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Il non voto: un segnale di crisi delle comunità

All’interno dell’Agosto Degasperiano, il sociologo Ilvo Diamanti ha affrontato il tema della partecipazione democratica, e di come questa si stia evolvendo nel tempo. Roberto Simoni: “Il tema della partecipazione è per noi fondamentale, per presidiare le nostre imprese cooperative e le comunità in cui sono inserite”.

Nella serata di ieri, la rassegna “Agosto degasperiano – Allenare la democrazia” ha proposto alla palestra comunale di Civezzano l’incontro “Il popolo del non voto”, con il sociologo e sondaggista Ilvo Diamanti in dialogo con Giacomo Bottos, direttore di Pandora Rivista. L’iniziativa, realizzata dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi in collaborazione con Pandora Rivista e Federazione Trentina della Cooperazione, ha posto al centro il tema del crescente astensionismo politico.

Diamanti ha ribadito che il non voto non può essere liquidato come disinteresse: “È un segnale, un atto che può assumere forme e significati diversi: protesta, rifiuto, distanza da un tema”. Ha riflettuto sulle trasformazioni del sistema politico: “La democrazia rappresentativa si fonda sulla mediazione dei partiti, dei corpi intermedi, dei mediatori. Ma oggi si vuole affermare una democrazia immediata in cui sembra possibile decidere su tutto, in tempo reale. Ma è davvero democrazia questa?”. Ha poi richiamato più volte il senso di stare insieme, di fare comunità come antidoto alla scarsa partecipazione: “Io sono contento di vedervi qui oggi, fisicamente presenti, non separati da dei dispositivi. Con gli altri si sta meglio che da soli o, per non essere troppo ottimisti, con gli altri si è certamente meno infelici che da soli”. Ha quindi chiosato richiamando il concetto di globalizzazione espresso dal sociologo Anthony Giddens: “oggi tutto ciò che succede in qualsiasi parte del mondo produce effetti immediati anche su di noi, ovunque ci troviamo”. Un fenomeno che, secondo Diamanti, segna la nostra quotidianità e influisce nettamente anche sulla partecipazione politica.

Roberto Simoni, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, ha salutato la platea all’inizio del panel: “Nel 130° anniversario della Federazione abbiamo voluto sostenere una rassegna che propone spunti molto vicini al nostro sentire e al momento che stiamo vivendo come movimento cooperativo. Il tema della partecipazione è per noi un tema fondamentale, per presidiare le nostre imprese cooperative e le comunità in cui sono inserite. I segnali che ci arrivano anche dalla partecipazioni alle elezioni non ci confortano e ci stimolano a riflettere per trovare soluzioni”.

Civezzano era una tappa d’obbligo – spiega Marco Odorizzi, direttore della Fondazione - perché Alcide De Gasperi qui visse anni decisivi, scoprendo la bellezza della partecipazione. Il tema del popolo del non voto si lega a questa riflessione: capire le ragioni dell’astensione senza giudicare, per rivitalizzare la partecipazione democratica. La storia di De Gasperi e della Federazione ci ricorda che grandi percorsi sono nati da poche persone determinate: la loro testimonianza ha mosso molti e resta una lezione per il Trentino e per la cooperazione”.

L’incontro di Civezzano è stato il decimo appuntamento dell’“Agosto degasperiano – Allenare la democrazia”, rassegna che ha visto tra i protagonisti Lilian Thuram, Marco Aime, Serena Danna, Annalisa Camilli, Michele Ainis, Michela Ponzani, Silvia Bencivelli, Luigi Manconi, Gianfranco Astori e Francesca Melandri. Lo aveva preceduto, lunedì 25 agosto a Castel Ivano, l’incontro con il linguista Giuseppe Antonelli. L’ultimo appuntamento è previsto sabato 6 settembre nella Sala inCooperazione di Trento, con lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini.

Autore: Area comunicazione e marketing Cooperazione Trentina - Alessandro Girardi