infotn.it</a>.</p>
<p>Possono beneficiare dell’aiuto le imprese attive nella produzione agricola primaria e operanti all’interno del settore zootecnico nelle filiere di allevamento dei bovini da latte e da ingrasso, degli ovicaprini da latte e dei suini e del settore ittico.</p>
<p>Ai fini della concessione del contributo il limite minimo di capi medi presenti in azienda è di 3 UBA ed il contributo è calcolato sulla base del numero di animali presenti in azienda ubicata in provincia di Trento alla data del 31 maggio 2022, così come risulta dalla Banca Dati Nazionale (BDN). Qui di seguito la tabella:</p>
<div>
<table border="0" class="table table-striped">
<tbody>
<tr>
<td width="211">TIPOLOGIA ALLEVAMENTO</td>
<td width="215">NUMERO UBA</td>
<td width="215">IMPORTO A UBA (euro)</td>
</tr>
<tr>
<td width="211">BOVINI DA LATTE</td>
<td width="215">≤ 30</td>
<td width="215">180,00</td>
</tr>
<tr>
<td width="211">BOVINI DA LATTE</td>
<td width="215">&gt; 30 e ≤ 60</td>
<td width="215">120,00</td>
</tr>
<tr>
<td width="211">BOVINI DA INGRASSO</td>
<td width="215">≤ 40</td>
<td width="215">90,00</td>
</tr>
<tr>
<td width="211">BOVINI DA INGRASSO</td>
<td width="215">&gt; 40 e ≤ 70</td>
<td width="215">60,00</td>
</tr>
<tr>
<td width="211">OVICAPRINI DA LATTE</td>
<td width="215">≤ 50</td>
<td width="215">70,00</td>
</tr>
<tr>
<td width="211">SUINI</td>
<td width="215">≤ 200</td>
<td width="215">50,00</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>Per il settore dell’itticoltura il contributo è calcolato in misura forfettaria a parziale copertura dell’incremento dei costi di materie prime, alimenti ed energia elettrica, dovuto all’attuale crisi applicando i seguenti parametri.</p>
<div>
<table border="0" class="table table-striped">
<tbody>
<tr>
<td width="214">TIPOLOGIA ALLEVAMENTO</td>
<td width="215">CONTRIBUTO/mq specchio acqua</td>
<td width="214">CONTRIBUTO/q.li mangime</td>
</tr>
<tr>
<td width="214">ITTICO</td>
<td width="215">0,8/mq</td>
<td width="214">euro 4,5/q.le</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>Questo aiuto si aggiunge a quelli già messi in campo dalla Giunta provinciale negli scorsi mesi a favore del settore zootecnico, anche con la collaborazione di CODIPRA, COOPERFIDI e Trentino Marketing.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a3ad75c1-627a-4c70-99e0-3e73241db095</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/zootecnia-e-itticoltura-nuovi-aiuti-per-4-milioni-di-euro</link><title>Zootecnia e itticoltura, nuovi aiuti per 4 milioni di euro</title><description><![CDATA[Nuovi aiuti provinciali in favore delle imprese del settore zootecnico e dell’itticoltura che - a causa dell'eccezionale incremento dei costi di materie prime, alimenti ed energia elettrica - hanno subito gravi ripercussioni economiche.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/vhmbj0ov/giuliazanotelli.png" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/zootecnia-e-itticoltura-nuovi-aiuti-per-4-milioni-di-euro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>658</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Lo prevede un emendamento proposto dall’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli al disegno di legge sulle misure di semplificazione e accelerazione per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr, che presto approderà sui banchi del Consiglio provinciale. L’emendamento, esaminato oggi in Terza commissione, prevede contributi per un valore complessivo di 4 milioni di euro, che saranno concessi sulla base di specifici criteri che verranno definiti con una delibera di Giunta.<br />Le nuove misure straordinarie si aggiungono ad altri interventi già realizzati o previsti per l'anno in corso. Tra questi, si ricordano l’indennità compensativa al 100% (a partire da questa Legislatura), l’integrazione del contributo per coprire la totalità dei costi per le analisi del latte, un intervento legato alla certificazione del benessere animale, l'avvio, attraverso Trentino Marketing, di una campagna promozionale mirata per il settore lattiero-caseario trentino e l’integrazione delle risorse a sostegno della promozione attraverso lo strumento dei settoriali. E ancora: il bando caseifici da 600mila euro ed il nuovo regolamento agriturismo, che richiede il 100% di formaggi trentini sul tavolo delle strutture e l’integrazione del premio alpeggio. L’Amministrazione ha inoltre assicurato supporto attraverso CODIPRA con l'obiettivo di far giungere, da subito, un aiuto alle imprese zootecniche, da una parte, e, dall'altra,  potenziando la partecipazione del settore alla gestione del rischio, con particolare riferimento allo strumento per la stabilizzazione del reddito per il latte (IST Latte). Un investimento sul futuro che gli allevatori hanno dimostrato di apprezzare, tanto che la stragrande maggioranza delle aziende ha aderito all’Ist latte, che consente di rispondere concretamente alle esigenze delle aziende che si trovino ad affrontare crisi determinate dal manifestarsi di eventi estremi.<br />Infine, si ricorda il confronto sul futuro della zootecnia nell’ambito del Tavolo Verde, con l’obiettivo di garantire valorizzazione e continuità ad un settore che rappresenta uno dei pilastri della nostra economia e garantisce la cura del territorio e del paesaggio, veri patrimoni del Trentino.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2c84a73d-216c-4a4f-b3f0-5e90f39527dd</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/gestione-sostenibile-degli-effluenti-zootecnici-incontro-a-borgo-valsugana</link><title>Gestione sostenibile degli effluenti zootecnici, incontro a Borgo Valsugana</title><description><![CDATA[Le azioni per una gestione sostenibile di liquami e letame nella Zona vulnerabile da nitrati del fiume Brenta e del lago di Serraia, in Valsugana e sull’Altopiano di Piné, sono state al centro del confronto avvenuto in mattinata tra la Provincia autonoma di Trento, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, la Fondazione Edmund Mach, i rappresentanti istituzionali locali e quelli del settore agricolo.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/1xtifgs3/incontro-effluenti-borgo.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/gestione-sostenibile-degli-effluenti-zootecnici-incontro-a-borgo-valsugana" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[L’incontro è servito a valutare in modo condiviso le possibili iniziative per favorire il trattamento degli “effluenti zootecnici” e sostenere il loro utilizzo sotto forma di fertilizzante in agricoltura, oltre che per la produzione di energia. “Siamo consapevoli delle difficoltà che state sostenendo. Per questo è importante mettere in campo interventi specifici per sostenere le vostre attività. La zootecnia può e deve continuare ad essere protagonista del proprio futuro, beneficiando anche di incentivi statali e provinciali per la realizzazione di impianti tecnologicamente avanzati che possono aiutare a risolvere le problematiche prese in esame durante la mattinata. L’Amministrazione provinciale è al vostro fianco per garantire alle aziende maggiore serenità e futuro. La gestione sostenibile degli effluenti zootecnici è un’opportunità per gli allevatori, per i produttori agricoli e per l’intero territorio”, ha spiegato il vicepresidente Mario Tonina, che ha portato il saluto dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli.<br />
<p>Il confronto, promosso dalla Provincia autonoma di Trento e ospitato nella sede della Comunità di Valle della Bassa Valsugana e Tesino, ha visto gli interventi tecnici di Appa, del Servizio agricoltura e di Fem. Sono intervenuti anche il presidente della Federazione provinciale allevatori del Trentino Giacomo Broch, per l’introduzione, e il direttore di APOT Alessandro Dalpiaz e Stefano Rizzi (Consorzio Vini del Trentino), che si sono dichiarati interessati all’utilizzo di fertilizzanti organici provenienti dagli effluenti zootecnici.</p>
<p>Al centro dell’attenzione dell’appuntamento di Borgo il tema della qualità delle acque del fiume Brenta e del lago di Serraia e delimitazione delle relative ZVN. L’appuntamento ha consentito di valutare in modo condiviso le possibili soluzioni per la gestione sostenibile delle deiezioni zootecniche provenienti dalle stalle del territorio, che guardi con particolare attenzione alla tutela dei corsi d’acqua e dell’ambiente, anche alla luce dei monitoraggi condotti sul fiume Brenta e nel lago di Serraia.</p>
<p>In particolare la zona della Valsugana è stata individuata dalla Giunta provinciale come “Zona vulnerabile da nitrati di origine agricola (ZVN)”, sulla base delle indicazioni contenute nelle normative europee. Dai dati di monitoraggio nel quadriennio 2016-2019, il fiume Brenta e il lago di Serraia, sono stati designati corpo idrico eutrofico (ricco di nutrienti) e delimitati come ZVN, per la quale dovrà essere disposto entro il prossimo mese di giugno un Programma d’azione volto ad individuare soluzioni ed iniziative per ridurre l’apporto di nitrati alle acque superficiali e sotterranee. È necessario, nonché obbligatorio, mantenere un equilibrio tra nutrienti apportati da effluenti zootecnici e nutrienti necessari per produttività del suolo e delle colture. Per questo tra le azioni immediate per ridurre gli apporti di nutrienti di origine agricola, sono state indicate: la corretta gestione della concimazione organica e chimica in base alle esigenze agronomiche delle colture e la riqualificazione delle fasce di vegetazione lungo i corsi d’acqua e i laghi per mitigare l’apporto di sostanze inquinanti verso gli stessi.</p>
<p>Si è poi affrontato il programma d’azione e principali adempimenti in ZVN e l’Accordo di Programma per la gestione sostenibile degli effluenti zootecnici nell’area pilota della Bassa Valsugana messo in campo da Provincia, Fondazione Edmund Mach, Federazione Allevatori, Apot e Consorzio Vini del Trentino. Entro giugno dovrà quindi essere adottato il Programma d’Azione per le ZVN il cui obiettivo è quello di favorire l’economia circolare che passa dalla zootecnia alla frutticoltura e alla viticoltura, oltre che di valutare la possibilità di utilizzare le migliori tecnologie volte a migliorare e valorizzare la qualità agronomica dei reflui zootecnici. Altre azioni da realizzare in ZVN per la limitazione degli apporti di nutrienti possono essere la riqualificazione delle fasce tampone, dei trattamenti degli effluenti zootecnici anche per favorire la delocalizzazione degli effluenti zootecnici su frutteti e vigneti o per aumentare periodi di spandimento dettati anche dai Regolamenti Comunali.</p>
<p>Nel concludere l’incontro il vicepresidente Tonina ha voluto ricordare come “l’intento della riunione di oggi, e di quelle che abbiamo già tenuto in Val di Non e nelle Giudicarie, è quello di trasmettere informazioni per iniziare un nuovo percorso. Mi piace ricordare come siano molti i giovani che hanno deciso di fare questo lavoro e lo portano avanti con passione. Oggi non ci si può improvvisare. Serve innovare e impostare la propria attività tenendo conto degli aspetti legati alla sostenibilità. Questo è possibile anche grazie al sostegno dell'ente pubblico e in particolare dalla Fondazione Edmund Mach”.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2ed17d07-0291-4b80-ac29-f357dd20f254</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-dal-sistema-trentino-risposte-efficaci-per-la-zootecnia</link><title>Fugatti: “Dal sistema Trentino risposte efficaci per la zootecnia”</title><description><![CDATA[Il settore lattiero-caseario è strategico per il Trentino, con la sua importanza dal punto di vista economico, paesaggistico, turistico. Pertanto, l’obiettivo della Giunta provinciale è continuare a valorizzarlo e sostenerlo. Anche ragionando con gli attori del sistema rispetto a strategie future e nuovi modelli per una zootecnia di montagna che punti sempre più alla qualità delle produzioni, all’innovazione e alla competitività anche per portare a ridurre i costi che le aziende affrontano quotidianamente.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ei4h2ula/zootecnia.jpg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-dal-sistema-trentino-risposte-efficaci-per-la-zootecnia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>658</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<div>Ciò sarà possibile partendo proprio dall’interlocuzione già avviata per la definizione del prossimo Piano di sviluppo rurale-PSR, che dovrà spingere nella direzione di individuare investimenti significativi in un’ottica di innovazione, riduzione dei costi e valorizzazione delle produzioni.<br />È questo l’impegno confermato nell’incontro di oggi tra i vertici della Provincia autonoma di Trento e quelli di Federazione trentina della Cooperazione, Concast Trentingrana, Latte Trento e Federazione allevatori, dedicato alle azioni per aiutare il comparto lattiero-caseario trentino a reggere l’urto dei prezzi di materie prime ed energia ed impostare un percorso di crescita futura. Un confronto, nella sede di piazza Dante, per esaminare gli interventi avviati e discutere sulle ulteriori soluzioni al vaglio - a partire da quelle sul credito e la promozione - da perfezionare alla luce delle novità che potrebbero arrivare per il territorio dal decreto sui rincari allo studio del governo.</div>
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<p>“Le risposte devono essere tempestive ed efficaci” ha precisato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, affiancato dal vicepresidente Mario Tonina e dall’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli (in collegamento video). “L’Amministrazione provinciale - ha precisato Fugatti - è impegnata a mantenere e affinare una serie di interventi, a 360 gradi, che possano essere funzionali a sostenere le aziende e i piccoli produttori di un comparto strategico per il Trentino, fornendo però anche una strategia di medio-lungo periodo, frutto di più elementi messi insieme”.</p>
<p>Nell’incontro si è deciso di attivare un tavolo di confronto per analizzare nel dettaglio le proposte formulate dalla Giunta e di aggiornarsi tempestivamente appena ci saranno novità rispetto alle iniziative del governo nazionale.<br />“Dobbiamo trovare le forme e i modi - ha assicurato il vicepresidente Tonina - per intervenire di fronte all’eccezionalità del momento. Essere qui, assieme - ha aggiunto riguardo all’incontro - vuole dimostrare la sensibilità dell’Amministrazione provinciale verso un settore che noi abbiamo sempre definito strategico. Di fronte ad un’emergenza, se riusciamo a fare un gioco di squadra, tutti assieme, Provincia, Trentino marketing, Cooperazione, attori del settore, possiamo trovare una via di uscita che potrebbe consolidare un percorso di crescita in futuro”.</p>
<p>L’assessore Zanotelli ha ripercorso le azioni messe in atto e quelle che si possono sviluppare. “È stato garantito - ha detto - il 100% del versamento dell’indennità compensativa a partire dal 2019, per un valore di circa 9 milioni di euro a carico del bilancio provinciale, così come anche per il 2022 sono già state stanziate importanti risorse per il premio benessere pari a 1,3 milioni di euro. Una delle proposte avanzate è poi l’anticipo a questo mese di febbraio del saldo della domanda unica e dell’indennità compensativa, una scelta che va nella direzione di aiutare il settore a reggere questa difficoltà”.<br />Prevista inoltre a breve l’apertura di un bando sulla messa in sicurezza dei caseifici le cui risorse sono già state stanziate in sede di bilancio. L’assessore ha poi evidenziato le importanti risorse messe a disposizione sul fronte della promozione attraverso più strumenti e iniziative, con la volontà di implementare queste ultime grazie al confronto con gli attori della filiera. La valorizzazione delle produzioni locali è garantita anche dal nuovo regolamento dell’agriturismo che prevede la presenza di formaggi trentini al 100% nella somministrazione.</p>
<p>Un cenno è stato fatto anche alle opportunità che possono essere offerte attraverso Cooperfidi, sia in termini di anticipazioni rispetto ai premi 2022, sia rispetto all’attivazione da parte degli istituti di credito di prestiti garantiti per la conduzione delle aziende.<br />Nell’ambito della gestione del rischio è possibile valutare l’attivazione di soluzioni che possano fornire un aiuto alle aziende, anche promuovendo l’adesione al fondo mutualistico per la stabilizzazione del reddito, già attivato da CODIPRA fin dal 2019 e specificamente finalizzato a compensare i danni subiti dalle imprese zootecniche a indirizzo lattiero per drastici cali di reddito derivanti da crisi di mercato e/o altre condizioni negative.</p>
<p>L’Amministrazione provinciale, ha precisato il direttore generale Nicoletti, approfondirà i margini di azione per gli interventi che coinvolgono il sistema del credito e degli enti di garanzia.<br /><br />Dida foto: da sinistra Paolo Nicoletti (direttore generale della Provincia Autonoma di Trento), Maurizio Rossini (amministratore unico di Trentino Marketing), Maurizio Fugatti (presidente della Provincia Autonoma di Trento), Mario Tonina (vicepresidente della Giunta provinciale assessore all’ambiente urbanistica e cooperazione), Roberto Simoni (presidente della Federazione Trentina della Cooperazione)<span> </span><small>[ Archivio Ufficio stampa PAT]</small><br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>
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</div>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">f5ff93ec-ba64-407e-b00f-fe9c09933862</guid><link>https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/zootecnia-e-distribuzione-dei-prodotti-via-al-tavolo-di-confronto</link><title>Zootecnia e distribuzione dei prodotti, via al tavolo di confronto</title><description><![CDATA[Tavolo di confronto tra gli attori del settore zootecnico e il mondo della distribuzione, promosso dalla Provincia autonoma di Trento. Alla presenza del presidente Maurizio Fugatti, del vicepresidente con delega alla cooperazione Mario Tonina e dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, è stato avviato un dialogo genuino e costruttivo tra Federazione allevatori, Latte Trento, Concast Trentingrana, Sait, Dao, favorito anche dalla Federazione trentina della cooperazione.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://scuole.cooperazionetrentina.it/media/ra3k4ic0/zootecniaconfronto-pg.jpeg" d4p1:resource="https://scuole.cooperazionetrentina.it/it/news/zootecnia-e-distribuzione-dei-prodotti-via-al-tavolo-di-confronto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Alla luce della preoccupazione manifestata dal mondo della zootecnia a causa dell’aumento del costo di mangimi, foraggi e materie prime, che interessa l’intero Paese, l’obiettivo è di compiere un ulteriore sforzo per operare in una logica di sistema – pur tenendo conto delle logiche di mercato – sostenendo e valorizzando le produzioni trentine.<br />Come riferito dagli esponenti della Giunta, la Provincia in collaborazione con Trentino Marketing rilancerà nei prossimi giorni la campagna “I love Trentino”, in continuità con lo scorso anno, con l’obiettivo di mettere in risalto la qualità delle produzioni locali ed in particolare i prodotti del comparto lattiero-caseario. Si punta in questo modo a sensibilizzare la comunità trentina e il mondo turistico al consumo di prodotti locali di eccellenza. Un riconoscimento al mondo agricolo, che può ancor più fungere da locomotiva per lo sviluppo del nostro territorio, rafforzando la sinergia con il comparto turistico.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento]]></encoded></item></channel></rss>