27 gennaio 2026
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Halina Birenbaum a Living Memory: “La mia vita è iniziata dalla fine, ma c’è sempre speranza. L’amore vince sempre”

Living Memory chiude l'edizione 2026 con la testimonianza di Halina Birenbaum al centro della giornata conclusiva svoltasi nella sala della Cooperazione Trentina dopo aver portato incontri, mostre, dibattiti e approfondimenti in sei territorio in tutta la provincia di Trento incontrando studenti e cittadinanza.

Non solo una commemorazione per la Giornata della Memoria, ma un impegno diffuso e costante a trasformare la conoscenza storica in un essenziale strumento di comprensione della complessità e di impegno civile.

Halina Birenbaum, sopravvissuta ai Lager, ospite di Living Memory, ha emozionato e stimolato alla riflessione sul ruolo di ciascuno all’interno della storia contemporanea. “Auschwitz non si costruisce in un giorno, ciascuno è chiamato a vigilare perché nella quotidianità non si ritornino pensieri e situazioni  che, lentamente, hanno portato ai campi” ha ricordato Halina, in un lungo, emozionante racconto che l’ha vista, ragazzina di 10 anni, vivere il ghetto, i rastrellamenti, la scomparsa del padre e poi la morte della madre nei campi, del fratello e della cognata Hela. Un racconto che sembra uscito da un film, e invece è realtà: salva un po’ per caso un po’ per qualche sprazzo di umanità delle persone che ha incontrato, ha convissuto con la morte negli anni di internamento nei Lager ed ha affrontato la Marcia della Morte. Halina è sopravvissuta, e oggi racconta: “La mia vita è iniziata dalla fine, dal peggio. Fin da subito ho deciso di raccontare, volevo far sapere a tutti cosa era successo e oggi, a 96 anni, sono un po’ sorda, non vedo più bene, ma continuo a raccontare. la speranza non muore mai, è questa la mia storia, c’è sempre amore ed è quello che ci salva, tutti, anche in un posto come il campo”.  Un’ora e mezzo di racconto, senza interruzioni, senza esitazioni. Birenbaum ha regalato ai presenti parole per descrivere l’orrore di uno sterminio industriale, pensieri e riflessioni per ragionare sull’oggi rimanendo nella complessità, imparando a viverla e comprenderla senza abbandonarsi alle facili semplificazioni offerte dalla polarizzazione della comunicazione via social o alla pancia delle piazze. Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino, ha esortato i giovani a non cadere nell’indifferenza complice che ha reso possibile lo sterminio e che anche oggi lascia spazio al ritorno di populismo ed intolleranza. Sul palco anche Jadwiga Pinderska-Lech, direttrice della casa editrice del Museo di Auschwitz-Birkenau e Giorgia Proietti, coordinatrice del Lims dell’Università di Trento: “La storia contemporanea è più complessa perché al rigore scientifico si affianca, inevitabilmente, l’emozione, più facile è discutere di fatti lontani come la storia antica, perchè qui non siamo portati a tifare. La distanza dai fatti è un elemento sottovalutato”.

La storia e la memoria proposte come lenti attraverso le quali leggere l’oggi senza semplificazioni ma, al contrario, riuscendo a cogliere la complessità degli eventi. Un caleidoscopio di incontri con esperti di diverse discipline perché per cogliere la complessità è necessario guardare la realtà da diversi punti di vista e con diverse competenze, questo è stato Living Memory 2026 che si è concluso ieri con l’appuntamento al prossimo anno.

Autore: Ufficio Stampa Living Memory