Agri Risk Management: a Madonna di Campiglio il sistema agricolo fa un salto di scala per governare l’incertezza
Non più mera gestione del rischio, ma governo dell’incertezza. È questo il messaggio che emerge dall’VIII^ edizione del Festival Agri Risk Management, che ha riunito a Madonna di Campiglio istituzioni, imprese, ricerca, finanza e sistema assicurativo per affrontare una delle sfide più strategiche per il futuro dell’agricoltura.
Ad aprire il confronto, Experts Talk Agri Risk, un tavolo di lavoro composto da attori altamente qualificati, che ha posto le basi per una riflessione strutturale sulle strategie di gestione del rischio nel sistema agricolo, oggi sempre più esposto a dinamiche climatiche, socioeconomiche e geopolitiche tra di loro interconnesse.
I numeri presentati da Andrea Stoppa, consulente internazionale, restituiscono con chiarezza la dimensione della sfida: secondo le analisi della Banca Mondiale presentate in anteprima, il Value-at-Risk della produzione agricola italiana può raggiungere i 3,5 miliardi di euro, una stima che rappresenta il livello di perdita potenziale annuale in scenari estremi, ma plausibili. Si tratta di eventi che, proprio per la loro intensità, sono in grado di mettere sotto forte pressione l’intero sistema agricolo.
Ciò che è emerso in modo molto chiaro è che il rischio non è più limitato a singole aziende o territori, ma assume una dimensione sistemica, nazionale o, addirittura, di livello internazionale, con impatti rilevanti sulla stabilità del reddito agricolo, sulle filiere e sull’equilibrio economico complessivo del settore. La stima, basata su modelli attuariali avanzati, prende in considerazione le perdite di produzione delle principali colture e del comparto zootecnico, offrendo una fotografia concreta della vulnerabilità del sistema agricolo di fronte a eventi climatici, e non solo, estremi.
A fronte di questa situazione di contesto, emerge con forza la necessità di sviluppare strumenti di gestione del rischio sempre più evoluti, capaci di affrontare anche scenari a bassa probabilità ma ad alto impatto, attraverso un approccio integrato che combini assicurazioni, mutualità, intervento pubblico e, sempre più, programmazioni e pianificazioni di strumenti finanziari e modelli di condivisione del rischio su scala più ampia. A livello europeo, lo studio di BEI–fi-compass, commissionato dalla Commissione Europea, indica la necessità di rafforzare gli strumenti di gestione del rischio, con strumenti di terzo livello e proposte che vanno dalla creazione di un pool assicurativo europeo, all’utilizzo dei mercati dei capitali e allo sviluppo di modelli parametrici. La logica è chiara: superare i confini nazionali e costruire una gestione del rischio sempre più sovranazionale e integrata.
“Oggi il rischio non è più un’eccezione, ma la normalità. E, soprattutto, è un rischio che non si può più affrontare da soli – ha dichiarato Giovanni Menapace, presidente Co.Di.Pr.A. Trento –. È necessario un cambio di paradigma: meno approcci individuali e più capacità di fare sistema, integrando strumenti, competenze e informazioni”.
“Il rischio oggi è climatico, ma anche economico, finanziario e connesso a dinamiche sociali (si pensi ai rischi demografici e relativi all’invecchiamento dell’imprenditoria agricola). Per questo, un efficace governo del rischio, capace di integrare approcci predittivi, programmatori e di adattamento, diventa una leva strategica per sostenere competitività e investimenti – ha sottolineato Andrea Berti, direttore area innovazione Asnacodi Italia –. Per questo, serve un approccio di sistema, che coinvolga player, pubblici e privati, condivida dati, informazioni, strumenti, tecnologia e visione”.
In questo scenario, è emerso come la trasformazione digitale rappresenti lo strumento strategico in grado di favorire le necessarie connessioni e, in ultima analisi, la condivisione dei dati, senza i quali non è possibile immaginare lo sviluppo di scenari predittivi e di adeguate e tempestive azioni di prevenzione e di abbattimento dei rischi a tutela della produzione agricola.
Tra i momenti più rilevanti dell’edizione 2026, la presentazione della Food Metaverse Platform, progetto strategico nazionale finanziato dal PNRR, che punta a creare un’infrastruttura digitale condivisa per connettere imprese, filiere e territori.
“L’innovazione non è più un’opzione, ma una condizione necessaria – ha evidenziato Marica Sartori, presidente F2F società di scopo che grazie ad un importante finanziamento pubblico, nell’ambito del Pnrr, ha investito oltre 21 milioni di euro per la realizzazione del principale ecosistema digitale nazionale del settore agritech, e direttore Co.Di.Pr.A. –. La capacità di integrare dati, tecnologia e attori del sistema è oggi il vero elemento distintivo per rendere l’agricoltura più resiliente e competitiva”.
A livello locale, con l’iniziativa Agrilogia, è in fase di perfezionamento una collaborazione fra soggetti imprenditoriali dei settori delle nuove tecnologie e dell’agricoltura, per la messa a fattor comune di esperienze, competenze e nuove opportunità in ambito agritech.
Food Metaverse Platform costituisce un passaggio che segna un’evoluzione non solo tecnologica, ma anche culturale, come sottolineato da Roberto Mancini, amministratore delegato di Diagram:
“Il futuro dell’agricoltura passa dalla capacità di trasformare i dati in decisioni e le connessioni in valore. Piattaforme come la Food Metaverse Platform rappresentano un’infrastruttura strategica per costruire una gestione del rischio sempre più predittiva e integrata”.
Le analisi presentate nel corso del Festival confermano, inoltre, che la condivisione del rischio a livello sovranazionale può ridurre significativamente i costi, con una diminuzione dei premi tecnici fino al 25% a livello di prodotto e di circa il 12,5% a livello aggregato.
Dalle politiche pubbliche alla finanza, dall’innovazione assicurativa alla mutualità, fino al ruolo crescente dei dati, il Festival ha delineato un percorso chiaro: la gestione del rischio deve evolvere in un sistema coordinato, integrato e orientato al lungo periodo.
Il Festival Agri Risk Management 2026 si conferma così come un vero e proprio laboratorio di sistema, anche grazie agli esiti di cinque workshop tematici, capace di mettere in connessione competenze, strumenti e visioni per affrontare l’incertezza non come limite, ma come nuova dimensione da governare.