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Incontro tra Fondazione Mach e vertici del comparto agricolo trentino  

A San Michele all'Adige si è tenuto un incontro tra la Fondazione Edmund Mach e il mondo agricolo trentino per un aggiornamento sulle attività tecnico-scientifiche e didattiche a supporto del comparto, contenute nei documenti programmatici recentemente approvati dal Consiglio di Amministrazione.

Quattro i grandi temi su cui si è sviluppato il confronto, che si è svolto presso l'aula magna: istruzione e formazione per il mondo agricolo, aggiornamento sulle emergenze fitosanitarie, ricerca per il mondo agricolo, sviluppo e potenziamento delle infrastrutture di supporto tra cui nuove serre e laboratori.
All'incontro erano presenti i principali attori dell'agricoltura trentina che ruotano attorno al mondo frutticolo, viticolo ed enologico, zootecnico e lattiero-caseario.

Il presidente Mirco Maria Franco Cattani, il direttore generale Mario Del Grosso Destreri, la dirigenza al completo con Mario Pezzotti del Centro Ricerca e Innovazione, Claudio Ioriatti del Centro Trasferimento Tecnologico e Manuel Penasa del Centro Istruzione e Formazione, hanno illustrato nel dettaglio il piano delle attività di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico che impegneranno la FEM nei prossimi tre anni.

Il presidente Mirco Maria Franco Cattani ha evidenziato l'importanza di questo momento di confronto che ha l'obiettivo di illustrare nel dettaglio l'intensa attività di FEM con particolare riferimento alla lotta alle fitopatie. "Oggi abbiamo voluto porre l'attenzione su attività e fatti concreti e importanti per gli agricoltori - ha sottolineato, auspicando che questo incontro sia il primo di una serie -. FEM è un ente fortemente contribuito dalla comunità trentina e, quindi, ha un obbligo importante di fornire risultati specifici, precisi e all'altezza delle esigenze. Sentiamo l'onere e al tempo stesso l'onore, di adempiere a questa funzione che da quasi 150 anni l'ente offre a beneficio della comunità trentina e non solo, visto i consensi che raccoglie dalla comunità scientifica nazionale e internazionale e dai fruitori privati". 

Focus, soprattutto, sulle emergenze fitosanitarie che minacciano le principali colture trentine con l'illustrazione delle attività di monitoraggio, sperimentazione e ricerca messe in campo dalla FEM per fronteggiarle, ivi inclusa l'attività di comunicazione costante e intensa: dal punto sulla flavescenza dorata agli scopazzi del melo, passando per il colpo di fuoco, gli organismi di nuova introduzione, come cimice asiatica, Drosophila suzukii e potenziali nuovi organismi invasivi.
In estrema sintesi, seguono alcuni aspetti importanti nell’attività di FEM per le emergenze fitosanitarie, riferiti a quanto svolto nel 2021.

Scopazzi del melo

l monitoraggio ufficiale è stato condotto su 216 ettari per un totale di 757.000 piante monitorate, di cui sintomatiche 5.000 (0,67%). La ricerca è impegnata nella valutazione del ruolo della cicalina Orientus ishidae, specie aliena da pochi anni presente in Trentino, quale potenziale vettore, e nel sequenziamento di ceppi di questo fitoplasma.

Colpo di fuoco

Nel 2021 si è assistito ad un decremento della virulenza della malattia, che nel 2020 aveva colpito soprattutto la Valsugana. Nel 2021 sono stati rilevate piante sintomatiche in 32 siti positivi, prevalentemente riferibili a giovani impianti realizzati nel 2021. L’attività di ricerca si occupa dello studio genetico del batterio patogeno (Erwinia amylovora), del ruolo delle api nell’epidemiologia, della sensibilità ei diversi ceppi del batterio ai trattamenti con rame, ed infine della valutazione dell’impatto del microbioma dei fiori di melo sulla virulenza del batterio allo scopo di selezionare microrganismi per controllare la malattia.

Flavescenza dorata

Il monitoraggio dell’insetto vettore Scaphoideus titanus ha rilevato popolazioni importanti e diffuse, in significativo aumento. L'estirpo delle piante colpite è fondamentale. L’attività di ricerca spazia dalla messa a punto della tecnica della confusione vibrazionale per il controllo del vettore al sequenziamento del genoma completo del patogeno, alla verifica del ruolo di piante spontanee ed infestanti quali potenziali serbatoi di inoculo, allo studio del ruolo di cicaline diverse da S. titanus come possibili vettori.

Deperimento e moria del melo

Nel 2021 il fenomeno è ricomparso in maniera grave. I primi sintomi si sono osservati alla ripresa vegetativa: le piante, in particolare Gala, presentavano profonde spaccature della corteccia del fusto. La FEM è impegnata a individuare le aree più soggette a questo fenomeno, andando a indagare sulla base dei dati raccolti i fattori scatenanti rappresentati dal clima e dalle caratteristiche del terreno, accanto a fattori specifici.

Drosophila suzukii

Nel 2021 le infestazioni sulle colture sensibili sono state molto contenute. È in corso una campagna di monitoraggio e rilascio del parassitoide G. brasiliensis. Le vespine sono state rilasciate in 12 siti provinciali e 36 nazionali; nel 2022 sono in programma rilasci su 20 siti provinciali e 170 nazionali. L’identificazione di alcuni tra i primi individui emersi conferma l’avvenuto insediamento di G. brasiliensis a seguito delle introduzioni.

Cimice asiatica

Nel corso del 2021 (2° anno di rilasci in Trentino) è stato lanciato il parassitoide Trissolcus japonicus (“vespa samurai”) in 41 siti provinciali mentre al contempo è stato condotto un monitoraggio che ha confermato l’avvenuto insediamento degli individui rilasciati nel 2020. Nel 2022 sono in programma rilasci in 43 siti.

Potenziali nuove specie invasive

Attività di monitoraggio e sperimentazione sono in corso per alcune nuove specie invasive, alcune delle quali potrebbero dar luogo ad emergenze nel prossimo futuro. Tra queste si ricordano, per il melo, Venturia asperata, con sintomi simili alla ticchiolatura, e per la vite due insetti, Popillia japonica e Lycorma delicatula, e due patologie fungine, il marciume nero (Black rot) e l’agente di antracnosi della vite. Queste ultime due, in particolare, risultano attive anche nei confronti di varietà resistenti a peronospora e oidio; sono in corso indagini genetiche e fenotipiche mirate ad identificare la relazione tra i patogeni e i meccanismi di resistenza della pianta.


Fonte: Ufficio Stampa Fondazione Edmund Mach