Presentato il libro "Marcello Farina: il balsamo dell'inquietudine"

Fresco di stampa alla Piazza inCooperazione di via Segantini a Trento dove è stato presentato il libro dedicato a don Marcello Farina, mancato lo scorso novembre e profondo studioso e conoscitore del movimento cooperativo trentino.

E’ stato dedicato a don Marcello Farina e al libro a lui dedicato, curato dal giornalista e scrittore Alberto Folgheraiter, la nuova edizione del ciclo di incontri promossa dall’Associazione Donne in Cooperazione, realtà che si distingue per l’attenzione alla cultura, alla riflessione sociale e alla valorizzazione del ruolo femminile nel mondo cooperativo. Ad aprire l’incontro il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Roberto Simoni, che ha sottolineato come «la grande partecipazione di questa sera racconti quanto don Marcello Farina abbia lasciato una traccia profonda nella nostra comunità, accompagnando persone e realtà del territorio con profondità di pensiero e grande generosità».

Dopo il successo dell’edizione di un anno fa denominata “Donne con la valigia”, il calendario 2026 è stato inaugurato nel tardo pomeriggio di ieri alla Piazza inCooperazione con la presentazione del volume “Marcello Farina: il balsamo dell’inquietudine”.

Pubblicato a fine 2025, poche settimane dopo la sua scomparsa, l’iniziativa editoriale vuole essere un tributo alla figura di don Marcello Farina, sacerdote e intellettuale capace di lasciare un segno profondo nella comunità trentina e nel mondo della cooperazione. Il volume raccoglie interviste e testimonianze di amici e collaboratori, offrendo un ritratto corale della sua personalità e del suo pensiero. Come ha ricordato l’autore Alberto Folgheraiter, «questo libro nasce anche dal desiderio di raccogliere ricordi e testimonianze di chi ha conosciuto don Marcello Farina, una figura che per molti è stata un punto di riferimento umano e culturale».

Nato nella valle conosciuta (ieri come oggi) con l’appellativo di “Culla della Cooperazione Trentina” perché qui nacque con Lorenzo Guetti e perché qui vennero create sul finire del Milleottocento le prime imprese cooperative, don Farina ne ha approfondito e rilanciato l’eredità, richiamando con forza i valori della giustizia sociale, dell’emancipazione dei più deboli e di un modello cooperativo fondato su reciprocità, solidarietà e bene comune. Un modello che, secondo lui, sarebbe dovuto restare fedele alla propria anima originaria anche di fronte alle trasformazioni del presente. «Don Marcello Farina ha saputo raccontare e interpretare con profondità la figura e il pensiero di don Lorenzo Guetti», ha ricordato Michele Dorigatti, direttore della Fondazione don Guetti. «Nel suo lavoro di studioso e divulgatore ha contribuito a mantenere viva l’eredità culturale e civile del fondatore della cooperazione trentina, aiutandoci a comprenderne l’attualità anche oggi».

Profondo e appassionato, don Farina sapeva generare un’“inquietudine positiva”, capace di spingere alla ricerca di senso e di autenticità. Come ha ricordato don Franco Pedrini, amico personale di Farina, «la sua era un’inquietudine positiva, capace di non accontentarsi e cercare sempre nuove domande e nuove strade».

Nelle pubblicazioni che formano la sua biblioteca autografa particolarmente ricca e nelle sue lezioni citava spesso pensatrici del Novecento come Simone Weil, Hannah Arendt, Etty Hillesum e María Zambrano, che definiva “cuori pensanti”: donne protagoniste della storia, impegnate per la libertà, la giustizia e la verità, esempio anche per una Chiesa chiamata a rinnovare il proprio sguardo sul ruolo femminile.

La serata è stata moderata da Nadia Martinelli, componente dell’attuale direttivo e già presidente dell’Associazione Donne in Cooperazione.

Tra il pubblico erano presenti numerosi amici, collaboratori e persone che negli anni hanno condiviso con don Farina percorsi culturali e umani.

Autore: Ufficio Stampa e Comunicazione Cooperazione Trentina
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