10 gennaio 2024
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A Living Memory arrivano Gad Lerner e Pegah Moshir Pour

Dal 15 al 29 gennaio 2024 si terrà a Trento, Rovereto, Cles, Tione, Pozza di Fassa e Riva del Garda “Living Memory: la libertà della scelta”, la quarta edizione del Festival della Memoria di Trento che quest’anno porta in Trentino Andra e Tatiana Bucci, Oleg Mandic, Bogdan Bartnikowsky, sopravvissuti ai campi di concentramento.

Oggi nel Palazzo provinciale di piazza Dante a Trento si è tenuta la conferenza stampa, alla presenza del dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato, della presidente dell’associazione Terra del Fuoco Denise Rocca, del direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, del presidente della Federazione trentina della Cooperazione Roberto Simoni e della prorettrice vicaria dell’Università degli Studi di Trento Paola Iamicelli.

In apertura il dirigente Ceccato ha sottolineato l’attenzione dell’evento verso il mondo giovanile: “I giovani devono essere aiutati dagli adulti a conoscere e condividere i valori della libertà, della pacifica convivenza e della democrazia e l’iniziativa va in questa direzione collocandosi in un ambito di continuità, coinvolgendo i mondi dell’istruzione e dell’università, con momenti di approfondimento nelle scuole”, ha concluso.

“Living memory ha non solo una dimensione territoriale molto importante, ma riesce soprattutto ad avere pubblici diversi e a declinare linguaggi, discipline e approcci che permettono di cogliere l’obiettivo massimo, quello cioè di un’attività di educazione permanente che deve accompagnare tutte le fasce di età e tutte le sensibilità possibili. Il tema individuato, la libertà della scelta, è molto evocativo: noi operiamo affinché ci siano sempre le condizioni e la possibilità di scegliere. Credo che i testimoni ci consegnino un imperativo molto importante: quello di essere testimoni di testimoni, affinché chi partecipi a Living memory possa cogliere l’opportunità di raccogliere la testimonianza”, sono state le parole del direttore Ferrandi.

"Living Memory si occupa di Memoria, cittadinanza attiva e complessità. La Memoria come motore dell'agire quotidiano, generatrice di impegno nel presente per fare delle scelte consapevoli ed essere, infine, liberi. E' questa la suggestione del filo conduttore di Living Memory 2024 che si concentra sul tema della scelta e lo fa con l'obiettivo di aiutare il pubblico a navigare la complessità dei fenomeni storici e del presente, perché una spiegazione comoda, in bianco e nero del mondo, non aiuta nessuno. Riuscire a portare memorie e punti di vista diversi è la sfida di una manifestazione che vuole parlare a tutti perché tutti siamo parte della storia che si sta dipanando sotto i nostri occhi", questo infine il commento della presidente di Terra del Fuoco Rocca.

Organizzato dall’associazione Terra del Fuoco Trentino, che opera sul territorio della provincia da quasi 10 anni e coordina l’esperienza del Treno della Memoria, quest’anno il festival si è fatto itinerante per andare incontro alle esigenze di spostamento delle scuole e porta agli incontri mattutini un parterre di relatori di altissimo livello fra cui il direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau Piotr Cywiński, lo storico Marcello Pezzetti, il teologo Ermis Segatti, l’ebraista Matteo Corradini. La manifestazione si chiuderà nel capoluogo con ospiti d’eccezione, nel fine settimana dal 26 al 29 gennaio. Gad Lerner e Pegah Moshir Pour hanno risposto all’invito degli organizzatori preparando due performance sul tema della scelta e della responsabilità individuale. Gad Lerner con “La memoria scomoda” sarà all’auditorium S. Chiara di Trento sabato 27 gennaio, alle 20.30. In un tempo che è nuovamente di guerra, l’esplodere di un nuovo conflitto che vede al centro il destino e le responsabilità del popolo ebraico, coinvolgendo il mondo intero, rischia di infrangere i codici morali ereditati dal trauma della Shoah. Il giornalista e saggista propone una riflessione sulla contemporaneità partendo dall’eredità di un Novecento sanguinoso.

Pegah Moshir Pour, attivista di diritti umani e digitali, interverrà a Living Memory (domenica 28 gennaio, 20.30, Sala Filarmonica a Trento) con una riflessione sul ruolo della Memoria al tempo dei social, nell’epoca in cui ciascuno è investito da enormi quantità di notizie eppure il disimpegno dei cittadini verso un ruolo pubblico è sempre più elevato. Quella di Pegah Moshir Pour, nata in Iran e cresciuta in Italia, è un’analisi di come le dittature cambiano le generazioni e del ruolo della generazione Z.

L’obiettivo di Living Memory, fin dalla prima edizione in piena pandemia, è quello di offrire un’occasione diversa e nuova per parlare di Memoria, che sappia andare oltre la sola giornata del 27 gennaio, facendosi bandiera di una cittadinanza attiva e informata che, con uno sguardo al passato, costruisce il presente e il futuro.

Quest’anno Living Memory, che titola “La Libertà Della Scelta”, si focalizzerà sul tema della scelta individuale e collettiva, della responsabilità anche e soprattutto dei “bystanders”, coloro che assistono alla storia senza esserne direttamente protagonisti se non con le loro scelte quotidiane. Un ruolo che appartiene a tutti noi, nel nostro presente, sui grandi temi e gli eventi che attraversano questo secolo. Così come hanno saputo fare gli uomini e le donne che si sono opposti al nazifascismo e allo sterminio messo in atto dal regime del Terzo Reich, anche gli uomini e le donne contemporanei vivono una quotidianità che finirà nei libri di storia e sono posti davanti a dilemmi di fronte ai quali valori e ideali costruiti con la conoscenza e l’informazione quotidiana fungono da ago della bilancia: è qui che entrano in gioco la consapevolezza, il pensiero critico e la capacità di scegliere da che parte stare. Una capacità che parte dalla conoscenza dei fatti e delle vicende personali - quelle che diventeranno future memorie - dei protagonisti, quelle che gli organizzatori portano sul palco di Living Memory accanto all’analisi storica, accademica e sociale. 

Come nelle scorse edizioni, anche quest’anno al festival trovano ampio spazio i racconti di chi ha vissuto vicende intense nell’epoca più buia della storia, è riuscito a sopravvivervi e oggi si fa testimone di libertà, di scelta e di resistenza. Porteranno la loro testimonianza al festival i e le sopravvissute ai campi di sterminio:Tatiana e Andra Bucci, Bogdan Bartnikowski, Halina Birenbaum, Oleg Mandic e Edith Bruck; assieme a loro anche Liliana Manfredi, scampata alla strage nazista della Bettola e Regina Sluszny, salvata dai rastrellamenti nazisti in Belgio da una famiglia non ebrea che la fece passare per figlia propria salvandole la vita.

Accanto alle loro testimonianze, Living Memory propone i dialoghi di esperti, storici, sociologi, docenti universitari, ricercatori e professionisti del settore culturale, per offrire un approccio multidisciplinare alla memoria e far sì che essa divenga riflessione e analisi del nostro passato, da tradurre nella costruzione di un presente consapevole e un futuro di partecipazione alla collettività.

Il 29 gennaio un grande finale per la manifestazione con le memorie di Andra e Tatiana Bucci che si intrecciano e trovano ragione di attualità con le riflessioni sul presente portate da più voci fra cui quella (in collegamento) di Cecilia Strada di ResQ.

Fra gli spettacoli teatrali proposti, arte che ha sempre accompagnato le proposte di Living Memory, quest’anno c’è anche “Bent” (26 gennaio, Sala Filarmonica a Trento, 20.30) che affronta il tema dell’amore omosessuale e della sua stigmatizzazione e persecuzione da parte dei regimi nazista e fascista. Berlino 1934, Max e Rudy si amano, ma il regime nazista non tollera questo genere di amore e sono costretti a fuggire. I due giovani vengono arrestati dalla Gestapo e sul treno che porta a Dachau Rudy muore. La vita diventa esistere, essere in qualsiasi modo. Tutto questo è in scena, tutto questo sta succedendo. Al campo Max incontra Horst e tra i due nasce una stretta relazione, un lungo dialogo sotterraneo, che non può mai esplodere, ma che li tiene in vita. Al male si contrappone l’amore, motore silenzioso di tutto il dramma, nel suo sviluppo dialettico. 

Autore: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento